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maurito54
maurito54
26/03/2008 5759
Inserito il 11/12/2008 alle: 12:28:30
La Svizzera esce dall'enclaveid="size3"> Il passo è storico, almeno dal punto di vista politico. Da domani, 12 dicembre 2008, la Svizzera entra nell'area di Schengen e dunque cancella i controlli sistematici delle persone alle frontiere con Austria, Francia, Germania e Italia. Solo con il Liechtenstein le cose per ora non cambiano, ma è questione di poco tempo, perché anche il piccolo Principato entrerà in Schengen, probabilmente alla fine del 2009. Da quel momento non ci saranno controlli neanche alla sua frontiera. L'entrata della Confederazione nell'area di sicurezza comune rafforza gli accordi bilaterali con Bruxelles e conferma la volontà di una maggioranza di svizzeri di mantenere comunque buoni rapporti con l'Unione Europea, pur restandone tenacemente fuori. Sarà perché la Svizzera non è più un sonderfall, un «caso particolare», come afferma il sociologo Christian Suter nel Rapporto sociale 2008, fotografia della realtà elvetica presentata nei giorni scorsi. Sarà perché alla fine nella Confederazione si afferma il pragmatismo, cioè la capacità di cogliere vantaggi anche in uno scenario che non piace. Fatto sta che la Svizzera ha aderito al Trattato di Schengen, al contrario di membri dell'Unione Europea di vecchia tradizione come Gran Bretagna e Irlanda. La Gran Bretagna, peraltro, come la stessa Confederazione elvetica, è fuori dall'Unione monetaria e non ha adottato l'euro. Gli svantaggi per la Confederazione sono legati al venir meno di una parte della sua fiera politica autonoma di sicurezza. I vantaggi sono l'entrata in un ampio circuito elettronico di lotta alla criminalità e la possibilità di rendere più fluida la libera circolazione delle persone, con riflessi positivi per l'economia e anche per il turismo (per i visitatori extra Ue basterà un visto Schengen).Inoltre,con l'accordo di Schengen entra in vigore anche la convenzione di Dublino e attraverso la banca dati europea sarà possibile pure per la Svizzera identificare i richiedenti l'asilo che hanno già presentato domanda in altri Stati e dunque indirizzarli nel caso al Paese competente. Alle ansie, alle paure di quella parte della Svizzera che si sente ora indifesa, risponde la Svizzera meno chiusa, sottolineando questi vantaggi. D'altro canto, se il passo è storico dal punto di vista politico, lo è meno dal punto di vista degli effetti concreti. La Confederazione non fa infatti parte dell'Unione doganale europea e ciò significa che le cose non cambieranno per quel che riguarda i controlli legati ai beni e alle merci. Gli impianti doganali resteranno, si continuerà a comprare la famosa vignette da 40 franchi per poter circolare sulle autostrade elvetiche, varranno ancora le norme sulla dichiarazione di valori superiori ai 10mila euro per chi entra o esce. Certo, i controlli non saranno più «sistematici» per le persone e questo indubbiamente qualcosa cambia. Le guardie di confine elvetiche avevano peraltro già cominciato negli anni scorsi a preparare il passo, diradando gradualmente i controlli alle frontiere e organizzandosi con la polizia per i controlli all'interno del territorio, come vuole il nuovo schema. Per riorganizzare il sistema di controlli negli aereoporti, le autorità svizzere avranno più tempo, perché negli scali elvetici Schengen entrerà in vigore il 29 marzo prossimo. A Berna, a Zurigo, nelle gran parte delle grandi città i timori sono relativi. Le paure per un deficit di sicurezza sono concentrate nei Cantoni di frontiera, in Ticino soprattutto. Nel 2005, l'adesione all'area Schengen fu approvata a maggioranza a livello nazionale, ma nel Cantone confinante con l'Italia i «sì» rimasero in minoranza. Luigi Pedrazzini, responsabile in Ticino del dipartimento Istituzioni, in pratica il ministro cantonale dell'Interno, ha cercato di rassicurare la popolazione: «Vi sarà più lavoro per quanto concerne i controlli sul territorio, anche sulla scorta delle informazioni che ci scambieremo con i Paesi di Schengen. Sono convinto che l'accordo avrà effetti positivi», ha detto. Le speranze residue degli anti Schengen, raccolti attorno alla Lega dei Ticinesi e a parti importanti dell'Udc,partito nazionale populista e anti europeo, si concentrano ora sul referendum dell' 8 febbraio prossimo. Si voterà sul rinnovo della libera circolazione con l'Unione Europea e sulla sua estensione a Bulgaria e Romania. Se dovessero prevalere i «no», potrebbe cadere anche l'adesione a Schengen, perché la Ue potrebbe rimettere in discussione tutti gli accordi bilaterali. Ma è un'ipotesi che per ora in quasi tutti i partiti elvetici viene vista come remota. È vero che la Svizzera ci mette davvero molto tempo ad arrivare, si dice a Berna, ma quando lo fa poi è difficile che torni indietro. (Tratto da:

http://www.ilsole24ore.com/art/...

) Ho pensato che fosse un'importante notizia, per chi ama sconfinare per l'Europa. [:)]

Bye

17
deua
deua
28/01/2008 175
Inserito il 11/12/2008 alle: 12:54:13
grazie x le informazioni, sei stato super esauriente. Ciao Paola
18
peterpann
peterpann
29/01/2007 6813
Inserito il 11/12/2008 alle: 13:18:25
Mah ai fini pratici a noi ci cambia poco.(per non dire nulla)
19
IlVeterano
IlVeterano
rating

27/02/2006 18652
Inserito il 11/12/2008 alle: 15:33:35
Se questa adesione della Svizzera renderà meno lunghi i tempi per i passaggi di confine, come a volte si è purtroppo verificato, ben venga la Svizzera un po' più europea. Saluti Vanni
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