In risposta al messaggio di dani1967 del 01/09/2016 alle 14:06:43
Ovviamente la mia osservazione non era su di te ma per evidenziare un tipico errore logico, confondere difficile con pericoloso,spaventoso con rischioso. Ti faccio un altro esempio, se vai alla parete dei militi di Bardonecchia,alla base trovi, oltre che i climber, decine di turisti, curiosi, specialisti del bbq, qualche camper. Nessuno ragiona sul fatto che sopra ci sono 500 metri di parete verticale, con vie di arrampicata, e che possono cadere blocchi sia naturalmente che provocati; e ci arrivi in ciabatte. Io ci sto solo col casco. Sulle Ande io presi da Huaraz una escursione di tipo assolutamente turistico verso il M. Pastoruri. Ci hanno scaricato col bus alla base di un ghiacciaio a più di 5000 mt, peraltro non del tutto secco, dove tutti i turisti sono scesi ed hanno cominciato a salire sul ghiacciaio, in mezzo ai crepacci. Inoltre salivano anche i cavalli per i più pigri !! Insieme a noi una ragazza danese al 5° mese di gestazione, che era già cascata per terra quando è scesa dall'aereo a Cuzco (differenziale di quota tra Danimarca , zero, e 3000 metri di quota, in un secondo), tutta tranquilla. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
sempre leggermente OT, sto cercando di convincere mia moglie per un viaggio nel 2018 in Perù, ma per adesso non sono ancora riuscito a farle cambiare idea, teme che l'altitudine ci possa creare problemi, ma io penso che se si sta attenti, cercando di non affaticarsi troppo si possa andare senza rischiare, d'altronde sui 3.000 metri ed anche qualcosa in più siamo andati più volte.
In risposta al messaggio di Marino2 del 01/09/2016 alle 14:19:33
sempre leggermente OT, sto cercando di convincere mia moglie per un viaggio nel 2018 in Perù, ma per adesso non sono ancora riuscito a farle cambiare idea, teme che l'altitudine ci possa creare problemi, ma io penso chese si sta attenti, cercando di non affaticarsi troppo si possa andare senza rischiare, d'altronde sui 3.000 metri ed anche qualcosa in più siamo andati più volte. Sono posti dove terrei molto andarci , sia per la cultura dei nativi, sia per i luoghi.
Accortezza numero uno, fare il giro in senso antiorario, in modo da guadagnare progressivamente la quota, magari facendo un giorno in più ad Arequipa, che, essendo a 2000 mt, permette una acclimatazione.
In risposta al messaggio di dani1967 del 01/09/2016 alle 14:27:27
Accortezza numero uno, fare il giro in senso antiorario, in modo da guadagnare progressivamente la quota, magari facendo un giorno in più ad Arequipa, che, essendo a 2000 mt, permette una acclimatazione. Accortezza numerodue: una volta in quota, fai tutta la parte in quota, restando in basso lo stretto necessario, in modo da non perdere acclimatamento. Per convincere la moglie: ricordale che dopo una settimana in quota il corpo produce l'emoglobina necessaria e non ve ne accorgete più, come essere a casa. Anche eventuali problemucci fisici vengono meno. I peruviani a 3000 mt conducono una vita normale, come noi qui. Infine, in caso di problemi, una scatola di diamox e il consiglio del vostro medico risolvono ogni questione. Andate tranquilli, ma ricorda che non è molto il caso di fare viaggi indipendenti come sei abituato. Sconsiglierei le auto a noleggio. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
Grazie dei consigli, ne terrò conto, certo che andare in viaggi organizzati non mi entusiasma molto, ma ho del tempo davanti per cercare la migliore soluzione, il prossimo anno le montagne del Canada e degli usa e qualche parco , queste due nazioni continuano a piacermi e non ne ho mai abbastanza di visitarle
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In risposta al messaggio di Marino2 del 01/09/2016 alle 14:35:12
Grazie dei consigli, ne terrò conto, certo che andare in viaggi organizzati non mi entusiasma molto, ma ho del tempo davanti per cercare la migliore soluzione, il prossimo anno le montagne del Canada e degli usa e qualche parco , queste due nazioni continuano a piacermi e non ne ho mai abbastanza di visitarle. Cordiali Saluti e buone passeggiate montane!
Puoi anche scegliere viaggi semiorganizzati, ma muovendoti con mezzi pubblici, ovvero bus di prima classe, tra una località e l'altra, in semiautonomia, e poi prendendoti in loco le escursioni organizzate. In questo modo unisci sicurezza e autonomia. I viaggi organizzati propongono la stessa cosa uguale qualità e prezzi doppi.
In risposta al messaggio di dani1967 del 31/08/2016 alle 09:58:02
Stanno imperversando sul web articoli e foto di episodi sorprendenti in montagna quest'estate; questo articolo è di un mio amico Questo scrive Facci, noto polemista in TV ma protagonista de l reality Monte Bianco lo scorsoanno Poi alcune foto hanno fatto il web, chissà come sono contenti di tanta pubblicità i protagonisti Lo so, spesso muoiono alpinisti esperti, ma almeno loro hanno calcolato il rischio che correvano. Io quest'estate mi sono fatto mille problemi a portare mio figlio di 7 anni a fare ferrate in dolomiti. So per certo che se mai fosse capitato qualche cosa sarei stato additato come il deficiente di turno, malgrado abbia adottato ogni tecnica di sicurezza nota per quel tipo di salita, fossimo adeguatamente attrezzati, sempre legati col casco. In effetti ci siamo fatti fregare dall'uscita in basso delle gallerie del Lagazuoi elicoidali, dove per poco il ragazzo non partiva. Ma in effetti in media si vedono scene riprovevoli, e ogni volta mi chiedo come non si registrino molti più incidenti. Scendendo dal Pic de Lech de Boè, lungo un sentiero ripido e attrezzato, io tenevo il cucciolo legato come un salame con il suo caschetto; incrociamo una famigliola con bimbi coetanei, che salivano senza alcuna attrezzatura, braghe corte kway in vita (lo zaino è un optional, si sa pesa), esposti alle cadute sassi e alla caduta di loro stessi. Il padre vedendomi fa pure una battuta salace, come se noi fossimo imbranati e loro in gamba, in pratica prendeva pure per i fondelli. Non sono morti, questa volta hanno avuto loro ragione e io sono un trombone. Boh, mio figlio era legato, ma da secondo arrampica fino al 6a, salendo su quei terreni era più agile e veloce di tutti gli adulti incontrati, i loro ? Capite, si comportano in quella maniera e prendono pure in giro. Purtroppo molti confondono il rischio con quello che fa paura. Una parete di 500 metri verticale fa paura, per cui viene evitata, un sentiero, un dolce pendio di neve, un ghiacciaio si affronta a cuor leggere perché a vedersi non fa paura. Una sbagliatissima percezione del rischio, chi va in una parete, se adeguatamente attrezzato, rischia molto meno che chi fa una facile e sicura salita con le ciaspole che chiunque può comperare con pochi euro da deca. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
Hai posta!
http://www.alperia.eu/news-medi...
http://www.alperia.eu/per-il-no...
In risposta al messaggio di poesiadAmore del 06/09/2016 alle 17:37:53
Rientrati da uno splendida uscita al rifugio Nuvolau da passo Falzarego ho pensato molto a quanto avevo letto in questo post. In particolare mi è stato utile capire, focalizzare, come il senso della pericolosità sia moltorelativo, specie per chi, come noi, non è esperto ma solo appassionato. Ci siamo informati ma non è scontato nemmeno avere un'idea precisa di cosa un esperto può intendere per sentiero facile. Così siamo andati a leggere in internet come veniva classificato il percorso che volevamo fare ed era segnalato con una E ,( escursionistico) dal CAI. Abbiamo attraversato punti in cui effettivamente era possibile far cadere, col nostro passaggio, alcuni sassi più o meno grossi a quelli che stavano dietro di noi; in effetti mai come in questa uscita ho visto tante persone col caschetto ed abbiamo capito che è molto importante fornirci per la prossima volta di questa protezione. Infine dovevamo passare per un punto da dove partiva un percorso di arrampicata ma per questioni di tempo non siamo riusciti a farlo. Altra cosa importante che ho notato è che capita di sottovalutare sentieri facili che però possono essere scivolosi come è successo a noi ( in un punto al di fuori del percorso nostro), io mi son rifiutata di proseguire. Sotto non c'era un precipizio spaventoso ma se cadevo da lì la testa me la spaccavo di sicuro! PdA
Sentieri scivolosi: