Intanto ti posto questo
Viti, ulivi e cipressi su uno sfondo di dolci colline, questo è il paesaggio caratterizzante di quello che potremmo definire il più classico tra i viaggi d’autunno italiani. La zona è quella collinosa tra Firenze e Siena. L’amavano i romani, l’adorano da sempre gli inglesi, per gli stilisti è stata anche una fonte di ispirazione per creare collezioni che si ispirassero ai gentleman che la vivono specialmente d’estate. Si tratta del Chiantishire, la zona dove viene prodotto il Chianti, inglesizzata da quello shire finale dal sapore così aristocratico che tradotto sta per Contea: la Contea del Chianti. Originariamente questa è stata la prima area vinicola italiana a disciplinare la propria attività creando un consorzio di produttori.
E’ la classica e antica via del Chianti, che prende le mosse da Impruneta, a pochi chilometri da Firenze. La piazza del paese è dominata dalla basilica di Santa Maria dove si svolge la più grande delle feste agrarie fiorentine: la Fiera di San Luca, che si tiene il 18 ottobre di ogni anno. In quella stagione, nell’antichità, i pastori portavano le greggi verso i pascoli invernali della Maremma, lungo percorsi rimasti immutati dall’epoca etrusca. Per celebrare la transumanza, venne così organizzata, a partire dal XIII secolo, una grande festa della pastorizia. Nel ‘300 poi, in seguito alla grave pestilenza che colpì Firenze (descritta da Boccaccio nel Decameron), si sviluppò il culto della Madonna di San Luca. Nella pieve di Santa Maria era infatti conservato un dipinto miracoloso della Vergine, che si diceva fosse stato realizzato dall’Evangelista. Il quadro della Madonna veniva dunque portato in processione dall’Impruneta fino al capoluogo per essere venerato. In alcuni locali della basilica si può ammirare il Museo del Tesoro: nei secoli si sono accumulati preziosi codici miniati e opere di alta oreficeria, donate come ex-voto alla Madonna dalle più ricche famiglie fiorentine.
Lasciato il paese e imboccata la statale chiantigiana, la prima tappa è Strada in Chianti, dove si trova, nella chiesa di San Cristofano, un bellissimo crocifisso ligneo del ‘400 della scuola di Donatello.
Lasciato il paese e dirigendosi verso Siena lungo la statale 222 si incontra, dominata dal Castello di Montefioralle, residenza del podestà di Greve e del capitano delle milizie, Greve in Chianti, sorta nel Mediovo come “mercatale” del castello, ovvero il luogo dove si teneva il mercato, vera capitale del Chianti classico DOCG. Completamente bruciata nel 1325 dal duca di Lucca Castruccio Castracani, venne ricostruita con una singolare piazza del mercato di forma trapezoidale dominata da portici, dove si riparavano dalla pioggia e dal sole i clienti delle numerose botteghe aperte al pianterreno degli edifici cittadini. Nella piazza, oggi, si trova un monumento in onore al navigatore Giovanni da Verrazzano, toscano che nel ‘500 fu il primo a sbarcare nella baia di Hudson, la dove oggi sorge New York. La sua famiglia, ancora adesso, possiede qui ampi appezzamenti di terra che producono un rinomato vino. Le attività tradizionali dell’artigianato grevigiano sono, ora come un tempo, il ricamo, il ferro battuto, la lavorazione del legno e la tessitura di stoffe in lana e lino. Ancora oggi la piazza del paese è sede di vari mercati: il sabato quello generico (dall’abbigliamento ai generi alimentari); il Lunedì di Pasqua quello dell’antiquariato; in primavera quello bellissimo dei fiori; a settembre quello del vino Chianti Classico, che dura una settimana.
Il castello di Montefioralle deve essere visitato con calma e a piedi per gustare il piacere di passeggiare sull’acciottolato delle stradine circolari e cogliere gli scorci pittoreschi sulla campagna circostante. Il panorama si apre infatti sulle colline del Chianti fiorentino, tra vecchie case coloniche, vigneti, oliveti, orti e campi coltivati. A poche centinaia di metri da Montefioralle, prendendo una strada sterrata ci conduce alla pieve di San Cresci, dedicata a San Crescenzio, evangelizzatore del contado fiorentino. La pieve, una delle più antiche del Chianti, anteriore all’anno Mille, è simbolo dell’architettura romanica toscana, con le due aperture a bifora sulla facciata e il portale in pietra.
Il sapore dell’antichità lo si ritrova anche più avanti voltando per Volpaia, borgo medievale perfettamente conservato, la cui vita è animata da un susseguirsi di mostre e convegni.
Altrettanto ricca di storia è Radda in Chianti, sede tra l’altro del Consorzio Chianti classico, nei cui dintorni, sorge la pieve di San Giusto in Salcio, e quella, risalente al 1000, di Santa Maria Novella.
Verso Gaiole, dove si tiene un’altra rinomata festa della vendemmia, le colline circostanti sono popolate ancor più da castelli: ben quindici nel circondario.
Questo itinerario vi farà soffrire: difficile resistere alla tentazione di inanellare deviazioni una dopo l’altra.
Vista la vicinanza delle varie località menzionate,puoi guardare una cartina e decidere tu quale itinerario seguire.
La sosta è tranquilla e possibile ovunque e basta uscire di poco dai paesi per trovare un angolino o un parcheggio che vi permetterà di sostare e pernottare.
La festa dell'uva all'Impruneta c'è stata la scorsa settimana e quella di S.Luca ci sarà la prossima.
A Greve in Chianti c'è un'area di sosta gratuita ed illuminata con carico e scarico.E'segnalata e a poche centinaia di metri dalla piazza principale.
Se andate a Greve non fatevi tentare dalle indicazioni per Montefioralle,perchè difficilmente riuscirete poi a fare manovra...meglio a piedi o chiedendo un passaggio a qualcuno.
A Panzano,una visita alla antica macelleria di Dario Cecchini è quasi d'obbligo e la sera spesso organizza delle cene degustazione degne di nota.
Se volete sapere qualcosa di più preciso,chiedete pure,visto che abito in zona.
Gianluca
Modificato da sport15 il 05/10/2010 alle 12:51:24