Inserito il 17/01/2011 alle: 02:18:18
Non erano state molte le unità che aveva incrociato durante il viaggio. I suoi colleghi Comandanti avevano quasi tutti preferito il week end precedente per le ‘esercitazioni’.
Vide l’indicazione per l’area di servizio a 1500 m. ed iniziò la manovra di accostamento. Doveva riempire il serbatoio della Mirage e svuotare il ‘suo’. Entrambe le operazioni avrebbero richiesto il loro tempo ed inoltre aveva voglia di un buon caffè.
Ormeggiò a fianco di alcune unità da trasporto merci…. lunghissime, lentissime, pesantissime... (pronunciare alla Messner. n.d.r.)
Ne incontrava spesso sulla sua rotta e talvolta ingaggiava duelli di velocità che duravano quanto una tombolata di famiglia il giorno di Natale ma la Mirage era una nave da combattimento non una nave da crociera veloce…. quelle erano navi per la Royal Family non per lui.
Lui era stato addestrato sin da giovanissimo ad un altro tipo di unità…. Aveva iniziato con una piccola motovedetta ‘classe canadese’ sulla quale era stato ‘imbarcato’ per tre anni per poi essere assegnato ad una piccolissima unità da sbarco ‘classe tendina da motociclista’ per altri quattro anni.
Fu in quel periodo che fu notato per una serie di caratteristiche che portarono Superiori e compagni a chiamarlo il ‘Fenomeno’.
Partecipò ad alcune missioni dove si distinse particolarmente e questo lo portò al suo primo comando importante…. Un cacciatorpediniere ‘classe roulotte’ di 25 anni costruito da un ‘piccolo cantiere’ in provincia di Milano…. era un due+uno con l’interno completamente in legno…. leggero come il calcestruzzo, comodo come una catacomba, accessoriato quasi come la ‘127 cauntri’.
Comandò quell’unità per 6 anni con grande orgoglio fino all’affondamento dovuto al ‘fuoco amico’. A causa di quell'incidente fu tenuto dietro una scrivania sino alla conclusione dell’inchiesta che lo assolse da ogni responsabilità.
Pochi mesi dopo gli venne affidata una corazzata knaus, anch’essa ‘classe roulotte’ con la quale affinò le doti di comando e completò il suo addestramento…. a bordo di quella nave effettuò alcune della più pericolose missioni ‘ombra’. Alcune sono classificate come ‘segreto di stato’ altre ‘non sono mai esistite’…. anche uikilics non ne saprà mai un casso.
Ricordava quelle unità con grande affetto ma richiedevano tutte un largo uso di ‘rimorchiatori’… lui aveva desiderio di comandare un’unità autonoma… dotata di mezzi da sbarco… un’unità da lungo raggio.
Era pronto per un comando importante…. lo desiderava da una vita e quando si presentò l’occasione non esitò.
Gli era quasi costato il matrimonio ma aveva agito d’istinto e aveva accettato…. era un uomo d’azione… non di pensiero (come avrebbe potuto?).
Quello sarebbe stato il suo ultimo comando. La Mirage era stata per anni il suo sogno. Aveva invidiato suo cugino quando gli venne ‘assegnato’ il comando della Mirage Giubileo…. aveva visto chiudere il cantiere che le costruiva e quando ormai non ci sperava più gli era stato affidato il comando della ‘Mirage 5 stelle’.
Non era una portaerei nuova ma per lui … era… La Portaerei.
Avrebbe accettato di comandare un’Arca ‘Super America’ che lui chiamava affettuosamente ‘Big Silver’ ma non c’erano navi disponibili all’epoca della sua nomina…. il destino aveva deciso per la ‘Mirage’ e lui aveva obbedito.
Mentre ricordava le pietre miliari della sua carriera aveva finito il caffè e aveva preso alcuni generi di conforto che ora si apprestava a pagare…. Una confezione ‘comunità’ di arachidi salate, n° cinque pezzi di cioccolato alle nocciole (quando sei per mare non sai per quanto ci dovrai stare), n° tre tubi di ‘pringols’ paprika-original-onion, n° tre confezioni ‘pallottole’ beretta piccanti (una sua debolezza da sempre) e un paio di cd the ‘best of’ ABBA (in ricordo delle sue prime ‘limonate’) e Al Bano (in ricordo di… quella gnocca di Romina).
Per darsi un tono prese anche una copia della gazzetta dello sport e, ciliegina sulla torta, dell’Herald Tribune in dialetto romagnolo.
“Vuole anche ‘Astra’ di questo mese?” gli domandò la cassiera con le ciglia finte ed il trucco pesante guardando quell’uomo con una punta di inquietudine…
“No grazie… ho cercato ‘I tarocchi ti guidano’ e ‘Tua sorella legge la mano ma usa la bocca’ ma non li ho trovati… saranno esauriti… va bene così”.
La commessa non capì l’elegante allusione e gli consegnò i due sacchetti di ‘generi di conforto’.
Arrivò sul ‘lungomare Sassonia’ verso le due. Non c’era quasi nessuno. Il pomeriggio si annunciava tiepido. Il mare era una tavola che si gonfiava e sgonfiava leggermente e senza rumore.
“Splendido… andiamo Sissi… facciamo una passeggiata.”
La femmina bionda a pelo forte parve essere animata da una energia sconosciuta. Agitò la coda tra armadio e sportello sottolavello confermando il suo talento per le percussioni… “Guinzaglio, pallina e sacchettino… del primo facciamo a meno, della seconda non sai che fartene, con il terzo però non scherzi….”
Il Fenomeno aprì la porta della cellula e fece scendere la segugia. Accese il frigo a gas… “Le sorelle Moretti adorano il fresco e io adoro le sorelle… fresche”.
La cambusa, a parte il ‘fresco’ che aveva comperato in autogrill, era fornita di scatolame di quart’ordine fatta eccezione per una pregiata collezione di scatole di fagioli di vario tipo, foggia, dimensione e gusto ma con un unico denominatore comune… quello di riequilibrare drasticamente la flora e, in alcuni casi, la fauna batterica.
Il Fenomeno li usava a scopo terapeutico e solo in caso di grave necessità ma il tipo di ‘farmaco’ era tale che a volte la cura era peggiore del male… così almeno lo dileggiava la Princy…. non contava di usarli ma se per caso non avesse trovato di meglio non avrebbe esitato.
“E poi… rutto libero…. che ipocrisia però…. usiamo tutti questa espressione quando sappiamo benissimo che non è il rutto ad essere libero o almeno… non solo quello…”
Era di buonissimo umore. Era al mare con la sua adorata Mirage. Lui e il suo ‘fedele cane’. Le sue donne sarebbero rientrate il giorno dopo e lui le avrebbe riabbracciate con gioia e la casa, sino a quel momento silenziosa e triste, si sarebbe riempita delle risate, dei rumori, delle parole di sempre…. soprattutto delle parole.
“A proposito di casa…. fammi sentire se la ‘regina del nord est’ ha capito bene cosa deve fare…”
Prese il cellulare e fece il numero della Celestina…. squillò a lungo sino a fargli insorgere una punta d’ansia… “Se la ‘tronista’ non viene mi sa che dalla defilippi ci vado io ma a…. c’è posta per te…”
La voce soave (nel senso che sicuramente sapeva di vino Soave di cui il Fenomeno aveva lasciato in bellavista una bottiglia sul tavolo della taverna) della Celestina gli rispose.
Bastarono poche parole in ‘codice’ e il Fenomeno si rasserenò. La Celestina avrebbe ‘cancellato’ ogni traccia delle ‘esercitazioni’ del Fenomeno e anche di… alcune bottiglie della sua ‘cantinetta’ ma tant’è…. “Sono coloro che sanno sfruttare le debolezze altrui che sopravvivono.” Lui sperava di non aver sopravvalutato le debolezze della Celestina e, soprattutto, i suoi neuroni. Li conosceva tutti (tutti?!) personalmente e con loro aveva un rapporto fatto d’amore e odio ma per lo più…. si ignoravano.
Visto che aveva il telefono in mano assolse anche ad un’altra incombenza. Routinaria ma di fondamentale importanza… “Trattoria la Quinta?... Vorrei prenotare per questa sera… sono solo… verso le sette e mezzo… si grazie”. Attese qualche istante che la cameriera desse certezza alle sue speranze…. La Quinta era un locale storico. Pesce Azzurro fino a rischiare di morirne ma lui… non temeva la morte…. “Va bene… mi dice il nome?”. Lui sorrise a quella dolce, ed al tempo stesso, eccitante conferma….
“Ammiraglio Fenomeno… sì ha capito bene… Ammiraglio… Fenomeno… Grazie.”
continua[:)]
Buon giorno e buon caffè[:)][:)]