Argomento assai tosto, il mestiere di genitore è di gran lunga il più difficile del mondo, è stato già detto. Ai nonni poi non resta che la parte del consigliere , talvolta verso i nipoti e talaltra verso i figli diventati genitori. Ma raramente hanno voce in capitolo di un qualche peso.
Sono genitore di un maschio e di una femmina oggi ormai adulti. Il maschio ha dato non pochi problemi a partire dall’asilo fino a tutte le scuole superiori. All’università credo sia andato avanti più a colpi di furbizia che altro. Un esempio: una volta ha scoperto che la sua docente d’inglese portava a spasso il cane alle stesse ore in cui lui portava a fuori il nostro. Faceva in modo di far combaciare le uscite e attaccava bottone facendo il simpaticone. Insomma alla fine si è laureato, ma l’inglese non lo sa ancora oggi. Tirava tardi la notte ma mai niente di seriamente preoccupante, se non qualche denuncia collettiva insieme ai suoi amici per schiamazzi notturni. Nel frattempo però per farsi qualche soldo andava a fare il cameriere d’estate e aiutava me sul lavoro.
Dopo la laurea ha cominciato a cambiare, sbattendo il muso sul muro della vita. Si è adattato a mille contratti precari. Intanto che faceva il tirocinio e l’ esame per l’abilitazione da commercialista. Sul lavoro ha conosciuto una signora separata, con una bambina. Da sei anni vivono insieme e lui fa da padre a una figlia non sua molto meglio di quello naturale. Ora hanno entrambi un impiego fisso, presso il quale sono stimati e considerati. Si sono comprati la casa e in primavera si sposeranno.
La figlia femmina non ha mai dato problemi a scuola. All’università ha bruciato le tappe e si è laureata col massimo. Nonostante ciò anche lei ha fatto la cameriera d’estate e ha lavorato con me. Dopo la laurea ha fatto un master a Roma, poi è partita un anno in Francia dove si è mantenuta facendo la commessa, e due anni in Australia dove ha fatto il così detto fruit picking. Ovvero la raccolta della frutta e tutti gli altri lavori che i ragazzi del posto non vogliono fare. Oggi ha un impiego fisso anche lei, dopo una lunghissima gavetta in ambiente alberghiero, ma la sua laurea in pratica non gli è servita a niente e oggi parla tre lingue non certo grazie alla scuola. Convive col suo compagno, pare ci siano nozze in vista anche da quella parte. Disgraziati, fratello e sorella hanno quattro anni di differenza e vanno a sposarsi tutti e due lo stesso anno!
Morale della favola.
Non è detto che essere delle teste di legno a scuola equivalga per forza ad essere dei falliti nella vita. Non è detto che il pezzo di carta debba esserci per forza. Conosco degli artigiani che si esprimono con difficoltà in italiano corretto, ma sono bravissimi nel loro mestiere e fanno anche dei bei soldi. I figli fa più male vedere che hanno il pezzo di carta ma non riescono a inserirsi, che vedere che al pezzo di carta non riescono ad arrivarci. Ma una cosa è certa, chi sa più degli altri, scienza o mestiere che sia, prima o poi si afferma. Chi non ha voglia di far nulla no.
In famiglia ho anche due nipoti che non lavorano e non studiano. Si svegliano con comodo alle 13, girano in macchina e hanno sempre l’ultimo modello di telefonino. Grazie alla manica larga di sue genitori benestanti ma evidentemente mollaccioni dal punto di vista educativo. Quelle poche volte che hanno provato a lavorare hanno resistito si e no una settimana, senza che questo li inducesse a cambiare stile. Sono un po’ più giovani dei miei, ma ormai c’è da chiedersi cosa faranno quando i genitori non ci saranno più. Solo allora saranno costretti a darsi una mossa, ma a quale prezzo?
Quindi vigilanza, perseveranza e… cordoni del portafoglio sempre più chiusi.

www.regoleo.altervista.org
Modificato da Regoleo il 29/01/2014 alle 14:31:56