In risposta al messaggio di Chantal F del 19/09/2016 alle 14:06:14
>>noi tutti vediamo le cose buone che facciamo ma siamo molto miopi sui nostri errori, che verosimilmente scopriamo quando è troppo tardi. Io faccio del mio meglio, ma non mi sento di gloriarmi per questo, in quantoso già che il mio meglio in futuro potrà essere aspramente criticato. In ogni caso poi uno da adulto può prendere delle strade sbagliate anche a prescindere dalla qualità genitoriale>> Sono pienamente d'accordo con te. Se si racconta quanto si è stato bravo, bisognerebbe avere anche l'umiltà di aggiungere sono stato anche fortunato. Una mia collega ha 2 gemelli, stessa educazione, risultati opposti. Tornando all'argomento del topic, in qualche modo considero questa donna una vittima. Ha commesso l'errore di fidarsi, è stata ingenua...è una colpa? Vittima di essere donna: i filmati non li ha fatti da sola ma i suoi compagni non hanno subito conseguenze negative. Si sa come vanno queste cose. lei una puttana, lui un eroe.
Riguardo alle considerazioni in topic, ovviamente concordo con la conclusione, ma sulla prima frase non concordo affatto. Non è semplicemente compiere l'errore di fidarsi. E' qui che sta la questione di non capire come funzionano le tecnologie informatiche. Se si limita a ragionare sul fatto che un amico l'ha tradita diffondendo il video, non si capisce la sostanza della questione.
In risposta al messaggio di dani1967 del 20/09/2016 alle 10:03:12
Riguardo alle considerazioni in topic, ovviamente concordo con la conclusione, ma sulla prima frase non concordo affatto. Non è semplicemente compiere l'errore di fidarsi. E' qui che sta la questione di non capire come funzionanole tecnologie informatiche. Se si limita a ragionare sul fatto che un amico l'ha tradita diffondendo il video, non si capisce la sostanza della questione. Uno deve fare una scelta, o decide che desidera la diffusione di quel video, e allora poi se ne fa una ragione, o decide che NON VUOLE che un video simile sia diffuso, e allora quel video non deve stare dentro a NESSUN dispositivo connesso in rete. Ripeto, non può stare dentro a nessun dispositivo connesso in rete. Il proprio PC, il proprio telefonino NON SONO dispositivi sicuri. Quel video poteva finire in rete in mille modi possibili, il redirect di uno degli amici è stato casualmente uno di quelli, ma l'idea di spedirlo ad altre persone, che hanno amiche, figli, nipoti che prendono i device in mano è una idea assolutamente folle. Anzi, è già un errore fare quel filmato col telefonino e non con un device NON connesso in rete, in quanto nel momento stesso che fai il filmato rischia di finire in un qualche cloud che non è sicuro. Quindi che sia chiaro, la reazione del mondo nei confronti della ragazza è stata disdicevole, ma quello che ha fatto lei, diffondere un video sperando una diffusione limitata e parziale, è stato una colossale stupidaggine. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
Capisco benissimo quanto dici e sono d'accordo con te, però da quanto scrivi sembra quasi che tu voglia scagionare del tutto chi ha diffuso il video e questo non lo trovo corretto. Sono d'accordo sui rischi che corri anche solo tenendo la registrazione su un pc che è connesso in rete, basta anche una compromissione del pc stesso per rischiare che venga condiviso, ma questo non toglie colpa alla persona che avendolo ricevuto e sapendo che era materiale riservato sceglie di diffonderlo volutamente, questo è comunque molto molto grave.
In risposta al messaggio di MarcoBo del 20/09/2016 alle 15:16:23
Capisco benissimo quanto dici e sono d'accordo con te, però da quanto scrivi sembra quasi che tu voglia scagionare del tutto chi ha diffuso il video e questo non lo trovo corretto. Sono d'accordo sui rischi che corri anchesolo tenendo la registrazione su un pc che è connesso in rete, basta anche una compromissione del pc stesso per rischiare che venga condiviso, ma questo non toglie colpa alla persona che avendolo ricevuto e sapendo che era materiale riservato sceglie di diffonderlo volutamente, questo è comunque molto molto grave. L'altra sera ad una trasmissione (non ricordo quale perché non ero io a guardare la televisione) ho sentito una sedicente esperta di social che invocava per questi casi una più veloce attuazione del diritto all'oblio su internet. Questo significa non avere capito niente di come funziona la rete (ed era un'esperta). Significa non capire che il video una volta reso pubblico può non essere più sui social ma essere nel giro di poco tempo essere su migliaia di PC attraverso reti p2p, magari anche nell'inconsapevolezza del proprietario del pc che non sa se quel video è stato diffuso o meno con la volontà degli autori. Tutto questo aumenta esponenzialmente se si tratta di un video hard. C'è un grosso problema di consapevolezza della facilità con cui si perde il controllo di ciò che viene pubblicato in rete e della facilità con cui questo può finire in rete senza che noi lo volessimo. Ci sono ancora troppe persone che pensano che poi basti chiedere a due o tre siti di rimuoverlo e si è a posto... ma questo amplia il discorso tantissimo, ci sono un sacco di bambini che oggi hanno foto sui social senza che i genitori si rendano conto che forse quando saranno adolescenti essere taggati in una foto in cui fanno la cacca per la prima volta sul vasino (e spero di aver esagerato) non provocherà loro particolari simpatie. ciao, Marco
"sembra quasi che tu voglia scagionare del tutto chi ha diffuso il video "
In risposta al messaggio di mapalib del 20/09/2016 alle 15:33:53
sembra quasi che tu voglia scagionare del tutto chi ha diffuso il video No, solo dall'accusa di essere direttamente responsabili della morte della donna.
Difatti e non solo. Ho detto che la reazione della società è stata disdicevole, posso tranquillamente dire che quello che ha fatto i redirect è un balengo, ma senza ombra di dubbio il male originale è stato pensare di tenere in rete un simile video, e per in rete può anche solo voler dire il proprio telefonino, pensando che non si sarebbe diffuso. Sembra orribile colpevolizzare una ragazza che si è poi suicidata per la vergogna, ma se l'accusa di essere troppo dai facili costumi è senza dubbio o ingiusta o fuori dal potere di giudicare di ciascuno di noi, di essere stata davvero improvvida a usare il telefonino si, è una accusa che mi sento di muovere senza mezzi termini. E questo và spiegato ai nostri ragazzi molto bene, basta con questa doppia vita sul web e dal vivo, visto che non è affatto una doppia vita. Oggi ci sono ragazzi che vanno in crisi per un like in più o in meno su faccialibro.