quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/01/2014 13:35:54 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> ottimo consiglio[;)] al limite gli si può sempre dare una manica di botte per farlo rinsavire[;)][:D] scherzo ovviamente, mandalo a lavorare da me per le vacanze pasquali, vedrai che cambia idea[:)]
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 28/01/2014 13:07:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Stesso identico problema ma, con una figlia, ora ha 17 anni e non so che pesci prendere...[:0][:0][:0] Il bello e il cattivo tempo, non dura tutto il tempo
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 28/01/2014 13:07:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Il problema sarebbe se non volesse ne studiare ne lavorare, lasciare i studi per lavorare non lo vedo come un grosso problema, magari è sbagliato ma non un problema. Anche mio figlio ha lasciato i studi e adesso lavora, contento lui, la vita è sua. Emil
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 28/01/2014 13:07:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Difficili consigli senza vedere il ragazzo. La cosa che mi colpisce è la sua età, di solito è una crisi da 15-16 anni. E' capitato ad una nostra parente, ed anche li c'è stata una cura di lavoro duro; ma era il passaggio superiori/università. Lasciare le superiori in effetti pone il rischio di lasciarle per sempre. Certo è che a quell'età non si può più studiare senza voglia; non si può pretendere la passione, per le materie di scuola è impossibile, ma la voglia, l'orgoglio di sfangarla, a quell'età non lo si può mettere ne col bastone ne per iniezione. Certo che al ragazzo nel momento che non studia più va negata ogni cosa. Dalle vacanze ai 5 euro per uscire la sera.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 28/01/2014 16:50:37 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Sono anch'io per la linea dura, mi spiace, ma già il futuro dei nostri ragazzi sarà duro, senza un pezzo di carta sarà durissimo e non lo voglio nemmeno immaginare. Parla, o meglio scrive, un padre che da un paio di mesi tutte le sere, dico tutte le sere, vacanze natalizie comprese, fa il lavaggio del cervello al secondogenito quindicenne. In pratica raccolgo il testimone da mia moglie che ha usato gli stessi metodi durante il giorno. Notizia di ieri e di oggi, ha recuperato due delle quattro insufficienze della pagella del primo quadrimestre: avrei preferito non avvenisse perchè mi sorge il dubbio che i professori siano alla fin fine dei buoni. Tutto ciò per una sola ragione: IL RAGAZZO NON STUDIA, NON SI APPLICA, FA A GARA CON I PROPRI AMICI A CHI STUDIA MENO. E' un atteggiamento che non posso accettare, accetto tutto, ma non posso accettare l'assenza di impegno. So che molti di voi mi giudicheranno bacchettone, ma ne va del futuro dei figli. Caro Moro, amico camperista e ciclista, sono assolutamente solidale con tua figlia e tuo genero, digli di non mollare. Parlagli da nonno, da uomo a uomo, fagli capire che sta sbagliando tutto.
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di korsara inserito in data 28/01/2014 22:00:18 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> quello che segnali tu, i soldi dello stipendio, sono un problema. un po' di tempo fa parlavo col sindaco del mio paese, il cui figlio studiava mentre i suoi compagni, come da tradizione della zona, già lavoravano come muratori e avevano a parità di anni, molti più soldi disponibili e chiedeva al padre perchè studiare. credo però che se alle spalle c'è una famiglia che sa anche spiegare che davvero nella vita i soldi non sono tutto, ci sia margine per una trattativa. secondo me, studiare è una lavoro, che può anche essere in qualche modo remunerato, e qui chi più ne ha ne metta come forme di stipendio alternativo, già il fatto che ti mantengo, ti vesto, ti do un tetto e qualcosa per divertirti "ai miei tempi" era il massimo, però come tutti i lavori deve essere fatto bene, quindi non vai a scuola quando te la senti, vai perchè è il tuo lavoro farlo e come tale lo fai tutti i giorni. p.s. sai cosa ha fatto ripensare a mio figlio l'opportunità di tornare a scuola? il fatto che il suo capo non usasse i congiuntivi, non era disposto a stare "sotto" a uno che ne sapeva meno di lui. da maestra, ho pensato che almeno una volta nella vita la grammatica era servita a quaslcosa [:D]
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/01/2014 22:17:46 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Sicuramente il rapporto genitori/figlio è fondamentale, come è anche fondamentale la base e/o la maturità già acquisita per poter ritornare sulle proprie scelte. Anch'io, ora, ritengo valido e cerco di insegnare ai miei figli il paragone lavoro-scuola, ripeto "ora". Quando ho deciso di mollare la scuola così come ha fatto mia moglie 24 anni fa non la pensavo così. Che ti devo dire, è andata così... ora siamo una bella famiglia, non si vive nel lusso ma ci basta e và bene così. Stefano Heleanna Stefano Lorenzo Elisa e ... Nerone
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/01/2014 22:17:46 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> il problema principale oggi non e' avere piu' o meno soldi ma avere o non avere un lavoro. Studiare e' un lavoro ma non deve essere fine a se stesso , conosco studenti fuori corso di trenta e passa anni che ancora stanno a casa di mamma' con la paghetta per la ricarica del cell. Oggi sicuramente lo studio e' sempre piu' indispensabile e va fatto quando deve essere fatto , ovvero quando e' ancora possibile e giusto che ti mantengano i genitori ma l' obbiettivo deve essere la preparazione ad affrontare la vita da solo. Non trovo triste abbandonare la scuola per trovare un lavoro se si e' sicuri e forti quanto abbandonare la scuola ed accorgersi troppo tardi che e' stato un errore . p.S io sogno per mia figlia l' universita' ed una carriera da fisioterapista. In una nazione sempre piu' vecchia il lavoro non dovrebbe mancare. Lo ritengo piu proficuo (ahhme) 'che diventare insegnate ed allungare la fila dei precari. ma questo e' il mio sogno e non e' detto che sara' il suo ...
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 28/01/2014 13:07:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>