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morodirho
morodirho
-
Inserito il 28/01/2014 alle: 13:07:35
sono nonno di due nipoti,uno di 21 anni e l'altro di poco meno di 18 che sta creando sia a me che alla sua famiglia dei grossi problemi.L'ultima crisi è avvenuta dopo la sua decisione di voler abbandonare la scuola.Dopo l'intervento dei genitori presso il direttore della stessa scuola si è deciso a ritornare in classe ad una condizione:se non me la sento non vado,[:(][:(] Inutili i tentativi di farlo ragionare,ricatta tutti dicendo che è disposto ad andarsene da casa.Non so come comportarmi ,anche per poter dare una mano a mia figlia e a mio genero che sono letteralmente''MASSACRATI'' da questa situazione.L'unica sua aspirazione è quella di trovare una qualsiasi occupazione per poter guadagnare ed essere autonomo,cosa che visti i tempi e la minore eta' è praticamente impossibile,accetto consigli [:(] aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.
morodirho
morodirho
-
Inserito il 28/01/2014 alle: 13:15:16
credo che si possa spostare in ''Altro non sui camper,grazie aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.
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annapasqua
annapasqua
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19/11/2009 3797
Inserito il 28/01/2014 alle: 13:35:54
premetto che do tutta la mia solidarietà ai genitori e ai nonni. una ricetta non credo ci sia, posso dirti la mia esperienza. il figlio grande ha avuto una crisi simile, con conseguente bocciatura. è andato a lavorare, nel posto più becero che siamo riusciti a trovare. lontano dai mezzi, lui non ne aveva di propri. sveglia presto, lungo tratto di strada a piedi, non ti dico l'ansia ogni giorno, poi pesante lavoro di magazziniere agli ordini di gente non proprio illuminata. ad agosto, summit di famiglia e sua decisione di cambiare scuola ma riprendere gli studi. non è la soluzione universale, per noi lo è stata. potete arrivare al compromesso che finisce l'anno cercandosi anche un lavoro, bene che vada lavora in estate poi ne riparlate, magari avvisate anche la scuola. al limite sbatte il naso sul fatto che la gente non qualificata non la vuole nessuno. un solo consiglio, dato davvero col coeur in man: non smettete mai di dialogore con lui, anche quando la vostra massima aspirazione è spalmarlo su un qualsiasi muro o imbarattolarlo e matterlo in dispensa in attesa che maturi.
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impiegatodelvolante
impiegatodel...
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14/01/2010 29613
Inserito il 28/01/2014 alle: 13:48:27
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/01/2014  13:35:54 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> ottimo consiglio[;)] al limite gli si può sempre dare una manica di botte per farlo rinsavire[;)][:D] scherzo ovviamente, mandalo a lavorare da me per le vacanze pasquali, vedrai che cambia idea[:)]
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Yuma-58
Yuma-58
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14/12/2009 33145
Inserito il 28/01/2014 alle: 13:50:22
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 28/01/2014  13:07:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Stesso identico problema ma, con una figlia, ora ha 17 anni e non so che pesci prendere...[:0][:0][:0] Il bello e il cattivo tempo, non dura tutto il tempo
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Tequi
Tequi
-
Inserito il 28/01/2014 alle: 13:51:23
Sono d'accordo.. levagli la sete con il prosciutto. Mandateo a lavorare, quando si renderà conto di quello che è tornerà sui suoi passi se poi questo non dovesse accadere va bene lo stesso. Non tutti siamo tagliati per lo studio. [;)] Tequi www.sv-italia.it/forum

Modificato da Tequi il 28/01/2014 alle 13:52:15
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Giovanni
Giovanni
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28/08/2003 13186
Inserito il 28/01/2014 alle: 13:54:54
Come dice Annapasqua, mantenere sempre un canale di comunicazione aperto. Il figlio di mia nipote (figlio della figlia di mia sorella), università tutta con 30 e lode, affamato di libri, pronto per la tesi, si è bloccato su un esame di inglese che non ha voluto neanche tentare! Ora lavora in una fabbrichetta, il titolare dice che un lavoratore così preciso ed attento non l'ha mai avuto. Lui è contentissimo del lavoro che fa. Che ci vuoi fare? Nella vita non è molto importante il lavoro che si fa, ma quanto piace il lavoro che si fa. Io, in 46 anni di lavoro, ho avuto qualche breve periodo di attività a me proprio antipatica (e qualcuno, invece, bramava farlo per quanto gli piaceva) e sono stati, in quei momenti, delle brutte esperienze. Se il lavoro che dovesse trovare gli piace, bene; se non gli piace vedrete che riaprirà i libri. L'importante, secondo me, è lasciare a lui trovare e scegliere il lavoro, non indirizzarlo verso lavori che solo a voi piace... se c'è da alzarsi presto la mattina, lavoro pesante, lavoro sotto le intemperie, questi gli fanno bene, non i lavoretti da bamboccione! Giovanni
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arcagia640
arcagia640
22/12/2011 1904
Inserito il 28/01/2014 alle: 14:49:18
ciao morodirho,visti i tanti consigli che mi dai su meccanica ora provo a dartene uno io,io a 17 anni e 4 giorni ho iniziato a lavorare dopo che mio padre mi prego'in ginocchio di continuare negli studi,da subito operaio in officina di carpenteria in ferro e saldatore,quindi subito lavoro duro,ma purtroppo o per fortuna non tornai mai sulle mie decisioni,non ero proprio tagliato per lo studio,eccomi qua a 44 anni ancora oggi operaio,un po meno pesante di allora ma sempre operaio,non tutti siamo portati per l'universita',certo che oggi trovare lavoro e'dura,puo darsi che come ti hanno suggerito sia la soluzione migliore,magari quando si rendera'conto che,se lo trova il lavoro e' una cosa dura torna sui suoi passi,ma se cosi'non fosse pazienza l'importante e'non stare per la strada a non fare nulla tutto il giorno,e magari poi frequentare ambienti sbagliati.ciao e auguroni che tutto si risolva per il meglio.[;)] in moto sono incerto quindi sempre aperto,in camper rilassato e piede sempre alzato........ 58#sempre con noi ciao Sic....
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Lady Oscar (Mudra)
Lady Oscar (...
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14/12/2007 7718
Inserito il 28/01/2014 alle: 15:45:36
Mi associo a quanto detto dagli altri e aggiungo la mia di esperienza, a 15 anni o poco più avevo poca voglia di studiare, per cui lascio la scuola e vado a lavorare, dopo una stagione in albergo decido che non è cosa per me e il settembre successivo torno di nuovo a scuola fino alla laurea, che tra parentesi nella vita non mi è servita a niente, per cui come già detto da altri se il lavoro non fa per lui farà presto a tornare su i suoi passi, se invece lo preferirà allo studio poco male, non è che ci sia un grande richiesta di laureati in Italia, anche finendo la scuola, magari farebbe la fine di mio nipote, tanto anni di studio e poi adesso è a Londra a lavorare in un bar, un lavoro che poteva benissimo svolgere in Italia, con lo stesso stipendio e tanti anni meno di sacrifici per mantenerlo agli studi per la sua famiglia. Romina
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EmilG
EmilG
03/11/2009 4885
Inserito il 28/01/2014 alle: 16:19:09
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 28/01/2014  13:07:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Il problema sarebbe se non volesse ne studiare ne lavorare, lasciare i studi per lavorare non lo vedo come un grosso problema, magari è sbagliato ma non un problema. Anche mio figlio ha lasciato i studi e adesso lavora, contento lui, la vita è sua. Emil
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Chiara0212
Chiara0212
15/07/2011 2725
Inserito il 28/01/2014 alle: 16:25:11
Moreno ti racconto la mia esperienza: Scuola superiore I.T.I.S. IV anno, sono nel massimo della mia stupidera, studio poco, penso alla gnocca, con tendenze "manesche". Durante un compito in classe discuto con il mio insegnante e lo appendo alla lavagna, nel vero senso della parola. Vengo sospeso e non lo dico ai miei tanto sono maggiorenne e posso firmare tutto io. Mio papà pensando che fosse solo una questione di studio, mi manda da un suo amico a fare il manovale una stagione estiva, a rompermi la schiena nel vero senso della parola. Totale ripeto il IV anno e non prendo neanche una materia e l'anno dopo mi diplomo con 40/60 e, soprattutto, inizio la strada "mentale" che mi porta ad essere l'uomo che sono oggi abbandonando per sempre quel ragazzo che ero. In bocca al lupo Moreno, un abbraccio grande!! Saluti. Carmelo. "Diobò che bello", grazie SIC La classe C è la miglior cosa mai uscita dai confini tedeschi Cit. Jeremy Clarkson
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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31288
Inserito il 28/01/2014 alle: 16:50:37
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 28/01/2014  13:07:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Difficili consigli senza vedere il ragazzo. La cosa che mi colpisce è la sua età, di solito è una crisi da 15-16 anni. E' capitato ad una nostra parente, ed anche li c'è stata una cura di lavoro duro; ma era il passaggio superiori/università. Lasciare le superiori in effetti pone il rischio di lasciarle per sempre. Certo è che a quell'età non si può più studiare senza voglia; non si può pretendere la passione, per le materie di scuola è impossibile, ma la voglia, l'orgoglio di sfangarla, a quell'età non lo si può mettere ne col bastone ne per iniezione. Certo che al ragazzo nel momento che non studia più va negata ogni cosa. Dalle vacanze ai 5 euro per uscire la sera. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
19
chorus
chorus
05/10/2006 12492
Inserito il 28/01/2014 alle: 17:09:21
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 28/01/2014  16:50:37 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Sono anch'io per la linea dura, mi spiace, ma già il futuro dei nostri ragazzi sarà duro, senza un pezzo di carta sarà durissimo e non lo voglio nemmeno immaginare. Parla, o meglio scrive, un padre che da un paio di mesi tutte le sere, dico tutte le sere, vacanze natalizie comprese, fa il lavaggio del cervello al secondogenito quindicenne. In pratica raccolgo il testimone da mia moglie che ha usato gli stessi metodi durante il giorno. Notizia di ieri e di oggi, ha recuperato due delle quattro insufficienze della pagella del primo quadrimestre: avrei preferito non avvenisse perchè mi sorge il dubbio che i professori siano alla fin fine dei buoni. Tutto ciò per una sola ragione: IL RAGAZZO NON STUDIA, NON SI APPLICA, FA A GARA CON I PROPRI AMICI A CHI STUDIA MENO. E' un atteggiamento che non posso accettare, accetto tutto, ma non posso accettare l'assenza di impegno. So che molti di voi mi giudicheranno bacchettone, ma ne va del futuro dei figli. Caro Moro, amico camperista e ciclista, sono assolutamente solidale con tua figlia e tuo genero, digli di non mollare. Parlagli da nonno, da uomo a uomo, fagli capire che sta sbagliando tutto.
morodirho
morodirho
-
Inserito il 28/01/2014 alle: 18:03:17
rispondo dopo aver ascoltato i vari consigli.Nuovo consiglio di famiglia con intervento decisivo(spero) del ''nonno'',ripresa della scuola per terminare l'anno e avere almeno la possibilita' di iscriversi ad un altro tipo di studio visto che vorrebbe seguire un indirizzo di video cine operatore,minaccia di non presentarsi a casa mia se non dovesse seguire le indicazioni e minaccia di vendere la sua parte della mia casa ,l'unica consolazione di fronte a tutti questi problemi è il fatto che di sicuro la voglia di lavorare non manca,staremo a vedere i risultati,per ora grazie del sostegno che fa sempre piacere,un saluto anche ad Armando (yuma) [;)][;)]grazie. aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.
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Roberto66
Roberto66
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19/10/2003 22556
Inserito il 28/01/2014 alle: 21:33:16
Ciao Moro Penso che a quell' eta' i ragazzi siano piu' infuenzati dai coetanei che dagli adulti. A mio avviso l' ideale sarebbe individuare qualche suo amico che viaggia con registro diverso e chiedere di darvi una mano dispensando qualche "saggio" consiglio per lo meno per quanto riguarda l' atteggiamento da tenere nei vostri confronti e poter quindi ragionare piu' serenamente. facile a dirsi ma non a farsi . Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
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korsara
korsara
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26/02/2013 2855
Inserito il 28/01/2014 alle: 22:00:18
Ciao, butto anche la mia. Dai 16 ai 19 chi prima chi dopo si sente un leone, pronto ad affrontare qualsiasi cambiamento e/o avversità. Gioca a favore o contro molto della personalità e del carattere del piccolo uomo che sta crescendo. Il mio consiglio è quello di aiutarlo se si riconosce nel ragazzo la "volontà" di farsi aiutare. Ogni impedimento o ricatto, anche a fin di bene, può risultare più dannoso che altro in determinate situazioni. Fossi nei genitori, in linea di massima, proverei a farlo ragionare ma senza calcare troppo la mano... il limite possono conoscerlo solo i genitori stessi. Và bene provare a fargli conoscere la fatica del lavoro però sappiate che a fine mese scoprirà una tale goduria nello spendere il suo primo stipendio che potrebbe rimanerne abbagliato. Stefano Heleanna Stefano Lorenzo Elisa e ... Nerone
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Roberto66
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19/10/2003 22556
Inserito il 28/01/2014 alle: 22:15:42
Và bene provare a fargli conoscere la fatica del lavoro però sappiate che a fine mese scoprirà una tale goduria nello spendere il suo primo stipendio che potrebbe rimanerne abbagliato il fine della scuola e' quello di farti trovare un mestiere , indicativamente piu' leggero , remunerativo e interessante rispetto ad uno che richiede meno studio sui banchi. e poi abbiamo la situazione in cui un laureato a pieni voti raggranella qualche spicciolo in un call center e un imbianchino che 'e strapieno di lavoro. (non che un imbianchino sia privo di cultura ma solo che per imparare il mestirer ha bisogno piu' di pratica che di teoria) . Ad ogni modo noi Italiani siamo famosi per essere dei mammoni , qui siamo di fronte al caso contrario . E' giovane e vi e' ancora tempo /spazio per un anno sabbatico , quello che mi preoccuperebbe di piu' e' il lavorare su di un sano rapporto di scambio di idee privo di scontro. facile a dirsi ma non a farsi. Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
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annapasqua
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19/11/2009 3797
Inserito il 28/01/2014 alle: 22:17:46
quote:Risposta al messaggio di korsara inserito in data 28/01/2014  22:00:18 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> quello che segnali tu, i soldi dello stipendio, sono un problema. un po' di tempo fa parlavo col sindaco del mio paese, il cui figlio studiava mentre i suoi compagni, come da tradizione della zona, già lavoravano come muratori e avevano a parità di anni, molti più soldi disponibili e chiedeva al padre perchè studiare. credo però che se alle spalle c'è una famiglia che sa anche spiegare che davvero nella vita i soldi non sono tutto, ci sia margine per una trattativa. secondo me, studiare è una lavoro, che può anche essere in qualche modo remunerato, e qui chi più ne ha ne metta come forme di stipendio alternativo, già il fatto che ti mantengo, ti vesto, ti do un tetto e qualcosa per divertirti "ai miei tempi" era il massimo, però come tutti i lavori deve essere fatto bene, quindi non vai a scuola quando te la senti, vai perchè è il tuo lavoro farlo e come tale lo fai tutti i giorni. p.s. sai cosa ha fatto ripensare a mio figlio l'opportunità di tornare a scuola? il fatto che il suo capo non usasse i congiuntivi, non era disposto a stare "sotto" a uno che ne sapeva meno di lui. da maestra, ho pensato che almeno una volta nella vita la grammatica era servita a quaslcosa [:D]
12
korsara
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26/02/2013 2855
Inserito il 28/01/2014 alle: 22:28:21
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/01/2014  22:17:46 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Sicuramente il rapporto genitori/figlio è fondamentale, come è anche fondamentale la base e/o la maturità già acquisita per poter ritornare sulle proprie scelte. Anch'io, ora, ritengo valido e cerco di insegnare ai miei figli il paragone lavoro-scuola, ripeto "ora". Quando ho deciso di mollare la scuola così come ha fatto mia moglie 24 anni fa non la pensavo così. Che ti devo dire, è andata così... ora siamo una bella famiglia, non si vive nel lusso ma ci basta e và bene così. Stefano Heleanna Stefano Lorenzo Elisa e ... Nerone

Modificato da korsara il 28/01/2014 alle 22:32:55
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Roberto66
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19/10/2003 22556
Inserito il 28/01/2014 alle: 22:56:04
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/01/2014  22:17:46 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> il problema principale oggi non e' avere piu' o meno soldi ma avere o non avere un lavoro. Studiare e' un lavoro ma non deve essere fine a se stesso , conosco studenti fuori corso di trenta e passa anni che ancora stanno a casa di mamma' con la paghetta per la ricarica del cell. Oggi sicuramente lo studio e' sempre piu' indispensabile e va fatto quando deve essere fatto , ovvero quando e' ancora possibile e giusto che ti mantengano i genitori ma l' obbiettivo deve essere la preparazione ad affrontare la vita da solo. Non trovo triste abbandonare la scuola per trovare un lavoro se si e' sicuri e forti quanto abbandonare la scuola ed accorgersi troppo tardi che e' stato un errore . p.S io sogno per mia figlia l' universita' ed una carriera da fisioterapista. In una nazione sempre piu' vecchia il lavoro non dovrebbe mancare. Lo ritengo piu proficuo (ahhme) 'che diventare insegnate ed allungare la fila dei precari. ma questo e' il mio sogno e non e' detto che sara' il suo ... Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
17
paolof
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28/12/2008 15131
Inserito il 28/01/2014 alle: 23:09:16
Aggiungo la mia piccola esperienza. Come ti ha detto qualcuno tieni sempre il dialogo e la comprensione aperta ma non vuol dire dargliela sempre vinta. BASTONE E CAROTA credo sia la tecnica giusta. Certo che il difficile è capire quando è il momento e la dose da usare di uno o l'altra
quote:Risposta al messaggio di morodirho inserito in data 28/01/2014  13:07:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
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