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Imparare una lingua straniera viaggiando

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lori c.
lori c.
07/04/2005 4038
Inserito il 19/02/2014 alle: 17:52:51
Salve a tutti, fino a che i figli (11-13-14 anni) ancora ci seguono volentieri nei viaggi in camper avrei pensato di offrire loro la possibilità di imparare almeno le basi di una o due lingue straniere. E' un obiettivo difficile, lo so, considerando che normalmente ci spostiamo con il camper ogni 24-36 ore, ma diciamo che saremmo disposti a fermarci anche ... 72 ore [:D] in una stessa località se le condizioni meteo e/o di comodità lo permettessero. Le lingue che vorrei i miei figli apprendessero sono il francese ed il tedesco, ovviamente in viaggi diversi [;)]. Prendiamo ad esempio il francese, soprattutto perché dovrebbe essere più facile rispetto all'altra, poi perché la Francia la conosciamo poco. Avevo ipotizzato la possibilità di fermarci nei campeggi (ORRORE [xx(]) dove loro potrebbero socializzare con loro coetanei, mentre nelle aree di sosta normalmente si fermano i turisti, almeno così ho notato. La domanda è: voi camperisti con figli, avete avuto esperienza al riguardo? avete suggerimenti, idee, località dove si possano abbinare tante cose da vedere pur rimanendo stanziali (ari-ORRORE!) lontani della grandi città? grazie in anticipo lc
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marcoalderotti
marcoalderotti
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01/10/2006 9455
Inserito il 19/02/2014 alle: 19:40:39
quote:Risposta al messaggio di lori c. inserito in data 19/02/2014  17:52:51 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Secondo me,trarrai ben pochi benefici didattici da tale esperienza La vacanza studio,proposta generalmente,ha maggiori sisultati tanto piu' è avanzata la preparazione scolastica dei ragazzi,quindi a parte il 14 enne( che avra' una preparazione da scuola media) gli altri ragazzi saranno poco preparati. Inoltre c'è da dire che se i ragazzi non soggiornano in famiglie che non parlano la loro lingua,difficilmente si aguzzeranno per poter imparare qualcosa. Figuriamoci in cosi' poco tempo e in viaggio con i genitori.
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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31349
Inserito il 19/02/2014 alle: 22:07:51
quote:Risposta al messaggio di lori c. inserito in data 19/02/2014  17:52:51 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> I ragazzi italiani in gruppo, all'estero, hanno una spiccatissima tendenza a fare branco totalmente isolato, magari con solo uno che parla in rappresentanza del gruppo. Il problema fondamentale è che sono tre. Separati, potrebbero fare qualche cosa. Purtuttavia qualche cosa si può fare. Senti i miei suggerimenti. Il tedesco è MOLTO difficile, lo puoi affrontare solo dopo un corso fatto bene qui. Il francese ? Fatto bene è lo stesso, ma permette un approccio più maccheronico. Potresti prima provare a fare un qualche corso a casa, una qualche attività introduttiva. Poi li devi cambiare stile di vacanza globale. Pensa a una vacanza dedicata ad attività sul posto (corsi di qualche cosa). Attività ovviamente che li separi per qualche motivo e li obblighi a relazionarsi con gli altri.Lo sforzo di dire quelle poche parole magari li sblocca. Questo ovviamente ti costringerà a spostarti non più di 3-4 volte. Inoltre no satellite ma solo tv locale. Anche volendo loro giornalini. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
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annapasqua
annapasqua
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19/11/2009 3797
Inserito il 19/02/2014 alle: 22:09:12
penso anch'io che quello che potranno portare a casa i ragazzi sarà ben poco: qualche parola - base che forse non vale la sofferenza, per voi, di stare fermi. potete magari aiutarli stabilendo che vadano loro ad acquistare, che so il pane, preparandovi prima la frase o facendo ascoltare la radio: non capiranno ma sentiranno il suono della lingua. tieni anche conto che persone che parlano la stessa lingua, la parlano ad una velocità che rende difficile la comprensione: io "credevo", avendolo studiato anni, di sapere lo spagnolo. in realtà lo sapevo, quanto a capire gli spagnoli che parlano tra loro ci ho impiegato un po'. secondo me, la cosa pià importante che puoi trasmettegli è la voglia e la curiosità di conoscere.[:I]
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lori c.
lori c.
07/04/2005 4038
Inserito il 20/02/2014 alle: 11:30:24
Grazie per i vostri interventi [:)]. In realtà è ben più di un vago progetto, almeno quello di imparare il francese. Loro sono tre e fanno "gruppo", è vero, già sono bilingue (spagnolo) e a scuola hanno appreso decentemente l'inglese. Stanno iniziando ad apprendere il francese con un corso su computer (Rosetta Stone), che non implica noiose lezioni grammaticali, ma il riconoscimento diretto di immagini e parole. Potrebbero imparare un frasario e poi utilizzarlo in loco, magari sfruttando i cugini sia in Svizzera francese, che vicino Parigi, che casualmente [:D] andremo a trovare quest'estate, ma mica ci si può "accollare" ai parenti per tutte le vacanze [^]. Solo 3-4 spostamenti durante tutta la vacanza, se c'è un motivo più che valido, siamo disposti ad accettarli. Qualche giorno da zia Miriam, una settimana da zio Ricardo e poi... campeggi [xx(], direi che ce la possiamo fare [:)] saluti

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poesiadAmore
poesiadAmore
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14/09/2010 8274
Inserito il 20/02/2014 alle: 16:29:33
Noi abbiamo scelto le vacanze in Inghilterra proprio per permettere a nostra figlia di parlare inglese, che già ha studiato fin dall'asilo. E' chiaro che senza una preparazione minima di base sarebbe difficile dialogare, specie se magari son ragazzi timidi come la mia [B)] La scuola proponeva una vacanza di 15 gg al college ma i nostri dubbi erano: 1) i costi elevati 2) se viveva in college parlava tra i suoi amici italiani e, a parte le lezioni, per il resto non si sforzavano di parlare inglese, 3) se sceglievano l'opzione vivere in famiglia dovevano spostarsi da soli in metrò ecc quindi non se ne parla nemmeno( sarò mamma chioccia ma a Londra da sola mia figlia 15enne noncivà[:I]) Così le abbiamo proposto di accompagnarla, facendole parlare inglese ai musei, al bar, per chiedere info. La sua timidezza e il fatto che ci spostavamo per visite non ha permesso che facesse amicizia ma la vostra disponibilità all'utilizzo di campeggi forse li aiuterà anche in questo. Io conosco il francese ma l'inglese non lo parlo se non indecentemente così la figlia si sentiva importante per queste vacanze in cui lei sinceramente se l'è cavata egregiamente. Quindi a mio avviso fate bene, è un ottima partenza per stimolare a parlare una lingua! PdA
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vigano family
vigano family
07/11/2008 1578
Inserito il 20/02/2014 alle: 17:14:06
mi sento di portare la nostra esperienza. viaggiare è importantissimo per entrare nell'ottica delle lingue, ma studiarle e saperle è un'altra cosa. io mio marito siamo stati , negli anni 70, quelli che andavano in Inghilterra per mito... e ci siamo rimasti entrambi un anno. io l'ho fatto anche con il tedesco vivendo sia in austria che germania. purtroppo il tedesco è una lingua poco richiesta e alla fino l'ho un pò persa. a entrambi i nostri figli abbiamo fatto fare la stessa esperienza. a oggi nostro figlio Iacopo, 22enne, vive a bristol da un anno e ci starà ancora un po. ovviamente sono anche esperienze di vita, che , credetemi fanno crescere e maturare molto. io sono contraria ai corsi estivi per 'imparare' le lingue. sono costosi, inutili perché i ragazzi, quasi sempre tra i italiani, non solo hanno poco tempo per imparare, ma in pratica non parlano mai la lingua. esperienza personale. forse serve per un voto migliore in una verifica ma per imparare ci vogliono almeno 6 mesi. aspettate che siano maggiorenni e poi li mandate da qualche parte , si cercano un lavoro, si rendono autosufficienti, almeno per le spese quotidiane, e ne ritorneranno con bagaglio linguistico e di vita impagabile.
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pilao
pilao
27/04/2006 3958
Inserito il 20/02/2014 alle: 17:17:56
Imparare una lingua straniera quando se ne sa già una (cioè da grandicelli), penso sia una delle cose più difficile del mondo. Questo per chi ha un modo di ragionare come il mio: imparare dalla pratica e non dalla…. grammatica, in tutti i campi. La grammatica serve poi per verificare se quello che si è imparato è giusto o meno o per affinare, perfezionare, completare le conoscenze. Io ho imparato l’italiano da ‘grande’ e preferisco non ricordare i mesi passati circondato da un popolo che parlava una strana lingua, bella, piena di vocali, musicale quanto vuoi, ma incomprensibile. Penso che già il sapere che non tutti parlano la tua lingua sia una grossa conquista. Sembra banale, ma non è scontato. I miei ragazzi, ora, quando parlano con uno straniero, si mettono in uno stato d’animo paziente e si sforzano sia di capire che di farsi capire. E da qui nasce la sorgente della nuova lingua da apprendere. Parola dopo parola, frase dopo frase. Ma deve essere una cosa per loro spontanea: guai a far trafilare un minimo senso di obbligo, di costrizione: finisce il gioco, secca la curiosità. Questo l’ho visto…. guardando distrattamente da un’altra parte. Il viaggio all’estero deve stimolare la curiosità, creare la necessità, provocare il bisogno. Non fa che bene. L’importante è non forzare la mano. Non tutti i figli sono uguali: c’è chi impara velocemente, chi no, c’è chi si vergogna e c’è chi invece gode nel farsi capire da uno straniero. Un’altra cosa: chi sa l’inglese ha grosse difficoltà ad imparare una nuova lingua per ‘contatto’ perché trovi sempre qualcuno che, bene o male, lo sa e si casca sempre lì. Bye. pilao Take nothing but photographs, leave nothing but footprints. Il resto è poetry!
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raffaellalella
raffaellalella
28/07/2007 1531
Inserito il 21/02/2014 alle: 12:01:15
Da ragazza ho avuto sia l'esperienza di una vacanza-studio a 16 anni in Inghilterra in cui non ho imparato assolutamente nulla (ero sempre con ragazzi italiani) sia un'altra da sola a 18 in una famiglia a Londra con lavoro "alla pari" in cui in quasi 3 mesi ho fatto passi da gigante, tanto che sono arrivata a pensare direttamente in inglese nella mia testa frasi semplici (una conquista straordinaria). Ovviamente avevo buone basi, studiando 3 lingue alle superiori, e anche adesso, dopo molti anni, la conoscenza del francese ancora buono (oltre all'inglese) e qualche discreto ricordo di tedesco esercitato nelle vacanze in Germania mi hanno salvato in ogni occasione all'estero, anche perchè, conoscendo il francese, anche per lo spagnolo noi italiani siamo molto più agevolati nel capire. Credo sia indispensabile partire da una base buona a casa, altrimenti ci si "chiude" e non si capisce nulla punto e basta, a meno di stare per mesi soli all'estero, e allora si impara per disperazione. E' impossibile secondo me pensare che in una vacanza con i genitori si possa imparare qualcosa di più di qualche frasetta, comunque meglio che niente. Tutto sta al ragazzo, se ha una "molla" che scatta in testa sapere le lingue gli sembrerà bellissimo ora e per sempre, altrimenti le odierà, quindi gli obblighi di studio sono da escludere.
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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31349
Inserito il 21/02/2014 alle: 22:29:13
quote:Risposta al messaggio di lori c. inserito in data 20/02/2014  11:30:24 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Prova a pensare a qualche attività che potrebbe loro piacere, tipo, non so, arrampicata, kayak, mtb, equitazione, in modo da fargli fare qualcosa con insegnanti separati. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
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lori c.
lori c.
07/04/2005 4038
Inserito il 24/02/2014 alle: 10:00:00
@dani1967: dal tuo ultimo suggerimento si percepisce la spiccata predisposizione allo sport, cosa alla quale non avevo pensato [|)], grazie [:)] Intanto hanno qualche mese per studiare, può essere colta come un'opportunità anche per i genitori che notoriamente hanno molta volontà ma meno talento [:D] saluti lc
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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31349
Inserito il 24/02/2014 alle: 10:05:09
quote:Risposta al messaggio di lori c. inserito in data 24/02/2014  10:00:00 (

Visualizza messaggio in nuova finestra

)
>
> Beh, lo scorso anno ad esempio sono stato al

Parc de la préhistoire

(vedi il mio ultimo diario) dove per un giorno ci sono stati "atelier" didattici sul periodo preistorico, ovviamente in francese, ideali per i ragazzi. E anche dal

camping

dove ero stato c'erano molte iniziative. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
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nonnomarco2
nonnomarco2
20/09/2011 662
Inserito il 24/02/2014 alle: 12:49:53
Ritengo che la tua sia un'ottima idea ma che per ovvi motivi di tempo non può porsi obiettivi enormi, e deve essere accompagnata, come hai detto, dallo studio. Il fatto stesso di essere in un paese straniero dovrebbe permettere ai ragazzi di familiarizzare con la "sonorità" della lingua; basta poco esempio accendere la TV in lingua anzichè giocare alla PS, andare a fare la spesa cercando di capire i nomi locali, leggere i menu originali del ristorante, seguire le indicazioni stradali cercando di interpretarli, fare sport con altri ragazzi in lingua. Tutto dipende dalla predisposizione e dalla voglia di essere all'ascolto, dalla curiosità di capire. Basta non chiudersi nel cerchio dell'italianità. Io parlo fluentemente francese non solo perchè l'ho studiato fino alle superiori ma anche perchè ho la possibilità di parlarlo per lavoro tutti i giorni da 30 anni. I miei figli, ora grandi, capiscono sufficientemente bene il francese pur avendolo blandamente studiato alle medie, anche grazie alle vacanze insieme in Costa Azzurra in campeggio dove trovavano sempre il modo di intendersi con i loro coetanei. FBL Marco P.S. conosco anche il tedesco e posso dirti che è un pò più "tosto" del francese[:D]
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