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vecchio orso
vecchio orso
15/04/2009 3310
Inserito il 13/01/2014 alle: 22:04:25
Buonasera. Nell'iniziare a pianificare un probabile viaggio in Sardegna, mi sono imbattuto nel villaggio del titolo. So che nell'isola i villaggi abbandonati a seguito della crisi mineraria sono molti. Ma quali mi consigliate? Si raggiungono con i nostri mezzi. E se ciò non è possibile, quanto c'è da camminare? Grazie. Stefano
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vecchio orso
vecchio orso
15/04/2009 3310
Inserito il 17/01/2014 alle: 21:45:53
Non ci sono sardi? [;)] Stefano.
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28/08/2008 2614
Inserito il 22/01/2014 alle: 10:03:04
quote:Risposta al messaggio di vecchio orso inserito in data 13/01/2014  22:04:25 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Up. Intanto tiro su il post, poi prometto solennemente di risponderti non appena ho un po' di tempo, tanto più che l'Iglesiente è zona mia. [:I] www.regoleo.altervista.org
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28/08/2008 2614
Inserito il 22/01/2014 alle: 14:29:50
La Sardegna è piena di installazioni minerarie abbandonate, ma in particolare nel Sulcis-Iglesiente e ancora più in particolare negli immediati dintorni di Iglesias. Talvolta venivano aperte per lo sfruttamento di un solo filone e poi abbandonate senza tanti complimenti una volta esaurito. Quando questo accadeva in posti lontani dai centri abitati, nascevano dei veri e propri villaggi, con tanto di uffici amministrativi, chiesa, ospedale. Tutte queste installazioni rappresentano oggi un vero patrimonio di archeologia industriale, che però non viene adeguatamente valorizzato, o almeno sorvegliato, e va via via disperdendosi a causa dei vandali Alcuni di questi villaggi non sono stati completamente abbandonati e sono abbastanza ben curati, ad esempio Montevecchio e Ingurtosu, entrambi facilmente raggiungibili col camper, tramite strada asfaltata. La stessa che poi diventa bianca e raggiunge la rinomata (soprattutto tra i camperisti) spiaggia di Arenas. Altri sono a loro volta diventati dei veri e propri paesi, come Buggerru, dotata fra l’altro di una spiaggia stupenda. O Argentiera nei pressi di Alghero. Ma quelli abbandonati sono i più belli, si trovano normalmente lontani dai paesi e sono in genere difficilmente raggiungibili, almeno in camper. Tra questi cito Arenas (da non confondere con la spiaggia di cui sopra) che si trova nell'entroterra stupendo, ricco di lecci, tra Domusnovas e Fluminimaggiore. Di recente so che hanno fatto qualche restauro e devo presumere che anche la strada sia molto migliorata. Quello che nomini, Asproni, tanto per smentirmi subito non l’ho mai visto. Pur essendo vicinissimo a Iglesias dove ho vissuto per anni e più precisamente a Gonnesa, dove c’è un'altra bella spiaggia, Fontanamare. Perciò per farmi perdonare vedrò di fare un sopralluogo prima dell’estate e ti saprò dire. www.regoleo.altervista.org
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28/08/2008 2614
Inserito il 22/01/2014 alle: 14:45:54
In estate poi ci sono diverse opportunità di visita. A Monteponi che è praticamente attaccata a Iglesias al punto di essere considerata un quartiere, si possono visitare alcuni pozzi. A Buggerru la galleria Henry. E a Nebida l'imperdibile Porto Flavia arroccata su una falesia a strapiombo sul mare. A Masua, vicinissima a Nebida, vale una passeggiata la laveria Lamarmora, anche lei sospesa a mezza costa da cui si gode un panorama stupendo. La passeggiata è in discreta pendenza, ma in compenso è molto breve. www.regoleo.altervista.org
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vecchio orso
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15/04/2009 3310
Inserito il 22/01/2014 alle: 23:13:20
quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 22/01/2014  14:29:50 (

Visualizza messaggio in nuova finestra

)
>
> Che dire ... Grazie. Un piccolo dubbio, o, forse una mia confusione. Scrivi:"...Alcuni di questi villaggi non sono stati completamente abbandonati e sono abbastanza ben curati, ad esempio Montevecchio e Ingurtosu, entrambi facilmente raggiungibili col camper, tramite strada asfaltata. La stessa che poi diventa bianca e raggiunge la rinomata (soprattutto tra i camperisti) spiaggia di Arenas..." Ma Arenas non si trova più a nord? o è un caso di omonimia? O forse hai fatto confusione con Piscinas? A tal proposito volevo chiederti una cosa. Dalla mia cartina sembrerebbe possibile fare un giro tipo...Montvecchio- Marina di Arbus- Portu Maga-Piscinas- Ingurtoso. Ma mi risulta che la strada costiera tra P. Maga e Piscinas non sia praticabile con i nostri mezzi, per cui... dietro front. Tornando al tema del post.. per il villaggio Asproni col camper non credo sia praticabile... ho trovato questo :"...La miniera di Seddas Moddizis è raggiungibile sia da Gonnesa che da Iglesias. Se scegliete la prima alternativa assicuratevi dell'itinerario dopo avere chiesto informazioni dettagliate. Il primo tratto della strada è asfaltato. Segue uno sterrato che può variare a seconda delle precipitazioni. Lo sterrato peggiora ulteriormente nel tratto che porta al villaggio. È consigliabile la carrareccia che incontra i forni di calcinazione, perché più praticabile. Se scegliete di raggiungere la miniera arrivando da Iglesias dovete prestare attenzione al punto in cui abbandonare la S.S. 126. Lo svincolo per la miniera, infatti, non è segnalato. All'altezza di Monteponi, immediatamente dopo aver superato il cavalcavia, svoltate a sinistra. L'asfalto finisce immediatamente e la stradina diventa una carrareccia." Però grazie ad un diario di Peg1 ho scoperto questo

http://www.villaggiominerarioro...

Grazie ancora . Stefano.

Modificato da vecchio orso il 22/01/2014 alle 23:14:55
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28/08/2008 2614
Inserito il 23/01/2014 alle: 10:12:04
Hai ragione sono stato piuttosto impreciso. In effetti Arenas è un toponimo piuttosto diffuso (significa sabbia) e lo trovi spesso in Sardegna, vedi ad esempio il villaggio minerario che ho citato sopra. In questo caso mi riferivo al tratto di costa che sale dalla spiaggia di Scivu verso quella di Piscinas. Dove c'è una colonia penale che si chiama "Is Arenas" e dà il nome un po' a tutta la zona. In giornata completo la risposta. www.regoleo.altervista.org
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28/08/2008 2614
Inserito il 23/01/2014 alle: 15:03:03
Rieccomi. Per quanto riguarda l'anello di Piscinas: l'ho fatto alla fine del settembre scorso, quindi la notizia è recente e tieni presente che ho un mansardato di 6.70 mt. Il tratto Monte Vecchio - Marina di Arbus – Portu Maga - Piscinas è lungo 22 km, di strada stretta e malamente asfaltata. Tranne gli ultimi 4 km che sono di strada bianca. Proprio alla fine ci sono due guadi di torrente, ma la gente del posto ha sistemato una sorta di battuto di pietre sul fondo e si passa abbastanza bene senza infangarsi. Il tratto da Piscinas a Ingurtosu invece è tutto di strada bianca ed è lungo circa 7 km. In estate devi mettere in conto che alla fine del giro avrai polvere anche dentro il frigo, ma si può fare. Per il villaggio Asproni come o detto dovrò fare un sopralluogo, e ormai lo farò anche se tu dovessi decidere di rinunciare, perché mi manca e lo voglio vedere. Il villaggio Rosas l'ho visitato tanti anni fa, valicando i monti che lo separano da Iglesias con una R4. La zona di Narcao è abbastanza isolata e desolata, ma se ti piace il genere vale la visita (passando dalle strade normali naturalmente). Se poi anche da li vuoi andare al mare sei abbastanza vicino alla spiaggia di porto Pino. Una piccola nota curiosa: dalle parti di Narcao ho comprato il mio primo camper, era un catenaccio ma è stato quello che mi ha contagiato il morbo definitivamente. Dato che sei in zona, all'inizio dell'istmo di Sant'Antioco ti consiglio la trattoria da Silvana. Menù fisso di pesce a prezzo altrettanto fisso € 22,00 da leccarsi i baffi. www.regoleo.altervista.org

Modificato da Regoleo il 23/01/2014 alle 15:05:58
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vecchio orso
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15/04/2009 3310
Inserito il 23/01/2014 alle: 23:50:46
Ok qualche tassello comincio a metterlo. Credo che visiterò il rosas e tralascerò l'Asproni, a meno che non decida di andarci a piedi o in bici. Probabilmente larga parte della vacanza la passeremo in Costa Verde, non so se farò la strada da P.Maga a Piscinas, mi sembra di capire che x farla dovrei sedare mia moglie... credo che andrò in avanscoperta in bicicletta. Ho ancora parecchio tempo x pianificare, anche se i tasselli grossomodo ci sono. Per quel che riguarda le delizie Sarde... sono anni che non mangio su casizolu,ed ogni dritta è ben accetta. Grazie ancora. Stefano
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28/08/2008 2614
Inserito il 24/01/2014 alle: 09:18:37
Se ti piace camminare c'è la descrizione di due escursioni abbastanza facili sul mio sito. Sezione "Escursioni". In particolare quella di Capo Spartivento si può fare anche in bici. www.regoleo.altervista.org
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28/08/2008 2614
Inserito il 27/01/2014 alle: 13:55:17
Detto fatto. Ieri approfittando di una bella ma ventosa giornata sono andato alla ricerca del villaggio Asdproni. Troppe erano le cose che mi hanno incuriosito: ad Asproni è intitolata la più importante scuola di Iglesias, l’Istituto Minerario appunto. Conoscevo ormai quasi tutte le miniere sarde e non solo dell’Iglesiente, ma questa proprio mi era sfuggita. Le vecchie miniere rientrano oggi fra gli interessi degli appassionati della così detta archeologia industriale, ma in alcuni casi non si tratta solo di rugginosi cantieri. Quando erano particolarmente isolati, si dotavano di veri e propri villaggi, che potevano avere dei particolari architettonici pregevoli, anche se realizzati con materiali poveri come mattoni e pietre. Sono partito dai resti degli impianti di lavorazione di un'altra miniera, quella più importante della zona, Monteponi. La statale 130 una volta arrivata a Iglesias provenendo da Cagliari, da la possibilità di evitarne il traffico a chi vuole proseguire verso il mare, tramite una tangenziale. Lasciando la città sulla destra scollina il tratto più alto con una galleria e si ricollega alla via che esce dall’altra parte dell’abitato, in località Villa Marini. Proprio sull’incrocio facendo un po’ di attenzione si gira a sinistra su una sorta di piccolo piazzale. Le coordinate sono N 39°17'53.79" E 8°30'42.48". La strada prosegue sulla destra e diventa subito sterrata. Va detto che è molto mal ridotta, impossibile percorrerla con mezzi ingombranti, e anche con un auto piccola come la mia bisogna fare molta attenzione. Gli acquazzoni invernali hanno scavato solchi molto profondi e se dovesse capitare di infilarci una ruota ci sono buone probabilità di lasciarcela per parecchie ore. E’ quindi poco più di un sentiero e prende quasi subito a salire, ma con pendenza abbastanza moderata. Il panorama non è male, dai tornanti si vede Iglesias per intero e la maggior parte delle gemme della sua collana di miniere. Una volta arrivati in cima alla collina, lo sguardo sorvola le vallate di Gonnesa e Carbonia e va a posarsi (purtroppo) sulle ciminiere di Porto Vesme. Nonostante il vento c’era un po’ di foschia sul mare, probabilmente il pulviscolo d’acqua sollevato dalla tempesta, ma certamente da quel punto si vedono anche le isole di san Pietro e Sant’Antioco. Si prosegue brevemente fino ad arrivare in coordinate N 39° 16’ 31,61” E 8° 30’ 6,51” Non vi è ombra di segnaletica, se non quella bianca e rossa degli escursionisti CAI, che però non da utili indicazioni a chi non ha una descrizione dettagliata del tracciato. E’ meglio allora avere un navigatore, perché la rete di stradine è fittissima e ogni poco si incontra una deviazione, senza avere la minima idea di dove conduca. La mia era una visita mordi e fuggi e mi sono mosso in macchina, ma l’ideale sarebbe farlo a piedi o con la mountain bike, ne ho incontrate moltissime. Dopo tutto dal bivio di Monteponi al villaggio sono solo cinque km. Vale a dire che con buon passo in tre ore si va e si torna, visita compresa. Arrivando si ha subito l’idea del villaggio per la presenza della cappella, ormai quasi totalmente distrutta. La struttura è in banale cemento armato, con una copertura a botte in vile eternit. Ma la facciata e un abbozzo di torretta campanaria sono in pietra e mattoni. Sui lati dei finestroni a mezza luna addolciscono l’aspetto da capannone. Le case non sono tantissime, quelle destinate ai minatori si individuano subito per l’aspetto semplice e dimesso. La direzione e la villa del direttore/proprietario invece sono addirittura eleganti. Un certo movimento di finestre ad arco gotico e qualche rosone, insieme ai cornicioni in mattoni, ma molto ben disegnati, ne fanno una rarità per l’edilizia sarda di un tempo. Mentre invece è una architettura comune a quasi tutti i villaggi minerari. Ad esempio Ingurtosu, Montevecchio e la stessa Monteponi. C’è ancora qualche infisso sgangherato e addirittura le tracce di qualche vetro. All’interno si intravedono numerosi camini per il riscaldamento. Il resto sono veri e propri capannoni, qualche struttura per le cabine elettriche e i serbatoi di approvvigionamento dell’acqua. Anche questi però discretamente lavorati, non fosse altro, con la pietra a vista. I dintorni (anche questa è una caratteristica comune di tutti villaggi minerari) sono abbelliti da una piccola pineta, che si distingue nettamente dalla macchia comune circostante. Ma più che per il senso estetico il legno serviva per gli usi industriali e per riscaldarsi. L’abitato era asservito alla vicina miniera di Sedda Moddizis, che è stata in piena attività a cavallo tra l’ottocento e il novecento. Vi si estraevano piombo, zinco e argento. Avevo intenzione di proseguire verso Gonnesa, ma una enorme pozzanghera proprio davanti alla villa mi ha fatto desistere, ero solo e se mi si fosse spento il motore in mezzo a quella specie di lago Vittoria, sarebbero stati cavoli amari. Ho cercato di aggirarla percorrendo altre strade ma qualcuna termina nel nulla. Col tempo il disuso ha fatto si che la macchia mediterranea si riprendesse ciò che gli era stato tolto dallo stupro industriale. Sono quindi tornato indietro per la stessa via dell’andata. Comunque ho chiesto ad alcuni cacciatori e mi dicono che il tracciato Asproni - Gonnesa, che ha una lunghezza praticamente identica, è in condizioni ancora peggiori. Lo constaterò con una prossima gita, questa volta a piedi. Vedere quelle case abbandonate mi ha fatto piangere il cuore. Oggi si fa un gran parlare di riciclaggio, per fortuna. Riutilizziamo il vetro la carta, la plastica e perfino i componenti elettronici. Possibile che non si possano riciclare anche le case e interi paesi? Eppure le destinazioni ci sarebbero: strutture di ricezione estiva per i ragazzi, case di riposo, agriturismo. Leggo che il villaggio è diventato proprietà privata di un noto medico di Iglesias, se sarà capace di farlo rivivere ne sarò contento e gli faccio i migliori auguri. www.regoleo.altervista.org

Modificato da Regoleo il 27/01/2014 alle 14:01:07
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28/08/2008 2614
Inserito il 27/01/2014 alle: 14:07:16
Veduta da nord La chiesa www.regoleo.altervista.org
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28/08/2008 2614
Inserito il 27/01/2014 alle: 14:09:11
Interni (o quasi) www.regoleo.altervista.org
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28/08/2008 2614
Inserito il 27/01/2014 alle: 14:11:57
L'impianto di riscaldamento La direzione (si intravvede anche il pozzangherone). www.regoleo.altervista.org

Modificato da Regoleo il 27/01/2014 alle 14:16:02
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28/08/2008 2614
Inserito il 27/01/2014 alle: 14:14:08
Particolare di cornicione e finestra Veduta da sud est. www.regoleo.altervista.org
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vecchio orso
vecchio orso
15/04/2009 3310
Inserito il 27/01/2014 alle: 22:21:53
Ho come l'impressione di averti incuriosito.[;)][;)][;)] Stefano.
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cucciolotto
cucciolotto
01/12/2006 1364
Inserito il 28/01/2014 alle: 15:24:59
Complimenti Regoleo! Hai fatto un resoconto davvero completo, chiaro ed invitante. Le foto sono davvero belle, ed il colore del cielo mi ha scatenato davvero una bella invidia, nel fare il confronto col cielo che vedo fuori dalla finestra di casa mia a Bologna[:(] Ciao Anna
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28/08/2008 2614
Inserito il 29/01/2014 alle: 09:13:54
quote:Risposta al messaggio di cucciolotto inserito in data 28/01/2014  15:24:59 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Beh, a te che ami da sempre la Sardegna lo posso dire: è vero da noi giornate così non sono rare, ma siamo un po' prigionieri. Soprattutto dal punto di vista camperistico. E' come avere "il cielo in una stanza". [:(] www.regoleo.altervista.org
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vecchio orso
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15/04/2009 3310
Inserito il 30/01/2014 alle: 23:21:19
quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 29/01/2014  09:13:54 (

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)
>
> Regolero... Grazie x l'interessamentoew per le belle foto. Nonostante io abbia "studiato" molto il villaggio Asproni, credo che rinuncerò alla visita. Sebra che il villaggio sia stato recentemente acquistato da un ex medico di Gonnesa.

http://www.minieredisardegna.it...

Ma non mi si apre la notizia. Allego il link di wikipedia sull'ingegnere. http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Asproni_(ingegnere) Stefano
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28/08/2008 2614
Inserito il 18/03/2014 alle: 15:32:24
Ecco la seconda puntata: [8D] Come promesso al termine del precedente resoconto, alla prima occasione ho raggiunto il villaggio Asproni passando da Gonnesa, per avere una ulteriore conferma del fatto che non ci si deve mai fidare delle indicazioni della gente del posto. Infatti l’avvicinamento da questo versante è molto più semplice, e oltretutto più breve di circa 1,5 Km. Questa volta oltre al cane mi ha accompagnato la moglie e siamo saliti a piedi, la notazione serve ad evidenziare che è una escursione facile e adatta a qualunque gamba. Raggiunta Gonnesa provenendo da Iglesias la si attraversa, fino al punto di estrema periferia ovest situato in N 39°15'58.37" E 8°28'29.51". Da qui la strada prosegue asfaltata, la si può percorrere con il camper anche se è stretta. Però noi, non sapendo cosa ci aspettava e se avremmo trovato un posto adatto per la manovra di inversione, abbiamo parcheggiato al punto B, in N 39°16'10.09" E 8°28'56.66", in prossimità di un bivio. Dal punto A al punto B ci sono circa 830 mt. La strada prosegue asfaltata per altri 280 mt, dopo di che diventa bianca ma ancora praticabile col camper. Dopo altri 400 mt si arriva alla miniera di Seddas Moddizis. Qui lo spazio per manovrare è più che abbondante. Qualora si facesse la gita con più di un camper conviene arrivare fino a qui, perché al bivio dove lo abbiamo lasciato noi c’è spazio per un solo mezzo (o eventualmente per due macchine). In pratica la miniera dista dal paese 1,5 km e si trova in N 39°16'12.66" E 8°29'27.39". Lo spettacolo è imponente, vasti capannoni industriali abbandonati aspettano lentamente la distruzione del tempo. L’area è recintata e l’accesso vietato, ma ovviamente qualcuno ha creato un varco nella rete. Chi avesse l’audacia di addentrarsi dovrà farlo a suo rischio e pericolo, badando a crolli, voragini nascoste e ferri arrugginiti sparsi ovunque. Lasciata la miniera si prosegue verso ovest. La strada si fa più stretta e sparisce in mezzo al bosco, impossibile proseguire col camper e sconsigliato farlo in macchina. Solo con un fuoristrada si sarebbe sicuri di non aver problemi. Prima di arrivare al villaggio si incontreranno numerose deviazioni ma nessuna indicazione, per cui anche in questo caso è utile avere un navigatore satellitare da trekking. Che permette di: tracciare una rotta di massima con Google Earth lungo il più probabile percorso. Salvarla sul proprio PC. Tradurre il formato del file in quello compatibile col proprio navigatore, online si trovano appositi siti che lo fanno. Caricare sul proprio GPS la rotta elaborata. Poi sul posto non si fa altro che controllare ogni tanto che la traccia non si discosti troppo dalla rotta precaricata. Addentrandosi nella vegetazione la strada comincia a salire, ma con stretti tornanti. Il cammino quindi è sempre dolce e in ogni caso il dislivello totale è di soli 240 mt. A tratti si apre il panorama sulla vallata, oggi il cielo purtroppo è coperto, ma col bel tempo si vede certamente fino al mare. Dalla miniera restano ancora 2,2 km per arrivare a destinazione, quindi alla fine la distanza totale da coprire a piedi (partendo dal punto B) è di 3.7 km. Noi, fermandoci spesso a osservare fiori e minerali, li abbiamo percorsi in poco più di un ora. Del villaggio ho già raccontato nella puntata precedente, questa volta abbiamo visitato un po’ meglio la villa padronale, osservando i numerosi particolari architettonici. Al ritorno siamo scesi per un'altra via, quella segnata in azzurro nella veduta. Anche questa era prevista e precaricata sul navigatore. L’alternativa è risultata essere la migliore tra le strade percorribili per raggiungere il villaggio Asproni. Pur trattandosi di una sterrata ha larghezza e condizioni tali da potersi percorrere con una normale vettura. Poterlo fare col camper dipende dalla perizia di chi guida e dalla pazienza di chi lo accompagna, ma a mio avviso non è impossibile, soprattutto se il mezzo è compatto. Dal punto D al punto B per questa via ci sono 3,0 km. www.regoleo.altervista.org
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Regoleo
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28/08/2008 2614
Inserito il 18/03/2014 alle: 15:34:29
L’arrivo alla miniera di Seddas Moddizis Termine di confine minerario www.regoleo.altervista.org
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