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In montagna con licenza di uccidersi

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dani1967
dani1967
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03/09/2007 31288
Inserito il 31/08/2016 alle: 09:58:02
Stanno imperversando sul web articoli e foto di episodi sorprendenti in montagna quest'estate; questo articolo è di un mio amico
http://www.planetmountain.com/it/notizie/alpinismo/insostenibile-irresponsabilita-nell-affrontare-le-montagne.html

Questo scrive Facci, noto polemista in TV ma protagonista de l reality Monte Bianco lo scorso anno
http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/montagna-uccide-anche-estate-ieri-altri-tre-morti-siamo-piu-131091.htm

Poi alcune foto hanno fatto il web, chissà come sono contenti di tanta pubblicità i protagonisti


Lo so, spesso muoiono alpinisti esperti, ma almeno loro hanno calcolato il rischio che correvano.
Io quest'estate mi sono fatto mille problemi a portare mio figlio di 7 anni a fare ferrate in dolomiti. So per certo che se mai fosse capitato qualche cosa sarei stato additato come il deficiente di turno, malgrado abbia adottato ogni tecnica di sicurezza nota per quel tipo di salita, fossimo adeguatamente attrezzati, sempre legati col casco. In effetti ci siamo fatti fregare dall'uscita in basso delle gallerie del Lagazuoi elicoidali, dove per poco il ragazzo non partiva.
Ma in effetti in media si vedono scene riprovevoli, e ogni volta mi chiedo come non si registrino molti più incidenti.
Scendendo dal Pic de Lech de Boè, lungo un sentiero ripido e attrezzato, io tenevo il cucciolo legato come un salame con il suo caschetto; incrociamo una famigliola con bimbi coetanei, che salivano senza alcuna attrezzatura, braghe corte kway in vita (lo zaino è un optional, si sa pesa), esposti alle cadute sassi e alla caduta di loro  stessi. Il padre vedendomi fa pure una battuta salace, come se noi fossimo imbranati e loro in gamba, in pratica prendeva pure per i fondelli. Non sono morti, questa volta hanno avuto loro ragione e io sono un trombone. Boh, mio figlio era legato, ma da secondo arrampica fino al 6a, salendo su quei terreni era più agile e veloce di tutti gli adulti incontrati, i loro ?
Capite, si comportano in quella maniera e prendono pure in giro.
Purtroppo molti confondono il rischio con quello che fa paura. Una parete di 500 metri verticale fa paura, per cui viene evitata, un sentiero, un dolce pendio di neve, un ghiacciaio si affronta a cuor leggere perché a vedersi non fa paura. Una sbagliatissima percezione del rischio, chi va in una parete, se adeguatamente attrezzato, rischia molto meno che chi fa una facile e sicura salita con le ciaspole che chiunque può comperare con pochi euro da deca.

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson

Modificato da dani1967 il 31/08/2016 alle 10:00:15
18
Kinobi
Kinobi
30/10/2007 5697
Inserito il 31/08/2016 alle: 10:28:05
Vivi e lascia morire.
Ciao,
E
 
18
dani1967
dani1967
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03/09/2007 31288
Inserito il 31/08/2016 alle: 10:34:19

Hai ragione, ma quando un giorno ho visto uno in falesia che facendo manovra in sosta faceva cadere giù la corda e non aveva nemmeno un moschettone dietro, che faccio, lo lascio cadere su mia moglie sotto ?
Hai mai fatto test sui kit da ferrata ?

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson

Modificato da dani1967 il 31/08/2016 alle 10:34:56
13
Dash
Dash
10/03/2012 8136
Inserito il 31/08/2016 alle: 11:00:39
In risposta al messaggio di dani1967 del 31/08/2016 alle 09:58:02

Stanno imperversando sul web articoli e foto di episodi sorprendenti in montagna quest'estate; questo articolo è di un mio amico Questo scrive Facci, noto polemista in TV ma protagonista de l reality Monte Bianco lo scorso
anno Poi alcune foto hanno fatto il web, chissà come sono contenti di tanta pubblicità i protagonisti Lo so, spesso muoiono alpinisti esperti, ma almeno loro hanno calcolato il rischio che correvano. Io quest'estate mi sono fatto mille problemi a portare mio figlio di 7 anni a fare ferrate in dolomiti. So per certo che se mai fosse capitato qualche cosa sarei stato additato come il deficiente di turno, malgrado abbia adottato ogni tecnica di sicurezza nota per quel tipo di salita, fossimo adeguatamente attrezzati, sempre legati col casco. In effetti ci siamo fatti fregare dall'uscita in basso delle gallerie del Lagazuoi elicoidali, dove per poco il ragazzo non partiva. Ma in effetti in media si vedono scene riprovevoli, e ogni volta mi chiedo come non si registrino molti più incidenti. Scendendo dal Pic de Lech de Boè, lungo un sentiero ripido e attrezzato, io tenevo il cucciolo legato come un salame con il suo caschetto; incrociamo una famigliola con bimbi coetanei, che salivano senza alcuna attrezzatura, braghe corte kway in vita (lo zaino è un optional, si sa pesa), esposti alle cadute sassi e alla caduta di loro  stessi. Il padre vedendomi fa pure una battuta salace, come se noi fossimo imbranati e loro in gamba, in pratica prendeva pure per i fondelli. Non sono morti, questa volta hanno avuto loro ragione e io sono un trombone. Boh, mio figlio era legato, ma da secondo arrampica fino al 6a, salendo su quei terreni era più agile e veloce di tutti gli adulti incontrati, i loro ? Capite, si comportano in quella maniera e prendono pure in giro. Purtroppo molti confondono il rischio con quello che fa paura. Una parete di 500 metri verticale fa paura, per cui viene evitata, un sentiero, un dolce pendio di neve, un ghiacciaio si affronta a cuor leggere perché a vedersi non fa paura. Una sbagliatissima percezione del rischio, chi va in una parete, se adeguatamente attrezzato, rischia molto meno che chi fa una facile e sicura salita con le ciaspole che chiunque può comperare con pochi euro da deca. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
...

Dani,
non a caso da quando ci sono le statistiche degli incidenti in montagna, al primo posto -da sempre- c'è la "Scivolata su Prato o Sentiero"...

Quando non c'erano i telefonini, chi partiva per andare in quota sapeva che la cavalleria non arrivava a comando, ed era più pronto e attrezzato per eventuali emergenze.
Adesso appunto invece vediamo le famigliole che scorrazzano sui ghiacciai prendendo per i fondelli chi eventualmente li redarguisce.

Personalmente ho smesso di redarguire, ma mi è capitato più volte di dover soccorrere qualcuno/a o rabberciare qualche ferita sanguinolenta o caviglia girata... Solo in queste occasioni faccio notare come la montagna (ma anche il mare, presente gli scogli con mareggiata?) non è mai da avvicinare col cervello in standby oppure spento.

L'ultimo mese di agosto dal punto di vista delle temperature è stato uno dei più caldi di sempre. In queste situazioni, certe salite (traversata Càstore-Pollùce-Lyskamm, canaloni del Tacul, Petit Mont Blanc dal canalone E, Corda Molla del Bernina, La Poire o il Couloir Gussfeldt al Bianco, e infinite altre), semplicemente NON SI FANNO e si programmano per l'estate successiva, se uno non ha tempo di farle in stagioni più refrigerate.
(ho messo gli accenti, visto che in TV l'ignorante di turno ha pronunciato Pòlluce, così come un altro ignorante aveva pronunciato Be-l ì-ce parlando di terremoti)

Ho preso l'abitudine, anche quando vado a fare una passeggiatina, di portare con me un kit medico di emergenza. Ne ho quattro o cinque, differenziati per l'abbondanza e la diversificazione della dotazione (dai 100 grammi a 1 Kg).

Non sarebbe inutile che si diffondesse questa abitudine.
Magari per i frequentatori di COL faccio qualche foto dei miei kit (suggerimenti e contributi sono graditissimi!)

Ciao da Dash
 
18
simo il 4
simo il 4
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21/04/2007 2399
Inserito il 31/08/2016 alle: 12:03:28
Battaglia persa caro Dani. Quando arrampicavo ne ho viste di tutti i tipi e colori. Ricordo anche guide con clienti legati in 5 con le persone a nemmeno mezzo metro di distanza.... scivola uno via tutti...
Purtroppo la "fame" di andare, per fare curriculum e poi magari postare sui social le foto della salita sta prendendo il sopravvento sulla sicurezza e sulla conoscenza.

Io prima di fare certe cose, a 20 anni ho fatto un corso roccia al cai. Non si impara ad arrampicare ma si impara a salire e scendere in sicurezza. A fare i nodi, a fare le doppie in sicurezza (anche quà potremmo aprire un capitolo)... ma quanti ora lo fanno?
Vedere gente su un ghiacciaio o nevaio in pantaloncini mi fa rabbrividire. Basta sprofondare 2 m, non riuscire ad uscire subito, ed il congelamento (come minimo) è assicurato.
Io l'unica cosa che non ho mai fatto solo le ferrate, perchè purtroppo sono frequentate da incoscenti e impreparati (non tutti ovviamente). Pensano che con una catena si possa salire ovunque. Il kit da ferrata non sanno nemmeno cosa sia. Il caschetto poi... io lo usavo anche in falesia, sempre. Mi dicevano che non c'era pericolo di caduta sassi... si ma se cado ok che gli spit sono a 2 - 3 m, ma se mi capovolgo picchio la testa... inutili discorsi...

Poi purtroppo gli incidenti succedono a tutti. Mi permetto di ricordare con molto affetto il grande Roberto Ianilli, che scrivera sul forum del sito che hai citato. Ci ha lasciato qualche settimana fa facendo quello che amava nella montagna che amava. RIP.
---------------------
Simone
Helix Camper Galibier 620S

http://helixisti.wordpress.com/


http://camperaptor.blogspot.it/

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dani1967
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03/09/2007 31288
Inserito il 31/08/2016 alle: 12:12:00
In risposta al messaggio di simo il 4 del 31/08/2016 alle 12:03:28

Battaglia persa caro Dani. Quando arrampicavo ne ho viste di tutti i tipi e colori. Ricordo anche guide con clienti legati in 5 con le persone a nemmeno mezzo metro di distanza.... scivola uno via tutti... Purtroppo la fame
di andare, per fare curriculum e poi magari postare sui social le foto della salita sta prendendo il sopravvento sulla sicurezza e sulla conoscenza. Io prima di fare certe cose, a 20 anni ho fatto un corso roccia al cai. Non si impara ad arrampicare ma si impara a salire e scendere in sicurezza. A fare i nodi, a fare le doppie in sicurezza (anche quà potremmo aprire un capitolo)... ma quanti ora lo fanno? Vedere gente su un ghiacciaio o nevaio in pantaloncini mi fa rabbrividire. Basta sprofondare 2 m, non riuscire ad uscire subito, ed il congelamento (come minimo) è assicurato. Io l'unica cosa che non ho mai fatto solo le ferrate, perchè purtroppo sono frequentate da incoscenti e impreparati (non tutti ovviamente). Pensano che con una catena si possa salire ovunque. Il kit da ferrata non sanno nemmeno cosa sia. Il caschetto poi... io lo usavo anche in falesia, sempre. Mi dicevano che non c'era pericolo di caduta sassi... si ma se cado ok che gli spit sono a 2 - 3 m, ma se mi capovolgo picchio la testa... inutili discorsi... Poi purtroppo gli incidenti succedono a tutti. Mi permetto di ricordare con molto affetto il grande Roberto Ianilli, che scrivera sul forum del sito che hai citato. Ci ha lasciato qualche settimana fa facendo quello che amava nella montagna che amava. RIP. Simone Helix Camper Galibier 620S
...

Ianilli lo avevo incontrato quando feci una puntata al centro, peccato, solo 5 minuti di scambio di parole.
Per le ferrate, debbo dire che oggi con la frenesia dell'ultimo gadget le ho viste a tutti, piuttosto io qualche volta troppo presuntuoso l'ho evitato; che poi gli utilizzatori ne conoscano i limiti e modalità d'uso, è un altro discorso. Mi lascia sconcertato l'uso assurdo e totale, pur di avere un gadget, dei bastoncini, che prima di tutto vengono usati male, in quanto se non li usi correttamente ti sbilanci solo, e poi se il sentiero diventa più difficile sono un intralcio, oltre al fatto che poi ti accecano.
Corsi cai ... organizzati da gente poco raccomandabile che poi mettono i post sui forum di camperisti laughlaughwinkwink.

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson
sergiozh
sergiozh
-
Inserito il 31/08/2016 alle: 12:45:28
Sul fatto che il rischio calcolato sia piu' sicuro del rischio da incoscenti non sono cosi' sicuro.

http://www.corriere.it/cronache...



3 italiani sono morti cosi' in pochi giorni poco fa.
22
Marino2
Marino2
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22/06/2003 7208
Inserito il 31/08/2016 alle: 13:09:42
A me e a mia moglie  piace camminare in montagna, ma senza rischiare e senza andare a cercare percorsi non adatti alla nostra età ed alla mancanza di esperienza da montanari.
Nonostante questi limiti ci divertiamo e raggiungiamo dei luoghi dove il solo vedere i panorami che si presentano davanti agli occhi meritano la fatica, non vedo il perchè si debba a tutti i costi andarsi a cercare percorsi difficoltosi senza  avere l'attrezzatura e sopratutto la capacità di intraprenderli, magari solo per pubblicare la foto sui social e vantarsi con gli amici.
Portiamo sempre gli scarponi nei nostri viaggi ed i bastoncini, quest'anno sottoposti in Nuova Zelanda ad un'attento controllo all'aeroporto di arrivo  per verificare se vi erano tracce di terra europea, da loro considerata ad alto rischio contaminazione per il loro territori, peccato che quando questi vengono da noi nessuno si sogna di far a loro questi controlli.
16
salito
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21/03/2009 28534
Inserito il 31/08/2016 alle: 13:41:36

...il veicolo che porta molti cittadini a farsi del male in montagna sono le funivie...
​non tutte ma quelle che partono direttamente dalla città.paese .si
​esempio quella che parte dal paese di Tirolo sopra Merano paese e città di " montagna" solo perché circondate dalle stesse ma con altitudine vicino allo zero 325 Merano e 500 e rotti Tirolo ci vivi vestito da città anzi con infra dito short e canotta...con meno di 10€'entri in cabina e 8 minuti esci a 1500 metri vai al bar ristorante ti ingozxi ed esci per fare quattro passi e...le tue non dico infradito ma le scarpette da città col tacco per le donne mal di adattano allo sterrato del sentiero che sta a venti metri dalla "" civiltà""
esempio estremo ma vero .( quest anno la buona stella questa estate ha lavorato alla grande)
Biglietto combinato (Merano - Alta Muta)
... con un biglietto unico
andata e ritorno da Merano (263m) alla Muta (1.400m)
•Acquistare 1 unico biglietto
•Seggiovia da Merano a Tirolo Paese
•Bus diretto (a pagamento)
•Funivia da Tirolo Paese alla Muta
•e ritorno
•€ 11 per adulti, € 5 per bambini
ulteriori informazioni >> Download PDF
...quasi gratis...

Modificato da salito il 31/08/2016 alle 13:49:56
18
dani1967
dani1967
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03/09/2007 31288
Inserito il 31/08/2016 alle: 17:03:36
In risposta al messaggio di salito del 31/08/2016 alle 13:41:36

...il veicolo che porta molti cittadini a farsi del male in montagna sono le funivie... ​non tutte ma quelle che partono direttamente dalla città.paese .si ​esempio quella che parte dal paese di Tirolo sopra Merano
paese e città di montagna solo perché circondate dalle stesse ma con altitudine vicino allo zero 325 Merano e 500 e rotti Tirolo ci vivi vestito da città anzi con infra dito short e canotta...con meno di 10€'entri in cabina e 8 minuti esci a 1500 metri vai al bar ristorante ti ingozxi ed esci per fare quattro passi e...le tue non dico infradito ma le scarpette da città col tacco per le donne mal di adattano allo sterrato del sentiero che sta a venti metri dalla civiltà esempio estremo ma vero .( quest anno la buona stella questa estate ha lavorato alla grande) Biglietto combinato (Merano - Alta Muta) ... con un biglietto unico andata e ritorno da Merano (263m) alla Muta (1.400m) •Acquistare 1 unico biglietto •Seggiovia da Merano a Tirolo Paese •Bus diretto (a pagamento) •Funivia da Tirolo Paese alla Muta •e ritorno •€ 11 per adulti, € 5 per bambini ulteriori informazioni >> Download PDF ...quasi gratis...
...

Senza dubbio questo è un problema. La signora nella foto senza le funivie che portano a punta Indren non sarebbe mai arrivata in ciabatte su un ghiacciaio crepacciato, e ultimamente non poco (ho visto cose da quelle parti ...)
Mi fa specie che di primavera non ti fanno scendere da Indren senza artva, anche con neve completamente trasformata, qui questa avrà avuto un avviso ?

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson
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Kinobi
Kinobi
30/10/2007 5697
Inserito il 31/08/2016 alle: 18:07:13
In risposta al messaggio di dani1967 del 31/08/2016 alle 10:34:19

Hai ragione, ma quando un giorno ho visto uno in falesia che facendo manovra in sosta faceva cadere giù la corda e non aveva nemmeno un moschettone dietro, che faccio, lo lascio cadere su mia moglie sotto ? Hai mai fatto
test sui kit da ferrata ? Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
...

Producevo Kit da ferrata.
Fino ache un bambino dell'età di mio figlio si è fatto male. Ci ho dormito male per sei anni, anche se il set non era nemmeno stato usato.

Si, se le cose si mettono male, tu hai due opzioni
a) aiutarli con assunzione di responsabilità.
b) girarti dall'altra parte.
E' la dura realtà.
E
 
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salito
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21/03/2009 28534
Inserito il 31/08/2016 alle: 18:35:38

inviati - 29/08/2016 :  11:59:09  

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.. 29 agosto 2016
Il primario: «Più di seimila interventi al mese. Troppe persone vanno in montagne impreparate e male attrezzate»
 settecento in un giorno solo...

http://m.altoadige.gelocal.it/b...

Edited by - salito on 29/08/2016 12:01:43

 
16
salito
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21/03/2009 28534
Inserito il 31/08/2016 alle: 18:45:08
scusate i doppioni 

BOLZANO. Giornata nera, quella di ieri, in Alto Adige per gli incidenti in montagna che fortunatamente non hanno causato decessi. Cinque però le persone rimaste ferite in maniera seria. Il primo incidente in quota si è verificato verso le 13: un alpinista si è infortunato a passo Sella ed è stato trasportato all'ospedale di Bressanone con l'elicottero dell'Aiut Alpin. A Cima Gioveretto (3.439 m) in Val d'Ultimo nel primo pomeriggio un alpinista è scivolato sulla neve ed è stato soccorso sempre dall'Aiut Alpin. Un'altro incidente si è verificato sulla
 
via che congiunge il rifugio Paolina con il rifugio Fronza alle Coronelle in zona Catinaccio. A Solda a 300 metri dal rifugio Casati si è infortunato un altro alpinista. In questi ultimi due casi oltre agli elicotteri è dovuto intervenire anche il soccorso alpino.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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28 agosto 2016

18
dani1967
dani1967
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03/09/2007 31288
Inserito il 31/08/2016 alle: 20:39:09
In risposta al messaggio di Kinobi del 31/08/2016 alle 18:07:13

Producevo Kit da ferrata. Fino ache un bambino dell'età di mio figlio si è fatto male. Ci ho dormito male per sei anni, anche se il set non era nemmeno stato usato. Si, se le cose si mettono male, tu hai due opzioni a) aiutarli con assunzione di responsabilità. b) girarti dall'altra parte. E' la dura realtà. E  

Io il bimbo lo tengo legato in conserva anche se lui usa un suo kit,  sempre in tensione.  Ho letto che in questi casi, ovvero bimbo portato in conserva,  è consigliato per l'accompagnatore un kit autocostruito monoramo che mi sembra una c....ta pazzesca.
Da quel che so i kit autocostruiti dovrebbero essere banditi. 
Non è colpa tua se fanno cattivo uso dei tuoi prodotti,  poi mica produci mine o bombe a frammentazione. 

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson
sergiozh
sergiozh
-
Inserito il 31/08/2016 alle: 20:41:36
In risposta al messaggio di dani1967 del 31/08/2016 alle 20:39:09

Io il bimbo lo tengo legato in conserva anche se lui usa un suo kit,  sempre in tensione.  Ho letto che in questi casi, ovvero bimbo portato in conserva,  è consigliato per l'accompagnatore un kit autocostruito monoramo
che mi sembra una c....ta pazzesca. Da quel che so i kit autocostruiti dovrebbero essere banditi.  Non è colpa tua se fanno cattivo uso dei tuoi prodotti,  poi mica produci mine o bombe a frammentazione.  Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
...

Che vuol dire in conserva ?
18
dani1967
dani1967
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03/09/2007 31288
Inserito il 31/08/2016 alle: 23:52:49
In risposta al messaggio di sergiozh del 31/08/2016 alle 20:41:36

Che vuol dire in conserva ?

https://issuu.com/giancarlo.berchi/docs/la_progressione_in_conserva_con_minori
Son cose che vanno sperimentate non basta un manuale

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson
13
Dash
Dash
10/03/2012 8136
Inserito il 01/09/2016 alle: 08:51:21
In risposta al messaggio di sergiozh del 31/08/2016 alle 20:41:36

Che vuol dire in conserva ?

Il termine "in conserva" è improprio, anche perché crea ambiguità con la conservazione degli alimenti... (andare in conserva = trasformarsi in una confetturasmiley)

Nella progressione in montagna il termine giusto è "di conserva"

Viene usato anche in navigazione a indicare un gruppo di navi che si muovono in convoglio ordinato.

Ciao da Dash
 
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fuori rotta
fuori rotta
01/12/2008 5094
Inserito il 01/09/2016 alle: 10:27:08
In risposta al messaggio di dani1967 del 31/08/2016 alle 09:58:02

Stanno imperversando sul web articoli e foto di episodi sorprendenti in montagna quest'estate; questo articolo è di un mio amico Questo scrive Facci, noto polemista in TV ma protagonista de l reality Monte Bianco lo scorso
anno Poi alcune foto hanno fatto il web, chissà come sono contenti di tanta pubblicità i protagonisti Lo so, spesso muoiono alpinisti esperti, ma almeno loro hanno calcolato il rischio che correvano. Io quest'estate mi sono fatto mille problemi a portare mio figlio di 7 anni a fare ferrate in dolomiti. So per certo che se mai fosse capitato qualche cosa sarei stato additato come il deficiente di turno, malgrado abbia adottato ogni tecnica di sicurezza nota per quel tipo di salita, fossimo adeguatamente attrezzati, sempre legati col casco. In effetti ci siamo fatti fregare dall'uscita in basso delle gallerie del Lagazuoi elicoidali, dove per poco il ragazzo non partiva. Ma in effetti in media si vedono scene riprovevoli, e ogni volta mi chiedo come non si registrino molti più incidenti. Scendendo dal Pic de Lech de Boè, lungo un sentiero ripido e attrezzato, io tenevo il cucciolo legato come un salame con il suo caschetto; incrociamo una famigliola con bimbi coetanei, che salivano senza alcuna attrezzatura, braghe corte kway in vita (lo zaino è un optional, si sa pesa), esposti alle cadute sassi e alla caduta di loro  stessi. Il padre vedendomi fa pure una battuta salace, come se noi fossimo imbranati e loro in gamba, in pratica prendeva pure per i fondelli. Non sono morti, questa volta hanno avuto loro ragione e io sono un trombone. Boh, mio figlio era legato, ma da secondo arrampica fino al 6a, salendo su quei terreni era più agile e veloce di tutti gli adulti incontrati, i loro ? Capite, si comportano in quella maniera e prendono pure in giro. Purtroppo molti confondono il rischio con quello che fa paura. Una parete di 500 metri verticale fa paura, per cui viene evitata, un sentiero, un dolce pendio di neve, un ghiacciaio si affronta a cuor leggere perché a vedersi non fa paura. Una sbagliatissima percezione del rischio, chi va in una parete, se adeguatamente attrezzato, rischia molto meno che chi fa una facile e sicura salita con le ciaspole che chiunque può comperare con pochi euro da deca. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
...

"Capite, si comportano in quella maniera  e prendono pure in giro."

Tranquillo ... hanno tolto FINALMENTE la scusante al Pronto Soccorso che testava in questi casi la:  sindrome d'affaticamento 

adesso per questa gente senza cervello, se gli va male, sono "Kakki" mooooolto amari se interviene l'elicottero o altro,

quando arriverà il conto a casa dovranno fare mutui...ed era ora passata!

ciao, Giorgio
13
mofoteam
mofoteam
09/02/2012 281
Inserito il 01/09/2016 alle: 11:20:27
Ciao a tutti

ho frequentato le montagne dell'alta val formazza con i mie genitori fino all'età di 14 anni. Poi dai 22 anni ci sono tornato regolarmente altre volte anche in solitaria sempre lasciando detto dove andavo e senza uscire dai sentieri. Il mese scorso ci ho portato i miei figli e nipoti dai 4 ai 15 anni per capire se poteva esserci un interesse nel frequentare la montagna: ovvero godere di panorami unici, affrontando la fatica e portando il rispetto dovuto.
E' andata bene, ai ragazzi è piaciuto ed è stato divertente, hanno imparato che si vive qualcosa fuori dall'ordinario e che per ottenere i risultati si deve guadagnarseli con fatica e passione. Hanno anche imparato alcune regole base dell'andare in montagna, ovvero ognuno aveva il suo zaino con attrezzatura, cibo, acqua e vestitit per tutte le situazioni atmosferiche, non si sono avventurati fuori dai sentieri se non dove era permesso in tutta sicurezza, non hanno raccolto fiori o altro e disburtato la fauna.
Io mi son portato un kit medico di tutto rispetto e mi sono portato piccoletto e zaino in discesa, la salita di 800 metri se l'è fatta tutta da solo.

Amo la montagna e mi piacerebbe anche visitare altri posti, ma mi piace andare dove c'è poca gente e magari prima con qualcuno che conosce le zone e quindi diciamo che continuoa frequentare la val formazza e la val soana che conosco un pò meglio del resto dei monti, questo perche con i bimbi devo essere sicuro che non corrano rischi.

Va bhe ho scritto anche troppo, buona montagna a tutti
mofoteam
18
dani1967
dani1967
rating

03/09/2007 31288
Inserito il 01/09/2016 alle: 11:53:35
In risposta al messaggio di Marino2 del 31/08/2016 alle 13:09:42

A me e a mia moglie  piace camminare in montagna, ma senza rischiare e senza andare a cercare percorsi non adatti alla nostra età ed alla mancanza di esperienza da montanari. Nonostante questi limiti ci divertiamo e raggiungiamo
dei luoghi dove il solo vedere i panorami che si presentano davanti agli occhi meritano la fatica, non vedo il perchè si debba a tutti i costi andarsi a cercare percorsi difficoltosi senza  avere l'attrezzatura e sopratutto la capacità di intraprenderli, magari solo per pubblicare la foto sui social e vantarsi con gli amici. Portiamo sempre gli scarponi nei nostri viaggi ed i bastoncini, quest'anno sottoposti in Nuova Zelanda ad un'attento controllo all'aeroporto di arrivo  per verificare se vi erano tracce di terra europea, da loro considerata ad alto rischio contaminazione per il loro territori, peccato che quando questi vengono da noi nessuno si sogna di far a loro questi controlli.
...

non vedo perchè si debba a tutti i costi andarsi a cercare percorsi difficoltosi
Attenzione solo a un dettaglio, a non confondere facile con sicuro. E' tipicamente l'errore che hanno fatto i soggetti ripresi nelle foto in apertura topic. Posti dove vai senza nessuna difficoltà di progressione, che nascondono insidie poco visibili. Purtroppo non sempre il pericolo si associa alle difficoltà, anzi, delle volte gli itinerari alpinistici che comportano notevole impegno tecnico e psicofisico non sono soggetti a particolari pericoli oggettivi. Tipicamente, ad esempio, una ferrata presenta molti più rischi sia soggettivi che oggettivi rispetto ad una via classica di arrampicata attrezzata con gli spit di kinobi, ovviamente a patto che uno conosca le tecniche di progressione.
Ma ci sono molti sentieri fattibili da chiunque esposti a molti rischi. Pensate che ad esempio, nella via più breve per salire al M. Bianco, i rischi maggiori si corrono ad andare al rif. del Gouter, sentiero che ha mietuto innumerevoli vittime: si, la salita ad un rifugio.
Io faccio il classico esempio, uno che va da deca e si compra bastoni e ciaspe, poi va fare una strada d'inverno carrozzabile, quindi molto facile, ma che non immagina cosa possa arrivare dai canali sovrastanti la strada. Non dico cose di fantasia, io ho visto valanghe enormi sulle strade ad esempio della nostra valle Argentera (anche in diretta) o Valle Troncea. Eppure sono posti facilissimi.

http://tinyurl.com/od3vvte
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson
22
Marino2
Marino2
rating

22/06/2003 7208
Inserito il 01/09/2016 alle: 13:54:57
In risposta al messaggio di dani1967 del 01/09/2016 alle 11:53:35

non vedo perchè si debba a tutti i costi andarsi a cercare percorsi difficoltosi Attenzione solo a un dettaglio, a non confondere facile con sicuro. E' tipicamente l'errore che hanno fatto i soggetti ripresi nelle foto in
apertura topic. Posti dove vai senza nessuna difficoltà di progressione, che nascondono insidie poco visibili. Purtroppo non sempre il pericolo si associa alle difficoltà, anzi, delle volte gli itinerari alpinistici che comportano notevole impegno tecnico e psicofisico non sono soggetti a particolari pericoli oggettivi. Tipicamente, ad esempio, una ferrata presenta molti più rischi sia soggettivi che oggettivi rispetto ad una via classica di arrampicata attrezzata con gli spit di kinobi, ovviamente a patto che uno conosca le tecniche di progressione. Ma ci sono molti sentieri fattibili da chiunque esposti a molti rischi. Pensate che ad esempio, nella via più breve per salire al M. Bianco, i rischi maggiori si corrono ad andare al rif. del Gouter, sentiero che ha mietuto innumerevoli vittime: si, la salita ad un rifugio. Io faccio il classico esempio, uno che va da deca e si compra bastoni e ciaspe, poi va fare una strada d'inverno carrozzabile, quindi molto facile, ma che non immagina cosa possa arrivare dai canali sovrastanti la strada. Non dico cose di fantasia, io ho visto valanghe enormi sulle strade ad esempio della nostra valle Argentera (anche in diretta) o Valle Troncea. Eppure sono posti facilissimi. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
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Nelle nostre camminate siamo noi i primi a rendersi conto se il percorso comporta dei rischi, e quando siamo all'estero diventiamo ancora più guardinghi nel non mettersi nei guai, ricordo in Australia nei pressi dei monti kaka tjuta dove abbiamo rinunciato ad un trekking solo perchè il sentiero era fatto di pietre di varie dimensioni ed il rischio di prendere una storta o di inciampare era elevatissimo, meglio evitare a 16.000 km da casa.
Sulle Ande ci eravamo fidati di più perchè in compagnia di una coppia di amici bellunesi espertissimi di montagna ed avevamo fatto con loro dei bei percorsi, tranne uno, risultato anche per loro molto impegnativo, alle Torres del Paine.
Sui sentieri delle nostre Alpi ci affidiamo alle indicazioni sulle difficoltà indicate sui cartelli, e sul nostro senso di responsabilità nel non andarsi a cercare guai, meglio tornare indietro che rischiare di farsi male, ragionamenti che in età matura sono facili, ma molto meno per chi è giovane.

 
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