CAPIRE TU NON PUOI...
Rientriamo in rimessaggio dopo una giornata passata al lago dei cigni: pochi minuti prima delle 20 mentre l'orologio del cruscotto segna le 21 passate. Si sa...i Daily che spingono da dietro sono un pochino più avanti delle meccaniche avanti. Nebbia e buio pesto al basilico fresco, quando scorgiamo un mansardato posteriore doppio asse anteriore modello unico tipo Tyrrel F1 anni '70 che viaggia a zig zag a fari spenti completamente tranne che la spia del frigorifero pentavalente.
Lampeggiamo educatamente, pensando che magari la persona alla guida è impegnata in un brindisi e che scorgendoci nello specchietto possa riconoscere la nostra sagoma di ingombranti vinaioli colleghi. No, prosegue. Altro lampeggio anche perché siamo su di un tratto di strada molto trafficata e a quadruplo senso di marcia in una corsia sola ridotta causa lavori. Ultimo tentativo di lampeggio prolungato con strombazzata di trombe di eustachio (un nostro amico elettrauto specializzato in trombate camperistiche che ci presta le trombe quando capisce che vogliamo trombare)
E finalmente notiamo che si ferma, però in mezzo alla corsia, tirando giù il finestrino e facendo spuntare il dito che non è mai “indice” di buona educazione ma conosciuto come “medio” in ogni singola occasione.
Accostiamo col pigiama a coste larghe e notiamo intanto che il mastodonte ha la targa in prova della ditta di noleggio e ancora appiccicati gli adesivi dell'offerta fiera di Parma: un generatore a miscela al prezzo di una punta di parmigiano stagionato 36 mesi e un tendalino antineve col piumone danese incorporato. Poi che alla guida c'è una signora, si direbbe, anzi diciamocevolo piuttosto avanti con gli anni, calli, rughe e verruche. Vestita sommariamente alla parmigiana, cioè da lasagna di sottile maglietta fina tanto stretta che s'immaginava tutto e quell'aria da nonnina che da giovane chissà che vita aveva fatto...
Senza chiedere ne l'età ne la ex professione perchè ora da poco in pensione, le facciamo molto educatamente notare che sta viaggiando al buio e non proprio in maniera rettilinea. Che poi abbia frequentato la nostra vigna potrebbe anche essere. Tanti sono i campertristi arrivati fin lassù e poi ridiscesi allegri e ben riforniti.
Ma all'improvviso senza suonare il campanello arriva tra folate di nebbia il suo vaffa, meglio dire... andate a prendervelo... Eh, no, non ci siamo mica ragazza tre assi.
Senta bella signora dalle unghie variegate, lo sa che sta viaggiando pericolosamente a fari spenti? Ha qualche problema? E lei... “Io no, e voi?” Non ci aspettavamo questa risposta. E oltre a quello, c'è per caso dell'altro, tipo... ha la patente? E' la prima volta che guida un camper, oppure, lo sa che di notte i fanali non sono optional? E ancora, ma per caso lei beve di solito la sera quando si mette alla guida?
Altro variopinto vaffa ma stavolta in “de vulgari eloquentia dantesco” da parte della collegiale... accompagnato da un... “fatevi i cavoli vostri”, frase che non prevede però l'uso di tale ortaggio.
Ecco che dietro di noi si forma una fila... spazientita? No, oseremmo dire di mozzarella imbufalita. Ma la scena è davvero eloquente: il mansardato fermo a cavallo della prateria mezzana della strada, a luci spente ma generatore acceso e tendalino sospeso. Noi costretti a rasentare il muro con i led diurni e notturni e le 16 frecce d'emergenza. (non abbiamo badato a spese quando l'abbiamo ristrutturato senza pretese)
E dietro, la carica dei bisonti. Il primo bulgaro della fila scende in calzoncini corti e sciavatte chiedendo se ci sono problemi. Un altro, iracheno con la tuta mimetica ricomincia a parlar male della categoria itinerante. Il terzo, ungherese con stivaletti di pelle bianca, barba e capelli neri lunghi in vita e raccolti con catena da neve arrugginita dietro le chiappe chiodate, sentenzia: saranno fratelli tzigani. Un altro ancora, vestito di cashmere color fumo di lontra con Bentley sponsorizzata “Hotel Royal – Montego Bay ripete convinto: si saranno fermati per scaricare in mezzo la strada, li conosco sti pidocchiosi sozzoni.
In mano ha un bastone di duro legno africano con diverse tacche: pensiamo siano state le “sue” vittime camperistiche.
E noi tranquilli come rapaci in gabbia: “Rivolgetevi pure alla signorina... magari guidare no, ma di sicuro sa parlare...“ rispondiamo consapevoli di essere poco spiritosi mentre lei spara altre intenzioni di mandarci a... depurare l'organismo. E' un insulto unico. Infatti noi e la folla capiamo che davvero la signora non sia tutto nel suo, come si suol dire, ma neanche in casa d'altri.
Si forma un campanello... di gente attorno al mansardato. Anche l'altra mezza corsia è rallentata dall'ostacolo. Un drogato in bicicletta sert-assistita chiede se la roba è buona, vista la ressa. Poi si informa su dove la vecchietta tiene la borsetta mentre tutti chiedono a noi cosa successo. Non l'abbiamo ancora capito, è la risposta, ma l'arzilla damigella ci precede prontamente... “fatevi gli affaracci vostri ...”
Dietro, una fuoristrada inchioda e si mette di traverso entrando in un cartellone pubblicitario che consigliava degli acquisti con forti scontri... ne scende una giovane donna con una borsa in mano. “Sono un medico” dice alla folla, “lasciatemi cantare, con il bisturi in mano.” E si avvicina alla signora chiedendole se va tutto pene. Risposta: “sì prima che arrivassi te... strunsa...” La dottoressa non si da per vinta. Forse capisce più di noi con chi ha a che fare. Chiama il 118 parlando direttamente con un suo collega della psichiatria infantile spiegando la brutta piega che sta prendendo la situazione.
Intanto il traffico si è definitivamente bloccato e le dure proteste salgono lungo i monti, scavalcandoli e tornando dalla pianura amplificate. In lontananza si vedono i lampeggianti dell'ambulanza che arriva preceduta da un auto della polizia e seguita dalla furgonetta dell' accalappiacani della pro loco. La dottoressa parla con i sanitari e con i poliziotti e abbaia con l'inserviente che replica indispettito: “Lasciatemi accalappiare con il cappio in mano,lasciatemi catturare quella specie di alano, o almeno lasciatemi tentare, perché ne sono fiero, sono un italiano, un immigrato vero...
Ma mentre succede tutto ciò la vecchietta ancorata al suo sedile con le bretelle mette improvvisamente in moto e riparte, modificando da subito la fiancata di un Doblò bianco fermo nell'altra corsia. Poi non contenta strisciando contro il guard-rail e portandosi a casa la portiera di di una Punto rimasta porta a porta con la porta aperta e per finire dando una bella botta all'ambulanza trasformandola da Ducato a Renault Master... seconda serie.
I poliziotti presi alla provvista ingoiano il boccone e si buttano all'inseguimento lasciando sul posto centosessanta euro di gomme termiche e alla fine della discesa ardita e la risalita, su nel cielo aperto e poi giù al coperto e poi ancora in alto con un grande salto riescono a bloccarla non senza fatica.
Noi non sentiamo più niente perché siamo abbastanza lontani ma dopo tredici chilometri circa li raggiungiamo. Il mansardato fuma vistosamente nuocendo gravemente alla salute, la sua e quella degli altri. Inutile dirgli di smettere perchè costruito con legname e polistirolo cinese, assolutamente predisposti al falò. Faticano anche i vigili del fuoco per la mancanza d'acqua e di sicuro noi non possiamo aiutarli. Nel gavone abbiamo solo del moscato e qualche bottiglia di sangiovese, un amico curato e diventato santo che frequentiamo spesso nella sua canonica enoteca.
La signora ora è seduta con i soli collant sgualciti a cavalcioni sul muretto dello spartitraffico con le tette che toccano terra è trattenuta a stento dai poliziotti. Arriva anche la dottoressa che cerca di prendersi cura di lei, ma questa scalcia e insulta chiunque osi avvicinarla. Cercano in tutti i modi di farla salire sull'ambulanza nel frattempo riparata e riverniciata. Un piccolo attimo, un'inezia di tempo e l'arzilla vecchietta, scende dal cavalcavia, attraversa la strada di corsa mettendosi alla guida dell'Alfa della Stradale. Accesa la sirena e infilata la retro attraversa sgommando l'incrocio di un senso vietato dandosi alla fuga.
Il giornale locale l'indomani mattina titola: Far West sulla provinciale. Una fin troppo arzilla vecchietta completamente nuda, credendo di poter guidare senza patente e che fosse sufficiente l'iscrizione a Col sotto mentite spoglie per condurre un camper, semina il panico rubando l'auto della polizia dopo aver provocato numerosi incidenti.
La sua folle corsa finisce nel greto di un torrente. Benché completamente fradicia e intirizzita dal freddo cantava a squarciagola ai soccorritori allibiti “ e guidare il camper come un pazza a fari spenti nella notte per vedere se poi e' tanto difficile stupire. E stringere il volante fra le mani per scappare da qualcuno che, è dentro me, ma nella mente tua, non c'è. Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi, emozioni “.
Per la cronaca la vecchietta rispondeva al nome di Lucia Battisti. Quando si dice, ma guarda te che combinazione.[;)]
santoydiabla
Modificato da santoydiabla il 01/10/2014 alle 20:12:11