http://www.repubblica.it/scuola...
"L'insegnante, offesa, vilipesa e quasi aggredita fisicamente non Sto arrivando! che fare: perdonare i minuti di follia dei due genitori e ritirare la querela o andare avanti per la propria strada a tutela della sua professionalità e di quella di tutti i suoi colleghi?" Spero proprio che vada avanti tutelando se stessa, la propria professione e professionalità e l'intero corpo insegnante! iCalosci [:D]quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 14/11/2013 08:48:15 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Questo fenomeno, a mio avviso, andrebbe analizzato con più profondità e non solo attraverso una mera difesa di categoria o accusa di categoria. Prima di tutto in effetti una accusa di truffa è piuttosto grave ben differente dalla valutazione necessariamente soggettiva sul merito di un alunno. Su una simile fattispecie, se un genitore ha in effetti visto il figlio che a casa scriveva l'elaborato, cosa dovrebbe fare ? Ingoiare il rospo ? In un caso come questo si dovrebbero vedere i fatti da ambo le parti. In secondo luogo non è solo nell'ambito dell'insegnamento che il principio di autorità viene meno. Questo è un fenomeno che avviene ovunque, non ci si può parare dietro ad una professione, una etichetta, un titolo, ma si deve sempre essere in grado in tutti gli ambiti di difendere le proprie decisioni in quanto la base informativa generale è indubbiamente maggiore. Mi rendo conto che nell'insegnamento il decadere del principio di autorità è molto più fastidioso che altrove, però non si creda che sia solo circoscritto in quell'ambito. Quello che a me da veramente fastidio di quello che riporta Repubblica (con tutti i se e i ma delle ricostruzioni giornalistiche) e che i genitori a LORO VOLTA ricorrono al principio di autorità per aggredire la persona. Certo che se le cose sono andate in questo modo, l'atteggiamento dei genitori è inaccettabileid="red">. Una cosa è avere il diritto di discutere determinate scelte, l'altra è l'aggressione.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 14/11/2013 09:48:08 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> ciao, ti rispondo per esperienza personale: in un compito in classe di italiano, per cercare di migliorare il mio misero 6,alle superiori,copio. dopo alcuni giorni, x sfortuna mia, c'era la riunione con i professori, e qui insieme a mia madre[:D], apprendo che la prof mi ha dato un bel 3, perchè avevo copiato! io essendo la verità non ho fiatato (per cui ho accettato di essere scorretto ed ho accettato l'autorità della prof), ecco perchè sono d'accordo con la prof aggredita, perchè mentre i genitori hanno messo in dubbio la sua autorità/esperienza, il padre ha abusato della sua autorità (solo xchè indossa una divisa). certo che se la prof aveva qualcosa con l'alunno... allora si sta comportando esattamente come il padre (ecco perchè diventa importante sentire tutte e due le versioni). ciao
www.regoleo.altervista.org quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 14/11/2013 09:48:08 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Caro Dani1967, la Professoressa non ha deto HAI COPIATO. Avrebbe detto NON È FARINA DEL TUO SACCO. Un caso differente capitò a me con uno studente (il Conservatorio è struttura universitaria). Avevamo concordato di affrontare una sonata di Beethoven, per l'esattezza l'op. 24 e diedi allo studente 2 settimane per imbastire il I tempo. Venne in classe e dopo l'esposizione delle 8 battute del tema lo fermai e gli dissi: NON È FARINA DEL TUO SACCO. Note corrette, arcate corrette, ma tutto scopiazzato qua e la dai vari video internet in particolare dalle esecuzioni di Kremer e della Mutter che sono anche contrastanti tra loro. Torna la prossima volta con una TUA IDEA e faremo lezione! Lo misi alla porta! Credo sia un dovere del professore pretendere che lo studente metabolizzi ciò che studia, legge, trova su varie fonti o ricevuto come suggerimenti di amici, parenti o altro! iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 14/11/2013 14:33:28 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Forse non sono stato abbastanza chiaro, e se è così me ne scuso: sul singolo episodio io non condivido per nulla l'operato di quei genitori. Non c'è bisogno di convincermi. Ponevo invece una questione di ordine GENERALE id="red">che prescinde dal fatto di specie riguardo alla difesa aprioristica di categoria, qualsivoglia sia, al pari di un attacco altrettanto generico, e sulla decadenza generale del principio di autorità basato su una targhetta. In ogni caso non starei a discutere sulle virgole e parole di notizie giornalistiche che poi magari sono state riportate come sappiamo spesso accade.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 14/11/2013 17:09:28 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Prima di tutto tu non hai proprio nulla di cui doverti scusare! Ci mancherebbe pure! Stiamo qua per divertirci a discutere tra noi! Il problema che succede nella scuola (per fortuna non nel mondo Universitario e AFAM) è che diventa sempre più difficile per i professori fare i professori. Se uno studente (in classi che funzionano bene) non si applica, non rende o altro è sempre colpa dei professori che ad occhio di alcuni genitori non devono permettersi dare votacci, pretendere l'attenzione e quant'altro. iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 14/11/2013 17:58:41 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Faccio due osservazioni, una in linea e l'altra in senso opposto a quello che dici. Siamo in una nazione in cui vale di più un servizio alle Jene che l'opinione espressa sulla più rinomata rivisita scientifica mondiale, dove se c'è un terremoto è colpa di qualcuno, dove se c'è una alluvione è colpa delle nutrie etc ... e uno si stupisce se i professori non hanno più autorità ? Io è questo che intendo per principio di autorità decaduto, del fatto che spesso essere esperti di dominio non vale. Però quando tu dici
quote:Se uno studente (in classi che funzionano bene) non si applica, non rende o altro è sempre colpa dei professori>> fai bene a spiegare "quando funzionano", perché in in ambito aziendale, se chi segue un corso non acquisisce le competenze dovute, è SEMPRE responsabilità del formatore. Ok, so che con i ragazzi è diverso, ma questo è un principio che non si dovrebbe dimenticare. Pensa che ai miei tempi non esistevano definizioni come la dislessia e la disgrafia, oggi affrontate, e spesso i ragazzi "svogliati" potevano non esserlo affatto se fossero stati trattati adeguatamente. Io credo che oggi sarei stato definito lievemente disgrafico, e la mia professoressa di disegno mi odiava anche se mi facevo un mazzo tanto per dei risultati piuttosto scarsi certo non in linea con il mio restante profilo. Oggi sarebbe diverso, ma allora per lei ero svogliato. Devo dire che della mia esperienza scolastica non posso comunque dimenticare il mio professore di italiano, latino, storia del biennio del liceo scientifico. Bene, quest'uomo, gran presuntuoso, NON HA MAI FATTO LEZIONE FRONTALE in due anni. HA sempre passato le ore a parlare dei fatti suoi, da vaneggiamenti politici alle riunioni condominiali. Il massimo che faceva era far leggere a qualcuno il libro di latino o storia, per poi massacrare tutti poi ai compiti in classe. Non solo, in buona parte nemmeno seguiva il programma, faceva solo alcune cose che gli piacevano, come storia. Ai tempi nemmeno me ne rendevo conto, ma oggi capisco che se un docente salta la lezione frontale praticamente salta buona parte del suo lavoro. Abbiamo tutti subito questa situazione passivamente perché le famiglie, allora, erano molto più docili. C'è chi ha perso estati, chi l'anno, tutti non abbiamo avuto parti importanti di formazione, cui abbiamo supplito autonomamente o che abbiamo perso per sempre. Lui, e lo so per certo, arrotondava un bel po' con lezioni private in nero ed era per questo che non aveva più tempo per preparar lezione. Ora, il resto del mio corpo docente era assolutamente nella media. Io non mi sento di accusare LA CATEGORIA dei docenti per questo ma sono arrabbiato contro la difesa corporativa aprioristica che permette di difendere anche situazioni come quella che ho vissuto io, che di difendibile non avevano nulla. Ma se oggi mi ritrovassi un personaggio simile come docente di mio figlio, resterei passivo come furono i miei ? Io credo che se si deve ricostruire un rapporto fiduciale si debbono trovare forti anticorpi contro queste situazioni ma ragionare in modo più aperto; solo così si possono prendere a pedate nel ************ genitori che fanno simili azioni, azioni che ripeto ritengo inaccettabiliid="red">.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 14/11/2013 22:46:41 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Responsabilità del formatore... Dipende! Con classi di 20-22 studenti in genere si, anche se lo studente sfaticato c'è sempre direi di si. Con classi, come mediamente è oggi, di 30 e oltre studenti è molto limitata la responsabilità! Se poi ci sono in mezzo studenti "difficili" (che non parlano la lingua, che hanno problemi di varia natura, che vivano situazioni di disagio familiare/sociale) allora quali responsabilità imputare a docente? iCalosci [:D]
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 15/11/2013 08:15:49 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:Responsabilità del formatore... Dipende!>> Ed è quà che dovrebbe intervenire il Dirigente, il preside o comunque chi è preposto al "controllo e giudizio" di chi insegna. Farlo non è difficile, controllare se in una classe lo o gli svogliati sono sempre gli stessi, sentire se le lamentele sono protratte negli anni e in diverse sezioni o classi aventi lo stesso insegnante e in mille altri modi... se poi chi deve farlo tira a campare e si gira da un'altra parte il discorso cambia. L'estremismo dei genitori non lo giustifico certo ma di sicuro c'è ancora da lavorare molto per migliorare l'insegnamento e soprattutto la formazione degli insegnanti. Stefano Heleanna Stefano Lorenzo Elisa e ... Nerone