"si chiama come quello sport per ricchi, dove su un prato porti avanti a bastonate una pallina.."

La "soffiata" l'hanno fatta quelli dell'ISPRA , i soliti italiani che non si fanno mai i fatti loro, testando le emissioni su 4 tragitti sul lago Maggiore, in autostrada, a Como e la salita al Sacro Monte di varese. Tutto questo nel 2014 . Quei dati pubblicati riguardavano auto con motori di piccola e media cilindrata a benzina e diesel e 2 o 3 van. Di più non si riesce a sapere a parte lo sforamento per gli ossidi di N di 10-15 volte complessivi , ma che le emissioni di CO e CO2 e di idrocarburi incombusti e di particolato erano a cavallo del limite massimo. A quel punto l'Ente USA si è insospettito e pensando che gli europei non fossero all'altezza ma che da loro le cose andassero meglio ha incaricato l'Università del West Virginia di fare approfondimenti con i risultati che tutti sappiamo, il motore era uno solo perchè un solo 2 litri diesel ha la VW e lo adopera per auto e furgoni. Ma i dati dell'ISPRA erano su internet dal 2014 , anche se non si facevano nomi e cognomi . Quello che è strano è : come mai la ricerca è stata fatta dall'ISPRA e non dall'ISAM di Anagni ? Inoltre le case francesi (Renault/Nissan e Peugeot/Citroen) hanno accettato sempre nel 2014 il diktat tedesco (in particolare Mercedes e anche BMW) di spostare i nuovi limiti massimi dal 2020 a data da destinarsi per la loro incapacità di restare nei limiti con i loro motori. La VW non fece la voce grossa in quanto ............. poteva rientrare nei limiti con lo scherzetto del software. Tra l'altro le case francesi hanno joint venture con quelle tedesche (la Mercedes monta nella Classe A e B il diesel di 1461 cc di produzione Renault !!)
In risposta al messaggio di seiperdue del 25/09/2015 alle 15:44:15
La soffiata l'hanno fatta quelli dell'ISPRA , i soliti italiani che non si fanno mai i fatti loro, testando le emissioni su 4 tragitti sul lago Maggiore, in autostrada, a Como e la salita al Sacro Monte di varese. Tutto questonel 2014 . Quei dati pubblicati riguardavano auto con motori di piccola e media cilindrata a benzina e diesel e 2 o 3 van. Di più non si riesce a sapere a parte lo sforamento per gli ossidi di N di 10-15 volte complessivi , ma che le emissioni di CO e CO2 e di idrocarburi incombusti e di particolato erano a cavallo del limite massimo. A quel punto l'Ente USA si è insospettito e pensando che gli europei non fossero all'altezza ma che da loro le cose andassero meglio ha incaricato l'Università del West Virginia di fare approfondimenti con i risultati che tutti sappiamo, il motore era uno solo perchè un solo 2 litri diesel ha la VW e lo adopera per auto e furgoni. Ma i dati dell'ISPRA erano su internet dal 2014 , anche se non si facevano nomi e cognomi . Quello che è strano è : come mai la ricerca è stata fatta dall'ISPRA e non dall'ISAM di Anagni ? Inoltre le case francesi (Renault/Nissan e Peugeot/Citroen) hanno accettato sempre nel 2014 il diktat tedesco (in particolare Mercedes e anche BMW) di spostare i nuovi limiti massimi dal 2020 a data da destinarsi per la loro incapacità di restare nei limiti con i loro motori. La VW non fece la voce grossa in quanto ............. poteva rientrare nei limiti con lo scherzetto del software. Tra l'altro le case francesi hanno joint venture con quelle tedesche (la Mercedes monta nella Classe A e B il diesel di 1461 cc di produzione Renault !!) Quindi francesi e tedeschi, come al solito d'accordo .................
"La "soffiata" l'hanno fatta quelli dell'ISPRA , i soliti italiani che non si fanno mai i fatti loro"
In risposta al messaggio di sergiozh del 25/09/2015 alle 16:12:39
La soffiata l'hanno fatta quelli dell'ISPRA , i soliti italiani che non si fanno mai i fatti loro hanno fatto solo il loro lavoro e hanno fatto benissimo a pubblicare i dati.
Ovviamente è una battuta. In particolare l'incarico era stato dato perchè già c'erano dei sospetti e , come al solito, poi tutto era rimasto lettera morta perchè chi diede loro l'incarico si trovò tra le mani la patata bollente e o non volle o non potè o fu convinto a lasciar perdere. Tutto fini nella rete e quelli dell'ente USA ........
Caro, parlo per cognizione di causa.

In risposta al messaggio di Giovanni del 26/09/2015 alle 16:13:05
Queste sono le conseguenza dell'ambientalismo di professione. Dove sono ora quegli ambientalisti che volevano il diesel a tutti i costi, anche dietro le sfumate dei carri da morto della Volvo? Il diesel fa un po' di fumo,ma non inquina... dicevano. Via le macchine a benzina, che inquinano, su con il diesel: Non vi ricordate più? Io mi ricordo bene! E la stessa patacca fra un po' la scopriremo sulle energie alternative... spero di esserci quando sarà. Per esempio, il Fap, grande passo avanti dell'ambientalismo di professione: il diametro delle polveri sottili del mio Euro 4 (e dei vostri euro 0...4) hanno una dimensione tale da essere intercettati e bloccati prima di arrivare ai polmoni; l'Euro 5 con il Fap incamera le polveri sottili e quando rigenera il Fap le 'brucia' espellendole ad una dimensione ridotta tale da non essere più intercettate e bloccate prima di arrivare ai polmoni. Birbi, eh! Se gli ambientalisti di professione (ricordate il pecoraro?), invece di chiacchierare e provocare danni, fossero impiegati per pulire i fossi, i letti dei fiumi, il sottobosco, eliminare l'edera avvinghiata agli alberi (destinati a morire tutti fra qualche decennio), a quest'ora vivremmo in un'ambiente senz'altro meno inquinato e meno pericoloso di come ci hanno costretto a ridurlo. Se le energie spese per le loro bizzarre idee fossero state impiegate per verificare l'applicazione delle norme esistenti, avremmo avuto un bel vantaggio! Ma gli ambientalisti di professione sarebbero stati disoccupati. Immaginate: hanno denunciato mio cugino perché potava gli ulivi del suo terreno ubicato dentro un parco. Si può essere più intelligenti? Ogni volta che vedo una ferrovia, ovunque essa sia, mi dico sempre: 'fortuna che quando l'hanno costruita non c'erano gli ambientalisti, a quest'ora non avremmo avuto un chilometro di strada ferrata.' Giovanni.
Certamente le Euro 0 inquinavano di più delle Euro 4. Il particolato che esce dai vecchi motori diesel si vede con gli occhi ma le particelle pm10 non si vedono, quindi occhio non vede e cuore non duole. Purtroppo hanno detto il particolato fa male, ed è vero, senza testare quello che sarebbe stato prodotto successivamente dai motori diesel e benzina.
