Inserito il 05/10/2014 alle: 21:47:33
A Camillo non piaceva proprio il nome che portava sulle spalle da quando era nato. Lui avrebbe voluto chiamarsi Ranaboldo o in second'ordine Lucertolo perchè amava in modo particolare rane e lucertole. Infatti da buon itinerante se le portava appresso nello zaino e nella canadese, che aveva cura di piazzare con il davanti al sole per la lucertola e il retro vicino ad un rigagnolo, uno stagno o un laghetto per la ranetta.
Aveva tutto l'occorrente per il loro mantenimento: i minuscoli pentolini, le ciotoline e la necessaria varietà alimentare per soddisfare ogni loro desiderio.
Quando arrivava in campeggio puliva con cura il posto assegnato, tagliava l'erba rasata e collocava pietre di varie misure per la lucertolina e addirittura una piccola barchetta di cartone nell'acqua per la sua ranetta. I bambini ne andavano pazzi e se li ritrovava tutti attenti e seduti a semicerchio davanti alla sua tendina, intenti a seguire con interesse gli spostamenti delle due bestioline che sicuramente avevano intuito di destare parecchio interesse.
Il bello è che i genitori dei bambini davano loro monetine e a volte addirittura qualche biglietto di banca da depositare nella ciotola di terracotta che Camillo lasciava in un angolo defilata. Camillo non chiedeva, non elemosinava, non disturbava nessuno. Quando sentiva il tintinnìo delle monetine sorrideva sapendo che con quei pochi spiccioli avrebbe potuto continuare a offrire piacevoli vacanze a quelle due creature che per lui erano molto più di due figlie.
Ma un tardo pomeriggio domenicale si presentarono due tizi, anzi tizio e caio, rappresentanti del governo settore entrate tributarie. Chiesero a Camillo il registro dei corrispettivi e il libretto matricolare del registratore di cassa.
Camillo si guardò intorno smarrito cercando di spiegare che lui non aveva niente di quanto richiesto, che non era mica un commerciante, un artigiano o un artista, seppure di spettacolo itinerante, che le sue due creature non erano a libro paga & contributi. Insomma non capiva. Tizio e caio, stilarono un verbale lungo come il viale del campeggio a mare, intimandogli di presentarsi in ufficio entro le 24 ore per pagare le sanzioni, che risultavano davvero sproporzionate e inique.
Camillo quella notte pianse. Non era abituato ad essere considerato un evasore. Lui era un semplice operaio di una ditta di accessori per camper e come tale pagava le tasse fino all'ultima lira. La mattina presto ritirò le sue cose, pagò il soggiorno e inforcò il suo zaino con la tenda e le due gabbiette per le sue bestioline.
Era Lunedì e come sempre puntualissimo timbrò la cartolina ma i compagni di lavoro notarono che non era il solito simpaticone. Ahò, Camì ecchettesuccesso? Stai a intristì tuta la fabrica. Camillo non rispose: pianse. Un'impiegata sconvolta corse su per le scale fino in direzione urlando: Camillo piange, dev'essere successo qualcosa di grave. Aiutatelo per favore.
Non avevano mai visto Camillo in lacrime. Lui poi era felice di come viveva, single ma non dimenticato. Aveva tanti amici e tante amiche e soprattutto un'amica che era molto di più. Non conviveva sotto lo stesso letto perché lui era nato itinerante e non stanziale, ma si vedevano spesso nelle sere di luna piena o luna crescente. In quelle di calante no, perchè lui non voleva disturbare in quei giorni... anzi in quelle notti.
I titolari, due fratelli siamesi a pelo corto molto perbene, onesti, corretti e gran lavoratori scesero di corsa le scale e si sedettero nel cortile dello stabilimento vicino al loro povero dipendente, attorniato da tutta la manovalanza che aveva temporaneamente sospeso il lavoro. E si fecero raccontare l'accaduto.
Camì, non preoccuparti dissero. Andiamo noi in ufficio e pagheremo la multa. Stai tranquillo. Camillo si sentì sollevato, si infilò la tuta e riprese il lavoro.
A mezzogiorno in punto lo chiamarono in direzione. Uno dei due titolari con aria mesta gli dice che purtroppo la multa è salatissima. In pratica sei mesi di stipendio. Ma che ha contattato i legali della azienda per fare opposizione o per l'eventuale ricorso. Stai tranquillo,ci pensiamo noi.
Ma Camillo non si diede pace. Essendo itinerante seppur non possedendo un camper si iscrisse a Col per avere qualche autorevole parere in merito. Gli risposero con i più disparati argomenti, gli infilarono discorsi extra, si lamentarono del suo comportamento mentre altri ricorrevano alle leggi per spiegare cose che non c'entravano niente e addirittura qualcuno gli raccontò dei suoi viaggi e di quanto era lungo e profumato il proprio camper. Mentre altri suggerivano un generatore da zaino e altri due lo insultarono incolpandolo, perché in traghetto uno di loro aveva osato accendere il frigo a gas.
Tutti parteciparono: una cuoca specialista in dolci salati gli raccomandò un tipo di farina, mentre una filosofa scamperata di chiara fame pensò di raccontargli le sue cose privatissime, quelle che ogni mese apparivano come per incanto e consigliava cosa fare per mettersi in mutua una decina di giorni quando le stesse cose si sarebbero manifestate sulla ranetta e sulla lucertolina. Solidarietà femminile, disse.
E un marpione pluristellato cercò di aizzare il buon Camillo intimandogli di astenersi di presentarsi sul forum come “ salve, sono nuovo. Avrei 1300 euro di budget, ho visto a Parma sul piazzale un rexosline con annessa cagnolina motorizzata Iveco gemellato con cartello vendesi. E' del 2013. Secondo voi perchè lo venderebbe? E la cifra disponibile per l'acquisto è sufficiente? Sapete, non vorrei trovarmi infiltrato dopo averlo pagato.
Infilazatelo... fu la risposta comune di quelli che si radunavano per grigliarsi...[:D]
Finalmente in un post molto alcolico una coppia molto ben bevuta, diede a Camillo una risposta saggia: Comprati un buon usato mansardato, su transit aspirato gemellato e senza le diavolerie di moda. Con quella cifra non lo troverai, ma se chiedi a qualche rom se possono procurartelo, vedrai che sarai presto accontentato. E con 1300/1500 in contanti te lo faranno trovare sotto casa e senza altra formalità se non quella di riempire il serbatoio e telefonare al legittimo proprietario avvisandolo che da oggi per lui “nulla sarà più come prima” Digli che ti manda il nostro amico Zlatan. [;)]
Camillo nel giro di un paio di giorni si trovò sotto casa quanto promesso da Zlatan. Un rombimbo alto come mezzo soldo di caciocavallo tzigano quel pomeriggio si presentò per la riscossione e chiese a Camillo se gli interessavano pure libretto e assicurazione.
Certo che sì, rispose Camillo. Ma quanto mi costerà? Oh, solo una piccola mancia per me. Il sindaco della città che ci ospita ha un conoscente che falsifica i documenti, come ha fatto per tutti noi. E con il timbro ufficiale non avrai mai più problemi. Vai in comune e parlagli. Digli che ti manda Zlatan.[V]
Camillo era entusiasta e appena ritirato il camper dal cortile contattò una ditta di import-export la quale provvide con sollecitudine a inoltrare quanto richiesto. La mattina all'alba fece salire con fatica sul camper... i nuovi arrivati: Un enorme brontosauro al posto della lucertolina e un altrettanto spaventoso bufo marinus, un rospo gigante da paura.[:0]
Quel fine settimana tornò in quel campeggio. Davanti al camper tagliò per bene l'erbetta e parcheggiò il brontosauro mentre nel lago dietro sistemò una chiatta dell'agip con sopra l'enorme rospo. Tutti corsero a vederli, bambini, genitori, nonni. Un successo straordinario. Campeggio fuori stagione esaurito e gestori che non sapevano più dove mettere i soldi.
Anche la ciotola di Camillo ben presto si riempì di bigliettoni e lui se la rideva nella sua semplicità e bontà d'animo. Si sentiva finalmente realizzato.
Ma un tardo pomeriggio domenicale si presentarono due tizi: Anzi, tizio e caio dell'ufficio imposte e chiesero a Camillo il registro dei corrispettivi e il libretto matricolare del registratore di cassa, quello a corrente e non più a batterie visto che era in camper.
Camillo questa volta si guardò intorno divertito spiegando che lui non aveva niente di quanto richiesto, che non era mica un commerciante, ne un artigiano, ne un artista, seppure di spettacolo itinerante e che le sue due creature non erano a libro paga & contributi. E soprattutto disse: io essere rom...non capire, voi capire? Tizio e caio stilarono un verbale lungo come il viale del campeggio a mare, ma all'atto della consegna Camillo chiamò a voce alta il suo lucertolone brontosauro... Brontolo... venire qua subito. Chiedere cosa volere e se non capire... tu mangiare!! [:D]
Il giornale locale titolò in prima pagina. “L'ingordigia del fisco è stata sconfitta. Giustizia è fatta” Due funzionari delle tasse scomparsi nel ventre di un brontosauro. Si teme per la loro incolume fuoriuscita dalla porta posteriore. Il proprietario di etnìa rom aspetta con calma che ciò succeda perché vuole presentargli un altro suo amico: un certo rospo Rasputòn. Chiederà il condono e il sindaco della sua città firmerà con entusiasmo il suo totale appoggio...
Camillo rom non pianse più. Finalmente era diventato italiano a tutti gli effetti, con tutti diritti e nessun dovere. Parola di Zlatan !! [:)]
santoydiabla: il tutt'uno di noi due