Inserito il 05/06/2008 alle: 16:09:01
Cara Maria Stella,
sono contento per il fatto che tu abbia trovato un compagno che ti segue amorevolmente ed è sensibile alle tue attenzioni, anche se mi dispiace sempre quando sento di unioni durate tanto a lungo e poi naufragate.
Insisto comunque nel dire che alcuni comportamenti non sono, a volte, coscienti e tante apparenti "carognate" non è detto che tali siano.
Io conosco abbastanza bene Alina e la amo enormemente, certamente riamato, ma Alina accusa me di non essere attento nei suoi confronti, pienamente convinta del fatto che sia così, esattamente come anche io penso, a volte, che lei non si interessi di me, ad esempio quando rientra a casa, imbestialita dall'aver discusso in ufficio con colleghi e superiori, e prepara con estrema malagrazia una cena immangiabile senza accettare alcun aiuto, pur sapendo che la maggior parte delle volte cucino io sia per il pranzo dei ragazzini e mio che per la cena di tutti.
Eppure esistono mille altre occasioni in cui sento Alina vicinissima, in qualche caso si mette tra le mie braccia cercandovi rifugio come fa la mia gatta Cleopatra che, trovatella, arrivata in casa contro la mia volontà, ora non perde occasione per dimostrarmi la sua gratitudine (nonostante si dica che i gatti sono animali opportunisti che fanno le moine solo per il cibo, Cleopatra, anche quando ha fame perché la ciotola è comletamente vuota e, non essendo passato io, nessuno l'ha riempita, non manca mai di strusciarsi a me come per ringraziare prima ancora di prendere il cibo dalla ciotola e passa quasi sempre tutta la notte accanto al letto dal mio lato, quando siamo in camper dorme addirittura in mansarda sotto la mia mano).
Passando ad un altro argomento solo apparentemente non legato a questo discorso, tu chiedi chi è che ha idea di cosa voglia dire un attacco di panico, e io, che li conosco molto bene, anche se per interposta persona, chiedo a te se hai presente cosa voglia dire stare accanto a chi ne soffre.
Alina ed io siamo stati tra i primissimi clienti Omnitel, prima per poter avere la possibilità di comunicare mentre lei era in macchina, e poi abbiamo preso un secondo cellulare con contratto Omnitel in modo da aativare l'opzione "you and me" per non dissanguarci come spesa, in quanto capitava di fare telefonate di mezz'ora in cui dovevo seguirla istante per istante, dandole il ritmo per respirsre in quanto arrivava al punto di non riuscire più né a parlare né a respirare, quando ha partorito Marco, andato a casa per prendere il necessario per lei e per il bambino, tornato in ospedale la ho trovata con un gruppo di medici attorno, con l'ossigeno e gli elettrodi per l'elettrocardiogramma, in quanto, a causa di un attacco di panico spaventoso, si stava per soffocare.
Certamente questi attacchi di panico, ora meno frequenti ma sempre in agguato, con tutte le risposte incredibili che da il suo corpo a questi fenomeni, con crisi respiratorie, reazioni cutanee incredibili, gonfiori e altro, contribuiscono anch'essi a far si che Alina non possa avere una vita tranquilla e dedicarsi con maggiore serenità sia al proprio lavoro che alla propria famiglia.
Vi sono poi altre cose da considerare, io esorto mia moglie, che trova, in un lavoro che le piace, molta soddisfazione, a dedicarsi al proprio lavoro senza badare al fatto che forse potrebbe venire a lavorare molto più vicino, con qualcosa in più in busta paga, dato che per avere ciò dovrebbe fare un lavoro di molto minore soddisfazione, ma il fatto che spesso si trovi a combattere (il termine non è esagerato) contro l'imbecillità di colleghi e superiori più o meno burocrati o più o meno politicizzati (indipendentemente dal colore) che tutto hanno a cuore salvo il fornire un servizio realmente valido al cittadino, è una cosa veramente molto pesante ed ha una influenza negativa fortissima sulla vita familiare.
Ciao, Aldo