Un Papa ... da non dimenticareid="red">
Credo, che per tutti quelli della mia generazione Papa Giovanni Paolo II sia stato il Papa buono. E’stato il papa itinerante, che amava i bambini, che aveva straordinarie doti comunicative, che sapeva parlare ai giovani, così lontano dai vecchi papi arroccati nel Vaticano o a Castelgandolfo.
Difficilmente qualcuno tra noi non lo ha incontrato, anche soltanto per semplice curiosità, e la mia ammirazione và oltre la sua figura ecclesiastica, è stato il papa che ha promosso la caduta del regime comunista da Solidarnosh alla fine del muro di Berlino, dell’avvicinamento tra le varie religioni ad Assisi, delle scuse per il mancato aiuto agli Ebrei espresso al muro del pianto
di Gerusalemme e l’elenco potrebbe continuare a dismisura…
Il suo viso sorridente è rimasto indelebile tra i miei ricordi, anche quando era più forte la sua immagine sofferente degli ultimi anni di pontificato, allora mi ha insegnato la forza del dolore e non la vergogna della malattia.
Probabilmente la mia è una ammirazione , forse di parte, due dei miei figli portano il suo nome infatti, ma non ricordo una figura uguale, nello scorso secolo, tale da suscitare il mio interesse e la mia ammirazione.
Ho conosciuto una suora comunista e conosco cosiddetti cristiani praticanti da definire piuttosto attori della domenica che non veri credenti… ma questo non mi
scalfisce, la mia identità è frutto di riflessione, di osservazione e di fede, non di gossip del dì di festa.
Osservo spesso i miei alunni, vergognarsi di far il degno della croce quando entriamo in qualche chiesa in visita didattica ed aggirarsi tra le navate come al centro commerciale, non credono in nulla, anzi mi sbaglio, forse una parte crede, ma non lo ammetterà mai tra i suoi coetanei.
Quando parlo di storia contemporanea, parlo loro di questo papa, della svolta epocale che nell’ultimo novecento ha innescato, della sua forza, della sua profonda spiritualità, e spero sempre che in loro rimanga una traccia delle mie parole, che li faccia un po’ pensare, incuriosire e svegliare dalla quella ipocrita afasia che amano mostrare.
Nulla rompe più i miei timpani del loro silenzio, del loro mancato chiedere, perché queste generazioni ancora così giovani ed inesperte pensano di sapere già tutto e non si domandano il perchè di nulla.
Il nostro mestiere è DOCERE, condurrè gli alunni alla riflessione, la loro e non la nostra, a valorizzare le potenzialità dei giovani, così come dagli insegnamenti di questo Papa, beato in tempi da record.. Sta a noi indicare le strade da seguire ed a loro seguire quella più opportuna e giusta…
Il nozionismo è solo fine a se stesso, non dimentichiamo mai di essere anche educatori…
Ed ai ragazzi ricordiamo che:
“Non appiattitevi nella mediocrità, non vivete solo a metà. Prendete in mano la vostra vita e fatene un autentico e personale capolavoro.” (Incontro con i giovani della Sardegna,Cagliari, domenica 20 ottobre 1985).
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"Mi son seduta sul bordo della vita e con i piedi a penzoloni ho guardato l'infinito respirando il suo profumo..."
Modificato da Cicipiccolini il 05/05/2012 alle 18:22:47