in vista del colle
sotto il colle
itinerario dal deposito sci
Si parte... potete immaginare facilmente lo spessore del manto... [:(].
Un piacevole restauro.
Porcapaletta tutti qua?!? Ovvio, non ce n'è altrove...[:(].
Ora è opportuno dilungarsi. Qui siamo alla forcella tra il Cocco e la cima Bella. Poca neve non significa basso pericolo valanghe: sotto cresta c'era un evidente accumulo da vento. Avevamo appena finito di confabulare scegliendo -ovviamente all'unanimità- di salire sulla cresta, ovvero la via più sicura. Vediamo 3 striaci che tagliano sotto, alla base dello stesso. Passano 30' e...
In cima al Cocco. -7° e vento (60 km/h secondo le previsioni). Scappiamo giù!
Alle 11.00 siamo al bivio per il Sagran. Non andremo mica già a casa? Saliamo nuovamente... .
Ecco la cima del Sagran.
Fienili austriaci restaurati.
Le Giulie. In primo piano gli impianti del Tarvisiano.
In vetta al Sagran.
Itinerario molto pistato, ma manca fondo e ad ogni curva si arriva all'erba [:0][B)]. Fattibile agevolmente anche con ciaspe; mi auguro che quella foto sia -per tutti- un invito alla prudenza e -nel dubbio- alla rinuncia perchè, non mi stancherò mai di dirlo, l'imperativo di ogni uscita è fare quella successiva.
Buona serata.
Massimiliano
Partenza da Sella Nevea (parcheggio impianti); si imbocca subito la strada che sale verso le malghe del gruppo del Montasio.
Il Forato.
Il Canin.
Usciti dal bosco si entro in un ampio pascolo con diverse malghe. Nella foto una con gruppo del Montasio alle spalle.
Ecco qui la forca del Palone [:)].
La gioia dell'arrivo [:)][:)][:)].
Obbligatorie un paio di sbirciatine dall'altro versante... . Iniziamo quindi la discesa. Itinerario piuttosto pistato, d'altronde vengono "tutti qui" causa mancanza di neve... .
Un fortino. La zona Canin, Monti Nero e Rosso è stata teatro di sanguinosi scontri... .
Ecco la forcella Disteis. In realtà abbiamo puntato alle rocce di destra salendo qualche metro in più. Su quel piano inclinato piacevole discesa su neve abbastanza farinosa (strano fenomeno perchè l'esposizione qui è a sud.)
Itinerari fattibili con le ciaspe e bambini fino alle malghe (tra l'altro molto piacevole), oltre è necessario fiuto per la sicurezza e gambe (1700 metri dislivello).
Massimiliano
Ho postato il cappello da Alpino perchè "eravamo capitanati" dal Magg. degli Alpini SCARANO Antonio -nato a Tarvisio- e di stanza alla Julia ad Udine.
Come avrete capito ieri nuova uscita sulle Giulie. Partenza pertanto da Sella Nevea ancora verso il gruppo del Montasio. Sci dall'auto, si sale subito a nord verso la casera Cregnedul.
Festaioli di ritorno [:)]. NB: Taniche vuote [:D].
Eccola qua: siamo diretti alla forcella di destra: Forca la Val.
Casera Cregnedul. L'itinerario -fino a qui- è nel bosco e si può fare con le ciaspe in piena sicurezza, anche con bambini (occhio perchè a Sella Nevea il sole batte poco...).
Guadagnamo quota agevolmente. Ultimi 100 m invece con i ramponi.
Scusate la qualità della foto (max zoom ottico+max zoom digitale, l'equivalente di un 400 mm), ma questo camoscio che si stava scaldando al sole era troppo simpatico.
In forcella si "sentiva" l'aria fredda dell'altro versante (no vento). Meglio stare al riparo al sole [:)].
Foto rituale di vetta [:)]. Il Magg. è quello al centro, poi il resto della truppa [:D][:D][:D].
E' ora di scendere... .
...dopo aver perso 400m di quota ci dirigiamo alla Forca Rio Moz. Due foto dell'uscita (piccozza e ramponi obbligatori) in forcella:
Poi la sorpresa:
I due simpaticoni avevano anche un buon profumino... [:D].
Ora tutti a casa:
Massimiliano
ola fanciulletti
Isidoro
Canalone dello Jalovec. E' l'obbiettivo del dì (non visibile dal parcheggio).
Il rifugio. Qui c'erano anche vetture ma non abbiamo capito se era possibile giungere "legalmente" (sono quelle classiche situazioni dove non capisci se sei furbo o fesso... [:D]).
Molta gente ieri (italiani, austriaci, sloveni): la neve scarseggia pertanto è facile ammassarsi in talune uscite.
Finalmente un pò di sole [:)]. Comunque non ci scalderà mai (forcella esclusa): il canale dello Jalovec è esposto a nord-est.
Giunti alla strettoia calziamo casco e ramponi ed insistiamo ancora [:)]. Foto verso l'alto... .
...e verso il basso.
Marcata inversione termica verso l'Italia. Viceversa verso la Slovenia non c'era. Anche il meteo segue in confini?!? [:D].
Finalmente un pò di sole ristoratore [:)].
Si scende! Si punta dritti all'evidente strettoia [:)][:p].
Curve all'interno del canalone. Viaggia costante sui 40°. Come sempre il problema è fare la prima curva...dopo aver capito che le lamine tengono è diventa puro divertimento [:)][:p]. Sciata molto molto piacevole; viceversa con nevi ghiacciate prestare massima attenzione perchè il canalone è ripido e non c'è possibilità di fermarsi in caso di caduta.
Itinerario fattibile anche con ciase e bambini fino al rifugio, divertente l'eventuale ritorno in slittino (è necessario scendere in 2 punti...).
Alla prossima.
Massimiliano
PS: se non nevica prossimamente la stagione scialpinistica sarà compromessa [}:)][:(]quote:Risposta al messaggio di stfn inserito in data 25/01/2012 14:31:18 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Che nostalgia, una delle mie prime gite in assoluto. La prima fu, per la precisione, la Chaligne. Sono secoli che non ci vado, potrebbe essere una idea. Quest'anno sono perseguitato più degli altri anni. Dopo le mani legati alle prime nevi di novembre per il corso di arrampicata, ho poi preso l'intestinale, a natale l'influenza del bimbo associata a mancanza di neve nelle vicinanze, poi l'influenza mia e adesso ... adesso una pasticcio per cui la suocera non può guardarci il tato ...e sempre poca neve vicina.
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 25/01/2012 14:53:15 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> innanzitutto in bocca al lupo, prima la salute poi il resto... comunque mi tolgo il cappello, la Chaligne come prima vuol dire 1300 metri di dislivello, che io solo quando sono ben allenato li faccio.... ciao [;)] sTefaNo p.s. ho visto su gulliver una gita dalle tue parti, la Madonna del Cotolivier, se ho ben interpretato va bene come gita di ripiego quando c'è condizioni brutte in giro... sei già salito? è interessante (per l'anno prossimo intendo)? ciao e grazie
quote:Risposta al messaggio di stfn inserito in data 26/01/2012 08:27:14 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Il cotolivier è la prima gita dell'anno, oppure quella che si fa quando il bollettino valanghe è disastroso. E' tipicamente una gita sicura, corta, fatta per escludere il cervello (ma c'è chi si è tirato in testa qualcosa pure li). Il dislivello è modesto se viene fatta partendo dal parcheggio più altro; per mettere su una gita significativa conviene parcheggiare più in basso, dalle parti del paese, e tagliare qualche volta la strada. Venendo da Milano ha senso secondo me solo se si è nelle condizioni sopra elencate: o rischio alto, o presenza di qualche principiante assoluto, o costruzione della gita partendo un po' più in basso del parcheggio di Chatheau Beaulard. Hai il vantaggio di essere piuttosto panoramica. D'estate è nota per l'mtb. Se vuoi delle gite significative in valle c'è ben altro.
quote:Risposta al messaggio di stfn inserito in data 26/01/2012 08:27:14 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>
quote:la Chaligne come prima vuol dire 1300 metri di dislivello>> Ai tempi ero abbastanza tonico, d'estate macinavo già qualche 4000, il dramma fu sopratutto a scendere, ai tempi erano di moda gli sci stretti e si faceva a gara a chi era capace a usare gli sci peggiori, non i migliori. Io avevo già allora dei fisher, ma i più tosti DOVEVANO AVERE i vertical extreme, sci da estremo, praticamente da speciale, da usare magari sulla crosta per galleggiare ...[xx(][xx(][xx(][xx(][xx(] Puoi comunque immaginare in che condizioni arrivai al parcheggio... Sono diversi anni che non ci vado, chissà, magari una gita col camper ...
quote:Risposta al messaggio di Moluk inserito in data 22/11/2011 20:21:49 (Visualizza messaggio in nuova finestra) (Mangart e Sette picche...) >> Ciao. In effetti noi siamo partiti per fare il Mangart (-10 a Tarvisio alle 08.15; il Mangart è un OSA bello tosto con lunga cengia esposta, 1700 m dislivello), ma ai laghi di Fusine -appena vista la forcella della Lavina- abbiamo capito che era il caso di rinunciare: via di salita tutta spellata [:(]. Così abbiamo abbandonato un nord per andare a fare un sud: ci siamo accontentati di soli 1200 metri comunque sciabili (Forcella Livinal dell'Orso, MS). E' un itinerario facile facile, fattibile integralmente con ciaspe. Partenza lungo la strada che da Cave del Predil porta a Sella Nevea (indicazioni rif. Corsi). Parcheggio piccolo piccolo ma piano. Prima parte della salita lungo rotabile innevata.
Malga Grantagar. In secondo piano "l'antiforcella" alla quale puntiamo.
Jôf Fuart ed il rif. Corsi.
Ce la prendiamo comoda comoda tanto la giornata è poco impegnativa... .
Superato agevolmente breve facile canalino...altra sosta... .
Finalmente inquadriamo la forcella [:)].
In forcella [:)]. Mentre salivamo riflettavamo sull'opportunità di scendere a nord in val Saisera (BSA S4)a poi risalire...ma l'innevamento -tanto per cambiare- non è OK.
Scendiamo.
4 curve [:)] nel breve canalino, poi tutto facile fino a valle.
Ciao.
Massimiliano
PS: Senza tanti giri di parole...volevo chiedere a Piemontesi e Lombardi...non potreste ospitarmi a casa vostra fino ad aprile-maggio?!? [:D][:D][:D] Mi pare che vi vada troppo bene...! [:)][:)][:)]quote:Risposta al messaggio di Oetzi inserito in data 30/01/2012 13:24:49 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> va troppo bene solo da ieri ... [;)][;)]
quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 30/01/2012 13:37:05 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> speriamo che ne metta ancora un po' sabato comincia il consueto corso sci per ragazzini che siamo stati sull'orlo di annullare meno male che ha messo qualche decina di cm ciao [;)] sTefaNo
Lo Stenar (fattibile con gli sci dal versante non inquadrato) dal rif. Aljasev dom.
Singolare monumento.
Dobbiamo arrivare in fondo... .
Bivacco del quale -purtroppo- non ricordo il nome. E' appena sotto la forcella. Terminata la strada, per giungere qui c'è un bel zig zag da fare in mezzo ad un fitto bosco (fortunatamente c'è fondo).
Finalmente...eccola [:)].
Uno specialista del ripido ghiacciato controlla la nostra avanzata dall'alto [:)].
A 100 m circa dalla forcella abbiamo preferito fermarci: accumuli qua e la ma soprattutto il fondo "cantava da vuoto": sotto la farina fresca -10 cm- c'era uno strato di crosta portante con sottostante altra farina...situazione molto instabile...abbiamo rinunciato.
Si parte. Solo 4 curve su farina, poi breve slalom in mezzo al bosco. Quindi altri 6-7 km con gli sci sulle spalle...[:(]. Sarà per la prossima... .
Molto freddo ieri; noi siamo arrivati a quota 1700 circa ed a 2000 metri le previsioni segnalavano -20°. Fortunatamente niente vento, ma si percepiva il freddo pungente. Itinerario fattibile con ciaspe e bambini (5 km dalla rampa al 25%) fino al rif. Aljasev dom.
Ciao.
Massimiliano