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L'allegria itinerante, questa sconosciuta!

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santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 28/10/2014 alle: 18:58:59
Siccome siamo ospiti a cena nella Casa Circondariale del paese e non possiamo davvero rifiutare, intorno alle 19,30 prima di partire dalla vigna, se non vi dispiace vi stamperemo sul video l'ottava puntata che sarebbe dovuta andare in onda poco prima della mezzanotte. Anche perché non sappiamo se dopo cena potremo tornare a casa. Dipenderà tutto dal menù e dai capi d'imputazione. Vero è che siamo in libertà vigilata, ma non si sa mai, con certa gente che gira sul forum e abituata a fare la spia, noi non ci fidiamo più di nessuno. Comunque domani abbiamo l'udienza in tribunale. Il nostro destino è segnato. Andremo all'inferno il giorno uno di Novembre. Il giorno di Ognissanti che per un Santo è la ricorrenza giusta. Speriamo facciano in fretta a deliberare perchè il giorno successivo, beh, sappiamo tutti che cosa vuol dire. Tocchiamo ferro, ma meglio andare coi piedi di piombo oltre che portare le mutande di latta. Tra poco quindi... con la nuova puntata. [:D] santoydiabla: il tutt'uno di noi due

Modificato da santoydiabla il 28/10/2014 alle 19:00:01
santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 28/10/2014 alle: 19:29:16
Questo matrimonio s'ha da fare o daffare?id="size3"> Puntata numero otto e abbattuta! Segue dalla settima. Nel frattempo Uan al rimessaggio era indeciso tra una ventenne canadese in puro cotone color cachi forse poco esperta e una rulotta portoghese vissuta a carreggiata allargata che la diceva lunga sulla conoscenza dell'arte divaricante. Non era una questione di prezzo, ma sicuramente sarebbe stata l'ultima occasione per sparare la cartuccia prima di riporre il fucile libertino a favore di un più casalingo revolver a sei colpi: uno al giorno e la domenica rulotta russa... ahahahahaha ( a volte... anche gli autori ridono!) Decise per la mignotrulotta. In fin dei conti anche lui da poco tempo aveva assaporato le gioie del sesso itinerante. Lei era molto grassa e larga, appoggiata al doppio asse a telaio allargato, rinforzato e alkomodificato. Dotata di due grossi bomboloni anteriori che la costringevano ad una posizione leggermente divaricata. Con quelle bombole lì ci sarebbe stato davvero da divertirsi. E poi aveva un gavone arrotondato davvero enorme. Ci sarebbe stato posto per un paio di amici. Così almeno pensò Uan mentre alzato il cofano tirò fuori l'asta. Lei scoppiò a ridere: Uei te, con quell'asta lì dove credi di andare, ahahhahahah, povero nano. Non è buona manco per attaccare manifesti. Uan non replicò, se la prese in mano e l'accarezzò dolcemente. Sapeva che Virgin l'aveva apprezzata e non aveva obiettato per le dimensioni, per lei era davvero tanto. Poi si ricordò di aver letto su Col che lì tutti si vantavano di averlo lungo, grosso e pure profumato. Prese dall'armadietto dell'eudecologn e se ne spruzzò mezza boccetta. Salutò la megera (lui sì che era molto educato nonostante la provenienza camperistica), girò il volante dalla parte opposta e partì alla ricerca di una vineria. Ne aveva davvero bisogno. All'imbocco del Szèchenyi Lànchid meglio noto come “Il Ponte delle Catene” trovò quello che faceva per lui. Una cantina sociale. Entrò nel parcheggio e salutando i colleghi al bancone ordinò una damigiana di Refosco dal peduncolo rosso. Non l'avevano e l'oste glie ne propose una di Tokai. “A fa l'istèss” disse Uan, uno davvero di carattere allegro e disponibile. Mentre tirava dalla canna delle sorsate degne di riempire il serbatoio di una Panda, vide in lontananza un trattore. Gli sembrò di riconoscerlo e chiese all'oste chi fossero quei due seduti in cabina. “Quelli, sono contrabbandieri” E' una coppia di identità sconosciuta, non hanno nome ne cognome, ne indirizzo. L'unica cosa che sappiamo è che parlano un dialetto strano, farcito di termini montanari, anzi prealpini. Si dice che abbiano una vigna nel nord Italia dalle parti del Monte Palla e che abbiano prodotto un gran vino. Un crù da concorso” Senti oste, disse Uan, ma il nome santoydiabla non ti dice niente? L'oste si lasciò cadere sulla panca di legno mandandola in frantumi. Ecco, ecco chi sono. Adesso me lo spiego. Sono tuoi paesani vero Uan? Eheheheheh... più che paesani direi parenti molto stretti... Uan pagò la consumazione e ingranando la quinta si mise sulle loro tracce. Ma il traffico congestionato sul ponte lo rallentò e il trattore infilandosi nelle strette stradine del centro, sparì per sempre dalla sua vista. Ma lui non aveva ancora consumato. L'addio al celibato si era fatto più difficile del previsto e il serbatoio ancora purtroppo pieno. Girovagò per Buda senza meta, guardando le vetrine così tanto per passare il tempo. All'angolo della piazza delle terme, luogo molto frequentato dai turisti notò una rulotta ferma con una gomma a terra. L'auto che la trainava l'aveva lasciata lì in disparte e se ne era andata forse a cercare un gommista. La rulotta era francese e Uan si rallegrò: lui sapeva quella lingua e attaccò subito discorso. Bongiur giolì, ma com la và? Cheschè tu fè avec la gom a tèr? “Me son bechè un chiòd, porsce la misuar e man lasciàt issì sul selciàt, sol solèt.” Ullallà rispose Uan facendo scendere il gradino. Ma com, ti han lasciàt sola solèt in quest luog di perdissiòn? I se vièn il lupòn? Com la metiàm? “Magàr venìs il lupòn. Son du mès che non scòp. Tèng perfìn le ragnatèls sul davànt de la pòrt” rispose la rulotta transalpina. E Uan: pà de problem, ge suì lo spazìn. Mo vediam com far. Tu preferìs prim sul davant o lè istèss? “Me nun ce siàm ancor presentàt. Muà m'apell Clistère e vu? “ Sarei tentàt di risponder Kakà Diarra Okaka Van de Korput Gago Strunz e Lukaku coms i giugador de la bala, ma ciàmam Uan que se meior. Cèrt che tua nòm sé tut un progràm: Clistère, trop bèl. Ma sent, lo volevam fuar un rujòn de pàns muà e tuà? “ O ui, se bòn. Aspèt che me càv la biciclèt dan le baùl e pois tù me vièn dèntr? Ochey? Bòn.” Uan aprì il cofano e si accarezzò l'intercooler. Stavolta avrebbe davvero consumato. Non in modo tradizionale ma caspita era la prima volta per lui dalla parte contraria e ricordandosi quando Virgin gli infilò il timone con la rotellina e il duro freno a mano con pulsante in testa, cantò: Chi ha avuto, avuto, avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdàmmoce 'o passato, simmo a Budapest paisà. Non fece tempo a mettersi in posizione che si vide attorniato da un nugolo di donne di mezza età. Facevano parte del comitato: “NO camper in Buda, no rulotte in Pest.” Rom, zingari e itineranti tornatevene in Italia. Lì sarete accolti, sistemati, pagati, pensionati e mutuati. Operazione Campernostrum è al vostro fianco. Approfittatene. Uan si arrabbiò di brutto. Una per volta infilzò tutto il comitato, senza un attimo di respiro. Aveva 120 litri nel serbatoio da vuotare e dopo un paio d'ore giacevano tutte a terra col dito in bocca. Bono, italiano, molto bono. Umhhhh... La presidentessa prese un grosso pennarello che teneva in borsa e che usava per passare il tempo in solitudine e modificò lo striscione: “ Rulotte in Pest? Non fregare niente, ma camper in Buda noi volere continuamente” Uan pensò ai lettori di Col. Chissà se mi ringrazieranno una volta tanto per il grande favore che gli ho fatto. Adesso potranno venire da queste parti senza paura di essere allontanati come pezzenti. Si rivestì chiudendo il cofano, accese l'aria incondizionata e si avviò verso la chiatta che l'avrebbe riportato a Pest, dove forse, ma non era sicuro, Virgin era lì che l'aspettava. Ma prima d'imbarcarsi una pattuglia della Rendorsèg, la temibile polizia ungherese gli intimò di fermarsi. Uan salutò ma non ottenne risposta. In due scesero dall'auto di servizio, aprirono il baule e tirarono fuori quattro piastre e dei cavi elettrici. Le appoggiarono a terra davanti alle ruote del camperuan e fecero cenno di salirci sopra molto lentamente. Era la famigerata pesa, vero terrore dei camperisti, quelli che sanno ma se ne fregano, quelli che comprano autentici pachidermi tanto non ci fermeranno mai. Insomma, il 98% dei viaggiatori itineranti tribali nostrani. Uan salì sulle quattro piastre: Il display a grandi numeri rossi sentenziò: 3499 Kg. Pfiuiiiii... era in regola. I poliziotti davvero infastiditi per non avere preso in castagna un pezzente italiano si congratularono beffardi maledicendo e insultando per il mancato sequestro del mezzo. Uno di loro rivolgendosi a Uan disse. Tukulo compagno. Tu serbatoio vuoto. Io sapere dove svuotato: comitato vero? Andare via prima che io fare te stesso scherzo. La chiatta era pronta a partire. Uan si accese un sigaro cinese che gli scoppiò sul cruscotto. Lo buttò in acqua e i pesci vennero a galla: morti. Ma sorrideva. Aveva finalmente consumato e tanto. Talmente tanto che Virgin non l'avrebbe creduto... Virgin non l'avrebbe creduto... Questa è solo l'ottava puntata. A pois o a frappè. L'orario della prossima sarà a sorpresa ma sempre sullo stesso canale. Non mancateci... siamo un facile bersaglio ![:D] id="green"> santoydiabla: il tutt'uno di noi due
santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 29/10/2014 alle: 09:20:48
Buongiorno a tutti. Siamo a metà settimana e tutto procede al contrario. Le ore di luce si accorciano, la temperatura cala e il sole non riesce più a riscaldare gli animi. Di conseguenza anche l'allegria diventa secondaria mentre il tema principale della giornata è l'indifferenza. Noi che non siamo indifferenti, che amiamo la vita, che ci riteniamo baciati dalla fortuna perchè abbiamo un tappeto ruotante che ci permette di viaggiare non solo con la fantasia, noi che vi dedichiamo qualche attimo di bonario relax in mezzo alla dura giornata che ci attende. Noi che vi offriamo un po' di sorriso e lo facciamo davvero con piacere. Noi che... Questo matrimonio s'ha da fare o daffare?id="size3"> Puntata numero nove e abbattuta! Segue dall'ottava Uan attraversò il Danubio che era sempre più blu. L'addio al celibato, una cosa da non credere. Serbatoio da 120 litri per una cinquantina di attiviste contro camper e rulotte. Una media davvero da giochi olimpici. Ma la grande contentezza derivava dal fatto che con loro non era stato sesso protetto e chissà quanti furgoni attrezzati avrebbero messo al mondo quelle del comitato. Però doveva ricaricare le batterie prima di incontrare nuovamente la sua rulotta innamorata. Come la vide i tergicristalli si misero da soli in movimento. Se fosse stato un cane avrebbe mosso così la coda ma era un camper e dovette adattarsi alle circostanze. Lei spalancò tutte le aperture compreso lo sportellino della pattumiera integrata. Era davvero contenta: Lui era tornato anche se un po' dimagrito. Non ci furono abbracci ne saluti: si andò subito al sodo, là lungo le sponde del Danubio da dove si intravvedeva un romantico tramonto. Non si chiesero se avessero dato, prestato o noleggiato ad altri i propri meandri. D'altronde prima delle nozze tutto era consentito e se Uan avesse detto di averne fatte cinquanta in un colpo solo, Virgin si sarebbe messa a ridere. Una cosa del genere non era credibile neanche il lunedi mattina al bar sport. Ci diedero che ci diedero tutta la notte incuranti dell'anomala sovrapposizione di corpi assetati d'amore. All'alba fecero una dolcissima colazione con Palacsinta alla Gundel, Turogombòc, Somloi Galuskla e Makosguba abbondantemente annaffiati da Tokaji, Villany e Egri Bikavèr. Poi si sedettero nella dinette da lei cercando di mettere un po' d'ordine nel programma prematrimoniale. La dolce Virgin confessò a Uan che era rimasta illibata, anzi no, l'unico camper, il primo, era stato lui. Altrettanto non poté fare Uan ma quando disse che aveva avuto cinquanta donne in un colpo solo, lei si mise a ridere, ma a ridere da non poterne più e infatti le coppe delle ruote si rotolarono dalle risate e caddero nel fiume dove continuarono a girare tra lo stupore dei piranhas presenti ovunque da quelle parti e non solo su Col. Decisero che bisognava partire subito. Il viaggio verso il Monte Gnocca era ancora lungo e pieno d'imprevisti. Si agganciarono e dopo aver lasciato i vari ricordini in mezzo alla strada si avviarono verso il confine con L'Austria ma facendo una deviazione verso il lago Balaton per accontentare la promessa sposa. Giunsero sulle sponde del lago dopo aver viaggiato tutto il giorno senza problemi se non l'ardente desiderio di una bagno nelle acque del famoso lago, basse e calde. Virgin si sganciò e facendo leva col timone si tuffò felice come una bambina incantata davanti alle vetrine di un negozio di peluches. Uan si limitò a lavare l'intercooler e qualche altro particolare a lui particolarmente caro guardando divertito le evoluzioni della sua piccola rulotta russa che lo fece innamorare. Finito il bagno ristoratore Virgin si asciugò la frangia della veranda sedendosi accanto a lui. Ordinarono due acquaviti di albicocca gelate e si coccolarono crogiolandosi al sole di quella splendida giornata nuvolosa. Un temporale con violenta grandinata li colse mentre amoreggiavano sull'erba fradicia senza nemmeno curarsi di nascondere le effervescenze tanto era il desiderio di stare uno sull'altra sempre e comunque. A prescindere dai guardoni, guardiacaccia e accalappiacani. Oltre al solito dipendente della sezione comportamenti che armato di macchina fotografica cercava sempre di coglierli in fallo. Che gli piacessero i falli? Sostarono nella grande area lido di Balaton, addobbato a festa per la ricorrenza dell'inaugurazione avvenuta giusto un anno prima e che per l'occasione era stata meta di un raduno italiano di vecchie glorie di camper vintage che arrivati circa in un centinaio vennero soppressi più della metà perchè non in grado di tornare verso casa. A ricordo del tragico evento un monumento alla memoria fu eretto seduta stante con parti di carrozzeria, telaio e motore. Su in cima, al posto della stella venne issato un generatore, vera e unica bandiera di tutti i camperisti. Era l'alba di un nuovo giorno, Virgin e Uan decisero che era giunto il momento di ripartire. Una sveltina tanto per salutare il lago e via verso la meta: il Monte Gnocca di Casalpusterlengo sul Lengo. La temuta frontiera con l'Austria si dimostrò davvero degna di tal nome. Una squadra d'assalto della polizia federale austriaca circondò il convoy: Sganciarono Uan da Virgin e li perquisirono completamente. Un vero incubo: nove ore di meticolosa ricerca di un qualcosa che era stato segnalato lungo tutta la frontiera. Non trovarono niente di niente. D'altronde loro erano davvero itineranti puliti. Non volevano e non avevano sottomano nessun tipo di sostanza proibita se escludiamo i profilattici di camera d'aria da trattore al gusto fragolino che Uan aveva sottratto dai suoi genitori santoydiabla lassù nella loro vigna alle falde del Monte Palla. Mentre Virgin aveva una spirale in plastica ancora sigillata confezionata dalla matrigna con filo di rame rubato dai tralicci della ferrovia Mosca-San Pietroburgo che però non poteva essere inserita da Virgin stessa in quanto era necessaria l'opera di un idraulico esperto in condutture intrauterine fotovoltaiche. La perquisizione finalmente ebbe fine e i due malcapitati fidanzati impiegarono altri due giorni per rimettersi a posto. Uan fece un esposto all'ambasciata di Vienna ma che fu subito insabbiato dal sollecito funzionario in odor di rielezione. Per tutta risposta Uan si fece spiegare dove risiedeva quel funzionari e trovato l'indirizzo gli scaricò le nere sullo zerbino, rovesciò la pattumiera nella buca delle lettere e con Virgin al traino distrusse roseto, siepe ed aiuola oltre a lasciare un solco profondo sul prato all'inglese. Non contento sradicò la fotocellula del cancello mentre Virgin gli riempì la piscina con dell'antiruggine che aveva nel gavone scaricando nel contempo le due bombole di gas con la valvola aperte. Poi dal finestrino della dinette accese con nonchalance un fiammifero. Il boato la colse in un sorriso beffardo. Lei ora si sentiva davvero pronta a proteggere lui per tutto il resto della vita. In vista di Graz si fermarono in una splendida e panoramica area di sosta e passarono la notte in tranquillità. Dopo tanto penare se l'erano davvero meritata. Uan nel sonno continuava a contare da uno a cinquanta e Virgin continuava a ridere. Si risvegliarono all'alba e lei molto premurosa gli chiese fino a che numero era arrivato. Lui non volle proseguire nel discorso e si mise a guardare la cartina. Erano ad un giorno dalla frontiera e avevano fretta d'arrivare. Ma in quel mentre bussarono... Questa è solo la nona puntata e ormai siamo in vista del traguardo. A pois o a frappè. L'orario della prossima sarà a sorpresa ma sempre sullo stesso canale. Non mancateci... siamo un facile bersaglio ![:D] id="green"> santoydiabla: il tutt'uno di noi due
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nicar54
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20/12/2013 66
Inserito il 29/10/2014 alle: 12:13:33
avete centrato il nodo! se non polemizzate/provocate ma fate solo riflettere con la vs. satira, noi camperisti vi rispettiamo in religioso silenzio appagati dalle vs. intelligenti storie atte anche a sensibilizzare i ns. cervelli con i vs. esempi ed i ns. cuori di serenità...non ci sono commenti ai vs. racconti ma avete ragione: un saluto è pura educazione e si deve aver voglia di farlo!
quote:Risposta al messaggio di santoydiabla inserito in data 23/10/2014  20:37:13 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> nicar54
Norvegia up to Lofoten on the road
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Germania del nord in camper 2017
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santoydiabla
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Inserito il 29/10/2014 alle: 20:25:27
quote:Risposta al messaggio di nicar54 inserito in data 29/10/2014  12:13:33 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Buonasera, ciao Nicar 54. Scusaci ma siamo rientrati solo ora. Dunque è vero, volevamo far riflettere un po'con la satira, visto che in altro modo non funziona. Non abbiamo pretese di educatori ne di professori, ma dopo oltre 40 anni e 6 camper più il primo un vecchio furgone allestito, migliaia di km e decine di paesi visitati... per diletto e anche per lavoro, ancora non abbiamo capito niente della vita. Dalla sfanalata al saluto, dal buonasera al per favore, dal grazie al chiedo scusa... è così tanto difficile? Siamo lo specchio itinerante di noi stessi ma riflettiamo un'immagine davvero pessima. Ma non ha importanza, pazienza, la colpa è solo nostra. Ci eravamo (e non è la prima volta) illusi che con l'allegria si potesse vivere meglio in compagnia... invece la compagnia dei duri e puri camperisti non ci ha accettato. Ovvio non tutti, ci mancherebbe. Per fortuna la maggioranza vince e alla grande. Quelli come noi non sono più di moda. Quelli come noi hanno ancora il piacere di un saluto. A quelli come noi non costa niente farlo. Hai ragione Nicar, bisogna però avere voglia di farlo... Grazie per il tuo intervento. Buona serata [:)] santoydiabla: il tutt'uno di noi due
santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 29/10/2014 alle: 20:34:38
Questo matrimonio s'ha da fare o daffare? id="size3">Puntata numero dieci e abbattuta! Segue dalla nona... Bussarono alla porta e Uan andò ad aprire. Erano in cento, giovani e forti, ungheresi, e non erano morti. Anzi vivi e incavolati. In mano avevano bastoni, forconi, mazze e fruste. “Siete pronti?” …. gridò il capo branco. Uan alzò le due mani in segno di resa. Chi siete voi, cosa volete? “Siamo i mariti delle nostre mogli e i figli delle nostre madri” gridò un tipo armadio quattro stagioni laccato. “Vogliamo giustizia” Non capisco ribattè Uan, proprio non capisco. “Abbelloooo, adesso non capisci ma quando ti stavi trombando la mia signora capivi tutto vero? Uan sapeva che non l'avrebbe passata liscia. Erano tutti pronti a spaccare tutto. Virgin non osava uscire dall'oblò, tanto era spaventata. Chiamò la polizia che arrivò in forze. Il capo della polizia federale austriaca prese il megafono e ci urlò dentro. Signori, vi ricordiamo che siete in territorio estero. Non siete autorizzati a manifestare ne a farvi giustizia da soli. Circolate o sarete tratti in arresto. La pena per associazione armata è da 3 a 6 anni e sapete che qui le leggi si rispettano. Posso autorizzare uno di voi a parlare a nome di tutti. Concedo dieci secondi per presentarsi. Uno..due..tre... Venne avanti un ometto alto mezzo uomo, viso pallido in pantaloni corti di flanella, calzini bassi e canotta grigia azzurra sporca di sugo di pomodoro. In testa un berretto con l'ala di traverso, occhiali legati col cordino e ai piedi un paio di crocs dal colore indefinito. “Salve capo federale, sono Calogero Esposito Brambilla Cacace sono camperista e vengo da Buda” E rivolgendosi a Uan... “Quest'uomo non è colpevole, anzi meriterebbe un premio. Io ero presente quando è stato aggredito dalle donne del comitato. C'era anche mia moglie, la presidentessa. Quest'uomo preso dalla paura fece per calmarle e gli mostrò l'intercooler. Ovvio che accendendolo cercava di raffreddare gli animi. Solo che tutte quelle donne, compreso la mia non avevano mai visto un turbo così e ognuna di loro fece in modo di farselo pompare addosso. Il signor Uan pensava di possederle ma era anestetizzato perchè Ilona e Margit gli avevano spruzzato un liquido paralizzante” E continuò...“ Una dietro l'altra si accoppiarono con l'intercooler e alla fine Rozsa diede da bere a Uan un botticino con l'antidoto e mentre Uan rinveniva fecero tutte finta che fosse stato lui a possederle. Quest'uomo è un santo, degno figlio di suo padre vinaiolo. Questo è tutto e per amor di verità” Il capo federale sparò un colpo in aria per zittire la folla che non smetteva di protestare. “Signori” disse... “Voi conoscete questo Esposito Brambilla Cacace?” “Sì, rispose un giovane armato di semaforo divelto in periferia, è mio padre” “ Suo padre ha detto la verità?” “Sì signor poliziotto federale. Ha detto esattamente come sono andate le cose” E rivolgendosi alla folla gridò... “ E lo sapete anche voi perchè tanti di voi erano presenti” Il gruppo si sciolse lentamente e Uan tirò davvero un grosso sospiro di sollievo. Abbracciò Brambilla Cacace e le chiese il motivo di tanta generosità nel difenderlo. E lui... “ Guarda Uan, qui le cose non vanno bene. Buda e Pest sono pieni di camperisti rom e zingari che davvero sfasciano tutto, sporcano e non hanno rispetto per nessuno. Ma grazie al malgoverno italico questi si sono fatti furbi e hanno targato i loro camper con targa italiana. E si fanno passare per noi. Io stesso sono camperista e ho visto cose che mi fanno vergognare di far parte della categoria. Ovvio che le donne del comitato siano inferocite. Poi vedendoti hanno pensato che un furgonato metallizzato qui dalle nostre parti non s'era mai visto ne hanno voluto “provarti” Con quale risultato adesso lo sai” Virgin aveva i fanali posteriori pieni di lacrime. Abbracciò Uan e in quell'istante capì davvero che era rimasto “vergine” solo per lei e avendolo fatto solo con lei gli morsicò lo specchietto retrovisore baciandolo sull'airbag lato guida che sconvolto da tale peccaminoso bacio esplose in un tal fragore che la folle si disperse in pochi secondi. Il comandante federale salutò la compagnia e rientrò in caserma e come per incanto l'area di sosta tornò silenziosa e sicura. Andiamo via di corsa disse Uan a Virgin che si stava sbottonando gli oscuranti. Su, amore preparati. Sono stanco di questo viaggio e non vedo l'ora di arrivare a casa. Virgin sorrise, spense il gas e venne via. Attraversarono praticamente in larghezza tutta l'Austria. Avrebbero voluto fermarsi in un laghetto della Carinzia ma decisero di proseguire. Avevano voglia di mettere davvero fine a questo lungo viaggio verso il Monte Gnocca. Era una sera buia e tempestosa (ci voleva proprio) quando sotto una fitta nevicata arrivarono a Tarvisio. Uan baciò la bandiera e si concesse un buon toscano. Virgin per la prima volta in vita sua solcò l'italico suolo. Andarono al bar della frontiera per gustarsi finalmente un vero caffè. Il barista di nome Fabio servì il caffè direttamente nella brocca che Uan subito scaraventò a terra sputando quello aveva già ingoiato nel radiatore. Si voltò verso Fabio a luci spente e questi dalla paura scappò tra i monti. L'avrebbero poi trovato alcuni giorni dopo mummificato e con in tasca ancora due pacchetti di nescafè in polvere. Andiamo avanti disse abbastanza seccato. Dopo pochi chilometri dalle parti di Chiusaforte parcheggiarono davanti al Bar delle Rose. Pur essendo a fine Ottobre la temperatura era mite e dopo aver smesso di nevicare un caldo sole fece capolino dalla finestra della sua mansarda. La proprietaria preparò un caffè buonissimo ma era americano. Uan spaccò la brocca contro il muro appena rinfrescato e sempre più adirato mise in moto tirando con uno strattone la povera Virgin che non capiva. Non poteva capire cosa significasse davvero per un italiano un semplice caffè. Si fermarono che.. Questa è solo la decima puntata e ormai siamo in vista del traguardo. A pois o a frappè. L'orario della prossima sarà a sorpresa ma sempre sullo stesso canale. Non mancateci... siamo un facile bersaglio ![:D] id="green"> santoydiabla: il tutt'uno di noi due
santoydiabla
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Inserito il 29/10/2014 alle: 23:08:08
Cari amici vicini, lontani e dispersi...alleluia [:D] Ebbene sì, siamo davvero giunti alla fine. Domani Giovedi 30 andranno in onda le ultime due puntate, poi si spalancheranno per sempre le porte dell'inferno e presi a forconate dal signore delle tenebre verremo cacciati, come la bella gente, in fondo al pozzetto autopulente [:D] In verità avevamo chiesto una proroga fino alla vigilia del giorno del giudizio. Sabato alla festa dei Santi per un Santo festeggiato dalla sua Diabla... [:D] Il destino invece ha voluto così e fra poche ore spariremo tra i meandri. Un ultimo brindisi e poi la cantina equa e solidale santoydiabla doc docg igt chiuderà i battenti e stavolta ce la prenderemo proprio sui denti.[:D] Preparate lenzuola e rotoloni regina. Ci saranno lacrimucce? Ma per favore, che non sia mai detto: così come ci siamo alzati nudi ce ne torneremo vestiti a letto. E sotto le copertine penseremo a voi. Una puzzetta e poi... via di corsa verso nuovi orizzonti. Noi all'addio siamo pronti. E voi? [:D] Buonanotte amici. A domani dunque, sogni d'oro, d'argento e mirra. Anche se sappiamo benissimo che per farci dispetto, non brinderete a vino ma a birra...[:D] santoydiabla: il tutt'uno di noi due

Modificato da santoydiabla il 29/10/2014 alle 23:56:55
santoydiabla
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Inserito il 30/10/2014 alle: 09:01:57
Questo matrimonio s'ha da fare o daffare?id="size3"> Puntata numero undici e abbattuta! La penultima! Segue dalla dieci... Si fermarono che era quasi mezzanotte a Gemona in Friuli. Uan conosceva un area di sosta dalle parti del Piazzale Monai perchè c'era stato durante una settimana gastronomica a San Daniele, rinomato luogo di produzione del famoso prosciutto. Faceva freddo sotto quelle montagne e si sistemarono una volta tanto in fianco e non con lui girato al contrario sopra il timone di Virgin. Erano stanchi e per una sera decisero di andare subito a dormire senza dire, fare, baciare, scopare e divertimento... Il vento ululava sovrapponendosi all'ululato del lupo ululante... Due ululi diversi ma che incutevano paura. Uan non chiuse occhio e si scese andando a controllare che Virgin fosse ben ancorata al suolo. Girò la rotellina del timone e l'assicurò con il freno a mano tirato, quello del pulsante in testa. Poi si risalì e cercò di dormire. Intanto la neve scendeva sempre più fitta; il silenzio tacque e i rumori rumoreggiarono. Erano da soli in quell'area, ma di questo non avevano paura. Piuttosto preoccupava il brutto tempo che secondo le solite errate previsioni meteo, sarebbe durato ancora per un paio di lustri. Erano si e no le quattro del mattino e la coltre nevosa aveva raggiunto il metro seppellendo tutto e tutti. Uan non dormiva e la truma stentava a riscaldare il furgonato nonostante la ventola girasse a pieno regime. Sentì bussare ma pensò che stesse sognando. Poi ancora più forte e si decise ad aprire. Era un mansardato russo arrivato in quel momento. Si presentò... Scusowsky compagno furgonatosky, io essere mansardato Vladimir e avere compagna rulotta Concetina italiana. Noi essere fidanzati e andare a Moscow per sposarci. Uan incominciò a ridere ma a ridere così tanto che svegliò se stesso che stava dormendo da sveglio... Poi chiamò sottovoce urlando Virgin che era intenta a mettersi lo smalto sui cerchioni. Ma guarda te che combinazione: per due che vengono, due che vanno. Ma tu Vladimir come hai conosciuto la tua dolce caravanragazza italiana? “Io conoscere Concetina a lago di Gardaland. Io essere lì per fare prezzemolino, tu capire me? Poi in area sosta tutti camperisti rabbiati con lei. Loro non volere rulota in area. Loro volere solo lunghi e profumati. Loro molto tirare, dà, dà, loro se la tirare e io menare. Poi loro chiamare sezione comportamenti e cacciare me da area. Loro casta con cupola. Io capire” Ma dai Vladimir, non siamo mica tutti così. Lo sai che nel gregge qualche pecora nera ci può scappare. “Tu dire? Io no sapere ma area solo pecore nere, montoni e stambechi con grandi corna. Loro pasare tempo solo girare intorno coleghi, misurare lungheza, vedere acesori, e poi quando andare su pozetto sparpagliare e scapare. Io davero rabiato. Vabbè dai, lascia perdere. Tanto torni a casa. no? “Oh, si, io tornare casa e sposare Concetina. Poi tanti figli, noi non spetare promesa governo, noi fare subito. Beato te Vladimir che puoi fare senza aspettare. Qui da noi... dal governo “ogni promessa è debito” Comunque adesso brindiamo tutti insieme alla nostra felicità. Cin cin. Consumarono tutta la damigiana di bonarda che Uan aveva tenuto in serbo per le grandi occasioni e lo stesso fu per Vladimir. La vodka scorse a fiumi quella notte...e a colazione. Poi la mattina tardi si salutarono e ognuno prese la sua strada. Due verso nord e due verso sud. Uan e Virgin intanto sul mezzogiorno erano arrivati dalle parti di Verona. Virgin volle farsi trainare fino al famoso balcone di Giulietta e Romeo... Lei aveta letto e sapeva. Lui non sapeva ma faceva finta. Tutti e due poi presero a recitare piangendo dalla commozione. Virgin: O Uan, Una, perchè sei tu, Uan? rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome oppure, se tu non vuoi, basta che tu giuri di essere il mio amore e io non sarò più una Rulota Uan: Devo ancora stare ad ascoltare o posso rispondere? Virgin: Solo il tuo nome mi è nemico Tu sei te stesso, non un Camper? Che cos'è un Camper? Non è la mano, non è il piede, non è il braccio non è il volto ne qualsiasi altra parte di un corpo umano. Cosa c'è in un nome? Quella che noi chiamiamo una rosa non perderebbe il suo profumo se avesse un altro nome. E così Uan, anche se non si chiamasse Uan, resterebbe perfetto. Uan, lascia andare il tuo nome e per il tuo nome che non è parte di te, prendi tutta me stessa. Uan: Ti prendo in parola chiamami amore e sarò ribattezzato. Da questo istante non sarò mai più Uan. Virgin: Ma chi sei tu protetto dalle tenebre sorprendi i segreti miei? Uan: Il mio nome non ti direbbe chi io sia il mio nome, santa mia cara, è odioso a me dato che si tratta di un nemico per te Se lo avessi scritto strapperei il foglio Virgin: Nelle mie orecchie non sono ancora entrate cento parole della tua voce che già ne conosco il suono non sei Uan e un Camper? Uan: Nessuno dei due creatura bella, se a te dispiace Virgin: Come sei venuto e dimmi perche? I muri del giardino sono alti e difficili da scalare e dato chi sei, questo nome ti sarebbe mortale se un parente mio ci trovasse Uan: Sono volato sopra questi muri con le ali dell'amore, che nessun limite di pietra potrà chiudere la via della passione. Tutto ciò che amore cosa è lecito dell'amore. I tuoi parenti non sono un ostacolo per me. Una standing ovation si levò dalla folla numerosa che gremiva il selciato davanti a quel balcone famoso. Nascosto dietro un albero anche Guglielmo Sciecspir in incognito applaudiva con le palme dei piedi. Tutto si era svolto in una magica atmosfere tipicamente italiana e per Virgin sempre più innamorata questa era davvero la calda atmosfera giusta. Gli ultimi chilometri... Questa è la penultima puntata: l'undicesima. Stasera sul far della sera prima di sera, Diabla partorirà la sua dodicesima creatura e Uan le sarà accanto girando in tondo nervosamente con la sigaretta in mano, lui che in vita sua non aveva mai fumato. Ai suoi piedi dodici pacchetti di Gauloises senza filtro, come senza filtro è stata questa storia, talmente vera da sembrare falsa, talmente bella da sembrare finta. Talmente finta da sembrare vera. Appuntamento a stasera amici, abito in lungo per le madams e giacca scura per i messieos. Dallo sgabuzzino del teatro alla Scala in quel di Milano già di prima mattina gremito all'inverosimile, non c'è nessuno. Chi ha tempo non aspetti tempo, si accomodi in poltrona e si conceda un sonnellino ristoratore sperando che colui il quale dovrebbe ristorare non si sia appisolato sui fornelli. Poi a destarvi ci penseremo noi... [:D] id="green"> santoydiabla: il tutt'uno di noi due

Modificato da santoydiabla il 30/10/2014 alle 09:03:12
santoydiabla
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Inserito il 30/10/2014 alle: 13:54:46
Un grandissimo saluto a tutti i camperisti nazional-itineranti, del nord, centro, sud e isole comprese. A loro dedichiamo la tabella della nostra vigna che chiuderà i battenti stasera, scusandoci se non sarà comprensibile a tutti. Fatene una copia e mettetela sul cruscotto. Magari per non dimenticarci. [:)]
TABELLA DEL TASSO ALCOLEMICO DELLA VIGNA EQUA E SOLIDALE “SANTOYDIABLA DOC DOCG IGT” An bicier...va bèn Dùi bicier... stà tènt Tre bicier... at lè 'n tla giàca Quatt bicièr... a tè rutùnd Na bùta... a tè 'nciucàti Na bùta e meza... at gìru ai bàli Dui bùti... tai ja fè girè a tùcc Tre bùti... a lè mèi cat vàghi dòrmi, fabiòc Na damigiana... at capìsi più gnènt, at cugnòsi pù gnùn a tè pù gnùn dèbit, a l'ha scapàti la fùmna ma...tàt sènti n'usèl fòra 'd gàbia E quanc che l'usèl a l'è fòra dla gàbia, as ciùla ca l'è 'n piasì.
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[:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D]
BEVETE POCO MA BENE E SEMPRE SOLO IN SOSTA. id="size3">
id="red"> Ci hanno telegrafato dicendo che il linguaggio incomprensibile sta provocando parecchi incidenti diplomatici. Provvediamo subito alla traduzione scusandoci con i malcapitati.
Un bicchiere... va bene Due bicchieri... stai attento Tre bicchieri... ce l'hai nella giacca (sei fregato) Quattro bicchieri... sei rotondo Una bottiglia... ti sei inciuccato Una bottiglia e mezza... ti girano le maracas Due bottiglie... le fai girare agli altri Una damigiana... non capisci più niente, non conosci più nessuno, non hai più nessun debito e ti è scappata la moglie ma ti senti un uccello fuori dalla gabbia E quando l'uccello è fuori dalla gabbia, si scopa che è un piacere.
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santoydiabla: il tutt'uno di noi due

Modificato da santoydiabla il 30/10/2014 alle 16:45:13
santoydiabla
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Inserito il 30/10/2014 alle: 18:41:46
TA TA TA TAN... TA TA TA TAN... QUI RADIO LONTRA MESSAGGIO IN CODICE PER LE FORZE DI LIBERAZIONE L'ULTIMA PUNTATA E' STATA PUNTATA. ORE 19.30 PASSATE PAROLA TA TA TA TAN... TA TA TA TAN... QUI RADIO LONTRA. FINE MESSAGGIO. [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D]
id="size3">id="green"> santoydiabla: il tutt'uno di noi due
santoydiabla
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Inserito il 30/10/2014 alle: 20:16:04
Questo matrimonio s'ha da fare o daffare? L'epilogo !id="size3"> Gli ultimi chilometri verso Casalpusterlengo sul Lengo tra ali di folla festanti che sventolavano le bandierine russe e italiane, erano stati percorsi con un'intensità tale da far accapponare le palle. Famiglie con bambini, giovani e meno anziani, single e comunità, nonni con pappagallo e nonne col latte alle ginocchia e tanta, tanta gente alle finestre, davanti alle case, bar e osterie e imprese anche funebri. Unici assenti i proprietari di alberghi e pensioni oltre ai soliti politici e sindaci mascalzoni. Il boato si fece esplosivo quando Virgin e Uan giunsero preceduti dalla staffetta della polizia motociclistica in bicicletta causa le note carenze economiche che travagliavano questo disastrato paese una volta detto del sole. Virgin non potè evitare lo sgocciolamento del serbatoio, tanta era la commozione provata. Uan invece sembrava sorpreso e deluso ma presto si capì il perchè: nessun collega era presente, nessun iscritto a Col aveva voluto tributargli gli onori delle armi. Accarezzò il fiore del camperista che teneva sul cruscotto in radica: il rododentro. E se la rise di gusto sotto la mascherina del radiatore. Tanto lo sapeva, l'aveva sempre saputo che dai suoi simili non avrebbe mai avuto nemmeno un saluto. Due uomini vestiti di nero fumo di Lontra gli fecero cenno di fermarsi. Erano quelli della sezione comportamenti: volevano menarlo. Uan rimase davvero sorpreso, spiacevolmente sorpreso. Sai, gli disse uno di loro: noi dobbiamo fare il nostro sporco lavoro, siamo malpagati per questo. Hai osato sfidare i camperisti che giornalmente frequentano questo forum. Una ventata di allegria e divertimento ci avevano illusi, ma se dici che ti hanno costretto ad andare all'inferno non possiamo far altro che mandarti. In quelle calde aree di sosta troverai mutande per i tuoi meandri. Uan scacciò con un colpo di tergicristallo la malinconia e scrollò forte i due agenti che persero i comportamenti. Poi accarezzò la sua Virgin. Tra poco l'avrebbe portata all'altare. Tutto il resto era da dimenticare e il più in fretta possibile. Santo y Diabla erano giunti con il solito anticipo lassù alla Capanna Casalini a 4644 metri. Tirava un forte vento e c'era baruffa nell'aria, talmente era rarefatta e profumata d'erba di montagna. Non c'era nessuno oltre a loro e il trattore. Scaricarono la damigiana e la collegarono alla canna. I bicchieri per il rinfresco sistemati sulla cabina del trattore aspettavano di essere riempiti. Salumi di varie qualità tutti rigorosamente provenienti da loro stessi maiali, erano pronti per essere affettati mentre i formaggi e le tome d'alpeggio venivano ricoperti da una soffice tovaglietta bianca per proteggerli dalle scimmie. L'immancabile paiolo di polenta appeso al patibolo, ribolliva d'acqua calda in attesa di istruzioni mentre il bastone era pronto per danzare con la gialla farina e le erbette raccolte dai campi ancora fioriti venivano messe a bollire in una grande pentola sul fuoco di ceppi, che scoppiettanti rallegravano la luminosissima piovosa giornata. Casalpusterlengo sul Lengo era vestita a festa. In ogni luogo compariva la fotografia di Camperuan e Virgin e i manifesti recavano gli “auguri agli sposi” della popolazione tutta. Un buontempone di “altro” scrisse “wanted” col pennarello viola. Virgin e Uan entrarono in città dalla porta di Casal, attraversarono i bastioni di Puster e guadarono il Lengo seguiti dagli effetti speciali. Il sindaco e la giunta vollero consegnare loro le chiavi della città ma Uan respinse educatamente l' onoreficienza. Lui delle chiavi non sapeva cosa farsene e per chiavare in casa di Virgin non serviva altro che bussare. E fu così che incominciarono la lenta risalita verso la Capanna Casalini dove li stavano aspettando i loro genitori adottivi: mamma Diabla e papà Santo. Sali che sali a mezzogiorno inoltrato tramite raccomandata di non ritorno arrivarono alle soglie della capanna in pietra dove avrebbero incontrato e rinfrescato amici, parenti e colleghi di itineranza. Diabla abbracciò a rate la splendida Virgin, di bianco vestita con sul tetto un velo ricamato a mano che aveva tenuto nascosto fino ad oggi. Stava d'un bene che sembrava davvero che stesse molto bene, da tanto che stava bene. Raggiante come solo una promessa sposa poteva esserlo nel giorno più della sua vita. Più di tutto. Baciò papà Santo in bocca con tanto trasporto che rotolarono sul pendìo fino a fermarsi cento metri più sotto e per fortuna sulla soffice erba. Era erba “ciularina” molto comune qui da noi scopatori all'aria aperta. E' un'erba a filo lungo, lucida e scivolosa, l'ideale per una camporella d'antico stampo quella che i giovani d'oggi non sanno neanche immaginare. Santo avrebbe voluto. Virgin era lì messa di fianco che lasciava intravvedere il telaio. Santo non era mai stato ne un santo ne in Russia e menchemeno con una russa. Lui da sempre fedele a Diabla, pensò per una volta che sarebbe stato interessante con una santa vergine di nome e prima di conoscere Uan, anche di fatto. Risalirono lungo il pendìo ognuno con il proprio rammarico. Lui avrebbe voluto e a lei forse sarebbe piaciuto. L'amore con uno di una certa età poteva esserle d'insegnamento. Cosa che l'inesperto promesso sposo non solo non avrebbe potuto ma neanche immaginato. In fin dei conti il Kamasutra era un antichissimo testo indiano, non di recente pubblicazione e nemmeno televisto su sky in abbonamento pay per view. Diabla era in attesa con le braccia incrociate e teneva dietro la schiena il bastone della polenta. Bastò un'occhiata di quelle che sanno fare solo le donne come lei per far passare a Santo tutti i pensieri erotici che aveva in testa. Resettato, Santo si appartò per bere un bicchiere. Però si sarebbe fatto volentieri la nuora, talmente era bella. In una nube di polvere di bisonti imbufaliti ecco Don Pickup in arrivo da Samarcanda, laggiù nella “pruincia granda” Sceso dalla parte del cassone per prima cosa baciò la sposa... eheheheh sti giovani pretini... poi baciò Diabla... eheheheheh sti giovani pretini, ma per evitare che baciasse anche loro, Santo e Uan si defilarono con la scusa di cambiare l'acqua al canarino. Eheheheh meglio non fidarsi di questi giovani pretini ! Si incamminarono verso la sommità del Monte Gnocca dove in una splendida solitudine si trovava una piccola chiesetta avvolta nelle misteriose nebbie che ricoprivano le vette immacolate. Nessuno aveva mai visto il Monte Gnocca, perennemente avvolto nella spessa coltre di nubi erogene. Don Pickup si scarrò tirando fuori il necessario per celebrare messa. “Venite a me itineranti. Mettetevi in ginocchio e tenete le mani alzate” Uan e Virgin si guardarono perplessi: una parola mettersi in ginocchio. Come fare? Venne in loro aiuto Santo che con il cric tolse le ruote anteriori di Uan lasciandolo sui cerchioni... e svitò la rotellina del timone di Virgin e tirando il freno a mano, quello del famoso pulsante in testa, lo conficcò nell'erba. Ora si poteva davvero dire che fossero in ginocchio... “Vengano avanti i testimoni... disse Don Pickup.” E qui ti voglio rispose Uan: noi non abbiamo mica testimoni. Nessuno di Col è voluto venire nonostante non fossero stati invitati. “Vengano avanti i testimoni... provò a ripetere il pretino 4x4 col cassone. Ccà nun ce sta nisciuno... rispose Virgin guardandosi intorno smarrita. In lontananza si sentì distintamente il rotore di gigantesche pale di un bestione volante che si avvicinava spostando nubi e nebbie. Era il gigantesco bi turbina Mil mi-26 russo, codice nato Halo ma soprannominato “Korova” ( la mucca ) che recava appeso con enormi tiranti un mansardato con al traino una roulotte. Volteggiò cercando uno spazio erboso e depositò il convoy proprio davanti all'altare per poi riprendere quota e sparire nei meandri del monte ormai noto a tutti: il Monte Gnocca. Erano Concetina e Vladimir: Che emozione per Virgin e Uan ritrovare gli amici, lui russo e lei italiana. Baci e abbracci durarono una buona mezz'ora mentre Don Pickup stizzito fumava nervosamente un miscuglio di trinciato puzzolente avvolto in una foglia di fico femmina. Erano loro i testimoni non annunciati che avevano voluto cogliere di sorpresa gli sposi. “Vengano avanti i testimoni” riprese Don Pickup, finalmente ascoltato” “Vengano avanti i genitori adottivi. Diabla si metta a fianco dello sposo e Santo a fianco della sposa. I testimoni hanno con sé i cerchioni dorati? Bene. Diamo inizio alla cerimonia” “Vuoi tu Camper Uan prendere la qui presente Rulota Virgin come tua sposa promettendo di essergli fedele sempre nella manutenzione e nella carrozzeria e di lucidarla e stuccarla tutti i giorni della tua vita itinerante? Sì, evvaiiii rispose lo sposo. E tu Rulota Virgin vuoi prendere il qui presente Camper Uan come tuo sposo promettendo di essergli fedele sempre nei collaudi e nel motore e di tagliandarlo tutti i giorni della tua vita stanziale? Da, da, da ,da da umpa. Yèssssssss rispose la sposa”. “Infilzatevi i cerchioni dorati. Bene, vi dichiaro marito e moglie. Scambiatevi la thetford in segno di pace. La cerimonia è finita. Servite la polenta.” All'improvviso dal bosco sbucarono due loschi figuri: Putin e Rensi. Si tenevano a braccetto e procedevano spediti ma non in linea retta. Ondeggiavano ridendo e scherzando. Forse non si capivano perchè era un continuo chiedersi l'un l'altro chi era l'uno e chi era l'altro. Barcollando presero un pila e atterrarono di muso proprio davanti agli sposi. Putin bevve un ultimo sorso dalla bottiglietta di vodka ormai vuota. Rensi prosciugò la fiaschetta di Chianti che teneva legata sotto il mento come un San Bernardo. Parla tu che sai parlare, disse Vladimir. No, meglio che lo fai tu, rispose Matteo. Vladimir estrasse un foglio di carta bianco, inforcò i cannocchiali e schiarendosi la voce disse... Cari compagni vicini, lontani e dispersi... Questosky matrimoniosky s'ha da farowsky... E Matteo: Questo matrimonio s'ha da fare... Don Pickup spazientito rispose: Già fatto, già fatto. Siete in ritardo, anzi siete tutti e due ritardati. Sssstttttttt... fece Rensi... questo matrimonio s'ha d'affare. Un vero affare. E voltandosi verso gli sposi... “Voi non lo sapete ma grazie a questa unione il mio amico Vladimir ha rinnovato la fornitura di gas per tutto l'anno. Camperisti, avrete gas per le vostre vacanze e gas per riscaldarvi... cosa volete di più dalla vita?” Una mer...kel...risposero ex aequo Santo y Diabla... ma forse volevano dire altro... mentre se ne andavano verso la cantina equa e solidale che avrebbero chiuso per sempre a doppia mandata. Uan e Virgin assieme ai loro amici Valdimir e Concetina presero la via del ritorno verso Casalpusterlengo sul Lengo e Don Pickup si caricò sulle spalle la cellula ventenne che lo aspettava all'oratorio... mentre il Monte Gnocca finalmente libero di nebbie e nubi si aprì mostrando a tutti le proprie intimità. Era il 30 Ottobre e faceva molto caldo... Scusate il ritardo amici ma abbiamo dovuto correre in concessionaria... Siamo diventati nonni. Infatti Virgin ha partorito... un bellissimo carrello tenda. Queste sì che sono soddisfazioni. Bene allora con questa bella notizia è davvero tutto. Addio !id="size2"> CIAOOOO. CORDIALISSIMI SALUTI E BUONE FESTE A TUTTI... CI VEDIAMO L'ANNO PROSSIMO... CHISSA'... FORSE. [;)] id="green"> id="size3">
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santoydiabla: il tutt'uno di noi due

Modificato da santoydiabla il 30/10/2014 alle 20:55:02
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montanara
montanara
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20/01/2013 3585
Inserito il 30/10/2014 alle: 20:57:39
Ma come l'anno prossimo? Mi sono assentata qualche giorno (tenuta in ostaggio da un lupo solitario ma non cattivo [8D]), e voi pensate di svignarvela cosi? No no, non si fa! Io sono fermamente a favore del detto "pochi ma buoni" e "nella botte piccola c'è il vino buono [:D])quindi... mostrate gli attributi (metaforicamente parlando [:D]) e unitevi agli itineranti interattivi! (Non sempre attivi[:o)]). Ciao! [:)] elena
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pista74
pista74
12/05/2013 2066
Inserito il 30/10/2014 alle: 22:01:09
Che dire!?! Non può finire così...sono tornato da una trasferta da Napoli, cena: dopo cena: accompagnato come sottofondo: ...leggere le ultime puntate e scoprire che è finita...NO! Cmq grazie, domani ritiriamo il camper che stava in riparazione...e farò tutta la strada fino a casa con gli scarichi aperti e tutte le altre cose utili che ho imparato leggendoVi! Complimenti e magari se ...incontrate un Marlin con due Belve piccole che schiamazzano sotto i vostri oblo fino a tardi mentre due simpatici adulti tracannano lussuria dopo aver scaricato le grigie in piazzola, aver cenato accedendo il barbecue con la fiamma ossidrica e illuminato il tendalino per la partita di tre sette con il generatore a tutta callara, chiedetegli se il loro camper si chiama Berry, ...ci farebbe un sacco piacere brindare insieme!! Buona notte Fabio p.s: la poesia è veramente troppo bella, da antologia per il finale!!
santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 30/10/2014 alle: 22:16:35
quote:Risposta al messaggio di montanara inserito in data 30/10/2014  20:57:39 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> In questa breve avventura abbiamo conosciuto davvero "i pochi ma buoni" come hai scritto tu. Bella gente come te, Elena "Montanara". Grazie. Vorremmo davvero continuare perchè a noi giullari di corte piace raccontarci così in semplicità, senza pretese, per rallegrarci un po' in queste giornate grigie, piene di problemi, di malattie, di sofferenza. E ce n'è davvero per tutti, purtroppo. Invece tanti, troppi non sanno più ridere. Tanti, troppi non conoscono più l'educazione. Tanti, troppi passano il tempo solo a criticare e litigare. Tanti, troppi non hanno più niente da dire... Con un sorriso invece tutto sarebbe diverso. Vero? L'allegria itinerante, questa sconosciuta. Vorremmo davvero continuare, ma ne vale la pena? Capire tu ci puoi, tu chiamale se vuoi, delusioni.... Un abbraccio da me e Diabla. [:X] santoydiabla: il tutt'uno di noi due
santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 30/10/2014 alle: 22:29:51
quote:Risposta al messaggio di pista74 inserito in data 30/10/2014  22:01:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Caro Fabio, che dire... non può davvero finire così. Se tutti fossero come te non finirebbe davvero così ma con una tavolata tutti insieme in allegria. E invece dopo tanti anni abbiamo preso una drastica decisione. L'occasione di vendere il camper si è materializzata in questi giorni. A una giovane coppia di amici piace tantissimo il nostro furgonato che ha vissuto davvero in simbiosi con noi per 4 anni. Abbiamo pensato che ora non potendo muoverci magari potrebbe essere per loro una buona occasione. Una mamma con 90 anni in carrozzella con un'ischemia è un motivo logico e razionale per pensarci seriamente. Sì, crediamo proprio che lo venderemo. Poi chissà... un giorno... Questo era il sesto camper, pensa. Più un furgone usatissimo molto modificato... all'inizio di questa splendida avventura... 40 anni fa... Chissà se un domani... Nel frattempo Fabio un doveroso ringraziamento. Ci ha fatto davvero piacere incontrarti. E grazie per essere stato con noi. Un cordiale saluto a te e alla tua famiglia. Un abbraccio da me e Diabla [:)] santoydiabla: il tutt'uno di noi due
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Leone 52
Leone 52
28/11/2006 61
Inserito il 31/10/2014 alle: 09:23:20
quote:Risposta al messaggio di santoydiabla inserito in data 30/10/2014  22:29:51 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Fraternamente ti dico che stiamo vivendo la tua identica situazione la quale è molto dura però il camper è quel mezzo che di tanto in tanto ci permette di staccare almeno per poche ore la classica spina e venderlo sarebbe la fine anche di questo poco che ci possiamo permettere. Quante verità sono presenti nel Vs testamento valori a molti sconosciuti. Dai forza che è ora di cominciare a potare la vigna e ricordati che io non le chiamerei "tu chiamali se vuoi delusioni..." almeno per me sono ancora EMOZIONI. Ciao un abbraccio e valutate con il cuore la vs situazione...
santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 31/10/2014 alle: 12:50:14
quote:Risposta al messaggio di Leone 52 inserito in data 31/10/2014  09:23:20 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Ciao Leone52 Sono belle le tue parole. Grazie davvero. Ci spiace sapere che anche voi... ma la vita è così e non possiamo farci niente. Per quanto riguarda il camper come avrai letto ci sono dei figli di nostri amici che vorrebbero il nostro Win, per due motivi: il principale è un discorso economico (ha compiuto 4 anni a Pasqua e ha 57000 km) ma soprattutto perchè sanno come l'abbiamo tenuto. Purtroppo siamo maniacalmalati e ci siamo privati noi per mantenere bene sotto tutti i punti di vista...lui! [:D] Poi non andando a sciare e non potendo ovviamente andare a svernare al mare... lasciamo passare l'inverno e in primavera ci guarderemo intorno. Non ci piace dire che "siamo esperti" ma dopo una vita itinerante siamo davvero in grado di valutare il da farsi. Non lo avremmo mai venduto ma avevamo una mezza idea di cambiarlo quest'estate. Poi... non abbiamo più potuto ed eccoci qui. Grazie Leone per averci fatto visita in vigna. Un cordialissimo saluto e a te e famiglia [:)] santoydiabla: il tutt'uno di noi due
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4road
4road
23/03/2013 882
Inserito il 31/10/2014 alle: 19:13:20
Ecco... e adesso io cosa faccio ? Vi sembra il modo ? saluti, chiudiamo, vendiamo... Ma...ma...ma Dai non fate così! il cielo lasciamolo ai passeri, noi restiamo con i piedi per terra...
santoydiabla
santoydiabla
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Inserito il 31/10/2014 alle: 19:57:38
quote:Risposta al messaggio di 4road inserito in data 31/10/2014  19:13:20 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Ciao 4road non fate così... ci hai strappato una risata di quelle che piacciono a noi.[:D] Ma vedi, caro amico, le motivazioni sono diverse: Abbiamo una buona occasione da sfruttare, sappiamo che chi lo comprerà lo conosce bene, gli piace, l'ha valutato e ce lo pagherebbe bene. Il prezzo giusto insomma. Figlio di camperisti nostri amici d'infanzia che non vuole più dipendere dai genitori anche perchè pure loro ora sono pensionati da un anno come noi e il camper lo usano tutte le settimane. Conoscendo molto bene la nostra situazione famigliare e il problema nonna – mamma di Diabla- ci hanno fatto la proposta d'acquisto. Un furgonato, per loro due, giovane coppia è l'ideale. Anche nell'eventualità di un probabile fiocco rosa/azzurro... Ora non possiamo muoverci, non possiamo di certo svernare in marocco e non andiamo a sciare. Quindi tranne che per qualche breve week end il nostro giocattolone rimarrebbe nel garage. Vediamo in primavera cosa succederà. Per quanto riguarda la volontà di “staccarci da Col” ci sembrava una cosa onesta. Senza camper cosa ci stiamo a fare sul sito? A noi è sempre piaciuto incontrare gli amici da qualche parte per una bicchierata e una bella mangiata insieme. E da amici virtuali farli sempre diventare reali e speciali... Ma senza camper non ce la sentiamo di promettere e poi non mantenere. O di combinare e poi dover scrivere... “saremmo venuti volentieri ma all'improvviso... Oppure, che bella gita, dai veniamo anche noi... però purtroppo all'ultimo momento..." Di conta palle qui sul forum ne conosciamo già abbastanza... anche dal “vivo” e tra quelli che sono stati dappertutto, senza mai aver avuto un camper, che hanno visto tutto e che sanno tutto... noi preferiamo farci da parte, come abbiamo sempre fatto per evitare di dover in qualche modo litigare.[}:)] Perchè la vita è bella solo se si sa sorridere (e se si è educati [;)]) Cordialissimi saluti a te e famiglia e grazie per la gradita visita.[:)] santoydiabla: il tutt'uno di noi due

Modificato da santoydiabla il 31/10/2014 alle 20:25:30
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4road
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23/03/2013 882
Inserito il 31/10/2014 alle: 22:09:13
quote:Risposta al messaggio di santoydiabla inserito in data 31/10/2014  19:57:38 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Un saluto caloroso anche a voi , buona fortuna ragazzacci ! il cielo lasciamolo ai passeri, noi restiamo con i piedi per terra...
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