Grosio: una vittoria giudiziaria di Pirro, ma non la fine delle limitazioni.
La vicenda di Grosio, tanto sbandierata come
vittoria a caratteri cubitali, è emblematica
dei limiti di una politica fondata esclusivamente sui ricorsi.
- Nel 2005 il Comune di Grosio adottò l' ordinanza n. 336, vietando oltre Fusino il transito e la sosta a caravan, autocaravan e autobus M2 e M3. Un camperista contestò il verbale ricevuto e la legittimità dell'ordinanza.
- Il Giudice di Pace di Tirano respinse il ricorso nel 2007.
- l Tribunale di Sondrio, nel 2008, confermò la decisione, ritenendo legittima e ben motivata l'ordinanza.
- Nel 2011 intervenne la Cassazione n. 14014/2011, che cassò la sentenza del Tribunale perché la motivazione era soltanto apparente e rinviò la causa a un diverso giudice.
- Nel frattempo, però, il Comune aveva adottato l' ordinanza n. 514 del 4 giugno 2012, revocando la precedente n. 336/2005.
- Nel 2012 il Tribunale di Sondrio, con la sentenza n. 237/2012, annullò quindi il verbale del 2006 e rilevò l'illegittimità della vecchia ordinanza.
Fine della storia? No! Per niente!
Oggi il Comune di Grosio disciplina la strada
Fusino-Eita come strada
VASP, cioè agro-silvo-pastorale: non destinata al pubblico transito ordinario e percorribile dai veicoli autorizzati muniti di permesso. Per Eita il Comune indica espressamente un
permesso giornaliero; nel 2026 sono state persino stabilite specifiche giornate di esenzione.
https://comune.grosio.so.it/viv...
La lezione di Grosio
Il punto non è sostenere che il Comune abbia illegittimamente «aggirato» le sentenze:
questo non è dimostrabile dalle fonti disponibili.
Il dato che emerge, però, è significativo:
il ricorso ha fatto cadere l'ordinanza del 2005, ma non ha fatto venir meno l'obiettivo di regolamentare fortemente l'accesso alla Val Grosina. Nel tempo, il Comune ha utilizzato un diverso strumento amministrativo: non più il divieto specifico per camper, ma il regime VASP e il sistema dei permessi.
Questa è la vera
«vittoria di Pirro» di Grosio: una battaglia giudiziaria può far annullare un provvedimento, ma
se non incide sulla politica amministrativa che sta alla base di quel provvedimento, l'amministrazione può perseguire la stessa esigenza attraverso strumenti diversi.
E questo, più che dimostrare l'inutilità dei ricorsi, dovrebbe far riflettere sulla loro
efficacia concreta e duratura.
O piuttosto se con questa politica non si sta semplicemente dando istruzioni ai comuni su come scrivere ordinanze indefettibili per risolvere i propri bisogni. A chi giova?
La verità non piace.
Modificato da Anto1957 il 03/10/2026 alle 12:38:33