quote:Risposta al messaggio di Chiara0212 inserito in data 03/03/2014 09:12:11 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> ti dò ragione il film non sà di niente o forse siamo ignoranti -------------------------------------- non criticare quello che non ti puoi permettere
quote:Risposta al messaggio di ferroduro inserito in data 03/03/2014 11:25:31 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Con mia moglie ci siamo ripromessi di rivederlo domani sera in TV proprio perchè è una cosa così anomala da lasciare basiti... Whatsapp di mia moglie stamattina: "Ha vinto l'oscar" Risposta:"sono basito" Ririsposta:"idem"... O è talmente un capolavoro che noi popolino non siamo a livello di capire o davvero mi è crollato qualsiasi ideale di "bel film"... E' strano, non ha una trama, non ha un filo logico, salta di pala in frasca senza un apparente legame, non ha il minimo ritmo... Saluti. Carmelo. "Diobò che bello", grazie SIC La classe C è la miglior cosa mai uscita dai confini tedeschi Cit. Jeremy Clarkson
quote:Risposta al messaggio di Chiara0212 inserito in data 03/03/2014 11:47:03 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:Risposta al messaggio di Kapitan Micki inserito in data 03/03/2014 15:12:17 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:Risposta al messaggio di Chiara0212 inserito in data 03/03/2014 11:47:03 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Istruzioni per l'uso. [;)][8D] Sgombrare la mente dallo schema "isso, essa e o' malamente", ovvero: voler trovare una trama con un prologo ed un epilogo finale, più o meno edificante che sia. [;)] In questo film, come dissi anche a Kurt poco tempo fa, c'è un richiamo felliniano, dove il regista/creatore utilizza scenari e situazioni, per parlare anche di sè stesso, direttamente o indirettamente. Il "pretesto" ambientale è Roma, ma è una Roma che si "sente" molto e si vede poco, se non da un'angolatura visibile a livello del Tevere e nella skyline dei pini mediterranei delle albe e dei tramonti. C'è la Roma dei luoghi chiusi, delle case/museo, dover sono custoditi la storia, l'arte e la bellezza nascosta ai più e che Sorrentino/Servillo conosce e talvolta rivisita intimamente. I circa dieci minuti iniziali sono lo specchio allegorico di questi ultimi trent'anni italici di un'Italia ballerina, crapulona e volgare, fatta di nulla e cocaina, e in questa bolgia si muove e fa la sua prima apparizione il personaggio di Jepp Gambardella, l'alter ego el regista, il quale tra le musiche frivole sulla terrazza romana, si presenta con considerazioni che, apparentemente, non hanno niente a che vedere col frastuono che lo circonda. Jepp è un "mondano" colto e cinico, che si muove con le sue sensibilità in un mondo che gli appartiene e di cui, non solo ne è parte, ma ne è anche artefice. I personaggi di contorno sono tratteggiati grossolanamente, proprio per non togliere spazio a Servillo, che ha la funzione sostitutiva che ebbe Mastro/ianni con Fellini. C'è la RICERCA DELLA SPIRITUALITA' veicolata dalla figura di una suora ascetica, che ricorda tanto Madre Teresa di Calcutta e di cui Jepp ne è anche spaventato/affascianto, questa suora si nutre di radici, che è un'allusione allegorica, la stessa allusione che troviamo quando il giornalista Jepp va a trovare un'artista che ha messo al muro di una casa rinascimentale, tutte le sue foto, dalla nascita fino al giorno corrente. E c'è lo "straordinario": l'apparizione dei fenicotteri sulla sua terrazza mentre parla con la suora. Tra vari personaggi tratteggiati, c'è la Ferilli che interpreta la "bellezza esteriore" di quest'Italia tutta dedita all'apparire e che dilapida tutto quello che guadagna per sembrare bella, in forma, piacente, è un personaggio "volgare", ma è l'unico consapevole di ciò, non è che faccia delle considerazioni particolari in questo senso, ma la sua faccia e i suoi gesti lo lasciano intendere, in fondo è l'unica vera consapevole, oltre al Sorrentino/Jepp/Servillo, di ciò che le accade intorno. Sorrentino/Jepp/Servillo è sicuramente un personaggio cinico, intelligente, colto che mal sopporta le ipocrisie che lo circondano, le accetta come mali collaterali al suo mondo, ma se viene provocato oltremodo, reagisce con sarcasmo feroce, come nella scena dell'intellettuale di sinistra "engagè", organica e pretenziosa, nonostante che anche lei faccia parte del suo mondo, seppure con molte esitazioni, ala fine la demolisce e con una buona dose di "bonaria" cattiveria indulgente. Poi ci sono i riferimenti/omaggi felliniani veri e propri, come l'apparizione all'inizio del film di una sgargiante e disfatta Serena Grandi, sollevata in alto dai festaioli all'inizio del film e che mi ha ricordato tanto un'altrettanta disfatta Ava Gardner del post "dolce vita" felliniano, come c'è l'apparizione/sparizione di una giraffa in un rudere romano, poi che un delicatissimo omaggio alla bellissima Fanny Ardant che incrocia il Sorrentino/Jepp sulle scale di Piazza di Spagna, c'è pure un sorridente Venditti seduto al tavolo di un ristorante, ma questo non l'ho capito. [;)][8D] Insomma... per non farla lunga, se proprio volete godervelo, domani sera, togliete gli occhiali di chi si aspetta una storia, un racconto... e mettete quelli dell'esteta se volete limitarvi alle atmosfere intime ed evocative della fotografia, oppure aggiungete anche gli occhiali dei rimandi allegorici e dei flussi interiori del regista/creatore, di situazioni, stati d'animo e illusioni. [;)]
quote:Risposta al messaggio di anox inserito in data 03/03/2014 15:16:33 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Sono d'accordo. Ennio
Last Navarre & Beau Isabeau
quote:Risposta al messaggio di Salvo Sa 2 inserito in data 03/03/2014 15:24:14 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Complimenti Salvo per la recensione[^] mi hai incuriosito. Non so se domani lo guarderò (odio vedere un film in mezzo alla pubblicità[V]) ma certamente prima o dopo lo vedrò, anche se a me - per la verità - Sorrentino non mi attira tantissimo; viceversa adoro Servillo. Ciao Pierluigi ********************************************** Siediti al sole. Abdica e sii re di te stesso (Fernando Pessoa)
quote:Risposta al messaggio di kind of blue inserito in data 03/03/2014 16:57:59 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Beh... qui Servillo gigioneggia alla grande. [;)] Ciao Pierluigi. [:)] C'è un episodio che demolisce la cialtroneria di un certo tipo di cultura, quando assiste ad un'esibizione "artistica" di una performer molto in voga, l'episodio è molto chiaro e godibilissimo, ma ci sono due cose che sicuramente sfuggiranno ad un occhio distratto. La prima è nel corpo dell'artista che appresta all'esibizione, è nuda... e nel pelo pubico dipinto di rosso, v'è intagliata una "falce e martello" [8D], la seconda tra il pubblico si scorge uno che somiglia tantissimo a Roman Polansky. [;)]
quote:Risposta al messaggio di navarre inserito in data 03/03/2014 16:37:14 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Ma no... quello è un capolavoro in bianco e nero, solo che a furia di citarlo è diventato come i "Promessi sposi" del Manzoni, ce lo facevano studiare per forza... e così ci fu il rigetto, l'ostilità verso un capolavoro della nostra cultura ottocentesca. [:(]
quote:Risposta al messaggio di anox inserito in data 03/03/2014 15:16:33 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> esattamente! ti quoto alla grande. è il pezzo da novanta della pellicola, la meravigliosa fotografia. ciaooooooooooooo[:)] Non c'è nulla di più allettante per l'uomo che la libertà della sua coscienza, ma non c'è neanche nulla di più tormentoso. ©Fëdor M. Dostoevskij.
quote:Risposta al messaggio di enricogel inserito in data 03/03/2014 22:55:21 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:Risposta al messaggio di anox inserito in data 04/03/2014 10:47:56 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Verissimo. [;)] Però quando si ha a che fare con delle autentiche "creazioni" come in questo caso, un minimo di informazione preventiva ci vuole, altrimenti si rischia di non trovare il filo che segna e lega tra loro i personaggi, le immagini e i contesti. Poi... potrà piacere/non piacere, ma è nella normalità dei giudizi e delle opinioni che il fruitore si fa dell'opera che ha visto. [;)]