In risposta al messaggio di Decimo Massimo del 09/06/2015 alle 21:17:27
... senza che noi ne sapessimo niente sino a questa mattina. Una anziana signora, vedova, che viveva nell'unica casa che ha abitato da quando si è sposata è mancata ieri pomeriggio. E' venuto suo figlio questa mattinasul presto a suonare un paio di citofoni e a comunicarcelo. Ci sono rimasto male, come se fosse andata via una nonna. L'ho ricordata con il mio vicino che le tagliava il poco prato intorno a casa, che le cambiava le lampadine al bisogno e che le pagava le bollette in posta. La ricordo con dolcezza ma con tanta nostalgia. Ricorderò il suo appetito da kaimano che strideva con la sua flemma da ruminante nel mangiare. Aveva un cane che, fortunatamente, sarà adottato dal figlio... questa mattina 'sti due facevano a gara a chi era più affranto come se il guinzaglio che li univa fungesse da filo conduttore del dolore. Avranno qualcosa di bello in comune... una mamma e una 'padrona' o, meglio, il suo ricordo. Rientrando nel tardo pomeriggio ho fermato la moto davanti al suo cancello dove appendevo il sacchetto della spesa e sono rimasto a pensare a lei ma, in realtà, pensavo a me senza di lei che non era niente se non una mia 'abitudine' però era una bella 'abitudine' e, forse, molto di più. Dalla cancellata spuntava una rosa nana mezzo rinsecchita che me l'ha ricordata... caparbia, stentata, mezzo avvizzita eppure forte abbastanza da riuscire a resistere... la rosa ha resistito più di lei. Al funerale io non ci sarò a causa di una forte avversione nei confronti di queste cerimonie... conterei di mancare anche al mio ma temo che non potrò farne a meno e, quando sarà, non sarà per convinzione... non arrabbiarti.
In risposta al messaggio di Decimo Massimo del 09/06/2015 alle 21:17:27
... senza che noi ne sapessimo niente sino a questa mattina. Una anziana signora, vedova, che viveva nell'unica casa che ha abitato da quando si è sposata è mancata ieri pomeriggio. E' venuto suo figlio questa mattinasul presto a suonare un paio di citofoni e a comunicarcelo. Ci sono rimasto male, come se fosse andata via una nonna. L'ho ricordata con il mio vicino che le tagliava il poco prato intorno a casa, che le cambiava le lampadine al bisogno e che le pagava le bollette in posta. La ricordo con dolcezza ma con tanta nostalgia. Ricorderò il suo appetito da kaimano che strideva con la sua flemma da ruminante nel mangiare. Aveva un cane che, fortunatamente, sarà adottato dal figlio... questa mattina 'sti due facevano a gara a chi era più affranto come se il guinzaglio che li univa fungesse da filo conduttore del dolore. Avranno qualcosa di bello in comune... una mamma e una 'padrona' o, meglio, il suo ricordo. Rientrando nel tardo pomeriggio ho fermato la moto davanti al suo cancello dove appendevo il sacchetto della spesa e sono rimasto a pensare a lei ma, in realtà, pensavo a me senza di lei che non era niente se non una mia 'abitudine' però era una bella 'abitudine' e, forse, molto di più. Dalla cancellata spuntava una rosa nana mezzo rinsecchita che me l'ha ricordata... caparbia, stentata, mezzo avvizzita eppure forte abbastanza da riuscire a resistere... la rosa ha resistito più di lei. Al funerale io non ci sarò a causa di una forte avversione nei confronti di queste cerimonie... conterei di mancare anche al mio ma temo che non potrò farne a meno e, quando sarà, non sarà per convinzione... non arrabbiarti.
.""" come se fosse andata via una nonna """"
In risposta al messaggio di Decimo Massimo del 09/06/2015 alle 21:17:27
... senza che noi ne sapessimo niente sino a questa mattina. Una anziana signora, vedova, che viveva nell'unica casa che ha abitato da quando si è sposata è mancata ieri pomeriggio. E' venuto suo figlio questa mattinasul presto a suonare un paio di citofoni e a comunicarcelo. Ci sono rimasto male, come se fosse andata via una nonna. L'ho ricordata con il mio vicino che le tagliava il poco prato intorno a casa, che le cambiava le lampadine al bisogno e che le pagava le bollette in posta. La ricordo con dolcezza ma con tanta nostalgia. Ricorderò il suo appetito da kaimano che strideva con la sua flemma da ruminante nel mangiare. Aveva un cane che, fortunatamente, sarà adottato dal figlio... questa mattina 'sti due facevano a gara a chi era più affranto come se il guinzaglio che li univa fungesse da filo conduttore del dolore. Avranno qualcosa di bello in comune... una mamma e una 'padrona' o, meglio, il suo ricordo. Rientrando nel tardo pomeriggio ho fermato la moto davanti al suo cancello dove appendevo il sacchetto della spesa e sono rimasto a pensare a lei ma, in realtà, pensavo a me senza di lei che non era niente se non una mia 'abitudine' però era una bella 'abitudine' e, forse, molto di più. Dalla cancellata spuntava una rosa nana mezzo rinsecchita che me l'ha ricordata... caparbia, stentata, mezzo avvizzita eppure forte abbastanza da riuscire a resistere... la rosa ha resistito più di lei. Al funerale io non ci sarò a causa di una forte avversione nei confronti di queste cerimonie... conterei di mancare anche al mio ma temo che non potrò farne a meno e, quando sarà, non sarà per convinzione... non arrabbiarti.
Come tuo solito e come solo tu sai fare, annoti con estrema sensibilità questa triste situazione.
In risposta al messaggio di Decimo Massimo del 09/06/2015 alle 21:17:27
... senza che noi ne sapessimo niente sino a questa mattina. Una anziana signora, vedova, che viveva nell'unica casa che ha abitato da quando si è sposata è mancata ieri pomeriggio. E' venuto suo figlio questa mattinasul presto a suonare un paio di citofoni e a comunicarcelo. Ci sono rimasto male, come se fosse andata via una nonna. L'ho ricordata con il mio vicino che le tagliava il poco prato intorno a casa, che le cambiava le lampadine al bisogno e che le pagava le bollette in posta. La ricordo con dolcezza ma con tanta nostalgia. Ricorderò il suo appetito da kaimano che strideva con la sua flemma da ruminante nel mangiare. Aveva un cane che, fortunatamente, sarà adottato dal figlio... questa mattina 'sti due facevano a gara a chi era più affranto come se il guinzaglio che li univa fungesse da filo conduttore del dolore. Avranno qualcosa di bello in comune... una mamma e una 'padrona' o, meglio, il suo ricordo. Rientrando nel tardo pomeriggio ho fermato la moto davanti al suo cancello dove appendevo il sacchetto della spesa e sono rimasto a pensare a lei ma, in realtà, pensavo a me senza di lei che non era niente se non una mia 'abitudine' però era una bella 'abitudine' e, forse, molto di più. Dalla cancellata spuntava una rosa nana mezzo rinsecchita che me l'ha ricordata... caparbia, stentata, mezzo avvizzita eppure forte abbastanza da riuscire a resistere... la rosa ha resistito più di lei. Al funerale io non ci sarò a causa di una forte avversione nei confronti di queste cerimonie... conterei di mancare anche al mio ma temo che non potrò farne a meno e, quando sarà, non sarà per convinzione... non arrabbiarti.
Mannaggia a te, sei riuscito a farmi commuovere.
In risposta al messaggio di Giovanni del 10/06/2015 alle 07:03:34
Come tuo solito e come solo tu sai fare, annoti con estrema sensibilità questa triste situazione. L'unica nota che mi permetto di fare, senza averne ovviamente i titoli ed i diritti, è relativa al non partecipare al funerale.E' una cosa che sento spesso, 'a me i funerali non piacciono', 'a me i funerali mettono tanta tristezza', 'preferisco ricordarlo da vivo' ed altre scuse del genere. Mi chiedo, ti e vi chiedo: ma a chi piace un funerale? A chi non mette tristezza un funerale? Chi ricorda una persona cara nella cassa da morto? Ecco, se tutti facessimo così quando uno muore non ci sarebbe nessuno accanto ai suoi cari, non ci sarebbe nessuno al suo funerale. Personalmente, oltre ai funerali 'di casa', ho partecipato anche a parecchi funerali 'fuori casa': alcuni con una partecipazione tipo Notte di Natale altri con due o tre persone... e, credimi, i funerali solitari sono, quelli si, tristezza su tristezza. Scusami l'osservazione, ma non sono riuscito a trattenermi. Giovanni
Ricordiamoci che la tristezza della morte e' una cultura tutta italiana: andiamo all'estero ed in molti paesi si festeggia con tanti parenti e amici, con tavole imbandite, suoni musiche e balli.. quando uno manca e' una festa perche' e' andato oltre un gradino superiore, non sotto terra. In alcuni paesi mi hanno detto che queste cerimonie durano giorni. Viene festeggiato meno un matrimonio e di piu una morte.
www.regoleo.altervista.org In risposta al messaggio di alexia76 del 10/06/2015 alle 09:17:29
Ricordiamoci che la tristezza della morte e' una cultura tutta italiana: andiamo all'estero ed in molti paesi si festeggia con tanti parenti e amici, con tavole imbandite, suoni musiche e balli.. quando uno manca e' una festaperche' e' andato oltre un gradino superiore, non sotto terra. In alcuni paesi mi hanno detto che queste cerimonie durano giorni. Viene festeggiato meno un matrimonio e di piu una morte.
In merito a:
In risposta al messaggio di Decimo Massimo del 10/06/2015 alle 13:12:31
Avete ragione, la mia fuga dai funerali pero' non é una fuga dalla morte. Probabilmente é una forma di vigliaccheria, un rifiuto a mescolare il mio próprio dolore con quello altrui per paura di aumentarne la dose. C'éanche da dire che penso che a chi va poço importa Chi lo accompagna tanto la gran parte del 'viaggio' la compira' da solo perché gli accompagnatori si fermano prima.
In risposta al messaggio di Decimo Massimo del 10/06/2015 alle 13:12:31
Avete ragione, la mia fuga dai funerali pero' non é una fuga dalla morte. Probabilmente é una forma di vigliaccheria, un rifiuto a mescolare il mio próprio dolore con quello altrui per paura di aumentarne la dose. C'éanche da dire che penso che a chi va poço importa Chi lo accompagna tanto la gran parte del 'viaggio' la compira' da solo perché gli accompagnatori si fermano prima.
A chi piace andare ai funerali delle persone care?
e finchè ti tocca farle è evidente che non tocca a te
.
Un saluto e buoni KM
In risposta al messaggio di Giovanni del 10/06/2015 alle 07:03:34
Come tuo solito e come solo tu sai fare, annoti con estrema sensibilità questa triste situazione. L'unica nota che mi permetto di fare, senza averne ovviamente i titoli ed i diritti, è relativa al non partecipare al funerale.E' una cosa che sento spesso, 'a me i funerali non piacciono', 'a me i funerali mettono tanta tristezza', 'preferisco ricordarlo da vivo' ed altre scuse del genere. Mi chiedo, ti e vi chiedo: ma a chi piace un funerale? A chi non mette tristezza un funerale? Chi ricorda una persona cara nella cassa da morto? Ecco, se tutti facessimo così quando uno muore non ci sarebbe nessuno accanto ai suoi cari, non ci sarebbe nessuno al suo funerale. Personalmente, oltre ai funerali 'di casa', ho partecipato anche a parecchi funerali 'fuori casa': alcuni con una partecipazione tipo Notte di Natale altri con due o tre persone... e, credimi, i funerali solitari sono, quelli si, tristezza su tristezza. Scusami l'osservazione, ma non sono riuscito a trattenermi. Giovanni
Quoto,
In risposta al messaggio di Decimo Massimo del 10/06/2015 alle 13:12:31
Avete ragione, la mia fuga dai funerali pero' non é una fuga dalla morte. Probabilmente é una forma di vigliaccheria, un rifiuto a mescolare il mio próprio dolore con quello altrui per paura di aumentarne la dose. C'éanche da dire che penso che a chi va poço importa Chi lo accompagna tanto la gran parte del 'viaggio' la compira' da solo perché gli accompagnatori si fermano prima.
io sono come te però x dispiaceri come questi chino il capo e vado.