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In risposta al messaggio di dani1967 del 22/09/2026 alle 17:30:15Ho percorso in passato un certo numero di sentieri trekking in Norvegia, e mi sono sempre chiesto come mai le misure di sicurezza per gli escursionisti siano sempre minime, se non totalmente assenti. Diversamente dalla Svezia e Finlandia, dove i pericoli come burroni, scarpate, strapiombi, orridi ecc. sono pure infinitamente piú rari, non c'è paragone. I punti pericolosi sono attentamente segnalati, non solo sulle mappe, ma anche fisicamente. Laddove i passaggi fossero particolarmente insidiosi, vengono messe passerelle in legno, talvolta lunghissime, oppure balaustre in legno o ferro. Ok, in Norvegia non ci sono torbiere, alcune in Sv. e Fi. possono essere letali, peggio delle sabbie mobili, ma comunque mi pare che in generale la Norvegia sia meno o per nulla attenta alla sicurezza del turista.
Sfrutto questo topic per segnalare questo articolo Mi fa specie perché su quella montagna ci sono stato anche io...
In risposta al messaggio di wippet del 24/09/2026 alle 09:59:03Allora, quella cima ha più possibili salite, per cui quell'atleta potrebbe essere salita o scesa da un lato diverso dal mio. Quella salita che feci è a dire il vero molto addomesticata, con un sentiero sistemato in più punti. Anche se non esistono torbe nel senso finno-svedese, o anche scozzese (quest'estate mi sono piantato a piedi nelle torbe scozzesi e stavo impazzendo), comunque il permafrost è molto diffuso così come i terreni argillosi, e io al contrario ho visto che cercano anche per proteggerli dall'erosione di sistemarli. Su quel sentiero mi sembrava di essere in un mercato rionale italiano perché, sfiga delle sfighe, dopo che mi ero da casa preparato quell'itinerario pensando di andare nella desolata montagna norvegese, li attraccò Costa crociere e scaricò centinaia di persone che avevano quella passeggiata come possibilità gratuita, e vidi cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. Ma il sentiero aveva una ottima manutenzione, anche se argilloso e scivoloso e ripido.
Ho percorso in passato un certo numero di sentieri trekking in Norvegia, e mi sono sempre chiesto come mai le misure di sicurezza per gli escursionisti siano sempre minime, se non totalmente assenti. Diversamente dalla Sveziae Finlandia, dove i pericoli come burroni, scarpate, strapiombi, orridi ecc. sono pure infinitamente piú rari, non c'è paragone. I punti pericolosi sono attentamente segnalati, non solo sulle mappe, ma anche fisicamente. Laddove i passaggi fossero particolarmente insidiosi, vengono messe passerelle in legno, talvolta lunghissime, oppure balaustre in legno o ferro. Ok, in Norvegia non ci sono torbiere, alcune in Sv. e Fi. possono essere letali, peggio delle sabbie mobili, ma comunque mi pare che in generale la Norvegia sia meno o per nulla attenta alla sicurezza del turista. Questo a mio parere è in sintonia con la mentalità del paese, secondo la quale i ''locals'' sanno bene come comportarsi, e i turisti sono visti un po' come intrusi, e ciò che fanno, è a loro rischio e pericolo. Svezia e Finlandia invece spendono molta fatica e molti quattrini per mantenere agibili in sicurezza i loro tracciati trekking, che eventualmente vengono anche temporaneamente chiusi, se le condizioni meteo fossero avverse. I forestali sono tantissimi, molto attivi ed efficienti, li si incontra spesso sui percorsi, sorvegliano e sono anche solerti nel fornire informazioni in tempo reale. In Norvegia personalmente non ne ho mai incontrato uno, e mi domando: ma esistono?
In risposta al messaggio di dani1967 del 24/09/2026 alle 10:52:03
Allora, quella cima ha più possibili salite, per cui quell'atleta potrebbe essere salita o scesa da un lato diverso dal mio. Quella salita che feci è a dire il vero molto addomesticata, con un sentiero sistemato in piùpunti. Anche se non esistono torbe nel senso finno-svedese, o anche scozzese (quest'estate mi sono piantato a piedi nelle torbe scozzesi e stavo impazzendo), comunque il permafrost è molto diffuso così come i terreni argillosi, e io al contrario ho visto che cercano anche per proteggerli dall'erosione di sistemarli. Su quel sentiero mi sembrava di essere in un mercato rionale italiano perché, sfiga delle sfighe, dopo che mi ero da casa preparato quell'itinerario pensando di andare nella desolata montagna norvegese, li attraccò Costa crociere e scaricò centinaia di persone che avevano quella passeggiata come possibilità gratuita, e vidi cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. Ma il sentiero aveva una ottima manutenzione, anche se argilloso e scivoloso e ripido.
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In risposta al messaggio di miracoloitaliano del 25/09/2026 alle 13:27:36Bellissimo davvero, grazie per la condivisione delle foto
Parlando di foliage, mi permetto di condividere un paio di scatti realizzati appena qualche giorno fa durante un'escursione di un paio di giorni a Helags (1.797 mslm), la cima più alta della Svezia al di sotto del Circolo Polare Artico, per dare un'idea della situazione in tempo reale.
In risposta al messaggio di miracoloitaliano del 25/09/2026 alle 13:27:36Che spettacolo! Bellissime foto, grazie della condivisione!
Parlando di foliage, mi permetto di condividere un paio di scatti realizzati appena qualche giorno fa durante un'escursione di un paio di giorni a Helags (1.797 mslm), la cima più alta della Svezia al di sotto del Circolo Polare Artico, per dare un'idea della situazione in tempo reale.
In risposta al messaggio di wippet del 26/09/2026 alle 10:48:10
Spesso la natura offre spettacoli sorprendenti, anche dietro l'angolo... Direste mai che qui siamo in Abruzzo, nella Riserva Naturale Orientata del Monte Velino?
In risposta al messaggio di wippet del 26/09/2026 alle 10:48:10Spettacolo!
Spesso la natura offre spettacoli sorprendenti, anche dietro l'angolo... Direste mai che qui siamo in Abruzzo, nella Riserva Naturale Orientata del Monte Velino?
In risposta al messaggio di Sparty91 del 26/09/2026 alle 08:57:28Non serve immaginare - il sole si mostra e si nasconde varie volte al giorno, la grande variabilità meteorologica permette di apprezzare praticamente tutte le condizioni di luce possibili in un arco di tempo piuttosto breve, e i colori risplendono ancora di più quando un paesaggio illuminato dal sole radente ha come sfondo delle nuvole scure, una delle mie situazioni preferite. Sempre fotograficamente parlando, i netti contrasti che si vanno a creare quando alle latitudini italiane il sole splende alto e forte, qui sono estremamente mitigati, rendendo l'esposizione più uniforme, in particolar modo durante giornate coperte, e queste sono condizioni che non ho trovato a latitudini diverse. È tutta una questione di luce - chiunque scatti con una macchina fotografica propriamente detta e non con un telefonino si accorge subito che scattare qui, o in italia, sono due cose completamente diverse.
Che spettacolo! Bellissime foto, grazie della condivisione! Non oso immaginare come brillerebbero quelle foglie se uscisse il sole