quote:Risposta al messaggio di azur54 inserito in data 05/03/2014 12:08:33 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Anche io pensavo di essere una mosca bianca e mi sento sollevato di avere una condivisione piuttosto trasversale, visto che come me la pensano persone dalle più diverse estrazioni. E rifiuto nettamente l'accusa di essere succube del cinema americano: ci sono produzioni francesi, inglesi, indiane o cinesi che mi sono piaciute un bel po. Secondo me noi pecchiamo molto di una grandissima presunzione, e questo ci fa un danno colossale. E poi credo anche che gli oscar al miglior film straniero vengano distribuiti diplomaticamente a rotazione tra i vari paesi, e quindi ogni tanto a qualcuno dei nostri va di "lato b". In ogni caso, w peppa pig, mi sembra meglio.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di poesiadAmore inserito in data 05/03/2014 14:59:33 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:e la voglia di vedere un film>> La voglia non ce la si inietta per endovenosa. Quando uno è respinto alle prime tre battute, w il telecomando, giro su peppa pig. In realtà spesso quella più curiosa è mia moglie. Solo che LEI si addormenta subito ma io non me ne rendo conto per come è girata, per cui mi subisco tutta la sera il mattonazzo insopportabile. Ma ieri ho fatto prima io [:D][:D]. Francamente mi stimola così poco che non mi interessa nemmeno capire il senso del film: è un tipo di linguaggio che mi respinge prima di arrivare al messaggio. Comunque il mondo è bello perché è vario, non ho nessuna pretesa di universalità della mia presa di posizione; sono io che son fatto così.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 05/03/2014 14:16:16 In ogni caso, w peppa pig, mi sembra meglio.>>Dopo la 'tavanata pazzesca' di Fantozzi sulla famosa corazzata questa è la migliore sintesi che abbia sentito! Speriamo che Peppa Pig non s'offenda per il paragone. Io credo che il cinema italiano, finiti i grandi Sordi, Manfredi, ecc. siano apparsi sulla scena attori della scuola di recitazione di Gigi Proietti, tutti eguali, attori che recitano una parte e non attori che impersonano un personaggio. La differenza è qui. Si vede troppo che i nostri attori stanno recitando e non si immedesimano in un personaggio. Immaginate un qualsiasi attore italiano d'oggi a interpretare una parte di De Niro, tanto per dirne una, o una scosciata qualsiasi ad impersonare un personaggio alla Sharon Stone! A questo aggiungeteci i nostri sceneggiatori ed i nostri registi: sanno solo inquadrare scene in primissimo piano, lunghissime, sofferenti e mai una volta una scena aperta, dove il personaggio è nel suo ambiente. A volte non sai neanche dove si svolge una scena se in un ufficio o in una sala da pranzo! Dopo Leone con i suoi spaghetti western (ma con attori quasi tutti Americani o, comunque, non Italiani) non c'è stato più nessuno. Forse il primo Verdone, poi s'è allineato anche lui. E se Cinecittà, via Veneto son morti, un motivo ci sarà; chissà perché l'ambiente del cinema italiano è stato scansato dal cinema mondiale! Probabilmente anche la politica partitica ha obbligato a certe scelte. Giovanni
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 05/03/2014 15:05:54 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Ah su questo siamo d'accordo, se non piace il genere non c'è curiosità che tenga [:D] Penso a me e a certi film che proprio non reggo [|)] PdA
quote:Risposta al messaggio di Salvo Sa 2 inserito in data 05/03/2014 16:35:43 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Sarà... Ma il miglior film ha avuto un regista inglese. L'oscar alla regia lo ha preso un messicano. La migliore attrice è australiana Non è che ci sia questa sudditanza americana.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di Salvo Sa 2 inserito in data 05/03/2014 16:35:43 Ma qualcuno sa dirmi perchè ancora oggi si parla dei film di Fellini? Eppure anche lui, ai suoi tempi, non era molto apprezzato dai più, o mi sbaglio? Allora perche i Fellini, i Monicelli, gli Antonioni.. sono universalmente considerati dei "maestri" del cinema?>>Prima di tutto, da parte mia, sto solo parlando dell'argomento senza criticare alcuno, ma solo fare le mie osservazioni. Spero sia chiaro. Hai scritto esatto: si parla di Fellini, ma i suoi film non girano più mentre tanti altri film della sua epoca ancora girano sulle televisioni. Io non paragonerei un Fellini ad un Monicelli, questo si un vero regista! Fellini, dopo I Vitelloni, ha solo imbrogliato le carte, sicuro sull'appoggio politico incondizionato. Ed ha sfruttato l'occasione e ci vive tuttora. Opinione personale... 8 e 1/2 non sono mai riuscito ad andare oltre gli otto minuti e mezzo! Ma a parte questo, l'analisi che hai fatto sul perché il cinema americano presenta prodotti vincenti è proprio lì: se proponi un ottimo prodotto trovi i soldi per realizzarlo. In Italia è il contrario: ci sono soldi a disposizione del primo ciarlatano con il giusto colore politico e gira un film, con i soldi di tutti noi, poi se quel film non esce nemmeno perché nessuna distribuzione lo vuole, pazienza. Giovanni
quote:Risposta al messaggio di Giovanni inserito in data 05/03/2014 19:55:52 (> ci sono soldi a disposizione del primo ciarlatano con il giusto colore politico e gira un film, con i soldi di tutti noi, poi se quel film non esce nemmeno perché nessuna distribuzione lo vuole, pazienza.id="size1"> Non è proprio il caso di questo film. "E' una coproduzione italo-francese, costata 9 milioni di euro. I produttori sono Nicola Giuliano e Francesca Cima della romana Indigo Film. In coproduzione con Babe Films, Pathé e France 2 Cinéma. La scheda ufficiale spiega che Medusa Film ha partecipato «in collaborazione» con i produttori. Mentre la Banca Popolare di Vicenza ha finanziato il progetto con una quota rilevante grazie all'incentivo dei favorevoli meccanismi fiscali del cosiddetto tax credit per le opere cinematografiche".Visualizza messaggio in nuova finestra
)>
http://espresso.repubblica.it/a...
Però sterilizzerei l'aspetto delle "simpatie" politiche che un regista può avere o non avere, perchè si fosse prestato orecchio a come Sorrentino in questo film tratta la sinistra, non si sprecherebbero altre parole... così come lo stesso Fellini, corteggiatissimo dalla sinistra di allora, ma non è mai stato organico a nessun partito... forse il più a sinistra di tutti era proprio Monicelli, ma tant'è, un'opera va considerata per quel che vale o trasmette e non dalla puzza/profumo del colore politico che l'autore ha, o non ha. [;)]quote:Risposta al messaggio di Decimo Massimo inserito in data 05/03/2014 20:36:03 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Dai... non abbatterti più di tanto [;)], se ti raccontassi cos'è successo stamattina alle 5,30 nel bar cittadino... mi è stata riportata dal nipote una discussione sul film, tra il barista e uno spazzino... e al di là dell'esilarante dialogo, faccio notare che anche loro lo avevano visto il film, ergo... eri in buona compagnia. [8D][8D][8D] Poi... le forme spressive della "settima arte" sono tante, si può essere d'accordo o meno sul "come" si comunicano queste forme, ma una cosa che non condivido assolutamente è che la si bolli come una presa per i fondelli, una mistificazione..., questo proprio no. [8)][:(]
quote:[i]Risposta al messaggio di Salvo Sa 2 inserito in data Ma qui si sta parlando di un film che è opera "creativa", dove il "regista" è colui che esprime qualcosa di suo in un'opera cinematografica. Che poi raggiunga il bersaglio, che il suo messaggio artistico venga capito o meno, piaccia o meno, susciti reazioni positive/negative... in fondo all'artista/regista non interessa più di tanto, perchè vuole esprimere un qualcosa e qui, nel merito, avrei qualcos'altro da dire, ma evito per non fare la solita figura di quello che siede sulla sponda sbagliata... e come dicevo, questo "qualcosa" lo ha espresso, a mio avviso, perchè la trama c'è, il contesto pure, gli ambienti e i personaggi sono stati utilizzati per comunicare stati d'animo, aspettative esistenziali, solitidine, paure... >> Condivido a pieno! Il tutto con la qualità di ottime interpretazioni e con l'aiuto non piccolo derivante dai luoghi in cui è ambientato. Un film che infonde anche un po' di tristezza nel mostrare in modo dissacrante la decadenza del paese in contrasto con la meraviglia degli scorci di Roma.
quote:Risposta al messaggio di ergosum inserito in data 05/03/2014 22:32:30 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> E infatti... la Roma di Jep/Servillo è quella nascosta ai più, quella che cela le sue bellezze nell'intimità degli sguardi di chi sa scoprirle, lui fa andare il suo personaggio, indolente e disincantato, in giro per Roma, tra le stradine secondarie, nei giardini nascosti, tra case e fontane... e per trasmettere lo sgomento del suo "Ulisse", lo fa entrare nel tempietto del Bramante, altro capolavoro nascosto [;)], dove non sa cosa rispondere alla bambina che gli dice che lui "non è nessuno...". I "monologhi interiori" e il girovagare per la città di Servillo mi ricordano tanto il personaggio di Lepold Bloom che Joyce fa girovagare per Dublino... e anche lui incontra gente e luoghi come tutti, ma lui "vede" cose che altri non vedono, anche lui ha i suoi rodimenti nell'anima... e non a caso, credo... all'inizio del film, in piena turbolenza della festa del suo 65° compleanno, tra il frastuono e la fatua allegria alcolica del momento, Sorrentino isola dal contesto assordante il suo alter ego/Servillo e lo fa esprimere, col primo monologo interiore, in una considerazione sembra straniante, ovvero: le risposte sulla "'a fess" e l'odore delle case dei vecchi" Ma questa è una mia personale sensazione.
quote:Risposta al messaggio di Salvo Sa 2 inserito in data 06/03/2014 13:10:08 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>