Inserito il 23/03/2012 alle: 15:22:14
Be' dire qula'e' il posto piu' bello visitato direi non e' esaustivo, in una piu' ampia visione del rapporto macchina/uomo uomo/macchina, il camper rappresenta il fulcro delle nostre sensazioni e come risolutore di un conflitto interno , relegato al nostro immaginario, dicevo appunto il camper fa da risolutore nel rapporto visione/sensazione. E di cio' ne troviamo traccia fin dall'antico egitto, che guarda caso costruivano le piramidi come mezzo di trasporto per il loro ultimo viaggio; consci da vivi che l'aldila' li avrebbe traghettati in un turismo ricreazionale organizzato.
Il iaggio nel camper viene vissuto nel dare senso al mezzo, al suo utilizzo, alla sua fruibilita', al dare senso al plein air. Quindi e' in questa ottica che l'uomo interagisce con il mezzo camper, e con esso si relaziona si interfaccia e diventa una comunione di intenti .
Quale intenti ? e' semplice l'intentoe' di dare senso a cio che il camper richiede, e quindi il posto idelae , quello piu' bello diventa un parcheggio, un semplice punto. Provate a chiedere ad un turista ordnario che sensazioni riceverebbe da un parcheggio, da un punto, da un'aiuola, benche' in un punto panoramico. Le foto spesso emozionano noi in quanto immaginiamo il camper parcheggiato, viceversa per molti sarebbe un posto come un altro, d'altronde per il turista convenzionale un parcheggio non e' fruibile a livello turistico, mentre noi camperisti troviamo il senso nella condizione di fruibilita' di un posto che viceversa sarebbe un misero parcheggio, un punto insignificante.
Ed proprio dalla teoria estensiva che il camperista di estende al di' la del parcheggio e vive il territorio, odora respira e ne assapora gusti e sensazioni sconosciuti ai turisti civilizzati.
Noi che ricerchiamo in un punto una sensazione da portarci dietro, be' quale posto piu' bello ? di certo non un campeggio, non un citta', ma semplicemente un punto, l'emozione di un momento che si trasforma in un tempo infinito, nel nostro ricordo.