quote:Risposta al messaggio di alva.it inserito in data 22/09/2012 11:57:10 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> GRAZIE!! Il PDF è meraviglioso! Si è vero le sale sono come allora e sono tutt'oggi copiate e studiate da enti audiofonici di mezzo modo. Quelle sale, per chi è a digiuno di nozioni tecniche, sono a risposta in frequanza CONTROLLATA. Possono diventare completamente anecoiche, con riverberi simili (direi identici) a quelli di famose sale da concerto, possono avere risposte in frequenza lineare p non lineare (eliminando o riducendo i bassi, gli acuti i medi ed essere anche selettive su determinate frequenze a scelta di chi suona o registra... Che MERAVIGLIA. Un tuffo nel passato di qualità: Le valvole Brown-Boveri!! Oggi, anzi da alcuni anni, le valvole in campo audio, anche digitale, hanno ripreso piede e donano un suono impareggiabile! Pensa! Molte valvole, pur con migliorie tecniche soprattutto nei materiali, sono LE STESSE DI ALLORA!! Stesso discorso per i microfoni. Oggi sono migliorati i materiali grazie allo sviluppo della tecnica e lei processi di lavorazione. Ma se prendi un microfono (ne cito uno solo) Neumann U87 di oggi e uno del 1950 posso assicurarti che "suonano" nella stessa maniera. Quello di oggi resiste meglio a pressioni sonore altissime e ha una migliore sensibilità. Ma per il resto la perfetta linearità non è cambiata e non si notano differenze tra i due (antico e moderno) nel 90% delle situazioni! Grazie per il PDF!! Lo conserverò gelosamente tra le mia documentazioni! Prof. Antonio Calosci
quote:Risposta al messaggio di alva.it inserito in data 22/09/2012 10:37:17 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>: Si, è vero, la RAI è una S.P.A. però il suo azionista principale (direi unico visto che ha quasi il 100% delle azioni) è il Ministero dell'Economia e della Finanze...ora, premesso che in genere in caso di debiti i casi sono tre: 1) l'azienda chiude 2) vengono cedute una parte delle azioni e si ripiana il debito 3) l'azionista ripiana il debito mediante un aumento di capitale, visto che l'azienda non può chiudere nè tantomeno possono essere cedute azioni a privati, il Ministero da dove prenderebbe il denaro per l'aumento di capitale se non dalle casse dello Stato, ovvero dalle somme provenienti dalle tasse? ......meno male che erano freg****e..
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di alva.it inserito in data 22/09/2012 00:31:52 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> http://finanza.tiscali.it/news/dettaglio_news.asp?id=201209191806131110&chkAgenzie=PMFNW Ecco il link, ma su internet ne trovi quantio ne vuoi, purtroppo è la dura realta', un'azienda che produce solo perdite non è un buon investimento, personalmente non la comprerei e se fosse mia la chiuderei, forse tu lavori per la gloria? io no. forse un bel risanamento non guasterebbe, contratti faraonici con telecondutori strapagati,direttori pagatti in base alla produttivita',programmi meritevoli di essere visti e non programmi per macrocefali (domenica in,miss italia,san remo,isola dei famosi,il gioco dei pacchi etc,tanto per citarne alcuni), visto che una infinita parte (infinita per loro ma un mare per la mia economia familiare)del mio stipendio finisce nelle loro tasche ( canone,tasse al governo che poi finanzia la rai,al supermercato quando faccio la spesa perchè gli articoli pubblicizzati hanno un agravio di costo ),se permetti posso essere un po' infastidito dalla notizia ? sono solidale con i dipendenti di qualsiasi azienda e purtroppo molte volte per colpa di chi li gestisce a pagarne le spese sono proprio loro, i dipendenti [V], le aziende del sulcis chiudono perchè le aziende rivali situate in altri paesi sono piu' competitive perchè non hanno alle spalle un governo che le sta dissanguando come in italia, prendi Alcoa azienda energivora, paga la corrente a un prezzo molto piu' alto rispetto ai concorrenti e non riesce a stare sul mercato, c'è un comune denominatore, il governo, strozza le imprese private e i cittadini e nel fratempo elargisce a 4 mani ad imprese parastatali, Rai, Alitalia, etc. Davide
quote:Risposta al messaggio di Gdavide inserito in data 22/09/2012 15:49:25 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> ...canone,tasse al governo che poi finanzia la rai...id="blue"> Veramente è il contrario. la percentuale del canone che va all'azienda è il 38% del totale, il 62% sono tasse che vanno allo stato. La RAI si finanzia con la porzione di canone e la pubblicità, nullaltro. L'azienda non ha sostegno governativo, alcuni paesi europei lo hanno come Germania, Albania e Slovacchia, lo stato italiano non elargisce nulla all'emittente. http://it.wikipedia.org/wiki/Canone_televisivo vedi la cartina europea a destra. Dai anche un'occhiata e confronta quanto si paga di canone in Europa. Sparare ad alzo zero non fa mai bene, si rischia di fare magre figure se prima non ci si documenta. Non ti vanno alcune produzioni? Mica deve accontentare solo te. Hai mai guardato la totalità del canali: RAI1, RAI2, RAI3, RAI4, RAI5, RAIMovie, RAIPremium, RAIGulp, RAIYoYo, RAIStoria, RAIScuola, RAINews, RAISport1, RAISport2 Euronews. ...e tutti in chiaro! Gli artisti sono stapagati? E' il mercato che ha quei prezzi, se vuoi un nome lo paghi. Ti faccio un esempio: Benigni a Sanremo, quando è entrato con il cavallo bianco. La notizia scandalo è stata il cachet dell'artista di 250.000€, non è stato detto tutto; non parlo dei 45 minuti del monologo senza interruzioni pubblicitarie: ma degli 8 minuti, quattro prima e quattro dopo, di pubblicità... l'azienda ha venduto ogni minuto a 1.000.000,00 (unmilione) di €, ricavando 8.000.000,00. Con un ascolto del 65% la pubblicità costa così. Chi ha guadagnato? Benigni o la RAI? _____________
[;)]73 de alvaro IZ2MHT quote:Risposta al messaggio di alva.it inserito in data 22/09/2012 18:14:25 Sparare ad alzo zero non fa mai bene, si rischia di fare magre figure se prima non ci si documenta. Non ti vanno alcune produzioni? Mica deve accontentare solo te. Hai mai guardato la totalità del canali: RAI1, RAI2, RAI3, RAI4, RAI5, RAIMovie, RAIPremium, RAIGulp, RAIYoYo, RAIStoria, RAIScuola, RAINews, RAISport1, RAISport2 Euronews. ...e tutti in chiaro! >> ...e mancano: -i canali della RADIO; -della FILODIFFUSIONE; -la meravigliosa orchestra sinfonica di Torino (a detta di molti allo stesso livello della Orchestra della Radio Bavarese di Monaco (Rundfunk); - certamente molto altro!
quote: Gli artisti sono stapagati? E' il mercato che ha quei prezzi, se vuoi un nome lo paghi. >> Appunto!
quote: Ti faccio un esempio: Benigni a Sanremo, quando è entrato con il cavallo bianco. La notizia scandalo è stata il cachet dell'artista di 250.000€, non è stato detto tutto; non parlo dei 45 minuti del monologo senza interruzioni pubblicitarie: ma degli 8 minuti, quattro prima e quattro dopo, di pubblicità... l'azienda ha venduto ogni minuto a 1.000.000,00 (unmilione) di €, ricavando 8.000.000,00. Con un ascolto del 65% la pubblicità costa così. Chi ha guadagnato? Benigni o la RAI? >> Legge del mercato!! E con questi soldi ci paga tutte le attività e trasmissioni ALTAMENTE culturali la cui realizzazione costa davvero tanto, ma non ha un pari rientro economici in termini di pubblicità e "share"! Se uno sponsor per pochi secondi durante San Remo o durante Italia-Spagna è disposto a pagare decine di milioni, tira fuori solo qualche centinaia di migliaia di euro per una pubblicità che va durante "Quark" o durante la trasmissione di un'opera lirica in III serata o sul canale dedicato! Prof. Antonio Calosci
quote:Risposta al messaggio di Prof. Antonio Calosci inserito in data 22/09/2012 20:10:13 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Non è illuminandoci con la gioielleria aziendale che potrete opporre una reale motivazione al perché tanto ben di Dio sia gestito dilapidando risorse (le stesse che citate, se ci pensate bene), trasformando i primi 3 canali televisivi in faraoniche rivendite di produzioni altrui, e continuando a mantenere in vita strutture produttive interne (tanto per dirne una). Plinio P.s. Colgo l'occasione per ringraziare Alvaro in merito alle sue antenne, che lo scorso WE ho potuto felicemente sperimentare.
quote:Risposta al messaggio di Gdavide inserito in data 22/09/2012 22:31:42 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Nel 2006 e 2010 ci sono state le ingenti somme pagate per l'acquisto degli eventi sportivi (e non compensate con gli introiti pubblicitari ed altro), nel 2009, invece, la perdita è dovuta quasi tutta alla diminuzione degli introiti pubblicitari (-200 milioni)...il resto degli anni le perdite non sono rilevanti...
quote:Risposta al messaggio di ippocampo2009 inserito in data 22/09/2012 23:26:33 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Giusto quello che scrivi, ma in questo topic ci sono dei sordi... o chi non vuol sentire. Ho scritto poco più sopra che la concessionaria della pubblicità della RAI (SIPRA), è in amministazione controllata. Qualcosa vorrà dire. Il "bello" è che si attacca una sola azienda, e non le concorrenti, forse perchè non si conoscono i VERI bilanci. Ti assicuro che la concorrenza è messa peggio, molto peggio. Fintanto che il padre-padrone era sotto i riflettori della politica la pubblicità veniva deviata verso la concorrenza, da quando ha "abbandonato il campo" la curva è in inesorabile declino, peggio che in RAI. Per questo il padre-padrone sta sgomitando per rientrare... le aziende non godono di ottima salute. La RAI è "salvata" da due piani in un palazzo. Due piani non segnati sulle mappe del link che ho postato al Prof. Antonio (http://www.introni.it/pdf/Elettronica_1_2_53.pdf), due piani sotterranei dove c'è l'archivio storico. L'archivio aziendale è una miniera di notizie e immagini unica in Europa. Ci sono situazioni mai andate in onda e girate solo per l'archivio storico. Ricordo in particolare una riparesa dei primi anni 80 del secolo scorso, un concerto di un allora sconosciuto violinista: Uto Ughi. Registrato solo perchè... "in archivio non c'è nulla di questo fenomeno, e se manca domani (sgrat sgrat), non si può supportare la notizia con immagini". Questa è la RAI che non si conosce. La RAI che fa cultura in silenzio. La concorrenza... solo lustrini. _____________
[;)]73 de alvaro IZ2MHT quote:Risposta al messaggio di alva.it inserito in data 23/09/2012 10:13:17 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Eh sì. La crisi non è immaginaria e con tante aziende in crisi ed il calo dei consumi gli spazi pubblicitari sono sempre meno richiesti e meno cari e questo si riflette sui ricavi delle aziende che hanno nella pubblicità una delle maggiori fonti di introiti. Anche Mediaset ovviamente ne risente (nonostante Publitalia 80 si sia premurata di fare avere il meglio alla Mediaset e gli scarti alla Rai): http://www.cadoinpiedi.it/2012/08/01/la_crisi_nera_di_mediaset_i_dati_della_prima_meta_dellanno.html
quote:Risposta al messaggio di Fargo73 inserito in data 23/09/2012 10:25:15 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> E si, caro Diego. La concorrenza ha un volano che la RAI non ha: i privati hanno pochissimi dipendenti a tempo indeterminato. E i relativi costi sono irrisori. I tecnici necessari per mandare in onda le produzioni sono assunti a tempo determinato non dall'emittente, ma dagli sponsor che concorrono al programma. P.S. nel pomeriggio ti chiamo. _____________
[;)]73 de alvaro IZ2MHT quote:Risposta al messaggio di alva.it inserito in data 23/09/2012 10:13:17 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Si, sono a conoscenza del vasto archivio della RAI, so anche che il suo valore (stimato) supera i debiti...ieri mi sono divertito a vedere i bilanci...[;)]...ho notato che le spese operative sono suppergiù le stesse per cui, di fatto, il management non è che abbia "abusato"...il problema principale, però, resta: l'elevato costo degli eventi sportivi internazionali (specie di quelli calcistici) non compensato dagli introiti pubblicitari...vista l'attuale congiuntura economica che non permette un aumento del prezzo degli intermezzi pubblicitari, l'unica è che la RAI capisca che partecipare a certe aste a volte non è conveniente...
quote:Risposta al messaggio di ippocampo2009 inserito in data 23/09/2012 10:38:31 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> trovo surreale uno scenario ove la tiv di stato o quelle private dovessero sparire. Peccato che nessuna delle parti abbia il coraggio di cominciare ad affrontare il problema del ridurre gli sprechi che a mio avviso non devono partire dal ridurre dipendenti o attrezzature ma cominciando a ridurre i chacet stratosferici di alcuni conduttori - personaggi di punta. questo link preso a caso dalla rete ci da un idea . http://www.tvblog.it/post/16481/gli-stipendi-doro-di-gerry-scotti-simona-ventura-fabio-fazio-michele-santoro-e-milly-carlucci concordo che esite una relazione tra uno spettacolo e gli introiti pubblicitari pero' bisognerebbe spalmare la cosa sui 365 giorni. Un milione per condurre Sanremo dati ad una persona che oramai non ne ha piu' bisogno e' un suicidio. Insomma, in tempi di crisi io ridurrei questi casi del 70 % come minimo.
Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
quote:Risposta al messaggio di Roberto66 inserito in data 23/09/2012 12:05:13 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> come già detto da alva, il problema non sono i costi ma i ricavi...è ovvio che se spendo 10 (omnicomprensivo) per guadagnare almeno 11 il problema non si pone, se però spendo 10 per ricavare 9 allora devo riflettere...se la presenza del conduttore in questione fa si che lo share aumenti e di conseguenza aumenti anche l'introito pubblicitario in manieta tale che i costi vengono coperti, il cachet è adeguato...
quote:Risposta al messaggio di ippocampo2009 inserito in data 23/09/2012 12:14:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> ovvio , me se non si riesce ad aumentare i ricavi occorre agire sulle spese. tgliare le spese di base puo' voler dire dover rinunciare a troppe cose. andando immediatamante , con un azione congiuta tra Tv di stato e private a tagliare gli "scompensi di certi compensi" si recuperano subito ingenti capitali. E' un azione di Downgrade vista come assunzione di responsabilita'. se gia' togli il milione per Sanremo il passivo passa da 200 a 199... e' un po' come la crisi del calcio che assurdamente colposce squadre con capitali ingentissimi i quali vengono spesi al 70 % per ingaggi di quei 2-3 fuoriclasse per squadra...
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quote:Risposta al messaggio di ippocampo2009 inserito in data 23/09/2012 12:14:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Saluti Paolo _____________________________________ In una fase di crisi tutti sono capaci di tagliare i costi peggiorando la qualità dei servizi sociali. La vera sfida è fare l'opposto. Stephen Goldsmith
quote:Risposta al messaggio di Roberto66 inserito in data 23/09/2012 12:05:13 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Concordo,[;)] Davide