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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31283
Inserito il 20/05/2014 alle: 09:54:25
quote:Risposta al messaggio di cielele inserito in data 19/05/2014  22:06:08 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Solo per le scarpe mi affiderei senza esitazione a negozi specializzati, anche per la ragazza. Per l'abbigliamento deca va benissimo, ovviamente una giacca che faccia da guscio esterno anche li valuterei soluzioni alternative, dipende dall'investimento. Per lo zaino in media vanno benino, sempre che tu non abbia problemi gravi alla schiena. Ricorda che deca è conveniente per gli oggetti del suo brand, nella media per gli oggetti venduti ovunque. Nelle mie brevi comparsate alle cime non ho messo piede ai rifugi. Se non ricordo male siete lombardi. Non dimenticare il resto dell'arco alpino, dalla grignetta, all'ossola alla valsesia. Valuta anche mete alternative, come il brenta o anche le giulie. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson

Modificato da dani1967 il 20/05/2014 alle 09:56:01
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beppe64
beppe64
11/03/2006 2074
Inserito il 20/05/2014 alle: 22:08:56
Purtroppo ( o fortunatamente) non sempre la marca è sinonimo di praticità/utilità/prezzo, io di solito adopero materiale Decatlon (tranne che x gli scarponi Gronnel e la sportiva) a seconda di quello che devi fare ti devi vestire, se vai sull'asciuto , a parte un paio di pantaloni ed una maglietta tecnica ( x il sudore) , nello zaino metti un pile , ricambio maglietta e uno spolverino ( non si sà mai)oltre ad una dotazione base di coltellino e quantaltro possa servire x passare la giornata, se vai sù neve la cosa è ben diversa, e diventa lunga, la cosa migliore è fare qualche uscita con qualche persona pratica ( ma veramente pratica, negli anni ho visto di tutto)che ti potrà consigliare, sei un adulto, per cui , penso , tu sappia valutare da chi ti consiglia l'estremo a chi ti consiglia "la maglietta di cotone", solitamente la verità stà nel mezzo, non è male vedere qualche forum di montagna, un pò x avere una visione + aperta , la montagna è bella, ma come tutte le cose, può diventare un brutto incubo.
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cielele
cielele
07/05/2006 5047
Inserito il 20/05/2014 alle: 22:09:46
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 20/05/2014  09:54:25 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
>Venezia![:)] Alle 3 Cime ci ero stato un sabato in giornata di qualche anno fa e mi erano piaciute molto. Anche Sara è stata al Locatelli con la mamma l'agosto scorso per poi farsi le trincee della prima guerra a Lagazuoi sul Falzarego. Solo camminate in giornata però è più o meno sempre in un periodo molto più caldo. Ritengo che al momento sia troppo prematuro affrontare un week come quello che mi ero immaginato. Gli scarponi li ho presi in un negozio/spaccio per Boy scout, ultimamente aperto anche al pubblico. Il venditore, mi ha consigliato uno scarpone alto sulla caviglia e discretamente (per me moltissimo) rigido, così da poter affrontare senza problemi rocce e ghiaioni. Ho preso un AKU 8000gt. Spero sia un buon prodotto, da rodare però. Mi diceva essere buoni i tipici calzettoni di lana, alla vecchia proprio. Per il resto, devo prendere praticamente quasi tutto.... Per abituarmi agli scarponi, li posso usare anche in casa, o meglio iniziare con brevi passeggiate in montagna? Ho deciso comunque che accorcerò di una giornata e rimarrò assolutamente più basso di quota...
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beppe64
beppe64
11/03/2006 2074
Inserito il 20/05/2014 alle: 22:17:57
Puoi adoperarli anche x passeggiate, tanto x farci il piede, in caso facciano male dietro,si possono modificare, se conosci un ottimo calzolaio che lavori anche su scarponi.
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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31283
Inserito il 21/05/2014 alle: 09:25:24
quote:Risposta al messaggio di cielele inserito in data 20/05/2014  22:09:46 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Materiale: intanto su col un vero professionista, peraltro delle tue parti, c'è, visto che è uno dei maggiori importatori di materiale alpinistico in Italia, e pure produttore. Spesso quando vado a scalare mi ritrovo gli ancoraggi con il suo nick sopra. A parte la mia diffidenza per lo scoutismo, gli aku non li conosco nello specifico ma mi sono sempre sembrati dei buoni scarponi. Tieni conto che vale il principio delle bacchette di harry potter: sono loro che debbono scegliere te, e non ci sono quelle migliori in assoluto ( a parità di livello costruttivo), ma quelle che meglio si adattano al tuo piede. Io ad esempio ho un piede difficilissimo, in quanto "quadrato" con il secondo dito più lungo dell'alluce e il collo alto, mentre la produzione è tarata su un piede nordico con l'alluce prominente e il piede sottile. Tieni conto che il posto migliore dove fare acquisti è Arco, IMHO. Sugli itinerari non ti so dare consigli dalle tue parti, visto che vivo dall'altra parte delle alpi e in dolomiti ho fatto solo brevi puntate di stampo alpinistico e in quote ora con troppa neve. Però considera che non cambia tanto il fatto che tu faccia un giro di uno o tre giorni, ma la difficoltà dell'ambiente che vai ad affrontare. Se vuoi metterti nei guai seri puoi farlo anche a 10 minuti da casa mia, mentre se segui itinerari noti e molto battuti in un ambiente non troppo ostile puoi tranquillamente farti un giro di tre giorni. Alla fine di solito la presenza di un rifugio comporta l'esistenza di un sentiero di approccio di tipo autostradale che con il meteo bello non dovrebbe creare grandi difficoltà. Per gli scarponi, conta moltissimo avere delle buone calze. Però una idea, un giro nei Lessini ? Non so come siano dal punto di vista escursionistico, potresti approfondire. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson

Modificato da dani1967 il 21/05/2014 alle 10:33:43
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salito
salito
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21/03/2009 28530
Inserito il 21/05/2014 alle: 11:11:39
tp://i60.tinypic.com/2lcwbnq.jpg ">rno ha stranevicato anche li sù ci sono escursioni non dico tipo passeggiata da we al centro commerciale ma molto facili senza esposizioni(comunque ci si può far del male ovunque ) al momento le web cam sono fuori servizio ,tutte e tre guaste http://www.boscochiesanuova.net/# ma se ho capito bene abitando a Dolo sul sito magico veneto trova escursioni vicine a lui http://www.magicoveneto.it/ http://www.magicoveneto.it/Dolomiti/Sesto/Giro-attorno-alle-Tre-Cime-di-Lavaredo.htm

Modificato da salito il 21/05/2014 alle 21:00:56
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annapasqua
annapasqua
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19/11/2009 3797
Inserito il 21/05/2014 alle: 20:59:34
visto che eri partito con le Dolomiti ma ti stai un po' ridimensionando, perchè non provi le piccole Dolomiti? zona Recoaro, con AA in paese, ti puoi portare in quota con la cabinovia, poi hai vari sentieri, anche di arroccamento sicuramente più semplici per prime escursioni
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salito
salito
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21/03/2009 28530
Inserito il 22/05/2014 alle: 09:17:47
. . in magico veneto hai moltissime informazioni molto pratiche piccolo OT sono state nominate come accessorio le pile intese come luci,postando le due foto delle mie uscite a febbraio sui Lessini zona monte Tomba, li abbiamo fatto una escursione in notturna,per rinfrescarci la memoria di cosa vuol dire camminare in notturna anche se con lampade lì è stato abbastanza normale essendo tutto aperto, mentre se capita nel bosco è meno facile a meno di non averci fatto diverse prove.che noi lo abbiamo fatto varie molte su sentieri a noi conosciuti,ma quella volta che capitò in compagnia di altre otto persone su percorso nuovo non fu facile per ansie varie.e non era ancora notte su quasi strada forestale ma nel bosco fitto. voi che esperienze avete in merito ?
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famperlini
famperlini
19/08/2009 129
Inserito il 22/05/2014 alle: 10:09:47
quote:Risposta al messaggio di salito inserito in data 22/05/2014  09:17:47 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Uscite notturne solo su percorsi ben conosciuti e, possibilmente, con sereno e luna piena. Escursioni in normali sentieri di montagna posso anche farli in compagnia, per sentieri attrezzati o vie ferrate preferisco essere solo con mia moglie, o con i miei figli, dai quali ormai ho solo da imparare, o con persone di fidata esperienza. La vita è una sola, e ci tengo. Buona giornata. Gianni.
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salito
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21/03/2009 28530
Inserito il 22/05/2014 alle: 18:36:37
. . sono d'accordo sulla necessità di avere le luci nello zaino ,mi chiedevo se vi è successo di averne avuto bisogno per concludere l'escursione e come vi è sembrato il doverlo fare. Le uscite con luna piena all'Alpe di Siusi ce le siamo godute in particolare sugli sci da fondo quando non era ancora parco,poi anche senza luna ma con le pile legate sulle slitte per farci vedere dalle auto che salivano, ora è rimasto comodo il passo Lavazze+Occlini . Intendo se avete dovuto usarle perchè in ritardo sul rientro,e se anche per voi il tragitto nel bosco anche se su sentiero più largo avete avuto un minimo di ansia in più che non negli spazi aperti. Noi appunto ci ricordiamo periodicamente di fare l'uscita per controllare i nostri riflessi,che come detto nell'occasione di essere in molti è successo giusto il contrario di quello che si pensa ,in tanti ci si fa da spalla, eravamo tutti stanchi e scocciati dall'aver fatto tardi , ma un paio si sono fatti prendere dall'ansia che gli ha moltiplicato le forze ed stato necessario frenarli all'opposto altri tiravano in dietro,una esperienza. il secondo we ai Lessini sempre in febbraio lo abbiamo programmato appunto vicino alla luna piena visto che è uno spazio tutto aperto senza bosco scelta azzeccata e condivisa da una moltitudine di altri che sono saliti fin lassù tutta la notte sembrava di essere al centro commerciale...ci ha fatto piacere vedere tanti giovani (benin inteso a ciaspolare e non a pomiciare in macchina...) praticamente lo avete solo subito il buio o qualche volta ve lo siete andati7andate a cercare per fare esperienza ?

Modificato da salito il 22/05/2014 alle 18:59:02
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famperlini
famperlini
19/08/2009 129
Inserito il 23/05/2014 alle: 08:49:36
quote:Risposta al messaggio di salito inserito in data 22/05/2014  18:36:37 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Ti posto un raccontino che ho scritto un paio di anni fa, è scritto in terza persona, ma i protagonisti siamo io e mia moglie. E' un po' lunghetto ma, se hai dieci minuti, leggilo. Buona giornata. Gianni Era il suo sogno da anni ma, per un motivo o per un altro, sempre rimandato. O forse era un presentimento. Lui e sua moglie avevamo studiato tutto nei minimi particolari e, non essendo più molto giovani e scattanti, avevano passato tutta la primavera e parte dell’estate ad allenarsi. Finalmente arrivò l’ultima settimana di agosto: il venerdì sera si erano già sistemati col camper nell’ampio parcheggio della funivia: la prima salita del sabato mattina sarebbe stata loro. Si svegliarono accolti da una giornata che si preannunciava meravigliosa: il cielo limpido e terso prospettava un panorama ineguagliabile, era giunto il momento di partire. Arrivati all’ultima stazione della bidonvia indossano imbraghi e caschi: il lungo sentiero attrezzato del Cristallo li aspetta. Le guide danno un tempo di sette - otto ore, loro ne hanno messo in preventivo nove, giusto in tempo per l’ultima discesa della funivia. Tutto procede nel migliore dei modi, sono anche un po’ in anticipo sulla tabella di marcia e quindi lui si concede un piccolo extra: lascia lo zaino alla moglie che decide di aspettarlo e si fa un veloce andata e ritorno di una breve ferrata. Riprendono il cammino con gli occhi che si perdono in un infinito meraviglioso: allungando la mano sembra quasi di toccare La Croda Rossa che non li perde mai di vista, passano da camminamenti e trincee della prima guerra mondiale, da baracche e fortificazioni semi crollate rimaste a testimonianza eterna della sofferenza di molti e dell’indifferenza di alcuni. Il pensiero corre veloce ed immagina migliaia di alpini che camminano su quelle stesse rocce che loro stanno ora calpestando, non con moderne attrezzature super leggere ma con zaini pesantissimi ed ingombranti, fucili, mortai e quant’altro. Ed a loro sembra di faticare! E la stanchezza comincia a farsi sentire, ormai camminano a testa bassa, hanno lasciato le rocce ed ora procedono su un sentiero sassoso che a volte si trasforma in una pietraia scoscesa E la stanchezza gioca brutti scherzi: l’attenzione si attenua, chi sta dietro non guarda più le segnalazioni dei sentieri e segue ciecamente chi sta davanti, e chi sta davanti sbaglia un incrocio. Il tempo passa senza pietà, i piedi cominciano ad essere troppo grossi per stare ancora negli scarponi, gli zaini pesano sempre di più ed il sole sta inesorabilmente tramontando. Il dubbio che si era insinuato nelle loro menti ma che caparbiamente accantonavano si trasforma improvvisamente in realtà: hanno sbagliato strada! Se ne rendono conto quando vedono il rifugio con la funivia che doveva riportarli giù. Si, il rifugio si vede, ma dall’altra parte di una profonda valle, almeno altre due ore di cammino e questo significa arrivare col buio: giusto un paio d’ore dopo la chiusura dell’impianto. Non ci sono alternative: l’unica soluzione è scendere lungo il canalone e cominciare l’estenuante risalita sul versante opposto, debbono riuscirci prima che il buio abbia il sopravvento. Hanno bisogno di un qualsiasi mezzo per ritornare a valle, è assolutamente indispensabile arrivare al parcheggio: prima di partire avevano fatto due chiacchiere con una coppia di camperisti parcheggiati vicini a loro: sapevano dove erano diretti e avevano promesso di aspettarli la sera con una buona bottiglia di vino bianco fresco. Non vedendoli tornare avrebbero sicuramente allertato i soccorsi. Finalmente, aiutati dalle loro torce, arrivano al rifugio: dall’espressione della signora che lo gestisce si capisce benissimo che tutta la stanchezza e tutta l’apprensione, trasformate ormai in angoscia, sono stampate sui loro visi. Spiegano subito la loro situazione e lei, molto gentile e disponibile si offre di riportarli a valle col suo fuoristrada: mezzora di discesa al buio lungo una sottospecie di mulattiera che taglia continuamente quelle che in inverno sono battutissime piste da sci. Giunti al parcheggio non smettono di ringraziare il loro “angelo” e, dopo un bacio, si avviano a bersi quel bicchiere di vino che finalmente porterà loro un po’ di tranquillità. A distanza di tempo in cuor loro ringraziano ancora quella gentile signora.
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dani1967
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03/09/2007 31283
Inserito il 23/05/2014 alle: 10:44:13
quote:Risposta al messaggio di salito inserito in data 22/05/2014  18:36:37 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Quasi tutte le uscite su ghiacciaio estive si fanno partendo in piena notte; quindi io sono uscito spesso e volentieri in piena notte. Alcune nord, come quella del Beithorn o del Monviso, sono partito direttamente a Mezzanotte e sono uscito all'alba. Mi è anche capitato di fare tardi; quei casi di solito avvengono quando meno te lo aspetti. La discesa più drammatica che feci fu dalla Torre Pradidali; la salita su roccia fu un pelo più lenta del dovuto, ma sopratutto una relazione sbagliata era molto fumosa per quanto riguardava la discesa. Cominciammo le doppie dal lato "sbagliato" e ovviamente ci trovammo nei guai e arrivò l'imbrunire. Dopo un po' di cincischiamenti seguimmo alcune soste di discesa, mettendoci in discesa su una parete ben più imponente di quella da cui eravamo saliti; avremmo scoperto poi che quelle soste erano già di altre cordate che avevano fatto il nostro stesso errore. In pratica facemmo almeno 300 metri di doppie al buio, senza sapere se eravamo nel giusto, con una sola lampada in 5. Per fortuna che il meteo e la luminosità erano buoni. Per fortuna che c'erano altre nostre cordate saliti dal campanile Pradidali (oddio, confondo sempre torre e campanile), che insieme al gestore del rifugio (allora una guida alpina), vennero alla base a darci conforto e rassicurazioni che quel che facevamo era possibile. Immaginatevi con quale serenità uno si cala al buio senza sapere bene cosa c'è sotto. Per fortuna che nessuno (tranne la gestrice del campeggio) ci aspettava alla base, così dormimmo al rifugio (ecco, un rifugio delle dolomiti che amai moltissimo, a differenza della media)., dopo essere arrivati a mezzanotte. Il gestore dei rifugio ci disse che non fummo i primi, ma che pochissimi (nessuno,? non ricordo) erano riusciti ad arrivare in fondo la notte senza chiamare il soccorso alpino. Quella notte non seppi se considerarmi molto bravo o molto stupido. Magari entrambe le cose insieme. Morale: la frontale sempre nello zaino. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
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dani1967
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03/09/2007 31283
Inserito il 23/05/2014 alle: 10:51:25
quote:Risposta al messaggio di famperlini inserito in data 23/05/2014  08:49:36 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Uno dei limiti del soccorso alpino è sempre stato il rifiuto di fare altre azioni che non fossero il venirti a prendere, quali ad esempio il disallertare famiglie e conoscenti. In un caso come il vostro, prendere ulteriori rischi per il fatto che ci fossero persone allertate è una sciocchezza che spesso tutti sono stati costretti a fare. Io spesso e volentieri a casa davo come ora di rientro mezzanotte - l'una; pericoloso, ma con genitori ansiosi era l'unica. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
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famperlini
famperlini
19/08/2009 129
Inserito il 23/05/2014 alle: 11:15:30
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 23/05/2014  10:51:25 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Concordo pienamente. Buona giornata. Gianni.
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salito
salito
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21/03/2009 28530
Inserito il 23/05/2014 alle: 11:55:33
. .e giusto lasciare detto dove e come si va,consapevoli del rischio di dover fare rientri a rotta di collo con rischi vari,per non creare allarmi. a proposito di dare fiducia a uno e seguirlo distrattamente...certo che può succedere ma guai ad avere dietro chi lo fa di proposito per godersi il massimo relax a noi ci fu di lezione una uscita notturna a Venezia... eravamo giovani quindi ci fu utile insegnamento per gli anni a seguire io la mia futura moglie e un suo parente con la sua donna traghetto da punta Sabbioni per visita a San Marco partenza il pomeriggio rientro con l'ultimo traghetto gran bella serata con finale da fantozzi perchè io fui l'unico che diede uno sguardo agli orari,gli altri silenziosamente+egoisticamente mi delegarono la rogna, lo si perse,(cera un asterisco...)noi due eravamo disposti a fare "gli Hyppie"facendo l'alba bivaccando in giro ,con l'attenuante della forza maggiore,niente da fare l'altra coppia si misero piagnucolare temendo il furto della loro auto una scassona di r4,conclusione chiamai pagai motoscafo-taxi .imparato si parte anche se in compagnia in modo indipendente e si ripete che ognuno deve sapere il dove il come il quando troppo comodo viaggiare al seguito senza pensare a nulla chi vuol fare cosi si appoggi ad una agenzia lezione imparata da noi due e trasmessa ai nostri i figli ed a tutti gli amici quando si esce

Modificato da salito il 23/05/2014 alle 16:12:45
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beppe64
beppe64
11/03/2006 2074
Inserito il 25/05/2014 alle: 16:39:23
Spesso uscivo da solo in montagna, anche x fare foto in notturna, (lo sconsiglio vivamente, ma lo faccio) ho sempre avuto l'atrezzatura adatta al fatto di non poter rientrare, questo comporta del peso in + ( logicamente si deve portare ciò che serve x quella data uscita)non ultimo uscite in ghiacciaio. Ho adoperato "l'uscivo" perchè al momento sono fermo, ma penserei di riprendere, ma la voglia di dormire ,alla mattina, si fà sentire, in + ho preso una moto, e le 2 cose non vanno daccordo[:)].
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