quote:Risposta al messaggio di Ninni inserito in data 13/04/2012 19:06:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
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Non posso darti torto, Ninni.
È evidente che l'"offerta turistica di territorio" dovrebbe essere governata con competenza, da amministratori in grado di guardare lontano e di mantenere il territorio al riparo dalle speculazioni. Si abbandona invece questo lembo di terra - come tanti altri, del resto - agli appetiti di chi vuol fare soldi a palate. Vediamo tutti, ad esempio, lo scempio di Porto Miggiano ( http://www.youtube.com/watch?v=z8UPL5WDtZg). Ma non è che un esempio.
Per dire di quanto capisca quel che dici, considera che ho fatto parte di almeno una decina di comitati per la difesa del territorio (si trattava perlopiù di opporsi a varianti di strumenti urbanistici per la costruzione di alberghi e simili).
Detto questo - e scusandomi per il prolungato OT - purtroppo il turismo di massa è in se stesso, più che fruizione, consumo di territorio (questo a prescindere dai comportamenti di ciascun turista, che peraltro non sono sempre immacolati).
Da molti anni ormai, nei mesi estivi, è ampiamente superata la soglia di godibilità delle nostre spiagge. Eppure, di anno in anno gli arrivi aumentano.
È evidente che anche nel turismo ci sono fenomeni di costruzione di "mode", quando non di mitologie. Vent'anni fa il Salento (purtroppo) nessuno sapeva dove fosse. Adesso (purtroppo) non c'è italiano che non si infiammi a dismisura per il Salento e per tutte le sue vere o presunte autenticità, accecato dal marketing territoriale. Insomma: da un eccesso all'altro.
Allo stato attuale, temo che non ci sia ceto politico in grado di governare flussi turistici così ingenti. E non c'è popolazione, per quanto attiva e consapevole, in grado di porre argine agli interessi di chi vuol "valorizzare" (economicamente, s'intende) ogni centimetro di costa.
Il turismo non è mai né soltanto fruizione (del turista) né accoglienza (dell'abitante). È sempre una relazione. E ognuno dovrebbe riflettere sulle proprie azioni: l'abitante dare un esempio di rispetto della propria terra (e pretenderlo), il turista ricordare sempre che, volente o nolente, contribuisce a fare massa, e magari provare a emanciparsi dalle mode. Una cosa non esclude l'altra.
Se mi posso permettere a mia volta, ti suggerisco un bel libro che parla di quel che sto dicendo, anche se riferito a tutt'altri contesti: Marco Aime, "L’incontro mancato. Turisti, nativi, immagini", Bollati Boringhieri, 2005.
Mi auguro davvero che riusciate a trovare un campeggio tranquillo e raccolto direttamente sul mare del Salento. Anzi, se lo trovate, per favore, segnalatemelo. Ho molta voglia di fare un bagno come si faceva sino a quindici anni fa.
In tutta coscienza
ciao
Ang