quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 30/01/2010 22:01:57 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> guarda anche i dynafit, sul sito di sportler vendono in set l'FT 6.0 dell'anno scorso a 350€ col diamir, se aspetti un paio di mesi li porti via con 50€ meno (+ 30/40€ per i rampant) ciao sTefaNo
Si parte dal Malga Pian Grant, dove già ero partito la settimana scorsa per fare Cima Vacche. Gli itinerari però si differenziano subito.
Lungo la salita incontriamo Malga Pian Lastre.
Quindi ci addentriamo nel bosco. Al termine dello stesso inizia la lunga risalita della spalla, fino alla vetta:
Poca neve: toccati diversi sassi in discesa anche perchè la luna è sorta quando oramai eravamo a metà. Per quanto riguarda il manto speravo in più farina, ma invece è in fase avanzata di trasformazione verso la crosta. Pendii piuttosto solcati perchè questa è una cima facile dove alla domenica trovi 20-30 persone.
Serata tutto ok, buon allenamento.
Purtroppo le sorprese sono arrivate lungo la via del ritorno: a 4 km da casa, in autostrada, per un colpo di sonno ho avuto un incidente [:(] (senza però coinvolgere altre persone o cose): in quel momento ero solo, macchina distrutta ma fortunatamente illeso! [:)]
Massimiliano
quote:Risposta al messaggio di maurito54 inserito in data 04/02/2010 21:25:23 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 04/02/2010 23:03:23 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:Risposta al messaggio di homepost inserito in data 05/02/2010 16:58:05 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:Risposta al messaggio di superilamon inserito in data 05/02/2010 19:11:03 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> [:)][:)] Grazie a tutti per l'affetto [:)][:)] _____________________________________________________________________id="red"> E' da un pò che ci stavo pensando... Ieri sera el Prefo ed io siamo andati in Val Cellina...
Come avrete già capito, l'idea era di salire su questo...
Particolare della lama Assaloni.
La Val Cellina è lunga 50 km circa ed è attraversata appunto dall'omonima SS 251 "di Zoldo e Val Cellina"; la spalatura è affidata a 3 imprese private e noi siamo andati a trovare una di queste che conosco per motivi di lavoro.
Come avrete già notato il camion è un Actros 6X4 da 430 HP con catene montate sull'asse centrale. In salita "Franco" bloccava pure il differenziale centrale per avere maggior trazione. La spalatura è un'operazione "dispendiosa": il motore girava stabilmente sopra i 2000 rpm, regime abbastanza elevato per un camion. Niente sale, perchè c'era una forte nevicata in corso.
Ci ha raccontato che dovrebbe essere la Provincia a dare l'ordine di partire; ma ciò non accade e lui parte in autonomia anche perchè è difficile togliere la neve dalla strada quanto si aspetta troppo e la stessa viene calpestata dai veicoli in transito.
Finalmente in movimento.
La lama, in condizione di marcia normale, viene tenuta in "flottante" (cioè libera di seguire l'altimetria del terreno). Franco conosce ogni minima asperità del manto stradale ed eventualmente alza leggermente la lama sui dossi (la stessa comunque è dotata di valvole antishock che evitano rotture).
Particolare della lama in movimento.
In centro ad Andreis.
Franco raccontava che a volte è necessario montare una catena su una ruota dell'asse sterzante per dare maggiore direzionalità al veicolo.
Spalatura di un incrocio.
La stretta strada della Molassa.
La velocità di marcia si aggira sui 30-35 km/h. Complimenti a Franco perchè con la lama sfiora vetture, guard rail, pali e quan'altro di soli 5-10 cm. Lui si che sarebbe un validissimo conducente di camper in montagna!
Buona domenica a tutti.
Massimiliano quote:Risposta al messaggio di auta inserito in data 06/02/2010 15:50:07 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Grazie. Massimiliano _____________________________________________________________________id="red"> Ciao. Ieri uscita faticosa: buon dislivello (1400 m) ma sviluppo lunghissimo nell'altipiano del Parco di Fanes-Sennes-Braies. E' una gita tranquilla poco remunerativa sciisticamente parlando -lunghissimi tratti piani- ma vero paradiso per le ciaspe! Molti sentieri sono battuti dal gatto; si attraversano diversi rifugi (generalmenti aperti fino a Pasqua): è pertanto possibile attraversare l'altipiano in due giorni.
in giallo salitaid="orange">
in blu discesaid="blue">
Noi siamo partiti dal noto parcheggio (ampio ed abbastanza piano) di quota 1400 lungo la strada che da Cortina d'Ampezzo porta a Cimabanche.
Le Tofane: di Dentro e di Mezzo.
Malga Ra Stua.
Altopiano e pini Cembri.
Rifugio Sennes.
La Croda Rossa di Cortina.
Eccolo finalmente: la Sella de Sennes (obbiettivo del dì) ed il rifugio Munt de Sennes.
La Croda del Becco ed il rifugio Biella (indicato dalla freccia rossa).
Finalmente sulla spalla: la val Tamersch; in alto a destra S. Vigilio di Marebbe.
Fin qui non accade mai nulla, il terreno è in lievissima costante pendenza.
Dopo aver valutato bene il cambio di pendenza, decidiamo di proseguire.
Un abile apripista [:)][:)][:)]. Ovviamente saliamo distanziati.
Giungiamo finalmente in cima (2800 m). Si apre un grandioso scenario di 360°.
Il Sass da Putia.
Le Odle: il Sass Rigais e la Furchetta.
Le Tre Cime di Lavaredo.
Le Piramidi [:D]: sono sempre le Tofane citate all'inizio.
Il Gruppo Sella. In particolare si nota la val Mesdì, gran classica dello sci alpinismo.
E' giunto il momento di scendere, rigorosamente scendendo lungo la traccia della salita (senza andare ad interessare altre parti del pendio) ed uno alla volta (per non sovraccaricare il manto).
Parto io, gli altri mi aspettano in cima.
Avanzo ancora...Finito questo pendio termina la discesa [:0]: mancaro più di 1000 metri di dislivello per arrivare al parcheggio ma, analogamente alla salita, la pendenza è modestissima ed anche in discesa è necessario "remare" parecchio per avanzare. Durante la discesa abbiamo puntato al rif. Fodara Vedla per scattare una foto ai circostanti fienili...
Massimiliano
PS: Un abbraccio ai familiari delle vittime di ieri. quote:Risposta al messaggio di stfn inserito in data 08/02/2010 22:53:20 (> Per fortuna le auto sono solo cose. Bellissima gita Oetzi, e complimenti per riuscire a fare sempre ottimi report fotografici. Io domenica mi sono dovuto accontentare di una fugace gita in mtb sul ghiaccio ... [:D][:D][:D] Ho scrittoVisualizza messaggio in nuova finestra
)>
qui
a proposito di valanghe se vi interessa ...quote:Risposta al messaggio di stfn inserito in data 08/02/2010 22:53:20 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Grazie Stefano. Massimiliano _____________________________________________________________________id="red">
Prendo spunto da questo foto scattata domenica tra il parcheggio e Malga Ra Stua. Questa lapide commemora la morte di 7 fanti austriaci del Landstrum (esercito della riserva dove militavano gli anziani) a causa di una valanga. L'inverno del 1916 fu particolarmente rigido e nevoso ed in primavera le valanghe misero a dura priva gli eserciti.
Questo per dire che il tempo passa ma i problemi restano: ora “l'ambiente alpino invernale” è sottoposto a questo massacro mediatico.
Ma i cani non mordono più?
In pista non accadono più incidenti?
Non esistono più le stragi del sabato sera?
Durante la tragedia avvenuta prima di Natale (in particolare val Lasties) i bollettini proponevano grado 2 su una scala di 5. Purtroppo non li ho salvati.
Questa volta proponevano grado 3. Controlliamo cosa significa.
http://www.aineva.it/bolletti/bollet3.html
Intanto abbiamo imparato che non c'è scritto di rimanere a casa.
Io ritengo attività fondamentale pianificare prima di tutto ogni uscita la sera prima. Si sceglie la gita in accordo al grado di pericolo comunicato dal bollettino valanghe, che tra l'altro è in grado di precisare delle macro aree dove è caduta più o meno neve e c'è più o meno pericolo.
E' risaputo che l'appetito vien mangiando. Chiunque quando è in ambiente vuoi per la stanchezza, vuoi perché le persone con cui esci ti infondono sicurezza, vuoi perché magari vedi molta gente in giro (classico esempio la Marmolada ad inizio stagione) oppure noti strutture quali rifugi, teleferiche, cavi, ecc... è portato a sottovalutare il pericolo. Non parliamo poi quando in salita stai attento ad ogni virgola mentre in discesa l'adrenalina fa brutti brutti scherzi...
In conclusione io cerco di ragionare a casa a mente lucida in moda tale da scegliere la gita in accordo con la stabilità del manto.
Esistono mappe e guide dove ci si può documentare e che segnalano eventuali pericoli, pendii ripidi, passaggi obbligati e quant'altro. Esistono anche database su internet costantemente aggiornati. Ok non sono verità assoluta, ma in quale campo la trovi?
Relativamente all'incidente del Cimon di Palantina (non conosco le zone delle altre tragedie quindi non commento) prima di tutto premetto che ogni morto esige rispetto, a prescindere. Familiari compresi.
A parte che alcuni siti riportano che l'incidente è avvenuto a Forcella Palantina Altae non sul Cimon di Palantina; io comunque li ho fatti entrambi sia l'anno scorso che quest'anno:
Cimon di Palantina.
https://forum.camperonline.it/#=95930&whichpage=4
https://forum.camperonline.it/topic.asp?ARCHIVE=true&TOPIC_ID=62699&whichpage=10
Forcella Palantina Alta:
https://forum.camperonline.it/#=95930&whichpage=1
https://forum.camperonline.it/topic.asp?ARCHIVE=true&TOPIC_ID=62699&whichpage=6
e mai, ripeto mai, li avrei scesi con grado 3.
Per cosa? Il Cimon, se mi manca nella collezione, posso farlo tranquillamente domenica prossima. L'imperativo di ogni uscita è fare quella successiva!
Veniamo alle sparate legislative. E non voglio sentire che la gente deve essere abbandonata. Altrimenti io non voglio che le motovedette in estate escano ad aiutare natanti o sub in difficoltà, ma questo non è giusto! Io me ne sto zitto in questo campo, perchè del mare non capisco nulla.
Queste le opinioni di due persone più competenti:
Messner:
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/08/news/nuova_vittima_valanghe-2224767/
Berger, Assessore al Turismo della Provincia di Bolzano:
http://www.provincia.bz.it/usp/285.asp?redas=yes&aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=321315
Ultima riflessione: pensate allo sciatore che, con meno di 10 euro (...e non sto parlando dello ski-pass dolomiti superski da 50 euro circa...), sale in cima al Sass Pordoi e va fuoripista senza nessuna base. Da li partono i canaloni Holzer e Joel, tra i più difficili delle Dolomiti (nel primo addirittura è necessaria una calata)
Oppure ci sono anche la val Mesdì o la stessa forcella Pordoi o tanti altri. Sono itinerari che esigono le dovute attenzioni.
Uno sci alpinista oramai riceve la formazione presso i corsi organizzati dal CAI dove la sicurezza è il primo pensiero e ti “inculcano” l'utilizzo di pala, sonda ed arva (tra l'altro le moderne digitali sono veramente semplici da usare; ti segnalano persino una banale freccia -probabilmente facile da seguire anche sotto choc- e la distanza dal travolto). Inoltre quando esci lo fai con i tuoi colleghi di ogni uscita, gente fidata, con le quali hai condiviso un'infinità di discese e ne conosci realmente le capacità.
Ma cosa fa uno sciatore che va fuoripista? Vede le semplici scie di passaggio del giorno precedente e le segue...con quali basi? E con quali sistemi di protezione?
Massimiliano
Non vedo l'ora che arrivi domani [:)][:p][:)][:p]
Buona domenica a tutti.
Massimiliano
cima
dalla cima
valle d'aosta (aosta in centro foto)
gruppo del monte rosa e cervino sulla sx
quote:Risposta al messaggio di Oetzi inserito in data 13/02/2010 18:47:13 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Mi piacciono molto le code e le punte! Che bello quando sciavo! [:)] x Ilaria Complimenti per le stelline! [:)] Bye
quote:Risposta al messaggio di superilamon inserito in data 13/02/2010 18:56:31 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> pensa a me che me li devo sopportare dalla domenica sera al lunedì a mezzogiorno in taverna perchè si devono asciugare [:(!] [:(!] [:D] ciao Isidoro