A frequentare i bambini non vaccinati c'e anche il pericolo infettare i fratelli piccolini ad esempio, inoltre e sopratutto mi sta su (scegliete su che cosa) la arroganza chi non vaccina togliendosi il rischio, che c'e, anche se solo uno su 1.000.000 della reazione al vaccino, perche tanto infezione in giro con quei vaccinati non ci sara. Posso chiamarlo parasitismo?
Bene!
In risposta al messaggio di jana del 15/10/2015 alle 20:04:51
A frequentare i bambini non vaccinati c'e anche il pericolo infettare i fratelli piccolini ad esempio, inoltre e sopratutto mi sta su (scegliete su che cosa) la arroganza chi non vaccina togliendosi il rischio, che c'e, anchese solo uno su 1.000.000 della reazione al vaccino, perche tanto infezione in giro con quei vaccinati non ci sara. Posso chiamarlo parasitismo? Komu neni zhury dano, v apatice nekoupi.
Sì, mi piace parassitismo...
http://www.epicentro.iss.it/tem...
In risposta al messaggio di manueldelia del 15/10/2015 alle 17:41:01
Dalla parte dei bambini e dalla parte della verità, che si suppone coincidano. Sia chiaro che non dubito della tua buona fede. Comunque con i grafici allora inizio io. Questa dovrebbe essere la curva dell'incidenza dellapertosse negli Stati Uniti dal 1900 al 1957: Mentre questa dovrebbe essere la curva del tasso di mortalità dal 1901 al 2005: Qui il tasso di mortalità in Inghilterra (pertosse): Tasso di mortalità del morbillo: Tutti questi grafici (se i dati sono corretti, per questo ti chiedo se hai altre fonti che ne riportano di diversi) sembrano indicare che l'incidenza della mortalità e della malattia segue una curva (si potrebbe fare un'estrapolazione della curva, avendo i dati grezzi, ma anche un'approssimazione ad occhio da perfettamente un'idea del trend) che non è stata minimamente intaccata dall'introduzione dello specifico vaccino. Però l'opinione comune, qui confermata, è che i vaccini abbiano eradicato le malattie. Sono due affermazioni tra di loro in conflitto, e questo ovviamente non va bene. Manuel
Manueldelia mi dici cortesemente dove hai trovato i trend?

In risposta al messaggio di navarre del 15/10/2015 alle 21:41:21
Accidenti liste di proscrizione, apartheid e addirittura pena di morte... abbiamo nel thread qualche membro attivo del neonato partito Nazional Vaccinista Italiano ? Io mi chiedo, esiste una vaccino per la stupidità congenita? Gianluca & C.
Anche se esiste, tu non sei stato vaccinato.
In risposta al messaggio di navarre del 15/10/2015 alle 22:22:02
Bene, allora applichiamolo però a qualsiasi aspetto della salute: è meglio non uscire nemmeno di casa (e neanche li siamo troppo al sicuro) Non dico che hai torto in generale, ci mancherebbe, solo non mi è mai piaciutoragionare per postulati, specie quando questi postulati vengono indotti da un pensiero forte che ha ben pochi scrupoli e fin troppi interessi. I vaccini fanno bene? Ok. Tutti? Al 100%? Sempre? Ovunque e comunque? A qualunque età? A tutti indistintamente? Senza pensare poi che andiamo dritti verso l'estinzione: quando non ci sarà più un vaccino o un antibiotico in grado di proteggerci (e accadrà, prima o poi se lo aspettano tutti) chi avrà più possibilità, i nostri bambini super vaccinati-vezzeggiati-protetti contro ogni scureggina oppure un bimbo con i capelli ricci, arrivato magari in gommone, unico sopravvissuto di 10 fratelli e senza manco una aspirina? Beati Voi che avete solo certezze...io 'un mi fido più di nessuno. Gianluca & C.
Certo, a tutti da chi fuma, a chi è obeso non per motivi fisiologici, a chi utilizza l'ambulanza perché è ubriaco.
In risposta al messaggio di ergosum del 15/10/2015 alle 21:06:15
come lavoratore ho diritto a lavorare in ambiente sano. Posso rifiutarmi di andare ad insegnare in presenza di persone non vaccinate potenziali bombe biologiche? stiamo andando alla deriva... 1) se credi che i vaccinigarantiscono l'immunità, una volta vaccinato tu, non sei a posto? Tanto per esempio, per una lunga serie di attività è obbligatoria l'antitetanica per i lavoratori, mica la sterilizzazione dell'ambiente. 2) Comunque i vaccini non garantiscono l'immunità per tutti, nel tempo. E' illusorio pensare che se tutti gli studenti hanno il terrenino delle vaccinazioni a posto, l'amiente sia asettico. 3) poi vaccinazioni per cosa? Le obbligatorie? Poliomielite Difterite Tetano Epatite B Pure le consigliate? Pertosse Haemophilus B Antipneumococcica Morbillo Parotite Rosolia Antimeningococco C Poi altre ancora ancora? L'antinfluenzale Hpv ecc.. Quando ne fanno uno nuovo, obbligatorio? Poi con tutti gli immigrati che arrivano...tutti i vaccini del mondo vanno fatti? /// Il postino suona sempre due volte, il che è seccante se avete aperto alla prima
Alcuni vaccini garantiscono immunità permanente al 100%. Altri al 95%. Altri meno.
In risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci del 15/10/2015 alle 22:55:59
Alcuni vaccini garantiscono immunità permanente al 100%. Altri al 95%. Altri meno. Fosse anche solo un 50% varrebbe la pena! io sono vaccinato contro quasi tutto. Molte vaccinazioni quando ero piccolo non esistevano percui non sono immune da tutto. Vorrei quindi avere il diritto di non rischiare contagi. Poi ci sono vaccini stagionali come gli antinfluenzali che non preservano al 100% dal l'influenza ma se te la prendi sarà molto più blanda. Perche dovrei rischiare di prendermela, anche in forma leggera, a causa di studenti non vaccinati? iCalosci [:D]
Cavolo Prof!!! in questo post siamo d'accordo!!!
In risposta al messaggio di giulyano71 del 15/10/2015 alle 21:29:46
Io mi farei una domanda .Io come Professore sono vaccinato .. ma se qualche mio studente portasse una malattia infettiva all'interno della classe ed uno non vaccinato si ammalasse?? Ci sono pochi casi nei quali la nostraCostituzione limite la libertà delle persone Art.32 uno di questi è quando in ballo c'è la salute pubblica!!!! per quanto riguarda ergosum: uno a caso rosolia: Chi dovrebbe essere vaccinato?I bambini dopo il compimento del 12° mese d'età. Gli adolescenti e i giovani adulti non immuni Tutte le donne, in età fertile, nelle quali l'immunità verso la rosolia non è certa. (Si raccomanda lo screening routinario delle donne gravide, e quelle non protette contro la rosolia sono da vaccinare immediatamente dopo il parto). Il vaccino raramente può dare degli effetti collaterali importanti la cui frequenza è però centinaia o migliaia di volte minore rispetto alla malattia Complicanze della rosolia Frequenza nei casi enfacelite1 su 5 - 6.000 trombocitopenia1 su 3000 Sindrome da rosolia congenita 85% dei bambini se la madre si infetta nel 1° trimestre di gravidanza morte 1 su 30.000 Efficacia del vaccino La vaccinazione contro la rosolia effettuata con due dosi, ha un'efficacia del 100 %. L'immunità dura tutta la vita Poiché il vaccino contro la rosolia è disponibile solo nella forma trivalente, cioè associata con i vaccini antimorbillo e antirosolia, con questa stessa vaccinazione si ottiene anche la protezione permanente contro contro il morbillo (efficacia 98 - 99 %) e contro la parotite (efficacia superiore al 95%). per il resto delle affermazioni vi ricordo un'alta reminiscenza della TBC. Per i vaccini esiste a parer mio solo un affermazione che è la valenza scientifica non esiste bianco o nero, è come per la terra.. questa è rotonda!!! poi c'è chi dice ancora oggi che è piatta ...... Poi ognuno di noi è libero di pensarla come vuole ed allora io proporrei una cosa semplicissima: Come una volta per gli obbiettori civili... Sei Obbiettore Vaccinale... ogni conseguenza alla non effettuazione del vaccino (farmaci, cure ecc..) diventano interamente a carico tuo, e ti autoescludi da ulteriori nuovi vaccini che potrebbero venire scoperti.
Efficacia del vaccino
In risposta al messaggio di ergosum del 15/10/2015 alle 23:08:40
Efficacia del vaccino La vaccinazione contro la rosolia effettuata con due dosi, ha un'efficacia del 100 %. L'immunità dura tutta la vita Poiché il vaccino contro la rosolia è disponibile solo nella forma trivalente, cioèassociata con i vaccini antimorbillo e antirosolia, con questa stessa vaccinazione si ottiene anche la protezione permanente contro contro il morbillo (efficacia 98 - 99 %) e contro la parotite (efficacia superiore al 95%). Per i vaccini esiste a parer mio solo un affermazione che è la valenza scientifica Una tesi scientifica ha valenza fin che non ne esce un'altra che la confuta. Solo per ricordartene qualcuna La scienza medica in passato curava con mercurio e arsenico... I medici dicevano che il fumo era innocuo (famosa la pubblicità I medici americani scelgono le Camel) A tanti di noi hanno asportato le tonsille Hanno fatto per anni otturazioni con amalgama al mercurio Per non parlare dei tanti medicinali scientificamente testati , ritirati dopo aver causato migliaia di morti o danni immani. Tornando ai vaccini. Non hanno un’efficacia sicura. Il che significa che solo una percentuale di vaccinati sarà realmente immune dalla malattia. Questo concetto è assolutamente impossibile da controbattere Se s’illude il soggetto vaccinato di essere invulnerabile, gli si fanno correre rischi peggiori di quelli che correrebbe se non vaccinato. Basta vedere la storia di malattie infettive come, il tetano: con l’avvento del vaccino l’incidenza ha ripreso a salire dopo decenni di discesa vertiginosa proprio perché il vaccinato non si cautelava più con le misure igieniche necessarie. Poi l’immunità acquisita con vaccino, a differenza di quella naturale, dura un tempo limitato ed è circoscritta esclusivamente al ceppo del patogeno specifico. Nel caso della meningite, per esempio, i ceppi responsabili della malattia sono parecchi e, se ci si vaccina, quel farmaco ha una specificità solo nei confronti di un unico ceppo. Cosicché il soggetto è esposto alla malattia esattamente come se non fosse stato vaccinato, tranne che per quella varietà particolare. La stessa cosa avviene per altre patologie infettive, una delle quali è il tumore del collo dell’utero da Papillloma virus, una malattia con incidenza decisamente bassa, per di più in calo in Europa, con cui l’industria farmaceutica sta facendo palate di quattrini (con la connivenza della classe politica). Le cose vedi sono un po' più complesse e articolate, nonché con lati oscuri notevoli, rispetto a semplici numeri statistici sull'efficacia. ///Il postino suona sempre due volte, il che è seccante se avete aperto alla prima
Ergosum mi dai cortesemente la fonte delle tue affermazioni?
endemica solo in 4 Paesi
: Afghanistan, India, Nigeria e Pakistan. La poliomelite colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni di età e 1 infezione su 200 provoca una paralisi flaccida irreversibile (di solito delle gambe). Tra coloro che rimangono paralizzati, il 5-10% muore a causa della paralisi dei muscoli respiratori. Fino a quando anche un solo bambino verrà infettato dal virus della poliomielite, tutti i bambini del mondo sono a rischio di contrarre la malattia. I poliovirus, infatti, sono facilmente importabili da un Paese a un altro e si diffondono rapidamente in popolazioni non immunizzate.periodo 2000-2014
, i casi di difterite, confermati microbiologicamente presso l’Iss, sono stati due, entrambi segnalati nel Nord Italia e causati da C. ulcerans. Nello stesso periodo sono stati segnalati anche cinque casi di infezioni dovuti a ceppi di C. diphtheriae non produttori di tossina.25 giugno 2015 – Secondo l’Oms
, che raccoglie le notifiche degli Stati membri, in collaborazione con l’Unicef, nel 2013, i casi notificati nel mondo ammontavano in totale a 4680, mentre i casi mortali stimati nel 20011 sono stati circa 2500.Tetanus in Italy 2001–2010: A continuing threat in older adults
” (Vaccine 2013 Dec 25), fornisce una panoramica dell’epidemiologia del tetano in Italia tra il 2001 e il 2010. Dallo studio è emerso che nel periodo in esame sono stati notificati 594 casi, con un’incidenza annua media di 1 caso per milione di abitanti (passata da 1,16/milione nel 2001 a 0,69/milione nel 2010). Del totale notificato, sono 22 i casi che hanno ricevuto una conferma di laboratorio. L’80% dei casi è stato segnalato da sette Regioni (4 nel Nord, 2 nel Centro e una del Sud) e ciascuna ha segnalato almeno 60 casi. L’età dei pazienti è nota per il 98,8% dei casi: 471 si sono verificati tra ultra 64enni, 111 nella fascia d’età 25-64 anni, 3 nella fascia 15-24 anni e 2 in bambini con meno di 14 anni. I dati sull’incidenza della malattia indicano che questa è massima tra gli ultra 64enni (4,1/milione abitanti) e scende a 0,2/milione di abitanti sotto i 65 anni. Inoltre, 404 dei 594 casi analizzati erano donne, con un’incidenza tre volte superiore rispetto agli uomini (5.2 e1.4/1,000,000 di abitanti rispettivamente). Lo stato vaccinale è disponibile per 343 casi: 34 risultavano vaccinati contro il tetano ma solo per 21 era notoil numero di dosi ricevute (solo un paziente aveva aveva effettuato il ciclo primario). Durante i periodi 2001-2003 e 2006-2010 sono stati riportati 169 decessi (rispettivamente 62 e 107), con una media annua di 21 casi e una netta prevalenza di decessi tra la popolazione femminile.Pertussis: A Review of Disease Epidemiology Worldwide and in Italy
”, pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health nel 2012, viene presentato il quadro epidemiologico italiano sulla pertosse dal 1996 al 2009 da cui emerge che vi è un trend in diminuzione della malattia nel periodo considerato (vedi figura 1) principalmente dovuto all’incremento della copertura vaccinale e che tra il 1999 e il 2009, sono state registrate 7768 ospedalizzazioni per pertossecopertura vaccinale raggiunta
(pdf 362 kb) ha permesso di ridurre la diffusione della Bordetella pertussis, tuttavia il decadimento dell’immunità che si verifica nei soggetti vaccinati fa si che gli adolescenti e gli adulti rappresentino una fonte di infezione per i non vaccinati ed i neonati che non hanno completato il ciclo primario. Inoltre, la pertosse è probabilmente sottostimata negli adolescenti e nei giovani adulti a causa del quadro clinico atipico che si presenta in questi soggetti e dello scarso ricorso alla conferma di laboratorio. Pertanto il reale impatto della pertosse nella popolazione è difficilmente valutabile e scarsamente percepito dalla popolazione e dagli operatori sanitari. Per questo è importante mantenere elevati livelli di copertura vaccinale nei bambini ed effettuare i richiami previsti dal calendario vaccinale.Hospitalizations for pertussis in Italy, 1999-2009: analysis of the hospital discharge
” database pubblicato sull’European Journal of Pediatrics nel 2012.Ongoing large mumps outbreak in the Federation of Bosnia and Herzegovina, Bosnia and Herzegovina, December 2010 to July 2011
”.focus hpv
.In risposta al messaggio di giulyano71 del 16/10/2015 alle 00:25:40
Ergosum mi dai cortesemente la fonte delle tue affermazioni? Il CDC riguardo il tetano dice l'opposto, basta che ti fai una ricerca su pubmed.... Papilloma virus: l'incidenza del cancro del collo dell'utero non ha un'incidenzaestremamente bassa!!! o meglio l'incidenza dello sviluppo della malattia è dovuta (per fortuna ) agli screening che vengono fatti sia di !° livello che di 2° livello.... e si arriva prima ad intervenire ad esempio con la terapia laser o con la cuneizzazione... (terapie invasive) che potrebbero essere in maggior parte evitate con la vaccinazione... Ogni farmaco ha una o più controindicazione, Non sono qua per farti una lezione ma tanto per ricordarti Farmac deriva da PHARMACON= veleno, la differenza tra farmaco e veleno è la dose... tutt'ora i medici tanto per dirti ti addormentano in sala operatoria e poi ti fanno il Curaro... Parli di tesi scientifiche portami le contortesi.... e no da un sito farlocco.... se vuoi ho tutta la documentazione che potrebbe interessarti sulle malattie infettive compresi i numeri... ma visto che tutti siete così bravi a parlare per avere studiato Datevi un'occhiata a siti seri WHO, ISS, CDC tanto per citarne alcuni... se vuoi ti do la mia password per accedere a pubmed o med-line e la ti farai un'idea. tornando ai vaccini l'alta percentuale ha efficacia... e il numero dei responers giustifica la somministrazione tornando al tuo post: 3) poi vaccinazioni per cosa? Le obbligatorie? Poliomielite: settembre 2011 - Nei Paesi industrializzati, prima dell’introduzione delle campagne di vaccinazione negli anni Sessanta, le epidemie di poliomielite colpivano migliaia di bambini ogni anno. In seguito si è osservata una progressiva diminuzione della malattia fino alla sua quasi scomparsa. Dagli anni settanta in poi, il programma di vaccinazione è stato esteso in tutto il mondo con l’obiettivo di controllare la diffusione della polio a livello globale. Oggi la polio è endemica solo in 4 Paesi: Afghanistan, India, Nigeria e Pakistan. La poliomelite colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni di età e 1 infezione su 200 provoca una paralisi flaccida irreversibile (di solito delle gambe). Tra coloro che rimangono paralizzati, il 5-10% muore a causa della paralisi dei muscoli respiratori. Fino a quando anche un solo bambino verrà infettato dal virus della poliomielite, tutti i bambini del mondo sono a rischio di contrarre la malattia. I poliovirus, infatti, sono facilmente importabili da un Paese a un altro e si diffondono rapidamente in popolazioni non immunizzate. Difterite: Nel periodo 2000-2014, i casi di difterite, confermati microbiologicamente presso l’Iss, sono stati due, entrambi segnalati nel Nord Italia e causati da C. ulcerans. Nello stesso periodo sono stati segnalati anche cinque casi di infezioni dovuti a ceppi di C. diphtheriae non produttori di tossina.25 giugno 2015 – Secondo l’Oms, che raccoglie le notifiche degli Stati membri, in collaborazione con l’Unicef, nel 2013, i casi notificati nel mondo ammontavano in totale a 4680, mentre i casi mortali stimati nel 20011 sono stati circa 2500. Tetano:In Italia23 gennaio 2014 - L’articolo “Tetanus in Italy 2001–2010: A continuing threat in older adults” (Vaccine 2013 Dec 25), fornisce una panoramica dell’epidemiologia del tetano in Italia tra il 2001 e il 2010. Dallo studio è emerso che nel periodo in esame sono stati notificati 594 casi, con un’incidenza annua media di 1 caso per milione di abitanti (passata da 1,16/milione nel 2001 a 0,69/milione nel 2010). Del totale notificato, sono 22 i casi che hanno ricevuto una conferma di laboratorio. L’80% dei casi è stato segnalato da sette Regioni (4 nel Nord, 2 nel Centro e una del Sud) e ciascuna ha segnalato almeno 60 casi. L’età dei pazienti è nota per il 98,8% dei casi: 471 si sono verificati tra ultra 64enni, 111 nella fascia d’età 25-64 anni, 3 nella fascia 15-24 anni e 2 in bambini con meno di 14 anni. I dati sull’incidenza della malattia indicano che questa è massima tra gli ultra 64enni (4,1/milione abitanti) e scende a 0,2/milione di abitanti sotto i 65 anni. Inoltre, 404 dei 594 casi analizzati erano donne, con un’incidenza tre volte superiore rispetto agli uomini (5.2 e1.4/1,000,000 di abitanti rispettivamente). Lo stato vaccinale è disponibile per 343 casi: 34 risultavano vaccinati contro il tetano ma solo per 21 era notoil numero di dosi ricevute (solo un paziente aveva aveva effettuato il ciclo primario). Durante i periodi 2001-2003 e 2006-2010 sono stati riportati 169 decessi (rispettivamente 62 e 107), con una media annua di 21 casi e una netta prevalenza di decessi tra la popolazione femminile. Epatite B Nel tempo e fino al 2009, le infezioni da virus Hbv (come anche le epatiti C e Delta, sempre a trasmissione ematica) hanno mostrato un’importante e costante riduzione dell’incidenza. Negli ultimi anni, invece, il Seieva ha registrato una stabilizzazione dei tassi intorno a 1 per 100.000 abitanti e, nel 2014, l’incidenza è stata di 0,8 per 100.000 (0,0 per la fascia d’età 0-14 anni; 0,3 15-24 anni; 1,0 per la fascia d’età ≥ 25 anni) (figura 1). Il più drastico decremento è avvenuto in seguito all’introduzione della vaccinazione universale iniziata nel 1988 per persone appartenenti a gruppi ad alto rischio di infezione da virus Hbv e divenuta obbligatoria nel 1991 per tutti i nuovi nati e per i dodicenni. La diminuzione di incidenza ha interessato in particolar modo il gruppo d’età 15-24 anni, (verosimilmente grazie alla vaccinazione nei dodicenni). Oggi i soggetti che sviluppano epatite B sono soprattutto maschi (75,4%) e la fascia d’età maggiormente interessata è fra i 35 e i 54 anni (59,1%). Le più forti associazioni con le infezioni acute da virus Hbv si riscontrano per esposizione percutanea in corso di trattamenti cosmetici, per terapie odontoiatriche e per rapporti sessuali non protetti. In questi ultimi anni circa il 20% delle infezioni acute da Hbv in Italia ha riguardato migranti provenienti da aree ad alta endemia per Hbv in particolare dall’Europa orientale e dall’Africa. Pure le consigliate? Pertosse: 9 giugno 2014 - Nell’articolo “Pertussis: A Review of Disease Epidemiology Worldwide and in Italy”, pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health nel 2012, viene presentato il quadro epidemiologico italiano sulla pertosse dal 1996 al 2009 da cui emerge che vi è un trend in diminuzione della malattia nel periodo considerato (vedi figura 1) principalmente dovuto all’incremento della copertura vaccinale e che tra il 1999 e il 2009, sono state registrate 7768 ospedalizzazioni per pertosse L’elevata copertura vaccinale raggiunta (pdf 362 kb) ha permesso di ridurre la diffusione della Bordetella pertussis, tuttavia il decadimento dell’immunità che si verifica nei soggetti vaccinati fa si che gli adolescenti e gli adulti rappresentino una fonte di infezione per i non vaccinati ed i neonati che non hanno completato il ciclo primario. Inoltre, la pertosse è probabilmente sottostimata negli adolescenti e nei giovani adulti a causa del quadro clinico atipico che si presenta in questi soggetti e dello scarso ricorso alla conferma di laboratorio. Pertanto il reale impatto della pertosse nella popolazione è difficilmente valutabile e scarsamente percepito dalla popolazione e dagli operatori sanitari. Per questo è importante mantenere elevati livelli di copertura vaccinale nei bambini ed effettuare i richiami previsti dal calendario vaccinale. Leggi anche l’articolo “Hospitalizations for pertussis in Italy, 1999-2009: analysis of the hospital discharge” database pubblicato sull’European Journal of Pediatrics nel 2012. Morbillo:Il morbillo è una malattia infettiva causata da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae). È una malattia molto contagiosa che colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile, come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Si trasmette solo nell’uomo. I malati vengono isolati nel periodo di contagio.Il morbillo non ha sintomi gravi, provoca principalmente un’eruzione cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina. Dura tra i 10 e i 20 giorni.Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita. Il morbillo è diffuso in tutto il mondo. È una delle più frequenti febbri eruttive, sebbene sia molto meno comune da quando è in uso la vaccinazione con richiamo. Nei Paesi a clima temperato, colpisce i bambini verso la fine dell’inverno e a primavera.in Italia la malattia deve essere obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie. Le complicazioni sono relativamente rare, ma il morbillo è pur sempre responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse. Parotite: (8 settembre 2011) Focolai di parotite nella Federazione di Bosnia ed Erzegovina Oltre 5200 casi registrati, con un incidenza di 225,8 per 100 mila abitanti: un articolo, pubblicato a settembre 2011 su Eurosurveillance (volume 16, numero 36), descrive un’epidemia registrata nel distretto della Bosnia-Erzsegovina tra dicembre 2010 e la fine di luglio 2011. La maggior parte dei casi (43%) ha riguardato ragazzi tra i 15 e i 19 anni di età e di sesso maschile (62%). Nel 70% dei sieri analizzati sono stati trovati anticorpi specifici IgM per la parotite e nel 41% dei pazienti ospedalizzati sono state riportate complicazioni. Il focolaio ha colpito principalmente soggetti non vaccinati o che non conoscevano il proprio stato vaccinale. Gli autori ipotizzano che il fallimento delle politiche vaccinali durante la guerra e il periodo post-bellico (1992-1998) sia la principale causa dell’epidemia di parotite verificatasi nella prima metà del 2011 nel distretto della Bosnia-Erzsegovina, in quanto la maggior parte dei casi si è concentrata nelle aree più colpite dalla guerra. Leggi su Eurosurveillance l’articolo originale: “Ongoing large mumps outbreak in the Federation of Bosnia and Herzegovina, Bosnia and Herzegovina, December 2010 to July 2011”. HPV:Aspetti epidemiologici Infezioni da Hpv in Italia In Italia, studi condotti in donne di età tra 17 e 70 anni, in occasione di controlli ginecologici di routine o di programmi di screening organizzato, mostrano una prevalenza per qualunque tipo di Hpv compresa tra 7 e 16%. La prevalenza aumenta al 35-54% in caso di donne con diagnosi di citologia anormale, per raggiungere il 96% in caso di displasia severa o oltre. La prevalenza delle infezioni da Hpv varia con l’età: è più elevata nelle giovani donne sessualmente attive, mentre un secondo picco di prevalenza si nota nelle donne intorno alla menopausa o dopo. Uno studio condotto nell’Italia settentrionale in donne tra 25 e 70 anni ha mostrato come la prevalenza diminuisca dal 13-14% nella fascia di età 25-39 anni, all’11% nelle donne tra 40 e 44 anni, e al 5% nelle donne oltre i 44 anni. Nelle casistiche italiane, il tipo di virus più frequente è il 16, pari al 30% circa di tutte le infezioni. In ogni caso, la maggior parte delle infezioni (fra il 70 e il 90%) è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. In particolare, è stato documentato che, a distanza di 18 mesi dall’infezione, l’80% delle donne era Hpv-negativa. La probabilità che l’infezione evolva verso la persistenza sembra dipendere dal tipo del virus, ed è più elevata per i tipi ad alto rischio, incluso l’Hpv 16. Tumore della cervice associato a Hpv Per quanto riguarda i tumori causati dal virus, il carcinoma della cervice uterina è il secondo più frequente tipo di tumore femminile, con circa 500.000 nuovi casi all’anno e 250.000 decessi nel mondo, ed è il primo tumore riconosciuto dall’Oms come totalmente riconducibile a un’infezione. In Italia si verificano ogni anno circa 3500 nuovi casi di carcinoma della cervice uterina e 1500 decessi. In seguito all’introduzione su larga scala dei programmi di screening, numerosi studi condotti in Europa e Nord America hanno riscontrato una netta riduzione dell’incidenza dei tumori invasivi della cervice. Ulteriori informazioni sul focus hpv. Ripeto ognuno è libero di fare quello che vuole della propria salute... l'importante che le conseguenze se le paghi di tasca propria e non le paghi la collettività.
Grazie.