Inserito il 10/09/2007 alle: 12:47:57
Da più di 25 anni trascorriamo le nostre ferie d’agosto in Sardegna in camper: adoriamo il suo mare, la sua terra e la sua gente, ci piace andare a scoprire mete nascoste, ma anche tornare a rivedere quello che più ci è piaciuto o ci ha colpito. Non manca anno che non passiamo da Argentiera: il fascino e la suggestione del vecchio borgo minerario, uniti alla comodità della spiaggia, alla meraviglia dei suoi fondali ed alla pescosità lungo costa, ne fanno una meta ideale per mio marito pescatore subacqueo e per me, che mi limito a contemplare e fotografare, sopra e sotto l’acqua.
In aprile avevamo avuto la fortuna di fare una scappata in Sardegna per un congresso, ed avevo accompagnato una coppia amici a mostrare con orgoglio il borgo di Argentiera, i resti della miniera, le rocce, la spiaggia, il suggestivo panorama visto dall’alto dalla gradinata del sagrato della chiesa, restando ad ammirare uno sfolgorante tramonto davanti alla spiaggia della vecchia laveria.
Siamo tornati subito dopo Ferragosto, siamo arrivati ormai a notte, ed abbiamo trovato il grande parcheggio sovrastante il borgo completamente deserto, sia di camper che di qualunque altro mezzo o persona, con un bel cartello nuovo fiammante contenente una serie di divieti, fra i quali quello di sostare per i camper (nota bene, non solo campeggiare o parcheggiare, ma nemmeno sostare) a cura del Comune di Sassari.
Siamo rimasti raggelati, senza parole, avremmo potuto insistere e restare, contestare il cartello illecito, o addirittura scendere al parcheggio sulla spiaggia avvalendoci del contrassegno per disabili che possiedo (per mia disgrazia, o fortuna, secondo i punti di vista), ma per evitare grane (chi ha voglia di cercare grane in vacanza?) abbiamo preferito dirottare verso un’atra meta, vicina e più accogliente per noi camperisti.
Ci abbiamo rimuginato parecchio, ci siamo sentiti emarginati, privati del diritto di ognuno di accedere, non dico ad una proprietà privata, o un residence, ma ad un pubblico paese, ad una pubblica spiaggia, a pubblici locali.
Nei giorni successivi nostra figlia, che si trovava anche lei nella zona, in macchina, è andata a “balneare” ad Argentiera ed ha un po’ “investigato”. Secondo quelli del luogo i cartelli sono comparsi un po’ a sorpresa, senza neanche tanto interesse da parte di alcuni esercenti, però il divieto viene fatto rispettare perché “c’è chi telefona e poi arriva la municipale a sgomberare”.
L’enorme piazzale di parcheggio all’ingresso del paese, sovrastante la spiaggia è stato destinato a qualche particolare utilizzo? No, è sempre praticamente vuoto perché le case non sono tante e molte hanno il loro cortiletto.
Il parcheggio davanti alla laveria è in parte occupato dai carrelli, vuoti, per il trasporto dei gommoni e di gusci di imbarcazioni, così come la spiaggia, nonostante il limite delle acque interdette alla navigazione.
Non è certamente la prima volta in tanti anni che ci troviamo di fronte a questo tipo di divieti assurdi, non dovremmo neanche più meravigliarcene, ma ogni volta si scatena il senso di ribellione, di disappunto, e questo accade tanto più violentemente quanto più la località è bella, degna di essere gustata, e quando non esistono oggettivi problemi di sovraffollamento.
Non ci sono alberghi in paese, il cosiddetto “campeggio” in zona è praticamente una deprimente baraccopoli superaffollata arrampicata a gradoni sopra alla caletta di Porto Palmas, per cui la presenza di veicoli ricreazionali non fa concorrenza a queste categorie di operatori turistici.
Non è neanche da dire che i camperisti non sono graditi perché non “spendono” nei negozi locali, neanche chi è residente nelle case può “spendere”: a parte un ristorantino ed un paio di bar non c’è più neanche la bottega dei generi alimentari, per qualunque cosa bisogna salire a Palmadula, distante qualche chilometro di erti tornanti.
Probabilmente quello che dava fastidio erano i tanti camper che usavano sostare sul piazzalone? Non mi pare che tutto sommato portassero via posto destinato ad altro, ed inoltre non mi è mai capitato di vedere situazioni di indecenza riguardo a scarichi selvaggi o cianfrusaglie sparpagliate sulla piazza.
Per il parcheggio sotto alla laveria, se effettivamente ci fossero stati problemi di transito dato l’accesso stretto, avrebbero potuto fare un divieto di circolazione limitato alla sola zona della spiaggia, come la logica detterebbe, per tutti gli automezzi (posto pure che un camper sia ingombrante, non mi pare che un’auto con carrello porta barca al seguito non sia tanto meno ingombrante)
Se c’è chi si batte per promuovere la località sotto il profilo turistico e ambientale, per la sua importanza come testimonianza di archeologia mineraria, mi pare che questo non sia il comportamento più opportuno per coadiuvare l’iniziativa.
Faccio una domanda in generale ai brillanti ideatori di questi geniali divieti: secondo loro come dovrebbero fare turismo i loro camperisti “ideali”? Parcheggiato il camper in un’area attrezzata, zaino in spalla dovrebbero arrampicarsi per il territorio a piedi o in bici, o prendere un bus, supposto che siano tutti giovani ed atletici?
Adesso che siamo in periodo di fiera di Mondo Natura, a dare la giusta risposta invito anche i signori costruttori e venditori di camper: attenzione, perché più dilagherà la spicciativa e poco dispendiosa moda dei generici divieti da parte delle amministrazioni locali, e maggiori difficoltà incontrerà il mercato dei camper di fronte a clienti sempre più insoddisfatti nel trovarsi tanto tarpati nell’uso di un veicolo ricreazionale il cui prezzo a volte si avvicina a quello di mezzo appartamento.
Aspetto vostri pareri, ciao a tutti Anna da Bologna.