Per la serie “Come è andata a finire” mi piace rendere conto per dare soddisfazione a quelli che mi hanno aiutato e per valorizzare posti che meritano.
La nave da cui siamo sbarcati ha fatto come al solito ritardo e per una serie di circostanze che non sto a precisare siamo arrivati a Pietrasanta alle due di notte. Ho mancato clamorosamente il parcheggio della Coop col suo sottopassaggio, complice la stanchezza, ma per fortuna siamo approdati in un ampio piazzale appartato, alberato, semivuoto, tranquillo e gratuito. Si trova a ridosso dell’Istituto d’Arte (N 43,96295 E 10,22412) da li ci si può spostare tranquillamente a piedi.
La mattina, dopo aver per prima cosa rintracciato la piazza intitolata al mio zio partigiano, gironzoliamo per la piacevolissima cittadina, che grazie alla vicinanza delle cave di marmo da sempre attira la visita degli artisti. Così è stato per Fernando Botero (scultore e pittore colombiano, quello delle figure ciccione) che qui comprò casa.
Botero, Il guerriero, piazza Matteotti.id="orange">
Botero, affresco nella Chiesa della Misericordia.id="orange">
Abbiamo fra l’altro la fortuna di capitare nel periodo della mostra "L'innocenza della realtà". Per l’occasione le vie principali sono disseminate di molte altre sculture, oltre a quelle che vi risiedono in pianta stabile, in una sorta di museo all’aperto. La più curiosa è posizionata in tutta la sua imponenza, 5 mt d’altezza, carpita alla sua prima collocazione lo spazio antistante il Centre Pompidou di Parigi, dello scultore algerino Abdel Abdessemed. Rappresenta il più famoso colpo di testa della storia del calcio, quello assestato da Zidane al nostro Materazzi durante la finale dei mondiali 2006. Ci è sembrato però un po’ azzardato il posizionamento attuale, proprio di fronte al duomo.
Mostra o non mostra la cittadina è comunque graziosa e dotata di interessanti negozi. Oltre ad essere vivacemente frequentata anche di notte.
La salita fino a Capriglia è possibile, d'altronde vi sale anche una piccola corriera per il trasporto urbano. Il panorama è molto bello, anche se devo dire un po’ troppo disseminato di capannoni industriali.
Sant’Anna di Stazzema merita un discorso a parte. La strada per raggiungerla è percorribilissima e alla fine, come già segnalato, c’è un grande piazzale dove si può pernottare. Abbiamo trovato un relativo affollamento, dovuto al fatto che proprio al termine di quella settimana vi si sarebbero svolte le celebrazioni commemorative. Toccanti la visita al museo e al sacrario, ma il luogo ha comunque un fascino tutto suo in quanto è immerso nel verde delle balze appenniniche ed è fra l’altro disseminato di sentieri escursionistici. Al calar della sera, immersi in un silenzio campestre, ci siamo accorti a causa dei lumini di aver parcheggiato affianco al cimitero. Si tratta di quello civile, nel senso che vi riposano i defunti recenti, non quelli dell’eccidio, ma è appunto pensando alla ferocia di quell’evento che quelli di oggi ci hanno fatto tenerezza e compagnia, piuttosto che rattristarci.
Purtroppo ho dovuto rinunciare alle escursioni lungo la Linea Gotica. Solo il giorno dopo a Barga in Garfagnana (dove si trova una comoda AA con CS) sono stato colto da una dolorosa colica renale. Però posso dire di aver visitato il pronto soccorso dell’ospedale di Castelnuovo, dopo una corsa in ambulanza lungo una strada montana piena di buche. Era il primo ricovero della mia vita, niente di grave ma ho dovuto fare il bravo almeno per i primi giorni successivi. Un grazie al personale medico e non, sono stati tutti gentilissimi, nonostante avessero gatte da pelare ben più grosse della mia.
E un grazie ancora anche a voi per gli utili consigli.

www.regoleo.altervista.org
Modificato da Regoleo il 05/09/2013 alle 16:01:15