Inserito il 01/07/2013 alle: 14:37:16
Marco Mazzoli, alla sua maniera, ha appena letto questa:
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli entrano nel camper parcheggiato sotto la sopraelevata di Via del Cacciatore, mangiano, rovistano, portano via tutto l’abbigliamento, le provviste alimentari e varie apparecchiature elettroniche. In cambio hanno lasciato degli escrementi per tutto l’abitacolo e danni agli arredi.
E’ successo il 25 giugno, giorno in cui, Eugenio Sottile, il proprietario del mezzo, in sosta in quel punto dal 22 giugno, si è accorto di quello che era successo vedendo un finestrino rotto. Subito sono stati allertati i Carabinieri che insieme alla parte lesa, grazie proprio alla segnalazione di quest’ultimo, hanno ritrovato resti della refurtiva in una baracca vicino al camper.
“Sono stato a sporgere denuncia dai Carabinieri- racconta Sottile- il pomeriggio sono tornato per portare via il camper per la paura di ritorsioni. Ho notato che nella baracca c’era un uomo così ho provveduto a chiamare di nuovo le forze dell’ordine, che arrivate sul posto hanno provveduto solo a chiedergli i documenti nonostante l’uomo, di nazionalità rumena, si trovasse ad occupare abusivamente la baracca e con la mia refurtiva e non solo, visto che c’erano altre valigie all’interno. Dopo averlo identificato l’hanno lasciato tornare a dormire. Io sono tornato sul luogo dopo circa un ora per riprendere la mia auto che avevo lasciato lì, c’era il rumeno che mi aspettava con dei sassi in mano . Io sono scappato per paura e lui mi ha inseguito urlandomi dietro che mi avrebbe ammazzato, mentre tirava le pietre contro la mia auto”.
Le Forze dell’Ordine sono a conoscenza di tutta la storia, che è stata denunciata completamente. Per quanto riguarda la refurtiva ritrovata in parte, non è stata ripresa dal proprietario perché e comunque mancavano i capi di valore e tutti gli apparecchi elettronici.
Sottile ci ha contattato più per rendere partecipe la cittadinanza di quello che è successo, e per sottolineare come si sia sentito indifeso rispetto ad un fatto del genere: “Entrare in quella baracca e riconoscere i miei vestiti appesi alla parete, dei miei oggetti sparsi qua e là e la tranquillità di quel rumeno sul momento, visto che è tornato a dormire e l’aggressività che poi mi ha manifestato in un secondo momento, mi hanno lasciato senza parole. Come senza parole mi lascia l’ attuale impunità di questo reato”.
[url]Qui un'altra testata che ha ripreso la notizia.