Inserito il 13/03/2015 alle: 17:17:20
Premesso che ho un antivirus a pagamento e di cui sono molto soddisfatto. [;)] Però ho una personalissima opinione in merito, ed è questa:
"I virus servono per controllare il sistema mondiale telematico e tutto ciò che passa nei computer della gente, sono reali, fanno danni e questi danni vengono sempre opportunamente pubblicizzati.
Gli antivirus scandagliano il nostro computer tutti i santi giorni, raccolgono dati e informazioni di tutti i tipi, penserete mica che questi "tesori" non saranno classificati, catalogati, archiviati, utilizzati, nel caso vi sia una reale necessità di "sicurezza nazionale"? [;)]
Il perchè di tutto ciò lo potete trovare in questa edificante storiella, vera, che risale ai tempi di Napoleone.
Questo credo che sia la pura realtà, non possiamo farci niente e ho detto tutto... [;)][:)][:(]
I lupi delle Ardenne
Verso la fine del settecento, a pochi anni dalla rivoluzione francese, nelle Ardenne si ebbero una serie di inverni molto rigidi, tanto che branchi di lupi affamanti si aggiravano tra i villaggi assalendo tutto ciò che capitava loro a tiro, la situazione diventò drammatica per gli abitanti di quei poveri villaggi.
Così decisero di chiedere aiuto alle autorità rivoluzionarie, una delegazione di villici si recò presso la prefettura napoleonica del capoluogo e chiesero di essere ricevuti dal Prefetto e al quale prospettarono il loro problema.
Il Prefetto della Francia rivoluzionaria ascoltò in silenzio e dopo una breve pausa di riflessione disse: “Cittadini di Francia, lo sapete bene quanto la rivoluzione tenga alla vostra incolumità, ma vi dico fin da ora che i mezzi a disposizione sono pochi, in più la Nazione è impegnata in una dura guerra contro gli austriaci in Italia, vi posso solo mandare una guarnigione della riserva composta di sette cavalieri armati e cinque cavalli, ma ad una sola condizione e cioè che siate voi ad accudire la guarnigione, fornendo vitto e alloggio e per tutto il tempo necessario che serve a debellare i lupi.
I cittadini si consultarono rapidamente e convennero che ce la facevano a sostentare la piccola guarnigione, così accettarono la proposta del Prefetto.
Dopo una settimana un plotone della riserva giunse in paese, prese i contatti con gli esponenti dei villaggi e si sistemarono poco lontano dal villaggio principale, in un bosco facilmente accessibile al villani, tempo due giorni cominciarono le loro battute di caccia al lupi.
Nel giro di una quindicina di giorni i lupi non si videro più nei dintorni dei villaggi, buon segno, le battute contro di loro avevano sortito l’effetto sperato, dopo circa un mese di lupi non se ne vedevano più, solo ogni tanto si sentiva un po’ di trambusto intorno a qualche villaggio, delle fucilate e poi arrivavano i soldati in paese a far vedere un lupo ammazzato.
Passarono i mesi e il soldato addetto alle vettovaglie passava regolarmente a ritirare i rifornimenti, ma di volta in volta diventava sempre più esigente, una volta pretendeva un maiale intero, un’altra voleva più vino, altre più formaggi… e sempre più spesso qualche giovane pulzella veniva “invitata” all’accampamento…
I villani cominciarono a sentire il peso della cosa, si riunirono e decisero di recarsi in delegazione presso il campo dei soldati.
S’incamminarono e mentre stavano facendo gli ultimi passi per raggiungere la radura dov’erano accampati i soldati da mesi, notarono un recinto ben nascosto e ben protetto e dentro il quale c’erano una decina di lupi e un soldato che dava loro da mangiare i resti dei loro pasti abbondanti…
Fu così che si resero conto che il problema “lupi” non esisteva più, che erano diventati prigionieri di quei furboni, i quali per giustificare la loro presenza e le pretese sempre più pesanti, ogni tanto liberavano un lupo per spaventare e tenere buoni i villici.