Alle Fiere di Parma, dal 12 al 20 settembre, il settore si confronta su mercato, industria e turismo itinerante.
CAMPER, IL MERCATO ITALIANO CRESCE PIÙ DELLA MEDIA EUROPEA: +14,96%
Nei primi quattro mesi del 2026 sono stati immatricolati in Italia 4.050 nuovi camper, il 14,96% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la media della crescita europea si attesta a + 10% rispetto ai primi quattro mesi del 2025.
Il settore sostiene una filiera industriale orientata all’export e genera ricadute economiche nei territori attraversati dal turismo itinerante.
Numeri e tendenze saranno al centro del Salone del Camper, alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre.
Il mercato italiano del camper è partito nel 2026 con una crescita rilevante, sostenuta dalle nuove immatricolazioni, dalla vitalità dell’usato, delle richieste di noleggio e da una domanda percentualmente più vivace rispetto alla media europea. Un andamento che riflette il cambiamento delle abitudini di viaggio e la solidità di una filiera industriale orientata all’export.
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Una vacanza in camper risponde alle esigenze di personalizzazione delle esperienze: è un modo di viaggiare più libero, flessibile e modulabile. Permette di scegliere tempi e itinerari, raggiungere luoghi autentici lontani dai grandi flussi e gestire la spesa lungo il percorso di viaggio, arricchendo le comunità locali», osserva
Gloria Oppici, brand manager del Salone del Camper. «
La crescita delle immatricolazioni conferma che questa forma di vacanza è una componente determinante per la crescita del turismo italiano».
Dai dati sulle immatricolazioni alla vocazione all’export della filiera, fino agli investimenti nelle aree di sosta e alla crescita del turismo open air: sono questi i temi che accompagneranno la 17ª edizione del
Salone del Camper – Caravan, Accessori, Percorsi e Mete, in programma alle Fiere di Parma dal 12 al 20 settembre.
QUATTROMILA NUOVI CAMPER IN QUATTRO MESI
Il risultato conferma e rafforza una tendenza già emersa nel
2025, quando in Italia erano stati immatricolati su 12 mesi
7.936 camper nuovi, il
10,56% in più rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo erano cresciuti anche i passaggi di proprietà, aumentati del 6,05%: tra nuovo e usato gli italiani avevano acquistato complessivamente più di 44.000 camper.
La crescita è proseguita nei
primi quattro mesi del 2026. Tra gennaio e aprile, le immatricolazioni italiane di autocaravan hanno raggiunto le
4.050 unità, contro le 3.523 dello stesso periodo del 2025,
con un incremento del 14,96%.
Il
confronto europeo rende ancora più evidente la vivacità del mercato italiano. Nei primi quattro mesi del
2026, le immatricolazioni di camper in
Europa sono aumentate del
10%, passando da 58.539 a 64.406 unità: un progresso significativo, rispetto al quale l’Italia ha comunque mostrato una crescita superiore di quasi cinque punti percentuali.
UNA FILIERA INDUSTRIALE ORIENTATA ALL’EXPORT
Dietro la crescita del mercato c’è una filiera industriale con una forte vocazione internazionale. L’Italia è il terzo produttore europeo di camper, dopo Germania e Francia, ed esporta oltre l’80% dei veicoli realizzati.
Il principale mercato europeo resta la
Germania, che nel 2025 ha registrato 75.368 nuove immatricolazioni, oltre il 46% del totale europeo.
A sostenere la produzione non sono però soltanto i costruttori: la filiera comprende imprese specializzate in
telai, componenti, accessori, allestimenti e servizi per i veicoli ricreazionali. La stessa APC – Associazione Produttori Caravan e Camper - riunisce aziende italiane ed estere attive lungo queste diverse fasi produttive, mentre la componentistica italiana rifornisce sia i marchi nazionali sia quelli europei.
Il valore economico del settore continua anche
dopo la vendita del veicolo. Diversi studi indicano infatti che la spesa giornaliera media di un equipaggio di due persone in camper è di poco inferiore a 200 euro, distribuiti fra sosta e pernottamento, ristorazione, prodotti enogastronomici locali ed artigianato, musei, trasporti pubblici, ecc.
I turisti in camper generano quindi un fatturato importante per i territori che visitano.
NUOVE AREE DI SOSTA PER BORGHI E TERRITORI
È anche su questa capacità di distribuire consumi lungo l’itinerario che si fonda l’investimento del
Ministero del Turismo nelle nuove aree di sosta.
Attraverso il
Fondo aree di sosta e turismo di prossimità, il Ministero ha selezionato 152 progetti sui 237 presentati, destinando 25.760.191 euro alla realizzazione o riqualificazione di 4.464 piazzole in 170 Comuni. La quota maggiore dei finanziamenti, il
43,3%, va a Sud e Isole. Il
28,5% è destinato al Nord e il 28,2% al Centro.
Una volta a regime, gli interventi potrebbero generare 267 milioni di euro di ricavi annui e un impatto economico complessivo di lungo periodo superiore a 373 milioni.
Il bando era rivolto soprattutto ai Comuni con meno di 20.000 abitanti, ma anche alle località che ospitano grandi eventi o che si trovano
vicino a siti UNESCO e cammini riconosciuti.
È proprio in questi luoghi che un’area attrezzata può incidere maggiormente, trasformando una tappa veloce in una sosta di qualche giorno e portando nuova spesa nei borghi e nelle aree interne.
CRESCONO LE PRESENZE NEL TURISMO OPEN AIR
Anche i dati generali sul turismo indicano un avvio d’anno positivo. Nel
primo trimestre del 2026, secondo
Istat, gli esercizi ricettivi italiani hanno registrato 23 milioni di arrivi e 71,6 milioni di presenze, rispettivamente il 4,2% e il 7,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
La parte più dinamica è quella
extra-alberghiera, dove i pernottamenti sono aumentati del
14,7%, contro il 3,9% degli alberghi. In questo insieme rientrano anche
campeggi e aree attrezzate per camper e caravan. A sostenere il risultato è soprattutto la clientela straniera, cresciuta del 21,5%.
Per
l’intero anno 2026 l’Osservatorio Turismo Outdoor prevede
68,4 milioni di pernottamenti, lo 0,4% in più rispetto all’anno precedente, e una spesa diretta di 5,12 miliardi di euro, pari a circa 75 euro al giorno per persona.
La componente
internazionale dovrebbe raggiungere
37,8 milioni di pernottamenti, mentre quella domestica dovrebbe mantenersi stabile a 30,6 milioni. Nel confronto tra i sei principali mercati europei analizzati dall’Osservatorio, l’Italia è seconda per presenze open air, dietro alla Francia.
IL SETTORE SI INCONTRA AL SALONE DEL CAMPER
Dopo l’appuntamento del 2025, che ha superato le 107.000 presenze, il
Salone del Camper torna alle Fiere di Parma dal
12 al 20 settembre 2026 con la sua 17ª edizione, organizzata in collaborazione con
APC, Associazione Produttori Caravan e Camper.
Lo scorso anno la manifestazione ha riunito più di
310 espositori da 22 Paesi e portato in fiera oltre 600 veicoli su 110.000 metri quadrati, confermando Parma come primo appuntamento italiano del settore e uno dei principali in Europa.
Per nove giorni costruttori, operatori e pubblico si incontreranno attorno alle novità di camper, caravan e accessori. Un’occasione per confrontare modelli, allestimenti e prezzi, ma anche per capire come sta cambiando il turismo itinerante e raccogliere idee per i viaggi dei mesi successivi.