Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson
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quote:Risposta al messaggio di globetrotter inserito in data 20/11/2013 17:59:58 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> un piccolo gruppo di noi ha fatto esattamente questo per Brugnato. è stata una goccia nel mare, ma abbiamo avuto la soddisfazione di sapere che la nostra goccia è effettivamente arrivata dove volevamo arrivasse. forse adesso è il momento di aspettare che il tagico evento termini, poi si potrà individuare, con l'aiuto dei locali, un obiettivo. @Regoleo: non sono del tutto d'accordo con quello che dici,la prevenzione non salva le case, ma le vite umane si. p.s.: spero anche che le varie tv smettano di trasmettere servizi strazianti solo per fare audience e comincino ad occuparsi del perchè, del quando e del dove. certo il piano deve essere studiato seriamente, provato numerose volte, ma può essere un aiuto. è brutto fare paragoni, in particolare su momenti così tristi, ma negli Stati Uniti abbiamo vissuto momenti analoghi. tutte le tv davano notizie 24 ore su 24. la polizia passava nelle strade, sapevamo cosa fare, quali scorte era consigliabile tenere in casa. questa informazione capillare qui manca,manca sapere quali sono le zone a rischio, sapere che se piove così tanto non devi scendere ma salire, devi evitare di trovarti per strada e altre mille cose che gli esperti possono suggerire, che magari sono solo norme di buon senso, ma quando sei nel panico devi aver costruito degli automatismi, il buon senso va via con l'aumentare della paura. io spero che prima o poi, proprio in nome di quelle persone che non ci sono più, queste cose vengano fatte.
quote:Risposta al messaggio di annapasqua inserito in data 20/11/2013 20:18:48 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Beh, i piani di protezione comunali ci sono (almeno nella mia regione sono obbligatori, nelle altre nun so). Le aree pericolose sono delineate, ho sopra linkato le carte del PAI di Olbia, dove parte del territorio cittadino è segnalato come a rischio molto elevato. La questione è, al di la della correttezza di questi documenti (che non so giudicare non essendo del posto) è la presa di coscienza anche da parte della cittadinanza della loro importanza. Se nel mondo amministrativo oramai in Italia non si è più a livello zero di conoscenza, questi danti non sono assolutamente sentiti dalla popolazione, che spesso li vivono come dei meri vincoli burocratici, ostacoli alle loro attività già 2-3 giorni dopo l'evento. Abbiamo bisogno di un vero cambiamento culturale collettivo a riguardo dei rischi naturali, anche perché è un processo che difficilmente parte dall'alto senza una coscienza dal basso. Questa ovviamente è filosofia, nulla a che vedere direttamente con la cronaca, salvo le mappe.
Per quel che mi riguarda, io viaggio non per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per viaggiare.
R.L. Stevenson quote:Risposta al messaggio di dani1967 inserito in data 20/11/2013 22:26:35 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> stiamo più o meno dicendo la stessa cosa: il piano di prevenzione più bello del mondo se non è diffuso in maniera capillare non serve a niente. la prevenzione deve entrare a far parte della quotidianità nella vita di tutti. a scuola sono obbligatorie due prove di evacuazione all'anno: farle è sempre stata una tragedia: oggi no perchè piove, fa freddo, devo interrogare
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www.regoleo.altervista.org quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 22/11/2013 19:00:00 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>Grazie di aver pubblicato questa lettera di Vecchioni che mi ha molto emozionato, anch'io mi sento sardo da almeno 20 anni, di cui gli ultimi 15 nel mese di giugno sono venuto almeno una ventina di giorni, potendo apprezzare l'umanità e la grande forza del popolo sardo, che sicuramente anche questa volta prevarrà. Da lunedì da qundo ho visto la tragedia che si è abbuttuta sulla "mia" Sardegna sono molto commosso e triste. Saluti e abbracci Stefano
quote:Risposta al messaggio di garmau inserito in data 26/11/2013 19:12:10 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>>eravamo certi che con la caparbietà propria del vostro carattere avreste affrontato la sciagura "di petto" . per interesse personale ti chiedo c'è qualcosa che può ancora essere utile fare da parte di chi può. essendo tu sul luogo sicuramente puoi essere più realista e a conoscenza delle reali necessità. un caro saluto. elena