Inserito il 03/09/2008 alle: 21:02:18
Siamo appena tornati dalle nostre vacanze d’agosto in Sardegna.
Devo innanzitutto cospargermi il capo di cenere e chiedere scusa ad Antonella (aquilone) e a Renzo (turistapercaso) per non esserci fatti sentire, contrariamente alle promesse.
Siamo partiti con tanti propositi di vedere e incontrare gente… e poi la nostra sindrome da lupi solitari ha preso il sopravvento, non siamo passati da Dolianova, non siamo passati da Bosa, abbiamo percorso un itinerario assai diverso da quello che ci eravamo prefissi.
Secondo i programmi avremmo dovuto incontrare altri camperisti del forum che prendevano la nostra stessa nave (SNAV, ore 11 del 4 agosto), ma quando siamo arrivati alle 8,30 del mattino sul piazzale di Civitavecchia, poiché eravamo piccoli ci hanno messi in una fila a parte e fatti salire immediatamente. Così niente chiacchiere in banchina, ed una volta sulla nave ognuno ai fatti suoi.
All’arrivo ci siamo diretti subito in Ogliastra, dove dovevamo incontrarci con Marco, nostro amico romano che ha casa a Marina di Tertenia.
Già i primi due giorni li avevamo passati nel cortile di un meccanico di Tertenia, dove siamo rimasti bloccati per un guasto ad un freno (nuovo): un ferodo di una ganascia posteriore si è scollato, si è sovrapposto all’altro e praticamente eravamo sempre frenati. Il meccanico è stato di una gentilezza e di una disponibilità disarmante, ci ha ospitato sotto una tettoia della sua casa-officina mentre attendevamo l’arrivo del ricambio da Cagliari.
Risolto il guasto abbiamo telefonato a Marco: stava ristrutturando casa, doveva tenere a bada i muratori che erano già in spaventoso ritardo sui programmi, la casa inabitabile, le sue ferie di quest’anno bruciate fra piastrelle sanitari ed infissi, abbiamo capito che non era il momento adatto e ci siamo defilati.
Così da una situazione che sembrava fantozziana ci siamo ritrovati a vivere una vacanza strepitosa, almeno secondo il nostro punto di vista.
Abbiamo trascorso alcuni giorni a Marina di Tertenia, spostandoci durante il giorno lungo il litorale di Barisoni, che non ha niente di particolare, visto dall’esterno, ma con un mare ricco di una varietà enciclopedica di pesci, ed animali marini in genere, che ha fatto impazzire di soddisfazione sia mio marito pescatore subacqueo che me, fotografa fanatica, e di notte presso il grande parcheggio sotto i pioppi di Foxi Manna. I vigili che gentilmente ci venivano a fare visita ogni giorno sulla spiaggia ci ricordavano che non si può pernottare nei parcheggi lungo il litorale, ma lo si può fare a Foxi Manna, dove però, secondo loro, non ci sono servizi.
In realtà, secondo il nostro punto di vista, la sistemazione di Foxi Manna è una vera pacchia: per chi ama la spiaggia sabbiosa, con un mare sempre limpido ma poco profondo, c’è la spiaggia proprio di fronte, con pedana di stecche di plastica per favorire l’avvicinamento al bagnasciuga anche con carrozzine, con baretto, docce libere e fontanella. Si può restare gratuitamente, nessuno dice niente se si tirano fuori tavoli o verande, a fianco c’è l’isola ecologica per la raccolta differenziata dei rifiuti; addirittura abbiamo visto un paio di coppie di stranieri fare lì campeggio libero in macchina, ed un sabato sera un attendamento di scout. L’unica cosa che manca è la possibilità di scarico, ma per noi che abbiamo il nautico, con un’autonomia di 4-5 giorni non è un problema. Forse perché è una località un po’ fuori mano e poco nota non abbiamo mai visto più di 5-6 camper.
Noi non amiamo le aree di sosta, per il nostro coriaceo attaccamento venticinquennale alla sosta libera, e sarà per questo che quando ci avviciniamo ad un’area di sosta per fare camper service vi troviamo sempre qualcosa da criticare. Abbiamo avuto la sorte di recarci per questo indispensabile compito all’area “le rocce rosse” di Cea. Non vorrei che qualcuno si offendesse, ma il nostro parere personale è assolutamente negativo: l’accesso è improponibile, subito a sinistra dopo avere svoltato, (in discesa, che significa al ritorno dover fare un’immissione in salita rispettando la precedenza) in uno stradello strettissimo, ovviamente a doppio senso e con una scarsa sensibilità alle esigenze dimensionali da parte delle auto che passano, cancello di misura, subito adiacente l’area di scarico, vicinissima ai camper parcheggiati, tutti vicini vicini, nel fare manovra per aspettare che uscisse un altro abbiamo fatto la gimcana fra uno stendino e un albero.
Il tubo dell’acqua è unico, appoggiato sulla polvere, da utilizzare sia per il risciacquo della griglia che per il carico del serbatoio delle chiare.
Il gestore come ha visto che avevamo il nautico si è raccomandato che sciacquassimo bene perché altrimenti arrivava la puzza ai camper vicini. Da venticinque anni abbiamo il nautico, lo sappiamo bene che dobbiamo sciacquare, ma lui piuttosto poteva anche tenere i camper un po’ più distanziati dalla griglia! Certo che così ce ne sarebbero stati di meno, con minori entrate…
Mentre svolgevamo le nostre operazioni abbiamo assistito all’uscita di un enorme van (di quelli da squadra corse) che per svoltare in strada ha dovuto arare la siepe e d un pezzo di campo a fianco del viottolo, fra gli applausi dei camperisti che tifavano.
Da qui abbiamo fatto una deviazione nell’interno, andando a visitare le Grotte di Su Marmuri a Ulassai, ed una placida, bellissima, distensiva escursione in battello lungo il Medio Lago del Flumendosa, ammirando scorci stupendi che sono visibili solo tramite il trenino verde o il battello: nel corso di queste escursioni eravamo gli unici in camper.
Volevamo approfittare dell’indirizzo fornitoci da Antonella per assaggiare il porceddu all’agriturismo di Dolianova, ma quando abbiamo telefonato ci hanno risposto che nei giorni precedenti il 15 non accettavano gente a pranzo perché troppo indaffarati nei preparativi di Ferragosto, così la deviazione a Dolianova e da Antonella è saltata.
Seconda esperienza di camper service, area “Turimar” a Porto Corallo: saremo sfortunati noi….nel momento in cui siamo arrivati pareva si svolgesse nella zona davanti alle griglie il “gioco del 15” fra camper che si scambiavano posto.
Ho chiesto se si poteva scaricare, il responsabile non c’era, non si sapeva dove fosse, nessuno sapeva chi, e in quanti fossero in fila, in attesa di scaricare, mentre parlavo col camperista che stava scaricando mi sono vista versare una tanica di Tethford a pochi centimetri dai miei piedi senza una parola. Mio marito fuori dal cancello che aspettava col motore in moto, quando gli ho spiegato che non ci avevo capito niente non ci voleva credere. Siamo andati via e ci siamo dirottati all’area “Luna e limoni” nel centro di Muravera. Nonostante nostri vecchi risentimenti con Muravera, mi sono dovuta ricredere: purtroppo l’area è assolata, lontana dal mare, e così c’ erano solo due camper parcheggiati. Ma siamo stati accolti con cortesia, nonostante non intendessimo fermarci; la griglia è ampia, dotata di sistema automatico di risciacquo, pompa veloce. Ci è stata offerta anche un’ interessante rivista sulle iniziative e le particolarità della zona.
Ci siamo diretti a S. Antioco, a Cala Lunga, dove si può fare sosta libera. La spiaggia è piccola, ma è un sogno, ed i fondali anche, subito uscendo dalla cala da entrambi i lati. Però il parcheggio non offre molti spazi in piano, e durante il giorno si riempie di macchine e quindi è bene arrivare ed andarsene al mattino presto o alla sera.
Dopo un paio di giorni si è alzato il vento, e col vento il parcheggio diventa una continua tortura di folate di polvere: o tenere tutto chiuso e morire dal caldo o sentire scricchiolare le tazzine sul tavolo…
Ci siamo spostati a Fluminimaggiore, alle grotte di Su Mannau, e dopo a Capo Pecora.
Altra devastante esperienza col camper service di Buggerru: un piazzale di cemento e polvere assolato, in riva ad una spiaggia a fianco della darsena (non è il massimo), i camper parcheggiati anche più sotto, dentro ad un “campo sportivo” di cemento, che non abbiamo capito se fossero anche loro “ospiti paganti” dell’area attrezzata. Da un lato, a fianco della griglia di scarico e del lavatoio, sotto al sole c’erano un paio di cabine doccia fatte con dei separè di canne: il signore che stava facendo la doccia credeva di essere nella sua privacy, invece dalle canne traspariva tutto…quelle cabine in canna posticcia mi hanno ricordato per associazione di idee quelle celle di isolamento dove venivano rinchiusi per punizione i carcerati nella Cajenna (film “Papillon”) o nel Vietnam (“Rambo”)
Noi lì abbiamo fatto solo scarico e carico, fra l’altro un altro camperista un po’ frettoloso è andato in smanie perché avevamo ben due serbatoi da scaricare… ma onestamente non me la sentirei di soggiornarvi. Per cosa? Per la spiaggia no, è meglio lungo San Nicolò. Per i servizi? Molto meglio dentro al mio bagno, o se posso all’esterno col doccino. Mi domando, perché fare la doccia dove ci vanno tutti, quando hai la tua doccia personale? Perché il bagno si “bagna”? Sarò una massaia anomala, ma ritengo che sia una buona occasione per pulire il pavimento, che si sporca inevitabilmente, basta giocare un po’ con la pendenza a favore del buco di scarico perché scoli bene l’acqua, ed i mobili “dovrebbero” essere a prova d’acqua (i miei lo sono sicuramente, pura plastica): se non lo sono perché il costruttore ha deciso che il legno in bagno fa “fico” e l’acquirente ci è cascato…si usi pure la doccia comune.. Quanto allo spazio consentito attorno, attenzione ad aprire le finestre, a turno col vicino! Possibile che una sistemazione del genere vada bene a tanti? Saremo noi che siamo sbagliati.
Ricordavamo Capo Pecora 25 anni fa quando eravamo più giovani ed atletici. Con grande rammarico abbiamo preferito rinunciarvi: il luogo è meraviglioso, da lacrime agli occhi, imponente, affascinante, ma abbiamo esaminato l’accesso alla zona di sosta: a scendere giù nessun problema, ma ci siamo domandati come potesse andare la risalita, con trazione anteriore, poca potenza, terreno dissestato pieno di buche da prendere con molta cautela. Inoltre gli spettacolari ciottoloni a “uovo di struzzo” sul litorale non sono proprio il top per chi ha difficoltà a camminare come me, e men che meno l’accesso in acqua con pinne ed attrezzatura connessa: lì al massimo sarei riuscita ad andare fuori con gli zoccoloni, e poi, il cambio con le pinne dove l’avrei fatto e dove avrei messo gli zoccoloni? A farla breve non ce la siamo sentita, purtroppo non siamo più idonei a Capo Pecora.
E così, visto che il vento era calato, siamo tornati a Cala Lunga, ancora qualche giorno.
Da lì siamo tornati in Ogliastra, ed infine a Coscia di Donna, presso Stintino. Se da un lato della costa c’è il mondo, affollato sulle lunghe spiagge sabbiose dai costosi parcheggi, dall’altra parte c’è una strabiliante serie di insenature rocciose, con qualche modesto accesso umano all’acqua, che ci ha portato a conoscere un altro pezzo di ricchissimo acquario mediterraneo. Anche qui sosta libera, con pochi temerari a tenerci compagnia.
Il tutto dopo aver finalmente fatto pace coi camper service, grazie all’area “I Platani” di Fertilia, pulita, ordinata, organizzata, tranquilla ed ariosa, ed ancor prima con il camper service di Ghilarza, uno dei rari esempi di servizio pubblico gratuito, lasciato al buon senso dei camperisti, che però purtroppo non è sempre ben ripagato. Non è un discorso propriamente elegante, ma abbiamo trovato incastrati nella griglia residui ormai rinsecchiti che si faticava potessero essere stati prodotti da esseri umani. Probabilmente non molti sanno che esistono i liquidi disgreganti, che per l’appunto sciolgono e riducono tutto, carta e organico, in una poltiglia fluida, facilmente risciacquabile. E ci siamo chiesti, anche se così fosse, è così complicato buttarci sopra acqua fino a lavare via tutto? Noi lo abbiamo fatto, anche se non era roba nostra, e ci è costato quell’infimo gettone da 50 centesimi per far erogare acqua alla fontana.
Insomma, ammetto che sono abbastanza polemica sull’argomento. Noi non usufruiamo di questi servizi esclusivamente per carico scarico, ma sta diventando un serpente che si mangia la coda: più vediamo cose che non ci vanno e più ci passa la voglia di frequentare le aree di sosta. Quello che mi domando come è possibile che a tutti gli altri, quelli che delle aree di sosta ne fanno uso, situazioni del tipo che abbiamo osservato noi possano andare bene, tanto da preoccuparsi di prenotarle e pagare per starci.
Ciao Anna