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"Non si permetta di giudicarlo!"

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Prof. Antonio Calosci
Prof. Antoni...
-
Inserito il 14/11/2013 alle: 08:48:15
"Non si permetta di giudicarlo!", se i genitori insultano i professori.

http://www.repubblica.it/scuola...

"L'insegnante, offesa, vilipesa e quasi aggredita fisicamente non Sto arrivando! che fare: perdonare i minuti di follia dei due genitori e ritirare la querela o andare avanti per la propria strada a tutela della sua professionalità e di quella di tutti i suoi colleghi?" Spero proprio che vada avanti tutelando se stessa, la propria professione e professionalità e l'intero corpo insegnante! iCalosci [:D]
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poesiadAmore
poesiadAmore
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14/09/2010 8274
Inserito il 14/11/2013 alle: 09:04:39
E' successo anche a noi, l'insegnante di italiano di mia figlia ha messo in dubbio davanti ai compagni che il compito svolto da mia figlia fosse inventato da lei e non fosse invece copiato da qualche testo o film. E' brutto che un'insegnante non abbia fiducia nei suoi allievi e non sappia riconoscere la persona con fantasia. Il ragazzo non si sente spronato ma frustrato e incompreso e pure un po' inca (zzato). Detto questo nulla giustifica l'atteggiamento scorrettissimo e molto grave dei genitori i quali hanno dato un esempio pessimo al loro figlio e spero che siano puniti per ciò che si sono permessi di fare! PdA
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korsara
korsara
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26/02/2013 2855
Inserito il 14/11/2013 alle: 09:38:10
Ha sbagliato paga... i poliziotti sono i primi a sapere con che facilità si sporgono denunce, certo che l'esagerazione del giornalista sulla carriera rovinata... mah. Dovesse essere tutto vero se sbotta in questo modo per queste cavolate è meglio che non faccia carriera. Stefano Heleanna Stefano Lorenzo Elisa e ... Nerone
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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31283
Inserito il 14/11/2013 alle: 09:48:08
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 14/11/2013  08:48:15 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Questo fenomeno, a mio avviso, andrebbe analizzato con più profondità e non solo attraverso una mera difesa di categoria o accusa di categoria. Prima di tutto in effetti una accusa di truffa è piuttosto grave ben differente dalla valutazione necessariamente soggettiva sul merito di un alunno. Su una simile fattispecie, se un genitore ha in effetti visto il figlio che a casa scriveva l'elaborato, cosa dovrebbe fare ? Ingoiare il rospo ? In un caso come questo si dovrebbero vedere i fatti da ambo le parti. In secondo luogo non è solo nell'ambito dell'insegnamento che il principio di autorità viene meno. Questo è un fenomeno che avviene ovunque, non ci si può parare dietro ad una professione, una etichetta, un titolo, ma si deve sempre essere in grado in tutti gli ambiti di difendere le proprie decisioni in quanto la base informativa generale è indubbiamente maggiore. Mi rendo conto che nell'insegnamento il decadere del principio di autorità è molto più fastidioso che altrove, però non si creda che sia solo circoscritto in quell'ambito. Quello che a me da veramente fastidio di quello che riporta Repubblica (con tutti i se e i ma delle ricostruzioni giornalistiche) e che i genitori a LORO VOLTA ricorrono al principio di autorità per aggredire la persona. Certo che se le cose sono andate in questo modo, l'atteggiamento dei genitori è inaccettabileid="red">. Una cosa è avere il diritto di discutere determinate scelte, l'altra è l'aggressione. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
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nim
nim
01/12/2008 4729
Inserito il 14/11/2013 alle: 12:48:11
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 14/11/2013  09:48:08 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> ciao, ti rispondo per esperienza personale: in un compito in classe di italiano, per cercare di migliorare il mio misero 6,alle superiori,copio. dopo alcuni giorni, x sfortuna mia, c'era la riunione con i professori, e qui insieme a mia madre[:D], apprendo che la prof mi ha dato un bel 3, perchè avevo copiato! io essendo la verità non ho fiatato (per cui ho accettato di essere scorretto ed ho accettato l'autorità della prof), ecco perchè sono d'accordo con la prof aggredita, perchè mentre i genitori hanno messo in dubbio la sua autorità/esperienza, il padre ha abusato della sua autorità (solo xchè indossa una divisa). certo che se la prof aveva qualcosa con l'alunno... allora si sta comportando esattamente come il padre (ecco perchè diventa importante sentire tutte e due le versioni). ciao

Modificato da nim il 14/11/2013 alle 12:50:07
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28/08/2008 2614
Inserito il 14/11/2013 alle: 14:04:34
Quand’ero ragazzino capitò anche a me che mio padre prendesse le mie difese contro una insegnante di lettere, ma con qualche differenza. Intanto lo venni a sapere per caso per vie traverse, perché allora davanti agli insegnanti avevi sempre torto punto e basta. Ma conoscendo mio padre, sono certo che si guardò bene dall’andare oltre i confini della buona creanza. Comunque sia il risultato fu che quell’anno mi bocciarono, anche se in coscienza io per primo sapevo che la causa non fu solo quell’episodio. Dopo diversi anni mi tocco la stessa cosa, ma con un altro punto di vista, il genitore ero io. Venni a sapere che mio figlio era stato preso di mira e ascoltando le sue lamentele ebbi l’accortezza di chiedere un parere e consiglio ad un altro insegnante, che confermò l’atteggiamento eccessivamente autoritario e intollerante del suo collega. Aspettai i colloqui ufficiali e col maggior tatto possibile presentai le mie ragioni. Tornato a casa dissi a mio figlio “Questa volta devo darti ragione, il tuo insegnante è uno ******o. Però devi avere pazienza e ingoiare il rospo per evitare conseguenze peggiori. Tanto di personaggi così nella vita ne incontrerai a iosa”. Quindi la mia morale è questa: noi o i nostri figli non siamo dei santi. Basta un bell’esame di coscienza per accertarlo. Ma non lo sono nemmeno gli insegnanti, in quanto esseri umani anche loro. Nel caso specifico il genitore ha sbagliato, e se ne avrà delle conseguenze peggio per lui. Dai tutori dell’ordine ci aspettiamo protezione e non aggressione. Ma anche l’insegnante ha sbagliato, le scuse vanno sempre accettate e quando arrivano si deve mettere l’orgoglio da parte. Perché da un insegnate ci si aspetta capacità di giudizio, anche delle situazioni non solo delle preparazioni. www.regoleo.altervista.org
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annapasqua
annapasqua
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19/11/2009 3797
Inserito il 14/11/2013 alle: 14:27:49
giudicare un tema penso sia una dei compiti più difficili per un insegnante. un tema a casa, poi... d'altra parte agli insegnanti viene proprio chiesto di giudicare, salvo poi offendersi perché giudicano [V] i tempi sono sempre più stretti e i giudizi individuali, fatti chiamando l'alunno vicino e parlando solo con lui, sono un ricordo del passato. quello che colpisce di più è che ancora una volta i genitori sono "contro " la scuola: invece di chiedere, cosa per altro legittima, nei dovuti spazi e nei dovuti tempi su cosa si basavano i sospetti dell'insegnante, partono a muso duro arrivando al classico "lei non sa chi sono io". al di là del fatto che l'insegnante si assuma o meno l'onere di continuare nella denuncia, sarebbe auspicabile che fosse la polizia stessa ad indagare su chi effettivamente è questa persona, che gira armata, cosa che non credo rassicuri nessuno. la cosa triste è che episodi come questo sviliscono quello che è uno dei lavori più belli che si possano fare: veder crescere i ragazzi e aiutarli nel loro percorso
Prof. Antonio Calosci
Prof. Antoni...
-
Inserito il 14/11/2013 alle: 14:33:28
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 14/11/2013  09:48:08 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Caro Dani1967, la Professoressa non ha deto HAI COPIATO. Avrebbe detto NON È FARINA DEL TUO SACCO. Un caso differente capitò a me con uno studente (il Conservatorio è struttura universitaria). Avevamo concordato di affrontare una sonata di Beethoven, per l'esattezza l'op. 24 e diedi allo studente 2 settimane per imbastire il I tempo. Venne in classe e dopo l'esposizione delle 8 battute del tema lo fermai e gli dissi: NON È FARINA DEL TUO SACCO. Note corrette, arcate corrette, ma tutto scopiazzato qua e la dai vari video internet in particolare dalle esecuzioni di Kremer e della Mutter che sono anche contrastanti tra loro. Torna la prossima volta con una TUA IDEA e faremo lezione! Lo misi alla porta! Credo sia un dovere del professore pretendere che lo studente metabolizzi ciò che studia, legge, trova su varie fonti o ricevuto come suggerimenti di amici, parenti o altro! iCalosci [:D]
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Prat
Prat
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10/05/2006 4393
Inserito il 14/11/2013 alle: 16:44:48
Sono stato uno che a scuola non riusciva a stare fermo ... diciamo un alunno che era meglio non avere. Ai miei genitori dicevano, svogliato, disattento, non si impegna, disturba... era vero[:I] Alla fine c'è l'ho fatta: sono riuscito a portarmi a casa quei maledetti pezzi di carta fino all'ultimo con grandi sofferenze. Per me gli anni del Liceo sono un incubo, le medie un pò meno, l'Università una faticaccia ... Ai miei tempi il disturbo dell'attenzione non si sapeva cos'era: purtroppo ero affetto da quella sindrome ... l'ho capito, solo in tempi recenti, quando mio nipote ha manifestato le mie stesse problematiche e per quel problema è stato seguito con successo. Sapete cosa vi dico: sono contento che mi abbiamo sospeso, bocciato e insegnato il valore del rispetto di un'istituzione così importante. Ho imparato a vivere come si conviene. Grazie a quelle strigliate, anche se non sempre giustificate, ( i recidivi sono sempre i primi sospettati) ho potuto affrontare la vita reale e il mondo del lavoro con un'inaspettata leggerezza. Qui sì che da mangiare m.erda ogni giorno e non c'è mamma e papà che ti viene in soccorso. Ringrazio il fatto che i miei genitori abbiano saputo resistere ( e non è facile) alla tentazione di giustificare il proprio figliolo e di rendergli le cose più facili, magari criticando un insegnante a voce alta. Sono sempre stati presenti ai colloqui ingoiando il boccone amaro di un figlio non proprio modello. Però sono altresì sicuro che gli insegnanti abbiano apprezzato il loro comportamento e la loro rispettosa presenza ai colloqui. Oggi, la ruota gira, sono genitore e mia moglie è sia rappresentante di classe che d'istituto molto attiva nel plesso scolastico del nostro paese. Ci si potrebbe scrivere un libro tragicomico sulle telefonate con le richieste o le lamentele più singolari di certi genitori [V][V] Riguardo l'articolo, e a discolpa dei due soggetti, bisognerebbe conoscere la realtà dei fatti: solo perchè scritto sul giornale non è detto che tutto si sia svolto fedelmente in quel modo. I genitori se vogliono "comandare" lo facciano pure a casa loro! Partecipare all'organizzazione e al miglioramento delle attività didattiche è possibile, ma quei genitori li alle riunioni, di solito, non si presentano mai. Gettare discredito sull'insegnante innanzi ai ragazzi è controproducente. Se desiderano che loro figlio sia istruito, facciano in modo che si presenti a scuola con i dettami di base di una sana e rispettosa educazione, consapevole che un insegnante non è un compagno di giochi. In classe decide l'insegnante e si fà a modo suo! Noi genitori possiamo chiedere tutti i resoconti del caso nelle sedi opportune. Per me a scuola manca quella sana disciplina che permetterebbe agli insegnanti di essere veramente d'aiuto agli studenti per crescere e creare una società basata su valori forti. Per quanto mi riguarda meno cellulari e più pedate nel sedere[8D][:I]

Modificato da Prat il 14/11/2013 alle 18:50:20
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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31283
Inserito il 14/11/2013 alle: 17:09:28
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 14/11/2013  14:33:28 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Forse non sono stato abbastanza chiaro, e se è così me ne scuso: sul singolo episodio io non condivido per nulla l'operato di quei genitori. Non c'è bisogno di convincermi. Ponevo invece una questione di ordine GENERALE id="red">che prescinde dal fatto di specie riguardo alla difesa aprioristica di categoria, qualsivoglia sia, al pari di un attacco altrettanto generico, e sulla decadenza generale del principio di autorità basato su una targhetta. In ogni caso non starei a discutere sulle virgole e parole di notizie giornalistiche che poi magari sono state riportate come sappiamo spesso accade. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
Prof. Antonio Calosci
Prof. Antoni...
-
Inserito il 14/11/2013 alle: 17:58:41
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 14/11/2013  17:09:28 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Prima di tutto tu non hai proprio nulla di cui doverti scusare! Ci mancherebbe pure! Stiamo qua per divertirci a discutere tra noi! Il problema che succede nella scuola (per fortuna non nel mondo Universitario e AFAM) è che diventa sempre più difficile per i professori fare i professori. Se uno studente (in classi che funzionano bene) non si applica, non rende o altro è sempre colpa dei professori che ad occhio di alcuni genitori non devono permettersi dare votacci, pretendere l'attenzione e quant'altro. iCalosci [:D]
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dani1967
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03/09/2007 31283
Inserito il 14/11/2013 alle: 22:46:41
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 14/11/2013  17:58:41 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Faccio due osservazioni, una in linea e l'altra in senso opposto a quello che dici. Siamo in una nazione in cui vale di più un servizio alle Jene che l'opinione espressa sulla più rinomata rivisita scientifica mondiale, dove se c'è un terremoto è colpa di qualcuno, dove se c'è una alluvione è colpa delle nutrie etc ... e uno si stupisce se i professori non hanno più autorità ? Io è questo che intendo per principio di autorità decaduto, del fatto che spesso essere esperti di dominio non vale. Però quando tu dici
quote:Se uno studente (in classi che funzionano bene) non si applica, non rende o altro è sempre colpa dei professori>
> fai bene a spiegare "quando funzionano", perché in in ambito aziendale, se chi segue un corso non acquisisce le competenze dovute, è SEMPRE responsabilità del formatore. Ok, so che con i ragazzi è diverso, ma questo è un principio che non si dovrebbe dimenticare. Pensa che ai miei tempi non esistevano definizioni come la dislessia e la disgrafia, oggi affrontate, e spesso i ragazzi "svogliati" potevano non esserlo affatto se fossero stati trattati adeguatamente. Io credo che oggi sarei stato definito lievemente disgrafico, e la mia professoressa di disegno mi odiava anche se mi facevo un mazzo tanto per dei risultati piuttosto scarsi certo non in linea con il mio restante profilo. Oggi sarebbe diverso, ma allora per lei ero svogliato. Devo dire che della mia esperienza scolastica non posso comunque dimenticare il mio professore di italiano, latino, storia del biennio del liceo scientifico. Bene, quest'uomo, gran presuntuoso, NON HA MAI FATTO LEZIONE FRONTALE in due anni. HA sempre passato le ore a parlare dei fatti suoi, da vaneggiamenti politici alle riunioni condominiali. Il massimo che faceva era far leggere a qualcuno il libro di latino o storia, per poi massacrare tutti poi ai compiti in classe. Non solo, in buona parte nemmeno seguiva il programma, faceva solo alcune cose che gli piacevano, come storia. Ai tempi nemmeno me ne rendevo conto, ma oggi capisco che se un docente salta la lezione frontale praticamente salta buona parte del suo lavoro. Abbiamo tutti subito questa situazione passivamente perché le famiglie, allora, erano molto più docili. C'è chi ha perso estati, chi l'anno, tutti non abbiamo avuto parti importanti di formazione, cui abbiamo supplito autonomamente o che abbiamo perso per sempre. Lui, e lo so per certo, arrotondava un bel po' con lezioni private in nero ed era per questo che non aveva più tempo per preparar lezione. Ora, il resto del mio corpo docente era assolutamente nella media. Io non mi sento di accusare LA CATEGORIA dei docenti per questo ma sono arrabbiato contro la difesa corporativa aprioristica che permette di difendere anche situazioni come quella che ho vissuto io, che di difendibile non avevano nulla. Ma se oggi mi ritrovassi un personaggio simile come docente di mio figlio, resterei passivo come furono i miei ? Io credo che se si deve ricostruire un rapporto fiduciale si debbono trovare forti anticorpi contro queste situazioni ma ragionare in modo più aperto; solo così si possono prendere a pedate nel ************ genitori che fanno simili azioni, azioni che ripeto ritengo inaccettabiliid="red">. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson

Modificato da dani1967 il 14/11/2013 alle 22:47:33
Prof. Antonio Calosci
Prof. Antoni...
-
Inserito il 15/11/2013 alle: 08:15:49
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 14/11/2013  22:46:41 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Responsabilità del formatore... Dipende! Con classi di 20-22 studenti in genere si, anche se lo studente sfaticato c'è sempre direi di si. Con classi, come mediamente è oggi, di 30 e oltre studenti è molto limitata la responsabilità! Se poi ci sono in mezzo studenti "difficili" (che non parlano la lingua, che hanno problemi di varia natura, che vivano situazioni di disagio familiare/sociale) allora quali responsabilità imputare a docente? iCalosci [:D]
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korsara
korsara
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26/02/2013 2855
Inserito il 15/11/2013 alle: 08:34:45
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 15/11/2013  08:15:49 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
>
quote:Responsabilità del formatore... Dipende!>
> Ed è quà che dovrebbe intervenire il Dirigente, il preside o comunque chi è preposto al "controllo e giudizio" di chi insegna. Farlo non è difficile, controllare se in una classe lo o gli svogliati sono sempre gli stessi, sentire se le lamentele sono protratte negli anni e in diverse sezioni o classi aventi lo stesso insegnante e in mille altri modi... se poi chi deve farlo tira a campare e si gira da un'altra parte il discorso cambia. L'estremismo dei genitori non lo giustifico certo ma di sicuro c'è ancora da lavorare molto per migliorare l'insegnamento e soprattutto la formazione degli insegnanti. Stefano Heleanna Stefano Lorenzo Elisa e ... Nerone
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Franzino
Franzino
10/05/2010 549
Inserito il 15/11/2013 alle: 08:55:27
Sono fermamente convinto che l'insegnamento sia una Missione. Personalmente ho avuto moltissimi insegnanti, dalle elementari all'università ma sono veramente pochi quelli che salverei. Naturalmente tutti gli altri hanno la mia comprensione: devono pur lavorare e quindi vivere. Mi scaglio però contro quelli che si credono "unti dal signore" e depositari del verbo che magari non conoscono Chatwin ma dicono che hai risolto il problema al posto di tuo figlio, oppure danno voti più alti ai soliti alunni perchè "sono bravi" mortificando l'impegno di quelli più scarsi ( secondo loro ) . Sono quelli che poi, a seguito delle proteste dei genitori, alzano i voti o si "calano le brache" legittimandoli nel pensiero che urlando si ottiene la ragione. Ovviamente lo studente "capisce" la lezione e da grande si comporterà come ha imparato. L'insegnante in questione, colpevole o innocente( voglio credere ), non importa, deve far valere il suo ruolo e punto di vista per il bene stesso dei suoi studenti. Concludo con uno scontato " non bisogna fare di tutte le erbe un fascio " e il latino cum grano salis

Modificato da Franzino il 15/11/2013 alle 08:56:44
Salvo Sa 2
Salvo Sa 2
-
Inserito il 15/11/2013 alle: 18:58:16
Indipendentemente di come siano andate "effettivamente" le cose, credo che un dato sia certo, ovvero: la presenza del ragazzino alla discussione. [B)] Un genitore attento non avrebbe consentito, nè fatto, una discussione che riguardasse suo figlio in sua presenza e per motivi molto ovvi da un punto di vista educativo, ma se lo ha fatto evidentemente ci teneva a dimostrare al ragazzo che il suo paparino stava dalla sua parte, sempre e comunque. Penso che questi siano comportamenti molto diseducativi, perchè se oggi il papà affronta l'insegnante, domani può benissimo affrontare il compagno di classe che magari potrebbe avere fatto un altro torto al pargoletto.
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