Inserito il 22/03/2011 alle: 23:27:01
Provate a fare un passo indietro...forse anche più di uno, anni '70, grossi quartieroni di periferia delle grandi città di allora.
Io ero un bambino allora e vivevo li, giocavo in cortile tutti i pomeriggi, d'estate, d'inverno, con ogni tempo, la bici, il pallone, la battaglia indiani contro caubois[:D], e la merenda sempre alla stessa ora quando, come degli orologi sincronizzati, battaglioni di bambini iniziavano a catena a chiamare a squarciagola "MAMMA, MAMMAAA, MAMMAAAAAAAAAAA, MI BUTTI LA MERENDAAA?".
E miglioni di panini con la marmellata o con la mortadella venivano lanciati dai balconi e dalle finestre.
Avete camminato abbastanza a ritroso?
Ve li ricordate quei suoni?
Alla mattina, quando ero a casa da scuola, mi ricordo che arrivava sempre un autocarro carico di frutta e verdura e un ometto iniziava a chiamare tutte le massaie..."VERDURAAAA, FRUTTAAAA, PRIMIZIEEE, FRAGOLEEEE...FRAGOLONIIIII...DONNECORRETEEEEEE..."
Quello era il segnale!
Erano le 10,00 ed era quello l'orario delle chiacchiere!
Con la mamma uscivo sul pianerottolo e assieme alle vicine scendevamo a fare acquisti.
"Buongiorno signora Maria, come stà sua sorella oggi?
"E il figlio del signor Carmine è poi tornato dalla Germania?"
"Si,si, anche con una bella sorpresa, la moglie è incinta, lo aspettavano da tanto!"
"E tu Stefano, li fai i compiti? Sento che fai arrabbiare ogni tanto!"
"Sa, io ho preparato una borsa con i vestiti che a mio figlio non vanno più bene, c'è la signora del 5° piano che penso ne abbia bisogno, con tutti quei figli...non vorrei offendere..."
"...mamma, andiamo...?"
"Questi bambini, crescono così in fretta!"
"Pensavo di fare del minestrone, la stagione è già un pò calda ma è buono anche freddo con il pane secco tagliato fino...poi anche delle patate, che voglio fare uno sformato, mi è avanzata della mortadella e non posso certo buttarla!" "Con quello che costa la roba!"
"A proposito, il marito della signora Edda, quello che lavora in fabbrica, si quello che fa i turni, lei sa se fa qualche lavoretto di elettricista?"
"Io cucio qualcosa, senta in giro se c'è bisogno, quando il bimbo è a scuola posso fare dei lavoretti".
"Dai mamma, andiamo...?"
"Insomma Stefano, sto parlando!"
"Bla,bla,bla..."
"E ancora bla,bla..."
"...mammaaaa..."
Un capannello di persone, attorno a quel fruttivendolo ambulante, un microcosmo di emozioni scambiate, di semplicità e schiettezza.
Il quartiere, una mega area di sosta, senza camper o camperisti ma con case piene gente genuina con sogni itineranti proiettati verso un futuro, il nostro, il mio, quello che ora è già il mio "passato" ma ha costruito, ci ha plasmato e reso adulti.
Quei discorsi dei grandi, ascoltati al mercato, nelle piccole botteghe che ora non esistono più, dove, non di rado, qualche anziano aveva la sua sedia fissa e stava lì a godersi un pò di compagnia gratuita data dal buon cuore della gente comune, sono seviti ad apprezzare quello che non avevamo e che non eravamo.
Sono serviti ad avere la certezza che, se ancora ci fossero e se ancora fossero realmente così genuini e spontanei come quelli, avremmo più considerazione del nostro prossimo, delle persone che incontriamo e che adesso, siamo portati ad ignorare.
Ve l'ho gia detto, a me la gente piace...nonostante tutto...