Inserito il 07/07/2008 alle: 15:41:48
Oggi sono depresso e inc...to.
Ho telefonato ad un amico ammiraglio per chiedere se mia figlia era stata presa per fare un periodo di scuola vela in Accademia Navale per studenti particolarmente meritevoli e questo amico, che era proprio il capo della commissione selezionatrice, mi ha risposto che non era stata selezionata in quanto non era pervenuto l'attestato con i voti con cui era stata promossa alla classe successiva, che tra madre e figlia si erano dimenticate di inviare quando ero in ospedale.
Devo ammettere che ero più io che mia figlia a tenerci, ma a lei che è così chiusa e che riesce a legare solo con il gruppo della sua comunità neocatecumenale, avrebbe fatto bene frequentare gente diversa (in un ambiente comunque selezionato e controllato).
Io, quando ero ragazzo, con una iniziativa del genere, andai 20 giorni su una bellissima barca a vela della Marina, il Corsaro 2°, su cui passai uno dei periodi più belli in assoluto della mia giovinezza.
Io non ero particolarmente meritevole ma, a quell'epoca, vi erano pochissime domande e addirittura mi proposero di rimanere anche per un secondo turno visto che era disponibile un posto a causa di una rinuncia, turno in più che, comunque, i miei genitori, purtroppo, non mi permisero di fare; adesso invece le domande sono state decisamente molte e vi è anche una lunga graduatoria degli esclusi da cui, in caso di rinuncia da parte di qualcuno, devono attingere obbligatoriamente.
Pensare che, con una media scolastica di 8,8 (in una sezione di un liceo scientifico con Piano Nazionale Informatico e rinforzo di matematica e fisica), sarebbe certamente rientrata tra le ammesse!
Mi scuso per lo sfogo, ma con mia moglie e mia figlia non me lo potevo permettere e invece mi serve poiché, pur essendo una cosa di per se di ben modesta gravità, è indicativa, per quanto riguarda mia figlia, di un modo di lasciar scivolare tutto senza mai fare caso a nulla; mia figlia, che è indubbiamente una ragazza con una inteligenza vivissima e con un carattere già ben formato e supportato da una morale forte, è capace di fare e farsi male o creare danni anche notevoli a causa della sua scarsissima attenzione a tutto ciò che le accade attorno.
Al contrario di tanti genitori che devono affannarsi per far studiare i figli, io sono costretto a strappare mia figlia dai libri o dal PC in cui si rifugia come fossero un bunker dentro cui nessun altro può entrare.
A prescindere dal fatto che mi dispiace non possa andare a fare vela in Accademia, io sono molto preoccupato dalla insicurezza di mia figlia, una ragazza ben voluta da tutti perché sempre disponibile ad aiutare, molto carina (e non lo dico solo io), che quando si impegna in qualcosa riesce sempre bene, che ha una paura terribile di essere sempre inadeguata, si veste sempre sciattamente quasi avesse paura di apparire carina e si ritiene addirittura bruttina (lo ho letto non volendo in un suo intervento su un forum di racconti fantasy in cui si descriveva) quando i ragazzi, nonostante i suoi sforzi per imbruttirsi, si girano a guardarla perché è una delle più carine della scuola, con le sue forme già aggraziate nonostante la ancora giovanissima età (15 anni).
Anche i tentativi di mia moglie, miei e delle sue 2 amiche più care di farle assumere un atteggiamento più carino scegliendo meglio come abbinare i vestiti e valorizzando un poco la sua bellezza sono sempre miseramente falliti; tutto quello che siamo riusciti ad ottenere è stato che, invitandola a fare un poco di attenzione nel mangiare e a fare un poco più di moto per non ingrassare, lei ha ricevuto che, secondo noi, è grassa e sformata come una barca, il che non è assolutamente vero.
Probabilmente questi sono ancora strascichi psicologici del periodo di quasi un anno in cui, per poter mantenere il fratello Marco in un ambiente assolutamente sterile, siamo stati costretti a farla stare a casa di una sua compagna di scuola, andandola a trovare quasi tutti i giorni, ma senza poterla portare a casa e senza poterle far vedere il fratello di 3 anni più piccolo (forse se avesse visto come era ridotto dalla chemio sarebbe stato anche peggio), ma non sappiamo proprio come comportarci e mi rendo conto che sia io che mia moglie sbagliamo continuamente nei rapporti con entrambi i nostri figli.
Chiudo qui questo intervento decisamente troppo lungo, sebbene abbia ancora voglia di scrivere tante altre cose, ma ho quasi le lacrime agli occhi ed è meglio che smetta.
Un abbraccio a tutte/i, Aldo