quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 22/10/2013 12:04:53 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Beh non vorrai mica avere la presunzione di sapere con certezza che io ero a casa o a rilassarmi a quell'ora? In effetti, dopo 8 ore di lavoro stressante stavo aiutando mia figlia a raggiungere un suo obiettivo per la scuola e così, scarpe ai piedi, cronometro alla mano, stavamo correndo per le vie della città. Non diamo mai nulla per scontato [;)] Anche nel mio lavoro se sbagli o se sbagliano gli altri ( più spesso[:I]) prendo io (sob) le critiche feroci, non è una prerogativa dei musicisti o di chi cerca la perfezione. Poi ognuno di noi cerca la perfezione in ciò che fa, è questo il segreto di chi ha una vera passione ed amore per il proprio lavoro. PdA
quote:Risposta al messaggio di poesiadAmore inserito in data 22/10/2013 15:40:29 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Scusa, non intendevo presumere nulla. Intendevo sottolineare che in genere un musicista lavora quando gli altri hanno terminato di lavorare! Tutto qua! Quando parlo di perfezione dell'esecuzione intendo una cosa differente da quella che (forse) stai intendendo tu. Se, come ingegnere, faccio errori in fase progettuale... poco male! cancello, ripeto e ho il progetto. Io lavoro anche come ingegnere del suono. In post produzione lavoro senza stress. Nel montaggio si fanno errori e si corregge tutto fino ad ottenere un file audio perfetto. In esecuzione... non ho seconde possibilità. L'errore se scappa resta! Ma non è la nota singola errata che crea problemi. Spesso, se in un passaggio veloce, non se ne accorge nessuno. Il problema è se si sbaglia una scelta di tempo (troppo veloce o troppo lento), una scelta di suono, o un ingresso, dopo lunghe pause, non preciso. Capita. Capita perché si suona sempre in teatri differenti con differenti acustiche (secche, ridondanti, sbilanciate (non lineari nella restituzione delle frequenze). Alcune ore prima dell'esecuzione è vero che si ha la possibilità di provare la sala, ma è anche vero che la si prova in assenza di pubblico. Pochissime sale e teatri non variano pesantemente l'acustica e la risposta in frequenza con la presenza del pubblico. Solo il teatro Pedrotti del conservatorio di Pesaro e la Sala verdi del Conservatorio di Milano hanno questa caratteristica tra le sale che io conosco. A questo aggiungi che col pubblico cambia temperatura e umidità e i nostri strumenti (soprattutto se con corde di budello) ne risentono tantissimo! Tutte cose che ci rendono un campo minato il suonare in pubblico! iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 22/10/2013 17:19:02 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Ecco vedi, ci sono mille sfumature in una stessa cosa. C'è chi vede solo la mansione in sè, magari demotivato da situazioni contingenti difficili a volte addirittura drammatiche ( parlo dal punto di vista lavorativo) e c'è chi è in grado di cogliere differenze anche nell'esecuzione di una stessa azione. Da queste persone mi lascio trasportare e cerco, dove possibile, di farmi contagiare dalla voglia di migliorare, di trovare del nuovo in ciò che pare routine. Questo credo ci salvi, la fantasia e la capacità di mettersi in gioco senza adagiarsi in un ruolo stabile e all'apparenza non modificabile. Dovremmo cercare in ambito lavorativo di rinnovarci ogni giorno e di ritrovare in noi stessi o negli altri, nei loro sorrisi o grazie ( per chi ha la fortuna di averne-io si) la voglia di migliorare sempre più. PdA
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 22/10/2013 18:00:09 Personalmente lavorando nella Pa tengo molto alla mia identificazione malgrado anni di luoghi comuni e insulti nei nostri confronti. >> O.T. Sembra lo sport nazionale! Eppure se non ci fosse chi lavora nella PA tutto si bloccherebbe. Spesso si blocca tutto perché gli organici sono sottodmensionati o non vengono dotati degli strumenti necessari per compiere efficacemente il proprio lavoro. Poi, come se non bastasse, aggiungiamo anche alcune leggi, norme e regolamenti che rallentano tutto... Alla fine, agli occhi dei più, il mangiapane-a-tradimento è il lavoratore della PA. Fine O.T iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 22/10/2013 18:00:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>condivido. è proprio la passione a fare la differenza. la passione ti fà superare gli ostacoli e le frustrazioni, ti rende motivato a migliorarti e a dare il massimo. il mio lavoro è anche la mia passione, aiutare le persone nel momento della malattia quando sono più indifese (e anche più vere)mi fà sentire viva e utile. in questo mondo così profondamente ingiusto se c'è un momento in cui si torna con i piedi per terra e in cui ci si rende conto di cosa è davvero importante nella vita, è proprio quello della sofferenza. da questo cerco di imparare a piene mani mettendo al centro della mia esistenza le cose preziose, le emozioni, la semplicità. funziona! [:)] elena
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 22/10/2013 18:00:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> I "luoghi comuni" non nascono "casualmente" ma nascono da eventi, situazioni e comportamenti che per lungo tempo hanno influenzato la societa', e dove il popolo facilmente ricollega un evento, situazione o comportamento avvenuto in passato, che sia questo positivo o negativo. Ovviamente non e' la verita' assoluta, ma molti "luoghi comuni" bisogna tenerli in considerazione, soprattutto quando da quelli, nascono alcuni proverbi! Essendo nato e vivendo a Roma, so MOLTO BENE perche' il dipendente statale rimane diciamo...antipatico. Si sa che Roma e' la capitale dei ministeri, degli enti e comunque dell'impiego statale. Solo il comune di Roma mi sembra conta piu' di 60.000 dipendenti, poi c'e' la provincia, la regione, e tutti gli organi di stato, parlamento, senato, quirinale ecc. ecc. ecc ecc. e c'e' pure il Vaticano, non ci manca proprio nulla! Quindi dove non arriva la politica...ci pensa la chiesa, e viceversa! Il lavoro statale non e' soltanto un "posto fisso", ma anche un pacchetto di agevolazioni che un dipendente privato si sogna, tipo maternita', malattie, infortuni, diritto allo studio ecc...adesso NON venitemi a dire che sono state conquistate dai "movimenti del '68" che mi vien da ridere, queste cose insieme alle 8 ore lavorative, assegni famigliari, ecc, le ha fatti qualcun'altro 30 anni prima! Ovviamente ho molti parenti e amici impiegati dello stato, alcuni dei grandi lavoratori insomma persone serie, ma la grande maggioranza sono dei veri parassiti sociali, assenteisti e truffatori. Una volta ho litigato con un mio zio, perche' vantava il suo assenteismo al ministero...altri si organizzavano le malattie a turno...loro le chiamano "licenze"... Per fortuna i tempi stanno cambiando, un po' per una cultura generale piu' elevata, un po' per i mezzi di comunicazione e di controllo piu' veloci, un po' per un maggiore controllo delle spese pubbliche e delle risorse umane...ma quello che hanno combinato dagli anni '60 fino agli anni '90, solo Dio lo sa! Se l'Italia ha un debito pubblico tra i piu' grandi del mondo e anche grazie ai crimini di quel periodo. ************ Niente riferimenti alla politica fuori dall'apposito, grazie Lo Staffid="green"> Mirko
quote:Risposta al messaggio di Mirkosway inserito in data 22/10/2013 21:25:43 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Sostenere che la grande maggioranza dei lavoratori nello stato sono dei veri parassiti sociali, assenteisti e truffatori è alquanto sommario e azzardato. Sarebbe come se io affermassi che la maggioranza dei liberi professionisti sono evasori fiscali,incompetenti e improvvisati.Il tutto perche' il mio idraulico,l'elettricista,il meccanico,il falegname non mi rilasciano la fattura o perche' con i tempi di oggi si cambia in continuazione mestiere. Niente di piu' sbagliato emettere un giudizio campionando dieci o cento persone su milioni,semplicemente questione di statistica( errata) Concordo con te che gli statali hanno avuto e,in parte hanno ancora privilegi che gli altri non hanno e,non per ultima la famosa legge che nel mio settore dava la possibilita' alle donne di andare in pensione con 15 anni 6 mesi e un giorno.Anche per questo oggi ci vogliono fare lavorare fino a 70 anni. Pero' mi permetto di farti notare che alcuni dati che citi sono inesatti e soggettivi di alcune persone quindi non sei l'ISTAT e posso affermare che sbagli nella tua sommarieta' di accuse. Tu,per esempio,che lavoro fai ?
quote:Risposta al messaggio di marcoalderotti inserito in data 23/10/2013 05:28:38 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Purtroppo caro Marco confermo quello che ho scritto, come confermo che fortunatamente le cose stanno migliorando. Alcuni enti statali a Roma avevano fino al 96% (novantasei)[:0] di assenteismo, situazione che e' andata avanti per anni! Un dipendente timbrava la mattina piu' di 50 tesserini! Assenteismo e' anche quando timbri l'ingresso e poi ti assenti tre ore per andare a fare la spesa o affari personali. Purtroppo queste situazioni sembrano assurde, ma sono persevarate per decenni e decenni. Ogni tanto qualcuno che eagera eccessivamente viene denunciato, tipo quello che ha aperto un bar a cui si dedicava completamente, proprio di fronte al suo posto fisso... ma gli statali hanno anche il pregio di essere "intoccabili". Ovviamente quando succedono fatti di assenteismo o fancaxxismo, bisogna considerare anche la complicità e l'omertà degli altri colleghi. Negli ultimi anni i meccanici, gli elettricisti, gli idraulici hanno cominciato a emettere fatture o lasciare ricevute, anche per un discorso di garanzie. Ma se oggi l'evasione fiscale e' comunque alta, un tempo era pressoche' totale! Per non parlare del lavoro nero. Tutto questo fino agli anni '90, poi con l'ennesimo scandalo di "tangentopoli" e la nascita della Lega, e altri motivi che gia' ho citato, c'è stata una "scossa" che ha sensibilizzato l'opinione pubblica, le cose stanno cambiando, lentamente... e intanto sono passati altri 20 anni! Questi sono fatti e storia, non e' un mia semplice impressione o "luoghi comuni". Io lavoro in una grande societa' privata che si occupa di vigilanza e videosorveglianza. Mirko
quote:Risposta al messaggio di Mirkosway inserito in data 23/10/2013 06:49:11 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Francamente, io giudico quello che vedo. Alla fine degli anni 60 nascevo, negli anni 70-90 studiavo. Nell'ufficio dove lavoro io non ho mai visto nessuno con due badge. Se altrove si comportano male, non danneggiano solo voi, ma anche e sopratutto i colleghi, personalmente non ho nessuna pietà. Ma con questa storia dei ministeriali a Roma (che non conosco per cui non giudico) si dimentica tutto un mondo, fatto di infermieri che lottano con i disgraziati la notte nei PS, di poliziotti sottopagati che prendono botte negli stadi, di gente che fa nottata durante le alluvioni e terremoti etc etc ... Nulla di eroico, a mio avviso, nulla che dovrebbe essere ricordato, perché si è pagati per quello, ma delle volte si è anche stufi di doversi solo difendere. Io ho anche esperienza lavorativa nel privato, so cosa vuol dire stare da ambo le parti, oltretutto aiutai ad aprire una azienda e quindi conosco bene le difficoltà iniziali di chi intraprende. Ritengo anche stupide anche le difese di categoria a prescindere, sappiamo tutti che in ogni professione ci sono pecore nere, vandali, colleghi da cui prendere sentitamente le distanze. Non credo che Calosci difenda a spada tratta tutti i professori universitari o i concertisti, o marcoaldreotti tutti i docenti. Ci si deve sempre riferire alla propria professione se fatta con passione e serietà.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di Mirkosway inserito in data 23/10/2013 06:49:11 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Va bene,non conosco la situazione negli enti da te citati,anche se ho visto programmi televisivi in cui una persona timbrava diversi cartellini. Nella scuola,questo non puo' accadere,sarebbe abbandono di minore e se si puo' discutere sulla qualita' degli insegnanti non si puo' certo parlare di assenteismo tra i docenti a scuola.