id="left">Uscito nel 1886 insegnò agli Italiani ad amare la loro Patria, a rispettare il prossimo, oltre ad innalzare valori come la carità, il sacrificio e l'amore per i genitori.
I personaggi dei racconti provenivano da varie regioni[:)], portando un messaggio di unità, nonostante le varie culture territoriali del tempo.
Dall'anima genuina di Garrone, a quella del "cattivo" Franti, passando per il bello e nobile (oltre che ricco) Derossi.
Chi del forum ne ha letto nel tempo qualche pagina?[:)]
quote:Risposta al messaggio di Geogalle inserito in data 21/10/2013 22:11:55 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Un libro assolutamente diseducativo. Alle elementari ce lo fecero leggere. Per fortuna i miei genitori mi aprirono gli occhi su molte cose. Ai miei figli, per fortuna, a scuola non lo hanno fatto leggere. Lo abbiamo letto a casa ma con tutte le dovute critiche che questo libro merita. Un libro troppo complesso per riuscire a far comprendere ai bambini quello che contiene scavalcando gli aspetti superficiali e maggiormente diseducativi. A parte i racconti inframmezzati, per altro (tranne dagli Appennini alle Ande) pervasi di un bellicismo soffocante. Diseducativo sul piano sociologico. Il padre di Enrico dice al figlio che lui andrà alle superiori, al ginnasio, mentre gli altri andranno a lavorare. Un mondo senza quasi speranza di riscatto sociale. Garrone non ambisce a nulla e come un mantra vero per tutti i ragazzi di quella scuola finirà per fare il lavoro del padre. O l'atto della carità alla madre del ragazzino col braccio paralizzato. Carità, cristiana alcuni direbbero, ma io la vedo solo come un dare un nulla per liberarsi la coscienza ma senza donare alcuna possibilità di miglioramento. Un dare che conferma chi sta in alto e chi in basso. Oppure di quando il benestante Enrico va col padre a trovare il piccolo disadattato (mi pare Franti) in prigione con tutta la retorica che ne scaturisce a conferma del "tale padre, tale figlio". Franti in contrapposizione allo sdolcinato perbenismo asettico di Garrone. Franti, nel libro un disadattato, ma in realtà una confessione dell'impotenza e della incapacità della scuola di allora! Comprendo che fu scritto 25 anni dopo l'unità d'Italia, ovvero 126 anni fa e quindi fotografa la società di allora. Oggi, senza i dovuti accorgimenti, è un libro dannoso e come tale dovrebbe riportare l'avviso: "vietato ai minori non accompagnati da un adulto". E ne avrei da dire per intere pagine! Unica nota positiva del libro è quando il maestro accoglie un "piccolo italiano nato a Reggio Calabria" dicendo alla classe: "vogliategli bene (...) fategli vedere che un ragazzo italiano, in qualunque scuola italiana, trova dei fratelli". Ma non è una rondine a far primavera! iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 22/10/2013 11:58:51 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Oggi come oggi, infatti, il suo valore è quello di far capire come si "declinasse" la pedagogia nelle passate generazioni, e quindi come queste si siano formate, non certo quello di essere d'esempio per quelle attuali.
quote:Risposta al messaggio di mapalib inserito in data 22/10/2013 12:20:39 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> È quello che intendevo dire asserendo che è un libro dannoso e come tale dovrebbe riportare l'avviso: "vietato ai minori non accompagnati da un adulto". Adatto a adulti interessati alla pedagogia e alla maieutica del passato da non prendere ad esempio e far tesoro degli errori commessi. Non adatto a bambini in ogni caso! iCalosci [:D]
www.regoleo.altervista.org quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 22/10/2013 11:58:51 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Esagerato e lapidario, come sempre. Per fortuna i ragazzini di oggi sanno molto meglio di tanti adulti, come interpretare certe letture. E in ogni caso molto meglio quello che non le sparatorie e gli squartamenti di certi cartoni animati o videogiochi. Se non avessi specificato "Comprendo che fu scritto 25 anni dopo l'unità d'Italia, ovvero 126 anni fa e quindi fotografa la società di allora." ti avrei anche capito. Con immutata stima. [;)]
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A casa di mia nonna girava questo libro. Un vero elenco di crudeltà illustrate da applicarsi ai bambini che non si comportano bene. Ecco alcuni brani:
http://www.filastrocche.it/contenuti/pierino-porcospino/
http://it.wikisource.org/wiki/Pierino_Porcospino/La_storia_di_Giannino_Guard'in_aria
http://it.wikisource.org/wiki/Pierino_Porcospino/La_storia_del_bambino_che_si_succhia_i_pollici
http://www.filastrocche.it/contenuti/la-tristissima-storia-degli-zolfanelli/
Quello si che era un libro diseducativo. Uscito in Italia nel 1947, già noi del 50/55 ce ne facevamo beffe e grandi risate, nonostante oggi non sarebbe mai ammesso in un asilo o in una scuola elementare. I bambini grazie al cielo, sanno distinguere la finzione dalla realtà, molto meglio degli adulti.
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