Inserito il 29/08/2008 alle: 09:39:50
Quello che scriverò di seguito è certamente impressionante, ma penso che andrebbe preso in seria considerazione perché parla di uno scenario molto più reale di quanto si creda:
Ormai tanti anni fa era molto in voga, tra le due grandi potenze, il concetto di "MAD", ovvero Mutual Assured Destruction (Distruzione Reciproca Garantita) che formava un terribile ombrello ma, a mio parere, offriva moltissime più garanzie dell'attuale assetto con arsenali nucleari molto più ridotti e la possibilità di tentare di contrastare un eventuale attacco nucleare con una seppur minima speranza di successo.
In seguito, a causa dei costi altissimi per il mantenimento in efficienza di simili arsenali, si è proceduto, facendosi anche belli con una certa genia di pacifisti imbecilli, ad un progressivo disarmo nucleare che ha ridotto notevolmente le dotazioni (e i costi) fino ad arrivare ad una situazione in cui il MAD non esiste più ma ancora è possibile fare disastri addirittura inimmaginabili e, non essendoci più il MAD, nessuno garantisce (a meno di regole di ingaggio estremamente complesse che rendono comunque impossibile l'impiego di armi strategiche ad un uomo solo) che non possa venire in mente a qualcuno di poter impiegare con successo armi nucleari.
Inoltre, quando è caduta l'Unione Sovietica, vi è stato un periodo di caos e di "deregulation" incredibile in cui una buona parte degli armamenti sono stati addirittura svenduti da singoli reparti delle forze armate che tutto ad un tratto si sono trovati senza neanche la possibilità di pagare uno stipendio; in questo modo sono comparsi sul mercato nero internazionale armamenti in grado di lanciare armi nucleari a prezzi popolari, accessibili perfino a grossi gruppi terroristici o ad organizzazioni malavitose (con questo non voglio dire che simili gruppi o organizzazioni ne siano entrati in possesso, ma lo avrebbero potuto fare); nello stesso periodo sono probabilmente state vendute anche armi nucleari a basso prezzo.
Molto probabilmente la stragrande maggioranza degli armamenti svenduti in quel periodo non sono più operativi a causa delle difficoltà di mantenerle in efficienza senza un adeguato supporto logistico, ma nessuno ha la certezza che non sia stato ceduto, a qualcuno, anche il materiale necessario per le manutenzioni o che non vi siano manutentori che hanno seguito gli armamenti per un più facile guadagno.
In pratica, al giorno di oggi, il pericolo nucleare, sebbene molto remoto, è comunque più presente di quanto si creda, anche grazie alla cecità di gruppi di pacifisti e antinuclearisti che, senza capire a fondo il fenomeno, sono stati sfruttati da gruppi di potere che come primo interesse avevano e hanno quello economico.
Quando è caduta l'Unione Sovietica e immediatamente prima che cadesse vi era stata una precisa proposta cui l'occidente si è guardato bene di aderire: cedere una grande parte degli armamenti nucleari in cambio di sostanziosi aiuti economici che aiutassero a superare la situazione di crisi profonda.
Sebbene da un certo punto di vista il non aver aderito non sia stato completamente negativo in quanto ha contribuito alla caduta dell'impero sovietico e quindi a sostanziosi passi in direzione della democrazia, questo ha certamente favorito enormemente la dispersione di un arsenale nucleare di dimensioni enormi con il rischio che vi siano armi nucleari (probabilmente solo di tipo tattico e non strategico) nella disponibilità di piccoli stati molto instabili o addirittura di gruppi terroristici.
Come ho già scritto, molto probabilmente la stragrande maggioranza di questi armamenti non è più impiegabile, ma sussistono ancora problemi legati proprio alla mancanza di manutenzione, che potrebbero portare, in un tempo che non possiamo neanche ipotizzare, a dispersioni di materiale nucleare o a reazioni incontrollate.
Con la speranza che queste mie ipotesi si rivelino eccessivamente fosche, concludo dicendo che non esiste al mondo un posto sicuro da questo punto di vista e che il presunto pericolo costituito da centrali nucleari moderne è assolutamente infinitesimo al confronto.
Ciao a tutti, Aldo