Inserito il 21/02/2010 alle: 14:55:50
Ciao a tutti ragazze e giovanotti, in attesa della Pasqua
mi hanno mandato via mail questo bel tema scritto da un
bambino veneto di otto anni, se non capite il dialetto vi darò su richiesta qualche traduzione, ma credo sia abbastanza chiaro:
Tema pasquale svolto oltre confine di Montecchio Maggiore (loc.
Quargnenta)
TEMA : La gioia
Cara maestra, intanto gioia è il giornale che sfollia mia mama piangendo come una neonata parchè vede le modelle e pensa che ormai la dentro ci passa pena co un brasso.
Cossa vuole, dopara le tallie forti e le etichete sembrano le schedine del totocalcio da quante ics che ci sono, ognimodo, gioia no è solo un giornale.
Lunedì sera mia mama era intavanata come un scorpione (arabiata) con me e col popà parchè avevamo onto la tovallia di vino e di verde le braghe (in gergo, inverdegato).
Ci ha deto che siamo due selvadeghi e che no si può ndare vanti così e che ci vergognamo di fare ste cose ala nostra età. Parentesi. In efeti è mellio che a 8 anni gliela molli di bere vino durante i pasti, e il popà, che ne ha 59, è il caso che no giochi altro col cagneto ramenandosi in
giardino.Ognimodo la mama è ndata in leto incassata sensa salutare. La matina dopo ci siamo svelliati e ho taccato la tivù. Abiamo inissiato a vedere scene di morti, macerie, gente disperata che aveva paura di aver perso i propri familiari e gli amici,persone che avevano la casa distrutta
da quel teribile teremoto. Per dieci minuti siamo rimasti in silensio a vardare e scoltare a boca verta, la mama ha anca fato una lagremeta. Alora è venuta da me e dal popà, ci ha abraciato e
fato un soriso. In quel momento ho capito, maestra, che la gioia è rendersi conto che anca le robe più normali e imperfette della vita, come me e il popà, fanno la felicità. Pensavo che magari anca in quei paeseti distruti dal teremoto, la sera prima una mama aveva deto su al fillio
parchè aveva lassiato igins partera in camera, e magari no lo aveva gnanca salutato andando in letto, oppure che due morosi avevano barufato pa una monata granda sempre, magari
pa orgollio e la matina dopo ciao gins, ciao camara, ciao orgollio. A volte mi sento un simpiotto quando me la prendo par gnente. Forse parchè do par scontato che gli altri ci siano sempre, invesse no è vero. Ho promesso ala mama che da domani cercherò di essere felice quando mi
alsarò da letto la mattina, solo per il fatto di avere la salute.
Cara maestra, le auguro bona Pasqua a lei e a tuti queli che gli farà
legere il mio temino.
Bello, vero[?]
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