Inserito il 13/04/2012 alle: 17:57:50
Ti allego una piccola parte di quanto è reperibile su Tindari. Personalmente posso aggiungere che è una splendida meta sia dal punto di vista paesaggistico, che da quello storico culturale per gli interessanti reperti archeologici.
Per il credente poi si entra nel "mistico" trattandosi di un luogo di pellegrinaggio radicato da molti secoli.
Alla cittadina superiore si accede esclusivamente con le navette e i mezzi si lasciano obbligatoriamente al parcheggio inferiore.
Santuario della Madonna del Tindari.
Tindari, l'antica Ttyndaris, una tra le ultime colonie greche siciliane, richiama immediatamente alla mente i laghetti di Marinello e il famoso Santuario della Madonna del Tindari, la Madonnina nera, come viene affettuosamente chiamata per via del suo aspetto. Si tratta di una statua lignea di stile bizantino, la cui provenienza viene tradizionalmente indicata dall'Oriente.Probabilmente giunse in epoca iconoclasta o durante il periodo delle crociate, quando “le galee delle Repubbliche Marinare veleggiavano di continuo verso il mondo orientale ed il rito greco fiorì a lungo nella nostra Sicilia”. Il nuovo Santuario, che ospita la Madonna nera, fu edificato tra il 1959 ed il 1979 e lasciò intatta l'antica chiesetta che accoglie la statua della Madonna del Tindari, cui vengono attribuiti poteri miracolosi. Il Santuario è per questa ragione meta di pellegrinaggi, che si concentrano in special modo il 18 Settembre. Una dicitura incisa sul basamento della statua, recita: “Nigra sum sed formosa”. Tale espressione che spesso desta curiosità, fu ripresa dal Cantico dei Cantici e fa riferimento alla bellezza di Maria ed al colore bruno del suo viso.
Riguardo l'antico Santuario si ritiene che esso fu tra i pochi edifici risparmiati dalla distruzione degli Arabi. Tale chiesa costruita sui ruderi del primo Santuario, ospitava probabilmente già la Statua della Madonna, dal periodo in cui la città era stata dominata dai Bizantini (535-836), dopo che in Oriente era iniziata la persecuzione iconoclasta. Il vecchio santuario adesso aggregato al nuovo complesso, fu riedificato nel 1549 dopo le devastazioni subite ad opera del corsaro Barbarosa cinque anni prima.
Rais Dragut, soprannominato Ariadeno Barbarossa, famigerato pirata algerino, dopo aver saccheggiato Lipari, sbarcò a Patti e da lì arrivò anche al Santuario del Tindari. Miracolosamente rimase intatta la statua della Madonna nera.
Il percorso per giungere a Tindari è molto suggestivo...
provenendo da Est, è tutto un susseguirsi di colline digradanti verso il mare. Alcuni scorci mostrano la bellezza del Golfo di Patti e le spiagge, e lo sguardo può spaziare fino a Capo di Milazzo. Dalle spiagge di Oliveri, si possono raggiungere i laghetti di Marinello, noti per il fatto di suggerire visivamente l'immagine della Vergine, si possono ammirare dall'alto dalla terrazza antistante il Santuario. In realtà una immagine riconducibile al profilo della Vergine Maria fu riconosciuta solo nel 1982, in uno dei laghetti che assunse una forma simile ad una donna con il velo, messa di profilo.
Veduta di Tindari ed i laghetti di MarinelloLa forma dei laghetti infatti, proprio perchè soggetti alle azioni naturali, non è mai identica... Si tratta di specchi d'acqua di mare poco profondi generati dall'insinuarsi del mare nella baia. Questi laghetti comunque, proprio per via della loro natura riescono ad evocare sensazioni. Una leggenda narra di una bambina lì precipitata dall'alto che fu miracolosamente salvata dal ritirarsi delle acque che da allora lasciarono il posto a quella base di sabbia soffice, che ne avrebbe attutito la caduta, come l'abbraccio di una madre, le Madonna del Tindari.
Riguardo l'antica Tyndaris essa aveva una pianta regolare, con tre ampi decumani e cardini perpendicolari. Venne fondata dal tiranno di Siracusa Dionisio il Vecchio nel 396 a.C. per ospitare dei profughi spartani alla fine della guerra del Peloponneso (404 a.C.). Il nome, generalmente si pensa derivi dai Dioscuri, chiamati anche Tindaridi, ed al loro padre terreno Tindaro, eroe e re mitico di Sparta.
Punto strategico nel controllo del tratto di mare compreso tra le Eolie e Messina, per via della posizione dominante, era dotata di una imponente cinta muraria, costruita al tempo di Dionisio -sostituite in seguito da un doppio paramento di massi di pietra squadrata.Tali mura si incontrano lungo la salita che conduce alla sommità di capo Tindari, durante la quale si costeggiano a tratti. In realtà tale cinta muraria racchiudeva soltanto nei punti non difesi naturalmente la cittadina. In seguito passa sotto il dominio romano e conosce un periodo di grande prosperità. Successivamente la città subì un periodo di decadenza, si pensa a causa di una frana di cui parla Plinio, che fece precipitare una parte della città. Inoltre subì anche la conquista da parte degli Arabi nel IX sec. d.C. Il ginnasio, meglio noto come la Basilica è un edificio eretto in età tardo imperiale, a tre piani di cui resta solo parte di quello inferiore. Si tratta di una ampia navata ad arcate i cui resti non danno certezza circa la sua funzione che tuttora resta incerta. Una galleria accessibile solo ai due estremi, fiancheggiata ai lati da due strade a cielo scoperto che avevano sbocco sull'agorà attraverso le aperture che facevano corpo con la facciata. Interessante anche il teatro di origine greca (fine del IV sec. a.C.) costruito a monte del decumano, sfruttando la naturale conformazione del terreno con la cavea rivolta verso il mare, divisa in 11 cunei con 28 gradini.