Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 30/10/2013 22:45:11 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Dalle tue parti avrei più paura della diga del Moncenisio, anche se il rischio è quasi zero. Saluti. Marino2
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 30/10/2013 22:45:11 (> Ti posso assicurare che li teme molto più chi li ha subiti più volte.. [;)][:(] Ho cominciato da ragazzino col terremoto in Irpinia del 1962, poi mi sono beccato una serie di micro-scosse dalle parti di Ancona nel 72 (avevo una ragazza da quelle parti), il più devastante ovviamente nell'80, abbiamo "ballato" per la bellezza di 70 secondi e con un boato di sottofondo [:(], poi una serie di piccole scosse nel 90 nella zona dei castelli romani e secono i miei calcoli "empirici e ad capocchiam" sono in attesa di un bel botto sempre con epicentro dalle parti dell'Irpinia, perchè se dai uno sguardo alla tabella del link, dal 1910 ogni 20-30 anni ci sono stati dei forti terremoti tra Irpinia e Basilicata. [:(] Chi non ha mai subìto una scossa non sa cosa significhi il terrore che ti provoca qualcosa contro la quale non puoi assolutamente fare niente e chi lo ha subìto, anche se lo sa, ha le stesse brutte senzazioni, pensa solo che ancora mi irridisco se mi passa vicino un automezzo pesante che prende qualche buca e ti fa tremare un pò. [;)]Visualizza messaggio in nuova finestra
)>
http://www.fondazionegiuliani.i...
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 30/10/2013 22:45:11 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> IDEM! [;)]
quote:Risposta al messaggio di Marino2 inserito in data 30/10/2013 22:58:11 (> Tempo fa ebbi occasione di vedere leVisualizza messaggio in nuova finestra
)>
verifiche al dam break del moncenisio
e vidi che tutto sommato anche a Torino non dormirebbero sonni tranquilli. Tuttavia, piuttosto che l'azzeramento improvviso di una diga in terra, ritengo più verosimile il ripetersi di unevento come quello di Pinerolo del 1808
, che per noi deve essere il riferimento. Ovviamente energie di riferimento non paragonabili a quanto sperimentato da Salvo SA se si è fatto l'Irpinia (che dal punto energetico è stato indubbiamente uno dei più tosti capitati in Italia). Certo che nella percezione del rischio, bisogna capire se alla "paura" corrispondono azioni quotidiane, come ad esempio vivere in costruzioni adeguate.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 30/10/2013 22:45:11 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Ciao anche io ho appena fatto il test e anche a me risulta la stessa cosa. Credo di sapere il perchè, noi viviamo in una zona a rischio abbastanza basso, Ravenna, ma dopo il terremoto dello scorso anno non abbiamo più certezze nemmeno qui e la paura è aumentata per tutti. Ciao Giovanna.
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 31/10/2013 09:24:02 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> "Certo che nella percezione del rischio, bisogna capire se alla "paura" corrispondono azioni quotidiane, come ad esempio vivere in costruzioni adeguate".id="size1"> Infatti, prima del terremoto dell'80 vedevo le case dei nostri bellissimi centri storici con gli occhi di un romantico, sognavo di comprare un ambientino in quesi loughi, dopo li ho guardati con occhi diversi. [;)][8D]
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 30/10/2013 22:45:11 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> In Italia per "rischio moderato" si intende un terremoto catastrofico rarom non certo l'assenza di terremoti. L'Emilia Romagna avrebbe dovuto insegnare. Tanto per capirsi le definizioni scientifica e politica del rischio sismico non coincidono. Per umma gamma
Per resistere meglio ai terremoti i muri romani ad un certo punto vennero costruiti tutti con i mattoni posti così a 45 gradi.
Poi siamo arrivati noi uomini moderni e abbiamo inventato il "rischio sismico moderato" [}:)]
Marco.
quote:Risposta al messaggio di Emme48 inserito in data 04/11/2013 11:24:08 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> No, mi spiace, non è legato solo ai tempi di ritorno ma anche alle accelerazioni e velocità attese al suolo. E sopratutto è riconducibile alla pericolosità sismica, in quanto, il rischio di per se è anche da ricondursi alla vulnerabilità. In particolare, se volessimo estendere il concetto di vulnerabilità oltre a quello strettamente quantitativo delle formulette, il grande rischio in Italia è legato più alla vulnerabilità che alla pericolosità di per se. Fenomeni come quello dell'Emilia sono dal punto di vista energetico tutto sommato piuttosto modesti (oltre che noti e prevedibili, visto che gli archi ferraresi e l'"Emilia Fault" non sono certo una novità degli ultimi due anni), il problema è il patrimonio abitativo estremamente vulnerabile. Ho una idea relativamente precisa del rischio di rifermento per le mie zone, visto che dovrebbe essere analogo al terremoto di Pinerolo del 1808.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson