In vista dell’edizione 2026, dal 12 al 20 settembre alle Fiere di Parma, il Salone del Camper propone una lettura del viaggio en plein air attraverso Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria.
Osmize carsiche, Musei del Cibo, paesaggi vitivinicoli toscani e rotte calabresi tra mare e altopiani compongono una mappa ideale di borghi, cantine, produzioni locali e tradizioni.
Il
Salone del Camper - Caravan Accessori Percorsi e Mete torna alle Fiere di Parma
dal 12 al 20 settembre 2026 con la sua 17^ edizione, confermandosi il principale appuntamento italiano del turismo en plein air e il secondo in Europa per numero di visitatori. Il contesto è quello di una vacanza outdoor sempre più rilevante: nel 2025 il
turismo open air in Italia ha superato
74 milioni di presenze, con un valore stimato in
8,5 miliardi di euro tra diretto e indotto.
Tra le anime del Salone, quella dei territori è sempre più centrale: chi viaggia in camper si ferma, consuma sul posto, cerca autenticità e raggiunge mete fuori dai circuiti più battuti. Da questa lettura nasce una mappa ideale dedicata a quattro regioni italiane con sistemi produttivi d’eccellenza:
Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria. Quattro Food Valley, quattro modi diversi di trasformare il gusto in viaggio.
Friuli-Venezia Giulia - Sapori di frontiera
Il Friuli-Venezia Giulia è crocevia del gusto mitteleuropeo dove le culture italiana, slovena e austriaca si incontrano a tavola. La geografia del sapore cambia accento nel giro di pochi chilometri: Prosciutto di San Daniele, Montasio, Prosciutto di Sauris, Pitina, Brovada, Aglio di Resia, Olio Tergeste, i vini del Collio, del Carso e dei Colli Orientali compongono un sistema produttivo il cui valore sfiora 1,3 milioni di euro tra agroalimentare e vino.
L’esperienza in camper. Un itinerario può partire da San Daniele, proseguire verso Cividale del Friuli – patrimonio longobardo e cucina di confine – attraversare le colline del Collio per una sosta in cantina tra Friulano, Ribolla Gialla e Malvasia, quindi scendere verso Aquileia, Grado e il Carso triestino, dove il gusto incontra una delle tradizioni più autentiche del territorio:
l’osmiza.
Le osmize sono luoghi informali della tradizione carsica, aperti a rotazione per periodi limitati dell’anno, dove i produttori servono vini locali e prodotti tipici nelle proprie case o cantine. Per chi viaggia in camper sono una tappa autentica e stagionale; le aperture aggiornate sono disponibili su
osmize.com.
Sul fronte della fruibilità,
PromoTurismoFVG dedica al viaggio in camper una sezione istituzionale specifica, “Friuli Venezia Giulia in camper”, con informazioni pratiche su agricamping, aree di sosta, campeggi, itinerari e mappa delle aree camper: una base concreta per costruire un viaggio flessibile tra mare, montagna, borghi e territori del gusto.
Emilia-Romagna - I musei del cibo in camper
L’Emilia-Romagna è la Food Valley italiana per definizione. Non solo per la forza dei suoi prodotti – Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello, Aceto Balsamico di Modena, Mortadella Bologna, Piadina Romagnola – ma per la capacità di trasformare il patrimonio agroalimentare in sistema: consorzi, musei, strade dei sapori, città d’arte e servizi turistici che lavorano insieme. Con 82 Indicazioni Geografiche e 3.994 milioni di euro generati dalle denominazioni, è la regione con il maggior peso economico nazionale nel settore. Parma, Città Creativa Unesco per la Gastronomia, ne rafforza la vocazione internazionale.
L’esperienza in camper. Il percorso naturale è la Via Emilia: si parte da Parma e dalla Bassa parmense, tra prosciutto, Culatello e Parmigiano Reggiano, si prosegue verso Modena – Aceto Balsamico, Lambrusco, motori e centro storico – poi verso la Romagna, con la piadina, le colline, la costa e i vini del territorio come il Sangiovese e l’Albana. Un viaggio a soste brevi che alterna campagne produttive, cantine e borghi abituati a trasformare il prodotto tipico in racconto.
Tra le proposte più concrete di
Emilia-Romagna Turismo c’è “I Musei del Cibo in camper”, itinerario pensato per chi viaggia su un veicolo ricreazionale, che collega 7 musei tra cui quello del Culatello a Polesine Zibello, il Museo della Pasta e del Pomodoro a Collecchio, il Museo del Vino a Sala Baganza, il Museo del Salame Felino e il Museo del Prosciutto a Langhirano.
Toscana - Il paesaggio come ingrediente
La Toscana racconta il gusto attraverso il territorio. Chianti, Val d’Orcia, Maremma, Garfagnana: ogni area porta in dote vini, oli e prodotti che si capiscono meglio stando nel contesto visivo che li ha generati. Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vernaccia di San Gimignano, Olio Toscano, Pecorino Toscano, Cinta Senese, Finocchiona, Pane Toscano compongono un sistema che vale 1.326 milioni di euro e conta 96 Indicazioni Geografiche, il numero più alto tra le regioni italiane.
L’esperienza in camper. Dalle colline del Chianti si raggiunge San Gimignano con la sua Vernaccia, poi la Val d’Orcia e Montalcino, terra del Brunello e uno dei paesaggi rurali più riconoscibili d’Italia. Un altro filo è quello dell’olio, tra frantoi e aziende agricole; un altro ancora porta verso le produzioni più radicate nel territorio, dal Pecorino Toscano alla Cinta Senese. Il viaggio si costruisce per accumulo: degustazioni, borghi, soste panoramiche, aree naturali che cambiano registro senza soluzione di continuità.
Visit Tuscany dedica al turismo in camper e caravan una sezione specifica, “In camper e caravan”, con itinerari tra natura, mare, montagne e parchi. L’Atlante della Toscana en plein air, pubblicato nel 2025, organizza l’offerta per far incontrare turismo itinerante e produzioni locali. La Toscana è inoltre l’unica regione italiana ad aver regolamentato l’accoglienza rurale dei camper attraverso agricampeggio, agrisosta e sosta breve 24 ore.
Calabria – Il gusto dei contrasti
La Calabria non si percorre in piano. Il Tirreno e lo Ionio guardano in direzioni opposte, e in mezzo stanno la Sila, l’Aspromonte, borghi dell’entroterra e campagne che custodiscono una cucina radicata nel luogo con un’intensità che sorprende. Bergamotto di Reggio Calabria, Cipolla Rossa di Tropea, Liquirizia di Calabria, Caciocavallo Silano, Pecorino del Monte Poro, Cedro di Santa Maria del Cedro, salumi e vini come il Cirò disegnano una mappa produttiva difficilmente replicabile altrove: 47 Indicazioni Geografiche per un paniere DOP IGP da 51 milioni di euro, con l’agroalimentare che pesa per quasi due terzi del totale.
L’esperienza in camper. Il modo più efficace per leggere la Calabria è in verticale. Si parte da Tropea, sul Tirreno, con la Cipolla Rossa, si sale verso i pascoli della Sila dove nasce il Caciocavallo Silano, poi si scende verso lo Ionio: prima Cirò, in provincia di Crotone, dove la Doc affonda le radici nella Magna Grecia, poi lungo la costa ionica reggina, dove la coltivazione del bergamotto - concentrata per oltre il 90% della produzione mondiale in questa stretta fascia di provincia - rappresenta una delle denominazioni più singolari d'Italia.
Sul fronte della fruibilità,
Calabria Straordinaria pubblica itinerari in camper sul portale turistico regionale. La Regione ha inoltre destinato contributi ai Comuni per potenziare le aree di sosta camper, rendendo più accessibile il viaggio tra mare, montagna e paesi dell’interno. Rispetto alle altre regioni qui considerate, l’offerta strutturata per il turismo itinerante è ancora in evoluzione: una condizione che, per certi versi, è parte del carattere della destinazione.