quote:Originally posted by frando> Purtroppo segue la legge del mercato... approderanno in altri paesi, dove la manodopera costa la metà.... Cosi ha faato anche la NOKIA in Germania, dopo aver preso fondi dal governo tedesco, ha chiuso i battenti e si è trasferita in Romania, lasciando in mezzo la strada 2000 famiglie.... SOLIDARNOSCH.....id="navy">
La multinazionale ha confermato la chiusura dello stabilimento dopo la sua investigazione:giugno 2009.Perdono il posto di lavoro 450 persone di cui 52 nuclei familiari io e mia moglie siamo uno di quelli!!!!!!!!!!!!!! >
quote:Originally posted by frando>ciao frando, abito a Scandicci e conosco la vicenda Elettrolux. Per quello che può servire ho aderito molto volentieri alla raccolta di firme che altri tuoi colleghi facevano tempo fa al centro coop Ponte a Greve. Da lavoratore pure io permettimi di dirti che ti ho veramente nel cuore. Stefano
La multinazionale ha confermato la chiusura dello stabilimento dopo la sua investigazione:giugno 2009.Perdono il posto di lavoro 450 persone di cui 52 nuclei familiari io e mia moglie siamo uno di quelli!!!!!!!!!!!!!! >
quote:Originally posted by zioFabio1968> Armando Vargas Llosa << Il mito Che Guevara e il futuro della libertà >> ... Ernesto Galli Della Loggia, «Corriere della Sera», 14 giugno 2007 UN CHE ROSSO SANGUE – «Poi dice che uno rischia di sembrare un fissato. Ma mica è normale vivere da decenni in mezzo a gente che a casa, sulla maglietta che indossa, o dovunque, esibisce come qualcosa di cui menar vanto il ritratto di un uomo che non provava il minimo scrupolo a far fuori la gente e che di gente ne ha fatta fuori non si sa quanta. Perché Che Guevara era questo, sì, e chi non ci crede si legga il libro appena uscito dedicatogli da Alvaro Vargas Llosa.» ... Stefano Magni, da loccidentale.it «Vargas Llosa leva la maschera all’informazione scorretta sull’America Latina e ci mostra il vero volto del sub-continente. E lo fa con semplicità, con dati precisi e con un linguaggio avvincente, in un libro (anzi: tre lunghi articoli raccolti in un unico saggio) che si può leggere tutto d’un fiato. Ma non è un lavoro facile, perché le leggende hanno la scorza dura.» ...Alessandro Gnocchi, «Libero», 30 maggio 2007 «L’opera smonta uno per uno i punti che hanno contribuito a creare il mito del Che: dall’abilità militare alla competenza politica.» ... Diego Gabutti, «Capital», settembre 2007 «Vargas Llosa spiega di cos’è veramente simbolo questo rivoluzionario da operetta: dell’eterno fascismo sudamericano, del caudillismo e dell’arretratezza di un intero continente.» E poi “ Davvero non capisco come abbia fatto a diventare un’icona per molti giovani europei: ha firmato mazzi di condanne a morte ed è risaputo da tutti essere stato un assassino. So di una volta che uccise un giovane di quattordici anni, solo perché aveva fame ed aveva rubato da mangiare” ( Enrico Oliari , “Gay a Cuba, con intervista ad Alina Castro”, Pride, ottobre 2004). Chissà perché tanti ragazzi europei (ma anche tanti ultrasessantenni) sono finiti con l'innamorarsi dell'uomo sbagliato. In Argentina, dove Ernesto Guevara nacque nel 1928, tra i giovani è diventato un modo di dire: “Tiengo una remera del Che y no sé por qué” ( “Ho una maglietta del Che, ma non so per quale motivo”). Quantomeno, i loro coetanei argentini la domanda se la pongono. " Questa è una fonte. Ma a cercare se ne trovano tante altre. Tantissime...a voler cercare[;)] Ciao
Il Che, un pazzo sanguinario che torturava i figli degli oppositori? Ma chi te le passa certe disinformazioni? Sarei curioso che tu citassi le fonti, giusto per correttezza, perché tra diversi libri che ho letto su di lui (anche da scrittori critici nei suoi confronti), nessuno l'ha mai considerato persona scorretta, indipendentemente dalla condivisibilità dei suoi ideali. Fabio >
quote:Originally posted by frando> Orco Boia, chiude la Zanussi di Badia a Settimo? Mi spiace, mi spiace perchè ci lavoravo nel 1977, mi spiace perchè ci sono persone che avranno grossi problemi a ritrovare il lavoro, mi spiace perchè, come sempre, il Centro (Toscana) non è nè carne nè pesce, nessuno investe, non ci sono aiuti come al nord e al sud ed è sempre più difficile anzi impossibile trovare lavoro.
La multinazionale ha confermato la chiusura dello stabilimento dopo la sua investigazione:giugno 2009.Perdono il posto di lavoro 450 persone di cui 52 nuclei familiari io e mia moglie siamo uno di quelli!!!!!!!!!!!!!! >
quote:Originally posted by Grinza> Quello che è successo, anzi che succederà tra un anno li qui è già storia. Gli aiuti a quei poveri disoccupati ( fra poco anche io) qui non sono mai arrivati e le aziende che vanno in Romania, Cina, ma anche Slovenia dove pagano al massimo 18-20% di tasse, sono state moltissime. Mi sorprende che ancora ci sia qualcuno che resta. Parlo di grosse aziende: IRCA leader mondiale della resistenza corazzata, con le sorelle RICA e SIPA del gruppo Zoppas industries. Alpina, motoseghe. Electrolux di cui stiamo parlando, è rimasto solo lo stabilimento di Susegana e a Conegliano ormai al posto dello storico stabilimento è sorto un paese: alloggi per 3.500 persone, nuovo municipio, negozi centri commerciali ecc.. E poi tante altre.id="size2">id="Comic Sans MS"> ennioid="orange">id="size2">
quote:Originally posted by frando> Orco Boia, chiude la Zanussi di Badia a Settimo? Mi spiace, mi spiace perchè ci lavoravo nel 1977, mi spiace perchè ci sono persone che avranno grossi problemi a ritrovare il lavoro, mi spiace perchè, come sempre, il Centro (Toscana) non è nè carne nè pesce, nessuno investe, non ci sono aiuti come al nordid="red">id="size2"> e al sud ed è sempre più difficile anzi impossibile trovare lavoro.
La multinazionale ha confermato la chiusura dello stabilimento dopo la sua investigazione:giugno 2009.Perdono il posto di lavoro 450 persone di cui 52 nuclei familiari io e mia moglie siamo uno di quelli!!!!!!!!!!!!!! >
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quote:Originally posted by zioFabio1968> ma cosa ci incastra con l'Electrolux che chiude??? marcoXRV
Il Che, un pazzo sanguinario che torturava i figli degli oppositori? Ma chi te le passa certe disinformazioni? Sarei curioso che tu citassi le fonti, giusto per correttezza, perché tra diversi libri che ho letto su di lui (anche da scrittori critici nei suoi confronti), nessuno l'ha mai considerato persona scorretta, indipendentemente dalla condivisibilità dei suoi ideali. Fabioquote:Originally posted by Albé> Armando Vargas Llosa << Il mito Che Guevara e il futuro della libertà >> ... Ernesto Galli Della Loggia, «Corriere della Sera», 14 giugno 2007 UN CHE ROSSO SANGUE – «Poi dice che uno rischia di sembrare un fissato. Ma mica è normale vivere da decenni in mezzo a gente che a casa, sulla maglietta che indossa, o dovunque, esibisce come qualcosa di cui menar vanto il ritratto di un uomo che non provava il minimo scrupolo a far fuori la gente e che di gente ne ha fatta fuori non si sa quanta. Perché Che Guevara era questo, sì, e chi non ci crede si legga il libro appena uscito dedicatogli da Alvaro Vargas Llosa.» ... Stefano Magni, da loccidentale.it «Vargas Llosa leva la maschera all’informazione scorretta sull’America Latina e ci mostra il vero volto del sub-continente. E lo fa con semplicità, con dati precisi e con un linguaggio avvincente, in un libro (anzi: tre lunghi articoli raccolti in un unico saggio) che si può leggere tutto d’un fiato. Ma non è un lavoro facile, perché le leggende hanno la scorza dura.» ...Alessandro Gnocchi, «Libero», 30 maggio 2007 «L’opera smonta uno per uno i punti che hanno contribuito a creare il mito del Che: dall’abilità militare alla competenza politica.» ... Diego Gabutti, «Capital», settembre 2007 «Vargas Llosa spiega di cos’è veramente simbolo questo rivoluzionario da operetta: dell’eterno fascismo sudamericano, del caudillismo e dell’arretratezza di un intero continente.» E poi “ Davvero non capisco come abbia fatto a diventare un’icona per molti giovani europei: ha firmato mazzi di condanne a morte ed è risaputo da tutti essere stato un assassino. So di una volta che uccise un giovane di quattordici anni, solo perché aveva fame ed aveva rubato da mangiare” ( Enrico Oliari , “Gay a Cuba, con intervista ad Alina Castro”, Pride, ottobre 2004). Chissà perché tanti ragazzi europei (ma anche tanti ultrasessantenni) sono finiti con l'innamorarsi dell'uomo sbagliato. In Argentina, dove Ernesto Guevara nacque nel 1928, tra i giovani è diventato un modo di dire: “Tiengo una remera del Che y no sé por qué” ( “Ho una maglietta del Che, ma non so per quale motivo”). Quantomeno, i loro coetanei argentini la domanda se la pongono. " Questa è una fonte. Ma a cercare se ne trovano tante altre. Tantissime...a voler cercare[;)] Ciao
[quote]Originally posted by zioFabio1968
Il Che, un pazzo sanguinario che torturava i figli degli oppositori? Ma chi te le passa certe disinformazioni? Sarei curioso che tu citassi le fonti, giusto per correttezza, perché tra diversi libri che ho letto su di lui (anche da scrittori critici nei suoi confronti), nessuno l'ha mai considerato persona scorretta, indipendentemente dalla condivisibilità dei suoi ideali. Fabio >
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quote:Originally posted by zioFabio1968> Mah, qui pare che la storia stia diventando come i pettegolezzi delle comari! Ciao Antonino
Vedo Albè che hai menzionato fonti "attendibili", non meno dei revisionisti storici che considerano un'invenzione l'olocausto. Non mi dilungo oltre. >