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annapasqua
annapasqua
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19/11/2009 3797
Inserito il 28/01/2014 alle: 23:12:40
sono d'accordo con gli ultimi due interventi: non si deve studiare a tutti i costi, si deve essere seri. mollare la scuola perchè si è convinti che non è il percorso giusto è sacrosanto, così come è giusto prepararsi per attività possibili. qui però si stava parlando di un ragazzo di 18 anni che sembrava attraversare più che altro una crisi di identità, piuttosto che avere le idee chiare sul suo futuro
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banacoa
banacoa
19/07/2009 4234
Inserito il 28/01/2014 alle: 23:37:38
ciao a tutti... dico anch'io la mia...con molta modestia dev'esserci L'ASSOLUTA CERTEZZA che il ragazzo sia ASSOLUTAMENTE E TOTALMENTE lontano da devianze di ogni tipo di "sostanza", analizzando le compagnie che frequenta, risultati scolastici, mancanza di voglia di studiare, capire da quanto tempo la poca voglia è iniziata...certo, il "ricatto" di andarsene da casa, fa pensare a cose molto serie, mi auguro di sbagliare. Un mio nipote ha iniziato ad avere le stesse problematiche, "bruciava" scuola, falsificava le giustifiche...è sempre stato rispettoso nei rapporti con i genitori, che sono successivamente scaduti, dopo la scoperta di problematiche serie. Mi auguro e spero di sbagliarmi, ma, indagherei soprattutto sulle compagnie. Con solidarietà, Tony L'uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare. (George Bernard Shaw)
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chorus
chorus
05/10/2006 12492
Inserito il 29/01/2014 alle: 08:46:24
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 28/01/2014  23:12:40 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Io invece sono convinto del contrario. Sono decenni che non faccio una domanda di lavoro, ma sono convinto che oggi, a parità di altre condizioni, un datore di lavoro prediliga assumere un diplomato, qualsiasi funzione sia chiamato a coprire il neo assunto. La formazione dà una marcia in più: lo è sempre stato e sempre di più lo sarà. PS parla chi ha studiato ... da vecchio, in un'età in cui i miei coetanei avevano finito da un pezzo. Lavorare e studiare è quanto di più difficile si possa immaginare. Le tappe della vita bisogna compierle nei giusti tempi!

Modificato da chorus il 29/01/2014 alle 08:49:00
morodirho
morodirho
-
Inserito il 29/01/2014 alle: 09:28:52
controlli rigorosi e nessun problema di devianze all'infuori della ''gnocca''(se possiamo considerarlo un problema,vista l'eta'[:D])Altro contatto telefonico del ''nonno'' che sembra aver raggiunto i risultati sperati.Dico questo in quanto nei casi di bisogno il ragazzo si è sempre rivolto principalmente a me,ora spero di portarlo a giocare a rugby,visto che lo farebbe volentieri,in modo da dargli altri interessi che lo tengano impegnato,vedremo come si evolvera' la situazione. aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.
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Izenborg
Izenborg
03/11/2012 567
Inserito il 29/01/2014 alle: 10:46:17
Ti racconto la mia esperienza indiretta. I cugini di mia moglie hanno 4 figli. Il primo (23) è geometra e ha passato l'esame per l'iscrizione all'albo, un bravo ragazzo. Il secondo (20) è sempre stato più manuale del maggiore, a 14 anni ha voluto fare la scuola per geometri ma tutti sapevano che sarebbe stato meglio una scuola professionale perchè non ha mai amato studiare. Dopo qualche anno, e molti scontri, ha mollato tutto e ha iniziato a lavorare duro. Dure lotte in famiglia, ma poi i genitori (lei casalinga e lui marmista da una vita) gli han detto: la vita è tua, sei sufficientemente grande per capire cosa fare, se vuoi la scuola è sempre aperta. I suoi amici lavoravano e avevano i soldi, e probabilmente questo stata una marcia in più, ma il fatto è che lui non ama studiare. Hai la fortuna di avere un ascendente su tuo nipote, da come si comporta (soprattutto per i ricatti) sembra forte e testardo: continuare con lo scontro potrebbe farlo allontanare ancora di più. Forse deponendo le armi e farsi spiegare il perchè di tutto ciò senza condannare ma solo per CAPIRE potrebbe essere di enorme aiuto per tutti. Forse è stanco e annoiato, ha bisogno di nuovi stimoli e il rugby potrebbe essere un'ottima idea; lavoralo ai fianchi e probabilmente un domani ti ringrazierà. Ultima cosa, se posso permettermi: consiglia ai suoi genitori di ammorbidire il rapporto, puntando magari su attività comuni (anche solamente lavorare in giardino se ce l'anno o qualsiasi altra cosa che piaccia a tutti) e "lasciandolo stare", sostenendo il nonno nel suo lavoro di fianchi. Auguri di cuore. Christian Hymer Swing 594
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pilao
pilao
27/04/2006 3958
Inserito il 29/01/2014 alle: 12:07:32
Argomento bello, complicato e molto vario. Per farla breve, i miei li ho lasciati andare senza scenate. Hanno abbandonato casa e abitano ciascuno per conto proprio. Pagano l'affitto. Lavorano entrambi (fortuna non dico grande, ma strepitosa...). Il più piccolo (24) se n'è andato una settimana fa. Devi far finta che non ti dispiace, gli dici che possono tornare quando vogliono, per quanto vogliono, tanto per dare un punto d'appoggio, di riferimento. Sono come i semi di un albero: sono destinati a farsi portare via dal vento della vita; inutile rimanere attaccati, non germoglierebbero. Vedo l'apatia dei ragazzi che rimangono in casa e che potrebbero invece spiccare il volo. Penso a quando sarà l'albero a seccare e ad abbandonare loro e mi fanno tristezza. Si diventa adulti superando difficoltà e problemi: meglio uno alla volta e non tutti insieme come è successo a me. Questo non è un consiglio. ma solo un pensiero. Ciao e animo. pilao Take nothing but photographs, leave nothing but footprints.
morodirho
morodirho
-
Inserito il 29/01/2014 alle: 12:42:44
rispondo sia a Izenborg che a pilao,penso che i secondi (piu' dei primogeniti) tendano ad avere problemi per evitare di essere sottomessi(in senso lato),per quello che riguarda il discorso familiare non è mai stato usato un tono di scontro proprio per evitare conseguenze peggiori,è evidente nel contempo che le aspirazioni di mio nipote siano rivolte al raggiungimento di una indipendenza non tanto economica quanto decisionale,in pratica preferisce far da se', non vuole imposizioni, dobbiamo solo fargli capire che questo sara' possibile solo dopo aver terminato gli studi almeno fino al raggiungimento di un sospirato diploma, aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.
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Gattosilvestro
Gattosilvestro
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05/11/2011 7838
Inserito il 29/01/2014 alle: 13:08:50
Non è facile poter consigliare qualcosa senza conoscere l'ambiente, le situazioni passate e presenti, i soggetti coinvolti, in particolar modo il ragazzo. L'età è quella critica ed è per questo che, credo, sia opportuno stargli il più vicino possibile, parlargli, aprendo un dialogo costante, cercare di "accompagnarlo" alla fine del suo percorso scolastico, dopodichè potrà fare tutte le scelte a lui più consone e gradite. A quell'età non sono più bambini, hanno la capacità (straordinaria, secondo me) di ragionare sulle cose e sono anche in grado di far uscire un'inaspettata maturità, ad accettare i consigli e le indicazioni degli adulti, di chi vuole loro bene. Io proverei così. Auguroni, Moro. Un abbraccio al ragazzo e a voi tutti. GS Corr. Pensa! E' gratis.....
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chorus
chorus
05/10/2006 12492
Inserito il 29/01/2014 alle: 13:16:08
In poche parole: il mestiere di genitore è il più difficile al mondo. E' un noto detto, che sto toccando con mano da alcuni anni e che reputo molto ma molto veritiero. Ciò detto, leggo che molti interventi consigliano di aprire un dialogo costante. Ma voi, quando eravate prima bambini e poi ragazzi, avevate un dialogo aperto e costante con i vostri genitori? Io NO, e non perchè me ne sono dimenticato essendo passati tanti anni. Ora mi chiedo, ma è meglio il dialogo o il silenzio? Io, da genitore, sono dell'opinione di comportarmi proprio come hanno fatto i miei genitori con il sottoscritto, adottando, però, un comportamento sempre molto vigile nei confronti dei figli. Ciao!
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Izenborg
Izenborg
03/11/2012 567
Inserito il 29/01/2014 alle: 13:41:19
Secondo me non BISOGNA aprire un dialogo costante, quest'ultimo ci DEVE essere SEMPRE! Non siamo mica nei film che per 15 anni genitori e figli sono quasi estranei e poi in 2 secondi tutti baci e abbracci. Anche io non ho mai avuto un rapporto molto confidenziale, secondo me dipende dal carattere delle persone (ancora adesso fatico ad avere rapporti così). I figli non sono nostri, li abbiamo in affido per prepararli a camminare con le proprie gambe, ma finché barcollano è giusto stargli vicino. E' comunque vero che il secondo figlio tende ad essere più ribelle, basta che guardi mie sorelle, erano altri tempi (i non diplimati avevano comunque molte più possibilità), ma la prima finì le magistrali, la seconda dopo due bocciature in prima superiore iniziò a lavorare e contemporaneamente a fare una scuola serale per segretaria d'azienda: se ora è titolare di un'azienda edile assieme a mio cognato lo deve probabilmente a quelle due bocciature. Christian Hymer Swing 594
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chorus
chorus
05/10/2006 12492
Inserito il 29/01/2014 alle: 13:58:27
quote:Risposta al messaggio di Izenborg inserito in data 29/01/2014  13:41:19 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Beh, i miei figli sono miei (almeno lo spero [:D]). Nessuno me li ha affidati, anche se indirettamente [:D] Con i tuoi, se me lo vuoi dire, come ti comporti? Per quanto mi riguarda applico sempre il detto che si stava meglio quando si stava peggio, ergo era molto meglio ciò che succedeva alcuni anni fa. In tutta onestà, questo nuovo modo di essere genitori lo capisco poco, sono per il rispetto dei ruoli, il padre (dicasi altrettanto per la madre, naturalmente) è il padre e il figlio è il figlio. A memoria non ricordo che mio padre abbia giocato con il sottoscritto, anzi lo ricordo molto severo nei miei confronti, poche parole ma buone, ferme, decise.
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Izenborg
Izenborg
03/11/2012 567
Inserito il 29/01/2014 alle: 14:14:22
quote:Risposta al messaggio di chorus inserito in data 29/01/2014  13:58:27 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Penso tu abbia inteso il significato di di "affido". Neanche mio papà ha mai giocato con me, se non rarissimamente, e lo ritengo un errore. Una volta i genitori erano spesso autoritari, ritengo invece che un bravo genitore debba essere autorevole. L'atteggiamento del padre e della madre però sono e saranno sempre diversi, per loro natura. Christian Hymer Swing 594
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Regoleo
Regoleo
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28/08/2008 2614
Inserito il 29/01/2014 alle: 14:27:05
Argomento assai tosto, il mestiere di genitore è di gran lunga il più difficile del mondo, è stato già detto. Ai nonni poi non resta che la parte del consigliere , talvolta verso i nipoti e talaltra verso i figli diventati genitori. Ma raramente hanno voce in capitolo di un qualche peso. Sono genitore di un maschio e di una femmina oggi ormai adulti. Il maschio ha dato non pochi problemi a partire dall’asilo fino a tutte le scuole superiori. All’università credo sia andato avanti più a colpi di furbizia che altro. Un esempio: una volta ha scoperto che la sua docente d’inglese portava a spasso il cane alle stesse ore in cui lui portava a fuori il nostro. Faceva in modo di far combaciare le uscite e attaccava bottone facendo il simpaticone. Insomma alla fine si è laureato, ma l’inglese non lo sa ancora oggi. Tirava tardi la notte ma mai niente di seriamente preoccupante, se non qualche denuncia collettiva insieme ai suoi amici per schiamazzi notturni. Nel frattempo però per farsi qualche soldo andava a fare il cameriere d’estate e aiutava me sul lavoro. Dopo la laurea ha cominciato a cambiare, sbattendo il muso sul muro della vita. Si è adattato a mille contratti precari. Intanto che faceva il tirocinio e l’ esame per l’abilitazione da commercialista. Sul lavoro ha conosciuto una signora separata, con una bambina. Da sei anni vivono insieme e lui fa da padre a una figlia non sua molto meglio di quello naturale. Ora hanno entrambi un impiego fisso, presso il quale sono stimati e considerati. Si sono comprati la casa e in primavera si sposeranno. La figlia femmina non ha mai dato problemi a scuola. All’università ha bruciato le tappe e si è laureata col massimo. Nonostante ciò anche lei ha fatto la cameriera d’estate e ha lavorato con me. Dopo la laurea ha fatto un master a Roma, poi è partita un anno in Francia dove si è mantenuta facendo la commessa, e due anni in Australia dove ha fatto il così detto fruit picking. Ovvero la raccolta della frutta e tutti gli altri lavori che i ragazzi del posto non vogliono fare. Oggi ha un impiego fisso anche lei, dopo una lunghissima gavetta in ambiente alberghiero, ma la sua laurea in pratica non gli è servita a niente e oggi parla tre lingue non certo grazie alla scuola. Convive col suo compagno, pare ci siano nozze in vista anche da quella parte. Disgraziati, fratello e sorella hanno quattro anni di differenza e vanno a sposarsi tutti e due lo stesso anno! Morale della favola. Non è detto che essere delle teste di legno a scuola equivalga per forza ad essere dei falliti nella vita. Non è detto che il pezzo di carta debba esserci per forza. Conosco degli artigiani che si esprimono con difficoltà in italiano corretto, ma sono bravissimi nel loro mestiere e fanno anche dei bei soldi. I figli fa più male vedere che hanno il pezzo di carta ma non riescono a inserirsi, che vedere che al pezzo di carta non riescono ad arrivarci. Ma una cosa è certa, chi sa più degli altri, scienza o mestiere che sia, prima o poi si afferma. Chi non ha voglia di far nulla no. In famiglia ho anche due nipoti che non lavorano e non studiano. Si svegliano con comodo alle 13, girano in macchina e hanno sempre l’ultimo modello di telefonino. Grazie alla manica larga di sue genitori benestanti ma evidentemente mollaccioni dal punto di vista educativo. Quelle poche volte che hanno provato a lavorare hanno resistito si e no una settimana, senza che questo li inducesse a cambiare stile. Sono un po’ più giovani dei miei, ma ormai c’è da chiedersi cosa faranno quando i genitori non ci saranno più. Solo allora saranno costretti a darsi una mossa, ma a quale prezzo? Quindi vigilanza, perseveranza e… cordoni del portafoglio sempre più chiusi. www.regoleo.altervista.org

Modificato da Regoleo il 29/01/2014 alle 14:31:56
morodirho
morodirho
-
Inserito il 29/01/2014 alle: 14:29:26
quote:Risposta al messaggio di chorus inserito in data 29/01/2014  13:58:27 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
>''poche parole ferme e decise'',a 20 anni ho avuto la possibilita' di poter uscire di casa per andare a stare da solo,risposta di mio padre:LA PORTA è QUELLA,MA SE ESCI NON PERMETTERTI DI TORNARE.,a questo punto ho preferito restare e penso in definitiva di aver scelto bene. aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.
morodirho
morodirho
-
Inserito il 29/01/2014 alle: 14:33:52
quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 29/01/2014  14:27:05 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
>credo che questa sia la miglior risposta ricevuta,grazie. aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.
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Gattosilvestro
Gattosilvestro
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05/11/2011 7838
Inserito il 29/01/2014 alle: 15:03:16
quote:Risposta al messaggio di chorus inserito in data 29/01/2014  13:16:08 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
>
quote:Ma voi, quando eravate prima bambini e poi ragazzi, avevate un dialogo aperto e costante con i vostri genitori? Io NO, e non perchè me ne sono dimenticato essendo passati tanti anni.>
> Mi spiace. Io invece ho sempre dialogato con entrambi, pur separati quand'ero ancora bambino, e continuo a farlo tutt'oggi che galoppo verso i 50, apprezzando sempre più questa cosa che considero una vera e propria ricchezza. E' grazie (anche) a loro se sono come sono (mi considero normale che non è poco [^]), ho un lavoro, una casa, una famiglia, una vita. Anch'io, come te, cerco di usare lo stesso metodo con i miei 2 figli, non sempre ci riesco, non sempre ho la voglia e la pazienza necessaria ma mi impegno con il cuore. Il dialogo è anche instaurare un rapporto fiduciario tra le persone, nel rapporto genitori/figli può e deve essere ancora più forte. Sta a noi fare almeno dei tentativi, è una questione affettiva e anche morale. GS Corr. Pensa! E' gratis.....
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annapasqua
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19/11/2009 3797
Inserito il 29/01/2014 alle: 17:49:13
io invece ho avuto genitori vecchio stampo: la loro parola doveva essere legge, non si poteva nemmeno accennare ad avere un'opinione personale e quello che facevo non era mai sufficiente. risultato? autostima meno di zero, vita scolastica inversamente proporzionale agli anni di studio, paura, crampi allo stomaco e un folle desiderio di andarsene di casa. fortunatamente, per me, ho sempre avuto una bella dose ti testardaggine, per cui sono riuscita a vivere una vita mia, ma sempre di nascosto, sempre senza mai poter esprimere dubbi, senza poter cercare un confronto. non è stata una bella vita e proprio per questo motivo ho cercato di essere un genitore diverso. certo che devi dare punti certi ai figli, ma non è detto che devi fiondarglieli a bastonate. il risultato più meglio? a distanza di anni, quando il figlio grande aveva ritrovato i suoi binari alla domanda "cosa ti è servito tra tutte le cose che abbiamo fatto?" "non avete mai smesso di parlarmi" credo anche che il ruolo dei nonni sia importantissimo: al nonno si possono raccontare cose che al padre non dici, il nonno non ti sgrida, ti ascolta.
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poesiadAmore
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14/09/2010 8274
Inserito il 29/01/2014 alle: 18:49:02
Importante argomento, difficile da affrontare quando i figli sono così tosti. Ma secondo me nella loro testardaggine sta la loro forza quindi guidarli è giusto ma dando fiducia nelle loro capacità anche se al momento sono in forte crisi (che non ammettono ma che traducono con la rabbia nei confronti delle persone che più li amano). Il dialogo, non è facile dialogare perchè da parte loro ( e si spera solo da parte loro) c'è una chiusura che pare impossibile da affrontare e da gestire. Sono certa però che a volte il concetto di dialogo vada modificato, dialogare è anche discutere animatamente, riversando la rabbia del momento ma in qualche modo comunicando emozioni paure difficoltà. Non pensiamo al bel dialogo che ci propinano in tv, quello fatto di sorrisi, abbracci, di ti voglio bene-anch'io, quello succede...a volte ma rarararararamente [:D] La mia ha 15 anni e a volte minaccia di cambiare scuola perchè la odia ( che sia vero?) di scappare di casa se non la assecondiamo ecc... Io resto col fiato sospeso quando la sento parlare così perchè se è vero che la severità aiuta oggi come ieri è purtroppo vero che i ragazzi oggi sono più fragili ed hanno bisogno della figura dei genitori per sfogare la loro rabbia. Credo che il più grande sbaglio che si possa fare è quello di far passare il messaggio di scarsa fiducia nei loro confronti ( che è diverso dalla perplessità per una scelta che non condividiamo), diamo sempre fiducia nelle loro capacità anche se continuiamo a portare avanti la nostra idea. Non vale io son grande ho esperienza tu sei giovane e non sai. I giovani hanno diritto a fare le loro esperienze, sbagliando anche. Noi abbiamo il dovere di essere presenti quando e se sbaglieranno, indirizzandoli e spronandoli ad essere migliori. Aggiungo un grandissimo complimento prima di tutto al nonno e poi a tutti voi per le belle parole ricche di buonsenso e amore per questi nostri figli che a volte meriterebbero di essere spalmati sulle pareti alla picasso via[:I][:D] PdA

Modificato da poesiadAmore il 29/01/2014 alle 18:52:03
morodirho
morodirho
-
Inserito il 29/01/2014 alle: 19:22:15
forse non occorre che lo dica in quanto penso che sia chiaro,riconosco che è il nipote su cui contavo di piu e per questo motivo è sempre legatissimo a me e in genere ascolta i miei consigli,con questo senza nulla togliere al fratello maggiore che pero' ha meno bisogno del ns. aiuto. aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt.

Modificato da morodirho il 29/01/2014 alle 19:25:30
17
Regoleo
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28/08/2008 2614
Inserito il 30/01/2014 alle: 08:57:11
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 29/01/2014  17:49:13 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> "credo anche che il ruolo dei nonni sia importantissimo: al nonno si possono raccontare cose che al padre non dici, il nonno non ti sgrida, ti ascolta." Un giorno mio figlio si lamentò con uno zio (il marito di mia sorella) dicendo: "Perché tu mi accontenti sempre e posso fare quello che voglio e invece mio padre no?" E la risposta fu: "Perché sono tu zio. Se fossi tuo padre puoi stare sicuro che certe volte ti prenderei a calci nel sedere." Anche gli zii sono importanti. [^][:D] www.regoleo.altervista.org

Modificato da Regoleo il 30/01/2014 alle 08:59:18
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