

In risposta al messaggio di dani1967 del 31/08/2016 alle 09:58:02
Stanno imperversando sul web articoli e foto di episodi sorprendenti in montagna quest'estate; questo articolo è di un mio amico Questo scrive Facci, noto polemista in TV ma protagonista de l reality Monte Bianco lo scorsoanno Poi alcune foto hanno fatto il web, chissà come sono contenti di tanta pubblicità i protagonisti Lo so, spesso muoiono alpinisti esperti, ma almeno loro hanno calcolato il rischio che correvano. Io quest'estate mi sono fatto mille problemi a portare mio figlio di 7 anni a fare ferrate in dolomiti. So per certo che se mai fosse capitato qualche cosa sarei stato additato come il deficiente di turno, malgrado abbia adottato ogni tecnica di sicurezza nota per quel tipo di salita, fossimo adeguatamente attrezzati, sempre legati col casco. In effetti ci siamo fatti fregare dall'uscita in basso delle gallerie del Lagazuoi elicoidali, dove per poco il ragazzo non partiva. Ma in effetti in media si vedono scene riprovevoli, e ogni volta mi chiedo come non si registrino molti più incidenti. Scendendo dal Pic de Lech de Boè, lungo un sentiero ripido e attrezzato, io tenevo il cucciolo legato come un salame con il suo caschetto; incrociamo una famigliola con bimbi coetanei, che salivano senza alcuna attrezzatura, braghe corte kway in vita (lo zaino è un optional, si sa pesa), esposti alle cadute sassi e alla caduta di loro stessi. Il padre vedendomi fa pure una battuta salace, come se noi fossimo imbranati e loro in gamba, in pratica prendeva pure per i fondelli. Non sono morti, questa volta hanno avuto loro ragione e io sono un trombone. Boh, mio figlio era legato, ma da secondo arrampica fino al 6a, salendo su quei terreni era più agile e veloce di tutti gli adulti incontrati, i loro ? Capite, si comportano in quella maniera e prendono pure in giro. Purtroppo molti confondono il rischio con quello che fa paura. Una parete di 500 metri verticale fa paura, per cui viene evitata, un sentiero, un dolce pendio di neve, un ghiacciaio si affronta a cuor leggere perché a vedersi non fa paura. Una sbagliatissima percezione del rischio, chi va in una parete, se adeguatamente attrezzato, rischia molto meno che chi fa una facile e sicura salita con le ciaspole che chiunque può comperare con pochi euro da deca. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
Dani,
http://helixisti.wordpress.com/
http://camperaptor.blogspot.it/
In risposta al messaggio di simo il 4 del 31/08/2016 alle 12:03:28
Battaglia persa caro Dani. Quando arrampicavo ne ho viste di tutti i tipi e colori. Ricordo anche guide con clienti legati in 5 con le persone a nemmeno mezzo metro di distanza.... scivola uno via tutti... Purtroppo la famedi andare, per fare curriculum e poi magari postare sui social le foto della salita sta prendendo il sopravvento sulla sicurezza e sulla conoscenza. Io prima di fare certe cose, a 20 anni ho fatto un corso roccia al cai. Non si impara ad arrampicare ma si impara a salire e scendere in sicurezza. A fare i nodi, a fare le doppie in sicurezza (anche quà potremmo aprire un capitolo)... ma quanti ora lo fanno? Vedere gente su un ghiacciaio o nevaio in pantaloncini mi fa rabbrividire. Basta sprofondare 2 m, non riuscire ad uscire subito, ed il congelamento (come minimo) è assicurato. Io l'unica cosa che non ho mai fatto solo le ferrate, perchè purtroppo sono frequentate da incoscenti e impreparati (non tutti ovviamente). Pensano che con una catena si possa salire ovunque. Il kit da ferrata non sanno nemmeno cosa sia. Il caschetto poi... io lo usavo anche in falesia, sempre. Mi dicevano che non c'era pericolo di caduta sassi... si ma se cado ok che gli spit sono a 2 - 3 m, ma se mi capovolgo picchio la testa... inutili discorsi... Poi purtroppo gli incidenti succedono a tutti. Mi permetto di ricordare con molto affetto il grande Roberto Ianilli, che scrivera sul forum del sito che hai citato. Ci ha lasciato qualche settimana fa facendo quello che amava nella montagna che amava. RIP. Simone Helix Camper Galibier 620S
Ianilli lo avevo incontrato quando feci una puntata al centro, peccato, solo 5 minuti di scambio di parole.



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http://www.corriere.it/cronache...
In risposta al messaggio di salito del 31/08/2016 alle 13:41:36
...il veicolo che porta molti cittadini a farsi del male in montagna sono le funivie... non tutte ma quelle che partono direttamente dalla città.paese .si esempio quella che parte dal paese di Tirolo sopra Meranopaese e città di montagna solo perché circondate dalle stesse ma con altitudine vicino allo zero 325 Merano e 500 e rotti Tirolo ci vivi vestito da città anzi con infra dito short e canotta...con meno di 10€'entri in cabina e 8 minuti esci a 1500 metri vai al bar ristorante ti ingozxi ed esci per fare quattro passi e...le tue non dico infradito ma le scarpette da città col tacco per le donne mal di adattano allo sterrato del sentiero che sta a venti metri dalla civiltà esempio estremo ma vero .( quest anno la buona stella questa estate ha lavorato alla grande) Biglietto combinato (Merano - Alta Muta) ... con un biglietto unico andata e ritorno da Merano (263m) alla Muta (1.400m) •Acquistare 1 unico biglietto •Seggiovia da Merano a Tirolo Paese •Bus diretto (a pagamento) •Funivia da Tirolo Paese alla Muta •e ritorno •€ 11 per adulti, € 5 per bambini ulteriori informazioni >> Download PDF ...quasi gratis...
Senza dubbio questo è un problema. La signora nella foto senza le funivie che portano a punta Indren non sarebbe mai arrivata in ciabatte su un ghiacciaio crepacciato, e ultimamente non poco (ho visto cose da quelle parti ...)
In risposta al messaggio di dani1967 del 31/08/2016 alle 10:34:19
Hai ragione, ma quando un giorno ho visto uno in falesia che facendo manovra in sosta faceva cadere giù la corda e non aveva nemmeno un moschettone dietro, che faccio, lo lascio cadere su mia moglie sotto ? Hai mai fattotest sui kit da ferrata ? Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
Producevo Kit da ferrata.
http://m.altoadige.gelocal.it/b...
Edited by - salito on 29/08/2016 12:01:43

In risposta al messaggio di Kinobi del 31/08/2016 alle 18:07:13
Producevo Kit da ferrata. Fino ache un bambino dell'età di mio figlio si è fatto male. Ci ho dormito male per sei anni, anche se il set non era nemmeno stato usato. Si, se le cose si mettono male, tu hai due opzioni a) aiutarli con assunzione di responsabilità. b) girarti dall'altra parte. E' la dura realtà. E
Io il bimbo lo tengo legato in conserva anche se lui usa un suo kit, sempre in tensione. Ho letto che in questi casi, ovvero bimbo portato in conserva, è consigliato per l'accompagnatore un kit autocostruito monoramo che mi sembra una c....ta pazzesca.
In risposta al messaggio di dani1967 del 31/08/2016 alle 20:39:09
Io il bimbo lo tengo legato in conserva anche se lui usa un suo kit, sempre in tensione. Ho letto che in questi casi, ovvero bimbo portato in conserva, è consigliato per l'accompagnatore un kit autocostruito monoramoche mi sembra una c....ta pazzesca. Da quel che so i kit autocostruiti dovrebbero essere banditi. Non è colpa tua se fanno cattivo uso dei tuoi prodotti, poi mica produci mine o bombe a frammentazione. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
Che vuol dire in conserva ?
In risposta al messaggio di sergiozh del 31/08/2016 alle 20:41:36
Che vuol dire in conserva ?
https://issuu.com/giancarlo.berchi/docs/la_progressione_in_conserva_con_minori
In risposta al messaggio di sergiozh del 31/08/2016 alle 20:41:36
Che vuol dire in conserva ?
Il termine "in conserva" è improprio, anche perché crea ambiguità con la conservazione degli alimenti... (andare in conserva = trasformarsi in una confettura
) In risposta al messaggio di dani1967 del 31/08/2016 alle 09:58:02
Stanno imperversando sul web articoli e foto di episodi sorprendenti in montagna quest'estate; questo articolo è di un mio amico Questo scrive Facci, noto polemista in TV ma protagonista de l reality Monte Bianco lo scorsoanno Poi alcune foto hanno fatto il web, chissà come sono contenti di tanta pubblicità i protagonisti Lo so, spesso muoiono alpinisti esperti, ma almeno loro hanno calcolato il rischio che correvano. Io quest'estate mi sono fatto mille problemi a portare mio figlio di 7 anni a fare ferrate in dolomiti. So per certo che se mai fosse capitato qualche cosa sarei stato additato come il deficiente di turno, malgrado abbia adottato ogni tecnica di sicurezza nota per quel tipo di salita, fossimo adeguatamente attrezzati, sempre legati col casco. In effetti ci siamo fatti fregare dall'uscita in basso delle gallerie del Lagazuoi elicoidali, dove per poco il ragazzo non partiva. Ma in effetti in media si vedono scene riprovevoli, e ogni volta mi chiedo come non si registrino molti più incidenti. Scendendo dal Pic de Lech de Boè, lungo un sentiero ripido e attrezzato, io tenevo il cucciolo legato come un salame con il suo caschetto; incrociamo una famigliola con bimbi coetanei, che salivano senza alcuna attrezzatura, braghe corte kway in vita (lo zaino è un optional, si sa pesa), esposti alle cadute sassi e alla caduta di loro stessi. Il padre vedendomi fa pure una battuta salace, come se noi fossimo imbranati e loro in gamba, in pratica prendeva pure per i fondelli. Non sono morti, questa volta hanno avuto loro ragione e io sono un trombone. Boh, mio figlio era legato, ma da secondo arrampica fino al 6a, salendo su quei terreni era più agile e veloce di tutti gli adulti incontrati, i loro ? Capite, si comportano in quella maniera e prendono pure in giro. Purtroppo molti confondono il rischio con quello che fa paura. Una parete di 500 metri verticale fa paura, per cui viene evitata, un sentiero, un dolce pendio di neve, un ghiacciaio si affronta a cuor leggere perché a vedersi non fa paura. Una sbagliatissima percezione del rischio, chi va in una parete, se adeguatamente attrezzato, rischia molto meno che chi fa una facile e sicura salita con le ciaspole che chiunque può comperare con pochi euro da deca. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
"Capite, si comportano in quella maniera e prendono pure in giro."
In risposta al messaggio di Marino2 del 31/08/2016 alle 13:09:42
A me e a mia moglie piace camminare in montagna, ma senza rischiare e senza andare a cercare percorsi non adatti alla nostra età ed alla mancanza di esperienza da montanari. Nonostante questi limiti ci divertiamo e raggiungiamodei luoghi dove il solo vedere i panorami che si presentano davanti agli occhi meritano la fatica, non vedo il perchè si debba a tutti i costi andarsi a cercare percorsi difficoltosi senza avere l'attrezzatura e sopratutto la capacità di intraprenderli, magari solo per pubblicare la foto sui social e vantarsi con gli amici. Portiamo sempre gli scarponi nei nostri viaggi ed i bastoncini, quest'anno sottoposti in Nuova Zelanda ad un'attento controllo all'aeroporto di arrivo per verificare se vi erano tracce di terra europea, da loro considerata ad alto rischio contaminazione per il loro territori, peccato che quando questi vengono da noi nessuno si sogna di far a loro questi controlli.
non vedo perchè si debba a tutti i costi andarsi a cercare percorsi difficoltosi
In risposta al messaggio di dani1967 del 01/09/2016 alle 11:53:35
non vedo perchè si debba a tutti i costi andarsi a cercare percorsi difficoltosi Attenzione solo a un dettaglio, a non confondere facile con sicuro. E' tipicamente l'errore che hanno fatto i soggetti ripresi nelle foto inapertura topic. Posti dove vai senza nessuna difficoltà di progressione, che nascondono insidie poco visibili. Purtroppo non sempre il pericolo si associa alle difficoltà, anzi, delle volte gli itinerari alpinistici che comportano notevole impegno tecnico e psicofisico non sono soggetti a particolari pericoli oggettivi. Tipicamente, ad esempio, una ferrata presenta molti più rischi sia soggettivi che oggettivi rispetto ad una via classica di arrampicata attrezzata con gli spit di kinobi, ovviamente a patto che uno conosca le tecniche di progressione. Ma ci sono molti sentieri fattibili da chiunque esposti a molti rischi. Pensate che ad esempio, nella via più breve per salire al M. Bianco, i rischi maggiori si corrono ad andare al rif. del Gouter, sentiero che ha mietuto innumerevoli vittime: si, la salita ad un rifugio. Io faccio il classico esempio, uno che va da deca e si compra bastoni e ciaspe, poi va fare una strada d'inverno carrozzabile, quindi molto facile, ma che non immagina cosa possa arrivare dai canali sovrastanti la strada. Non dico cose di fantasia, io ho visto valanghe enormi sulle strade ad esempio della nostra valle Argentera (anche in diretta) o Valle Troncea. Eppure sono posti facilissimi. Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare. R.L. Stevenson
Nelle nostre camminate siamo noi i primi a rendersi conto se il percorso comporta dei rischi, e quando siamo all'estero diventiamo ancora più guardinghi nel non mettersi nei guai, ricordo in Australia nei pressi dei monti kaka tjuta dove abbiamo rinunciato ad un trekking solo perchè il sentiero era fatto di pietre di varie dimensioni ed il rischio di prendere una storta o di inciampare era elevatissimo, meglio evitare a 16.000 km da casa.