Inserito il 26/03/2013 alle: 18:52:08
Al giorno d’oggi si sa che le truffe agli anziani sono sempre più numerose e variegate.
Vi racconto cosa è successo a mia madre, e sta succedendo nel suo quartiere.
Dunque, mia madre ha quasi 92 anni, arzilla di testa ma molto meno di gambe, abita nella prima periferia di Bologna, all’8° ed ultimo piano di un condominio senza videocitofono (solo citofono).
Poco più di un mese fa la vado a casa sua, come al solito col cane, e mentre entro dal portone con la mia chiave, vedo due giovani donne, con abiti un po’ dimessi (del tipo straniere all’elemosina ai semafori, per intenderci), che stanno parlando al citofono, ovviamente non so con chi, e sento che dicono “no, non possiamo”.
Quando l’ascensore si apre all’ultimo piano vedo mia madre, bastoncino e chiavi in mano, che sta per chiudersi la porta dietro di se’. “Anna, sei arrivata!” mi fa “ vai giù te a ritirare la raccomandata? Mi ha suonato la postina che c’è una raccomandata da firmare, le ho detto che non potevo scendere, che salisse lei, ma mi ha risposto di no, che “non possiamo”.” Mi si gela il sangue, giù non c’è nessuna postina, e quella frase “non possiamo” l’ho sentita pronunciare da una che poteva sembrare tutto tranne che una postina!
Riprendo l’ascensore al volo e scendo giù, con Iki, preparata se necessario anche ad aizzarla contro, (razza meticcia medio grande, quando arriccia il muso e mostra le gengive si nota una dentatura abbastanza temibile): naturalmente non c’è più nessuno.
Siamo perplesse, sicuramente sotto c’era l’inghippo, ma non riusciamo ad immaginare in cosa potesse consistere. Forse che una volta scesa, l’avrebbero minacciata e riportata in casa per rapinarla? Mah! Non possiamo farci niente, non esistono neanche elementi validi per una denuncia ai Carabinieri.
Comunque le consiglio di non scendere se dovesse succedere di nuovo, anzi, neache di far salire nessuno: se c’è una raccomandata che lascino l’avviso in buchetta, che ci pensano i suoi figli ad andarla a ritirare in Posta.
Dopo tre settimane circa mi telefonia mia madre: “hanno suonato di nuovo per una raccomandata da firmare, ma io ho detto come mi hai suggerito tu. Visto che stai venendo qua guarda nella buchetta se c’è un avviso” Naturalmente, come immaginavo, anche questa volta non c’è nessun avviso.
Il giorno successivo ecco svelato l’arcano. La signora dell’ultimo piano del palazzo a fianco “ci è cascata”.
Anche a lei hanno suonato, dicendole che c’era da firmare ecc. ecc. ed è andata così: una persona, non importa se anziana o meno, se deve scendere velocemente per andare incontro al postino cosa fa? Si tira la porta dietro in fretta, col solo scrocco, senza dare un giro di chiave, lasciando il cancelletto aperto, se ce l’ha.
Scende, non vede nessuno, si guarda intorno, va a domandare nel negozio a fianco se è lì “la postina”. Perplessa e disorientata rientra per tornare in casa, ma l’ascensore è occupato (il complice sta tenendo occupato l’ascensore, mentre i ladri che si erano nascosti al penultimo pianerottolo sono entrati e stanno rovistando)
Poi l’ascensore finalmente si libera: ma quanto ci mette, era proprio all’ultimo piano! Già! Qualche dubbio alla signora sta sorgendo, ma non può fare altro che aspettare il viaggio dell’ascensore col cuore in gola. (Intanto i ladri sono usciti e stanno scendendo velocemente a piedi). Così la poveretta si trova la casa sommariamente e frettolosamente svaligiata.
Morale, se suona il postino, o lo si conosce personalmente e dalla voce, oppure è meglio scegliere una noiosa attesa all’ufficio postale per ritirare la propria raccomandata, piuttosto che rischiare di ricevere il trattamento che vi ho raccontato.
Qualcun altro ha altri istruttivi aneddoti?
Ciao Anna