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santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 05/10/2014 alle: 21:47:33
A Camillo non piaceva proprio il nome che portava sulle spalle da quando era nato. Lui avrebbe voluto chiamarsi Ranaboldo o in second'ordine Lucertolo perchè amava in modo particolare rane e lucertole. Infatti da buon itinerante se le portava appresso nello zaino e nella canadese, che aveva cura di piazzare con il davanti al sole per la lucertola e il retro vicino ad un rigagnolo, uno stagno o un laghetto per la ranetta. Aveva tutto l'occorrente per il loro mantenimento: i minuscoli pentolini, le ciotoline e la necessaria varietà alimentare per soddisfare ogni loro desiderio. Quando arrivava in campeggio puliva con cura il posto assegnato, tagliava l'erba rasata e collocava pietre di varie misure per la lucertolina e addirittura una piccola barchetta di cartone nell'acqua per la sua ranetta. I bambini ne andavano pazzi e se li ritrovava tutti attenti e seduti a semicerchio davanti alla sua tendina, intenti a seguire con interesse gli spostamenti delle due bestioline che sicuramente avevano intuito di destare parecchio interesse. Il bello è che i genitori dei bambini davano loro monetine e a volte addirittura qualche biglietto di banca da depositare nella ciotola di terracotta che Camillo lasciava in un angolo defilata. Camillo non chiedeva, non elemosinava, non disturbava nessuno. Quando sentiva il tintinnìo delle monetine sorrideva sapendo che con quei pochi spiccioli avrebbe potuto continuare a offrire piacevoli vacanze a quelle due creature che per lui erano molto più di due figlie. Ma un tardo pomeriggio domenicale si presentarono due tizi, anzi tizio e caio, rappresentanti del governo settore entrate tributarie. Chiesero a Camillo il registro dei corrispettivi e il libretto matricolare del registratore di cassa. Camillo si guardò intorno smarrito cercando di spiegare che lui non aveva niente di quanto richiesto, che non era mica un commerciante, un artigiano o un artista, seppure di spettacolo itinerante, che le sue due creature non erano a libro paga & contributi. Insomma non capiva. Tizio e caio, stilarono un verbale lungo come il viale del campeggio a mare, intimandogli di presentarsi in ufficio entro le 24 ore per pagare le sanzioni, che risultavano davvero sproporzionate e inique. Camillo quella notte pianse. Non era abituato ad essere considerato un evasore. Lui era un semplice operaio di una ditta di accessori per camper e come tale pagava le tasse fino all'ultima lira. La mattina presto ritirò le sue cose, pagò il soggiorno e inforcò il suo zaino con la tenda e le due gabbiette per le sue bestioline. Era Lunedì e come sempre puntualissimo timbrò la cartolina ma i compagni di lavoro notarono che non era il solito simpaticone. Ahò, Camì ecchettesuccesso? Stai a intristì tuta la fabrica. Camillo non rispose: pianse. Un'impiegata sconvolta corse su per le scale fino in direzione urlando: Camillo piange, dev'essere successo qualcosa di grave. Aiutatelo per favore. Non avevano mai visto Camillo in lacrime. Lui poi era felice di come viveva, single ma non dimenticato. Aveva tanti amici e tante amiche e soprattutto un'amica che era molto di più. Non conviveva sotto lo stesso letto perché lui era nato itinerante e non stanziale, ma si vedevano spesso nelle sere di luna piena o luna crescente. In quelle di calante no, perchè lui non voleva disturbare in quei giorni... anzi in quelle notti. I titolari, due fratelli siamesi a pelo corto molto perbene, onesti, corretti e gran lavoratori scesero di corsa le scale e si sedettero nel cortile dello stabilimento vicino al loro povero dipendente, attorniato da tutta la manovalanza che aveva temporaneamente sospeso il lavoro. E si fecero raccontare l'accaduto. Camì, non preoccuparti dissero. Andiamo noi in ufficio e pagheremo la multa. Stai tranquillo. Camillo si sentì sollevato, si infilò la tuta e riprese il lavoro. A mezzogiorno in punto lo chiamarono in direzione. Uno dei due titolari con aria mesta gli dice che purtroppo la multa è salatissima. In pratica sei mesi di stipendio. Ma che ha contattato i legali della azienda per fare opposizione o per l'eventuale ricorso. Stai tranquillo,ci pensiamo noi. Ma Camillo non si diede pace. Essendo itinerante seppur non possedendo un camper si iscrisse a Col per avere qualche autorevole parere in merito. Gli risposero con i più disparati argomenti, gli infilarono discorsi extra, si lamentarono del suo comportamento mentre altri ricorrevano alle leggi per spiegare cose che non c'entravano niente e addirittura qualcuno gli raccontò dei suoi viaggi e di quanto era lungo e profumato il proprio camper. Mentre altri suggerivano un generatore da zaino e altri due lo insultarono incolpandolo, perché in traghetto uno di loro aveva osato accendere il frigo a gas. Tutti parteciparono: una cuoca specialista in dolci salati gli raccomandò un tipo di farina, mentre una filosofa scamperata di chiara fame pensò di raccontargli le sue cose privatissime, quelle che ogni mese apparivano come per incanto e consigliava cosa fare per mettersi in mutua una decina di giorni quando le stesse cose si sarebbero manifestate sulla ranetta e sulla lucertolina. Solidarietà femminile, disse. E un marpione pluristellato cercò di aizzare il buon Camillo intimandogli di astenersi di presentarsi sul forum come “ salve, sono nuovo. Avrei 1300 euro di budget, ho visto a Parma sul piazzale un rexosline con annessa cagnolina motorizzata Iveco gemellato con cartello vendesi. E' del 2013. Secondo voi perchè lo venderebbe? E la cifra disponibile per l'acquisto è sufficiente? Sapete, non vorrei trovarmi infiltrato dopo averlo pagato. Infilazatelo... fu la risposta comune di quelli che si radunavano per grigliarsi...[:D] Finalmente in un post molto alcolico una coppia molto ben bevuta, diede a Camillo una risposta saggia: Comprati un buon usato mansardato, su transit aspirato gemellato e senza le diavolerie di moda. Con quella cifra non lo troverai, ma se chiedi a qualche rom se possono procurartelo, vedrai che sarai presto accontentato. E con 1300/1500 in contanti te lo faranno trovare sotto casa e senza altra formalità se non quella di riempire il serbatoio e telefonare al legittimo proprietario avvisandolo che da oggi per lui “nulla sarà più come prima” Digli che ti manda il nostro amico Zlatan. [;)] Camillo nel giro di un paio di giorni si trovò sotto casa quanto promesso da Zlatan. Un rombimbo alto come mezzo soldo di caciocavallo tzigano quel pomeriggio si presentò per la riscossione e chiese a Camillo se gli interessavano pure libretto e assicurazione. Certo che sì, rispose Camillo. Ma quanto mi costerà? Oh, solo una piccola mancia per me. Il sindaco della città che ci ospita ha un conoscente che falsifica i documenti, come ha fatto per tutti noi. E con il timbro ufficiale non avrai mai più problemi. Vai in comune e parlagli. Digli che ti manda Zlatan.[V] Camillo era entusiasta e appena ritirato il camper dal cortile contattò una ditta di import-export la quale provvide con sollecitudine a inoltrare quanto richiesto. La mattina all'alba fece salire con fatica sul camper... i nuovi arrivati: Un enorme brontosauro al posto della lucertolina e un altrettanto spaventoso bufo marinus, un rospo gigante da paura.[:0] Quel fine settimana tornò in quel campeggio. Davanti al camper tagliò per bene l'erbetta e parcheggiò il brontosauro mentre nel lago dietro sistemò una chiatta dell'agip con sopra l'enorme rospo. Tutti corsero a vederli, bambini, genitori, nonni. Un successo straordinario. Campeggio fuori stagione esaurito e gestori che non sapevano più dove mettere i soldi. Anche la ciotola di Camillo ben presto si riempì di bigliettoni e lui se la rideva nella sua semplicità e bontà d'animo. Si sentiva finalmente realizzato. Ma un tardo pomeriggio domenicale si presentarono due tizi: Anzi, tizio e caio dell'ufficio imposte e chiesero a Camillo il registro dei corrispettivi e il libretto matricolare del registratore di cassa, quello a corrente e non più a batterie visto che era in camper. Camillo questa volta si guardò intorno divertito spiegando che lui non aveva niente di quanto richiesto, che non era mica un commerciante, ne un artigiano, ne un artista, seppure di spettacolo itinerante e che le sue due creature non erano a libro paga & contributi. E soprattutto disse: io essere rom...non capire, voi capire? Tizio e caio stilarono un verbale lungo come il viale del campeggio a mare, ma all'atto della consegna Camillo chiamò a voce alta il suo lucertolone brontosauro... Brontolo... venire qua subito. Chiedere cosa volere e se non capire... tu mangiare!! [:D] Il giornale locale titolò in prima pagina. “L'ingordigia del fisco è stata sconfitta. Giustizia è fatta” Due funzionari delle tasse scomparsi nel ventre di un brontosauro. Si teme per la loro incolume fuoriuscita dalla porta posteriore. Il proprietario di etnìa rom aspetta con calma che ciò succeda perché vuole presentargli un altro suo amico: un certo rospo Rasputòn. Chiederà il condono e il sindaco della sua città firmerà con entusiasmo il suo totale appoggio... Camillo rom non pianse più. Finalmente era diventato italiano a tutti gli effetti, con tutti diritti e nessun dovere. Parola di Zlatan !! [:)] santoydiabla: il tutt'uno di noi due
santoydiabla
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Inserito il 06/10/2014 alle: 20:14:41
Marialaila amava davvero essere libera. Mai costretta. Viveva il suo tempo il più possibile nella sua splendida nudità integrale. Laureata in filologia romanza, scienza che studia le lingue neolatine e tutto quanto possa essere scritto in quelle lingue, di solito si intravvedeva intenta nel suo lavoro linguistico sdraiata sul materassino in terrazza incurante del bello e cattivo tempo che come leggiamo sul forum, non dura tutto il tempo.[;)] Il padre, Pinin, battilastra, che aveva sudato ore e fatica per farla studiare si rammaricava di cotanta intelligenza a dispetto di un carattere intraprendente che manifestava rifiutando il benché minimo quadrettino di stoffa sulla sua pelle di luna piena. La madre di Marialaila era fuggita con un camperista semintegrale a passo molto lungo, quasi strisciante. Naturalmente fuori peso e misura e per questo ambito da tantissime donne che in sosta, siano esse state di area o di campeggio o meglio ancora in libera, s'intrufolavano nottetempo sotto cotanto gavone per deliziarsi con il telaio, che non era alko ma di certo molto allungato. [:0] Padre e figlia non andavano molto d'accordo neanche sul vino a pranzo e la situazione stava davvero precipitando nella vinaccia. Conoscevamo Pinin da quando ci eravamo rivolti a lui per la riparazione del mandorlato del gavone che con rara abilità aveva modellato a mano riuscendo a dare forma di antica botte comprensiva di rubinetto d'epoca. Un'opera d'arte in esclusiva che faceva ingelosire gli amici camperisti dotati di banali damigiane in vetro e paglia o peggio ancora di canistri in plastica da dove poter attingere i nettari conviviali. Una sera con la scusa di controllare il lavoro, complice una bottiglia di ramandolo sperimentale di nostra produzione, si lasciò andare. Sul pavimento. Preoccupati cercammo di tirarlo su ma ci parve marmorizzato e stavamo per telefonare all'impresa funebre quando di colpo si risvegliò chiedendoci un'altra bottiglia. Fummo ben felici di portargliela: avevamo ritrovato un amico che pensavamo già sotterrato. Ci raccontò di sua figlia e delle sue stravaganze. Disse che lavorava molto e che di clienti ne aveva a centinaia. Tutte donne. Ci chiedemmo il come mai, ma uno di noi due pestò l'alluce dell'altro e allora capimmo. Beh! Che c'è di strano. Anzi... si disse. Ci arrivò un altro pestone senza sapere da dove... Ma lui disapprovava totalmente. Senti Pinin, lei è una bellissima ragazza, molto intelligente, felice e contenta, guadagna bene ed è molto ricercata, si sente davvero realizzata e cosa vuoi di più dalla vita? Un Trigano? [:D] Cosa mi consigliate, disse mentre scolava la quarta bottiglia questa volta di amarone. Era amareggiato e lo si beveva... Ci venne in mente, sapete, di quei momenti euforici che paiono privi di sostanza, ma che poi in pratica sono il serbatoio di idee rivoluzionarie. Senti Pinin, la casa è vostra, giusto? La carrozzeria sottostante il terrazzo dove Marialaila “lavora” anche, vero? Bene, allora modificala così. Una grande vetrata al piano terreno e all'interno un arredamento molto ricercato, tutto bianco. Elegantissimo nella sua semplicità. Un letto enorme pluri piazza rotondo e girevole; specchi a profusione e intorno al letto una piscina che lo avvolga completamente ma fatta di vetro trasparente dove possano sguazzare le clienti in attesa. A las cinco de la tarde de todos los dias feriales... un gioco di luci annuncerà l'insolito spettacolo. Ed ecco che comparirà Marialaila avvolta in provocanti veli mossi da appositi soffioni a parete. Musica in sottofondo e luci diffuse. Nel contempo le amiche clienti gireranno in tondo al lettone nuotando come pesci tropicali nell'apposita piscina e poi come nelle fiere di una volta... si calerà la coda a forma di cactus e chi la beccherà avrà diritto ad una.... ( da google maps: Lecco: amena cittadina lacustre nota per l'utilizzo inconsueto del proprio dialetto. Leggi lingua.) gratuita e che tua figlia provvederà a soddisfare completamente. [:0] Non facciamo però i camperisti da raduno: nessun applauso per carità. Solo tanta ammirazione per la prestazione. E io cosa c'entro, disse Pinin brandendo un bottiglione di Nero d'Avola. Eh beh! Caro Pinin tu devi tenere aperta la carrozzeria specializzata. Specializzata? Sì in riparazione camper. Oh, bella, e perchè?... chiede con innocenza il Pinin. Ma per un motivo molto semplice... E' molto probabile che un camper, vuoi per le dimensioni, vuoi per fattori estranei, o atmosferici, grandigeni o vandalici, sempre più frequenti o per incapacità di guida, che abbia bisogno di alcuni lavoretti di carrozzeria. Giusto? E allora facciamoli venire da te, nella tua carrozzeria e mentre esegui la riparazione, farai accomodare i proprietari in un comodissimo sofà sistemato davanti alla vetrata dove opera tua figlia... capito? E noi saremo lì per offrire un calice del nostro vino.[8D] Avresti lavoro per i prossimi trent'anni, non credi? Avete ragione, ma se poi le mogli dei camperisti venissero a sapere che i loro compagni hanno falsi camper fallati e infiltrati e che devono sempre essere messi a posto almeno una volta la settimana, cosa potranno dire? Niente Pinin. Qualcuna dirà che hanno risparmiato troppo sull'acquisto e che si sono messi in casa un catorcio. Altre diranno che il proprio compagno alla guida lascia molto a desiderare. Altre ancora malediranno la tempestata in Sardegna di due anni fa, oppure la troppa neve a Cortina che ha sfondato il tetto. Insomma saranno contente che i loro compagni e mariti, si rechino in carrozzeria con frequenza. Con quello che costano oggigiorno i veicoli itineranti. E se poi qualche consorte, moglie o compagna decidesse di venire lei personalmente in carrozzeria? racconta uno spaventato Pinin. No problem, caro amico. Educatamente risponderai che tua figlia è molto impegnata e che dovrnno aspettare o ritornare dietro gradita prenotazione. Che te ne pare? [;)] Sulla statale 69 di Casalpusterlengo sul Lengo, i vigili riescono a fatica a smaltire l'intensissimo via vai di camper, tutti in fila e diretti verso la carrozzeria di Pinin, soprattutto verso le cinque del pomeriggio di tutti i giorni feriali. Alla guida uomini soli o con amici ma anche parecchie donne con relative amiche. Qualche nonno intrufolato di nascosto per non mancare allo spettacolo mentre le nonne rimaste a casa a fare la calza sparleranno tra di loro del nuovo mondo, che non capiscono ne approvano. Ai nostri tempi, ci racconta nonna Cesarina, i camper erano molto robusti, tutti in ferro e cemento. Non come questi moderni fatti di legno e polistirolo. Per forza poi i carrozzieri diventano tutti ricchi e tanto ricercati...[:D] Sapete, mio nipote poi è un maniaco. Tutti i venerdì sera quando esce dalla fabbrica porta il camper in carrozzeria. E' malato. Nonostante sia sposato lui vede buchi e righe dappertutto ... Mah! Che mondo sarebbe senza scodella...Su, riempitemela con del rosso e un po' di zucchero. Grassie![:p] santoydiabla: il tutt'uno di noi due
santoydiabla
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Inserito il 06/10/2014 alle: 22:15:52
[:D] Chi è che dis ch'el vin el fa mal [:D] [:D] l'è tutta gente, l'è tutta gente [:D] [:D] chi è che dis ch'el vin el fa mal [:D] [:D] l'è tutta gente de l'ospedal. [:D] [:D] Noi ne abbiam bevuto tanto [:D] [:D] e non ci ha fatto niente [:D] [:D] l'acqua sí che fa male [:D] [:D] il vino fa cantar... [:D] Buonanotte alcolici compagni di bevute, a domani
santoydiabla: il tutt'uno di noi due

Modificato da santoydiabla il 06/10/2014 alle 22:17:59
santoydiabla
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Inserito il 07/10/2014 alle: 20:51:09
Adalgisa ogni tanto ci aiutava in vigna. Arrivava presto, finiva presto e di solito non puliva il water. Era astemia come sua madre che l'aveva partorita in acqua. Quando ci vedeva bere, da soli o in compagnia scappava via perchè non sopportava la nostra allegria. Infatti era sempre nuvolosa e spesso temporalesca. Aveva 34 anni ed era single. Nessuno dei nostri amici gli andavano a genio: per forza, bevevano tutti, ma una sera di luna piena mentre i lupi mannari ululavano d'amore una molla scattò nel suo cervello e si chiuse a chiave.[:0] Dovemmo chiamare il fabbro ma era impegnato e mandò suo figlio: un quarantenne scapolone che in testa aveva solo chiavi, letto e bagordi. Altro non sapeva fare e viveva da bamboccione in casa dei suoi nonostante la non proprio giovane età. Si chiamava Scasso, ma i suoi amici si divertivano a cambiargli un paio di consonanti privandolo anche dell'iniziale.[:0] Adalgisa gli offrì un caffè prima di venir trapanata da Scasso per cambiare il cilindretto inceppato della serratura posta sul davanti. Non si lamentava, anzi sembrava ne traesse giovamento. Concluso l'intervento Adalgisa si rese conto di essere stata violata senza neanche disperdere una goccia di sangue e per la prima volta la vedemmo sorridere.[^] Ci chiese un favore: se poteva avere un lenzuolo bianco da appendere al pergolato. Sul momento non riuscimmo a capire la strana richiesta ma conoscendo il suo carattere chiuso e la sua timidezza l'accontentammo volentieri in quanto l'avevamo, come già detto, vista sorridere per la prima volta da quando frequentava la nostra cantina equa e solidale. Ecco il lenzuolo Adalgisa. E lei, grazie, ma ancora un altro piccolo favore. Se fosse possibile vorrei un mezzo bicchiere di vino rosso. Vino rosso? Ma Adalgisa, tu non hai mai bevuto in vita tua. Sicura di star bene? Oh, sì e sono tanto felice. Ci guardammo negli occhi increduli di aver sentito da lei una simile frase, mai pronunciata, ne tanto meno pensata. Prenditi pure una bottiglia se ti fa piacere, sai dove sono. E lei... oh, no, mi bastano solo poche gocce. Stese il lenzuolo e lo macchiò in centro con il vino rosso. Poi salì sulla scala e lo stese sopra il pergolato avendo cura che si vedesse bene dalla strada. Non sapevamo cosa dire. Una scena che ci lasciava dubbi sull'integrità mentale di questa ragazza, completamente trasformata da quando era arrivato Scasso con i suoi attrezzi. Poi Adalgisa ci chiese se per favore potevamo lasciar sventolare quel lenzuolo per alcuni giorni, affinché, disse, tutti possano vedere, sapere e capire. Noi avevamo visto ma di certo non riuscivamo ne a sapere ne tanto meno a capire. Passati tre o quattro giorni ricevemmo la visita di una coppia di amici camperisti siciliani che in trasferimento verso la Francia vennero a farci gradita visita. Appena arrivati e ancor prima dei convenevoli baci e abbracci notammo che si erano messi a ridere a crepapelle, addirittura sdraiati per terra tanto che si contorcevano, appunto, dal ridere.[:D] Eppure non avevamo ancora brindato all'incontro. Vuoi vedere che si sono fermati all'autogrill per fare il pieno di gasolio e pure di barbera? Loro imperterriti continuavano a ridere, poi di colpo la moglie Concettina si rialzò e cercò di fare altrettanto con il marito Carmine, ma non ci riuscirono perchè travolti da un insolito mal di pancia. Scusate, ci salutiamo dopo. Dov'è il bagno? [:0] Qualche tempo dopo... Concettina e Carmine ci abbracciarono. Siamo davvero molto amici. Ci conosciamo da anni e a Settembre andiamo da loro a Portopalo di Capo Passero in epoca di raccolta. Riempiamo il camper di pomodorini Pachino e rientriamo a casa dopo aver fatto scorpacciate di pesce e bagni di mare, straordinariamente anche fuori stagione. Loro invece ricambiano venendo da noi per sciare e rientrando poi con il camper strapieno di tartufi, bagna càuda e polenta concia. Il vino ce lo scambiamo, ma finisce sempre che lo beviamo tutto, durante il soggiorno. Possiamo farvi una domanda indiscreta? chiedono Concettina e Carmine cercando di mantenere l'aspetto serioso che mai avevano avuto in vita loro. Certo, diteci pure... Ma... noi ci conosciamo da quanti anni? Più di quaranta, rispondiamo. E... siamo davvero amici? Ci potete giurare e lo sapete benissimo. Allora ci scuserete se... Ma... è stata la prima volta? La prima volta di cosa chiediamo. Si, insomma, la prima volta... Non capiamo e loro giù a ridere. Ma dovevate proprio farlo sapere a tutti? Niente da fare. Nonostante gli sforzi di concentrazione davvero non ne veniamo a capo. Dopo una quarantina di minuti buoni di domande senza risposte e di attacchi di riso da parte loro, finalmente... Siete andati a letto presto, ieri sera, vero? Sì, pioveva a faceva già abbastanza freddino ma col webasto sapete anche voi che tutto si scalda in un attimo. Ma... continuate a dormire in mutande? Certamente, da anni abbiamo questa abitudine appresa in Norvegia nei numerosi nostri viaggi nel profondo nord: un piumoncino estivo e uno più pesante invernale. E sotto il lenzuolo niente. Ma... ieri sera le mutande ve le siete tolte, vero? Sì, lo confessiamo. C'era baruffa nell'aria... poi abbiamo fatto pace e approfittato perchè il calendario stabiliva l'unica possibilità autunnale e non ce la siamo lasciata scappare.[:0] E rivolgendosi a Diabla... ma... è stata la prima volta? Ragazzi, ma cosa dite, lo sapete che siamo sposati da quarant'anni. Eravate voi i testimoni di nozze. Ma... interviene Concettina perchè non abbiamo ben capito il motivo di stendere un lenzuolo con la prova dell'intatta verginità. Che per caso ti sei rioperata e rifatta? Proprio lì.? [:0] Questa volta eravamo noi quelli rotolati in terra dalle risate... Adalgisa e Scasso convolarono a giuste nozze. In fin dei conti lei aveva davvero superato la fatidica prova e Scasso quella serratura l'aveva davvero aperta. Come bomboniera ricevemmo un baule antico con dentro un decanter, una bottiglia di Barolo del 54, un lenzuolo bianco uso tovaglia macchiato di vino e un biglietto vergato a mano con scritto: grazie davvero. Vi devo tutto. Adalgisa. Adesso però tutte le mattine guardiamo sotto il piumone... non si sa mai. Metti che... Alla nostra età tutto è ancora possibile !! [:D] santoydiabla: il tutt'uno di noi due
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santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 08/10/2014 alle: 10:12:54
L'angolo della cultura... oggi, poesia! SAN GIOVESE di Giosuè Santoydiabla La nebbia agli irti colli piovigginando sale e noi per guardar fuori siam caduti dalle scale ma per le vie del borgo dal ribollir dè tini va l'aspro odor de i vini le caviglie a dislogar Stretta sta la fasciatura forte è l'urlo del dolore rosso in viso il colore di chi or ci sta operando Tra le grigiastre nubi ce ne andiamo zoppicando però del cadere in vigna lo si stava già aspettando Perchè il sempre tanto bere con li amici e tutto il resto si fa presto poi a volare se ancor si sta sognando. [:D] id="size2"> Buona giornata a tutti [:)] santoydiabla: il tutt'uno di noi due

Modificato da santoydiabla il 08/10/2014 alle 10:14:18
santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 08/10/2014 alle: 21:01:21
Ahahahahahahahahah[:D]ahahahahahahahaha[:D][:D]ahahahahahahahah[:D][:D][:D]ahahahahahahah[:D][:D][:D][:D] ahahahahahahahahah[:D][:D][:D][:D][:D] hihihihihihihigigih[:D]ihihihihihihihihihihih[:D][:D]ihihihihihihihihihihih[:D][:D][:D]ihihihihihihihihih[:D][:D][:D][:D]uhuhuhuhuhuhuhuhuhuh[:D] Che bello è, quando c'è tanta gente e il vino e il vino ci fa star bene è una libidine è una rivoluzione quando ci si può parlare, con una libagione che bello è, quando la vigna è piena e il vino e la musica riempie il cielo è una libidine è una rivoluzione è una libidine è una rivoluzione CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO CIAO MAMMA GUARDA COME MI DIVERTO ALEE OOH - ALEE OOH ALEE OOH - ALEE OOH Sapete qual'è il fiore preferito dai camperisti? "il rododentro" A volte bere troppo può far male anche a noi. Diteci di smettere[:D][:D][:D] santoydiabla: il tutt'uno di noi due
santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 09/10/2014 alle: 11:05:39
* Comunicazione di servizio.* Cari amici e colleghi itineranti. Causa problematiche non dipendenti dalla nostra volontà ma addebitabili all'inps, siamo costretti a postare a reti unificate e quindi a far data da ora ci troverete solo sul thread: " Il sesso itinerante, questo sconosciuto" id="green"> e non più qui. Vi invitiamo a proseguire la bevuta quindi sull'altro post. Certi della vostra comprensione vogliate gradire i nostri più alcolici saluti. Grazie.id="size3">id="red"> santoydiabla: il tutt'uno di noi due

Modificato da santoydiabla il 09/10/2014 alle 11:10:48
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