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Salvo Sa 2
Salvo Sa 2
-
Inserito il 24/09/2014 alle: 19:48:09
quote:Risposta al messaggio di garmau inserito in data 24/09/2014  19:40:53 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Ahhh... chissà quanti pennelli con tutte quelle setole. [8D]
16
garmau
garmau
09/05/2009 4601
Inserito il 24/09/2014 alle: 19:57:50
quote:Risposta al messaggio di Salvo Sa 2 inserito in data 24/09/2014  19:48:09 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> ...non è stato possibile produrre nulla ...ero senza manico..
Salvo Sa 2
Salvo Sa 2
-
Inserito il 24/09/2014 alle: 20:13:01
quote:Risposta al messaggio di santoydiabla inserito in data 24/09/2014  19:54:29 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Un solo consiglio: rinforzate le chiusure del frigo! Il soggetto è affamato assai... è una cosa che si porta dietro fin da bambino, un trauma infantile molto increscioso gli ha fatto venire questi raptus, ruppe la maniglia del suo Ignis color crema e la madre gli proibì, vita natural durante, di avvicinarsi al favoloso frigo. [;)][8D]
santoydiabla
santoydiabla
-
Inserito il 24/09/2014 alle: 20:16:23
quote:Risposta al messaggio di Salvo Sa 2 inserito in data 24/09/2014  20:13:01 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Solo la porta del frigo? Lo faremo. Grazie Salvo, a dire il vero pensavamo peggio [:D] santoydiabla
Scozia in camper a fine giugno-luglio 20
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Tangermünde la città fortificata sull'
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Normandia e Bretagna in camper 2025
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Viaggio in Danimarca
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Centro Italia in camper - Inverno 2025-2
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fuori rotta
fuori rotta
01/12/2008 5094
Inserito il 24/09/2014 alle: 20:17:03
evvvaiiiiiiiiiiiiii ... mi appresto a fare copia/incolla e stamparla [:p] (come ho fatto per altri Tuoi raccolti) P.S. avanzi più di una bottiglia [;)] grassssssssie
18
robocop
robocop
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24/03/2007 8633
Inserito il 24/09/2014 alle: 20:44:48
quote:Risposta al messaggio di santoydiabla inserito in data 24/09/2014  20:16:23 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> sicuramente avevate pensato bene![:D][;)] andrea
santoydiabla
santoydiabla
-
Inserito il 24/09/2014 alle: 20:48:28
quote:Risposta al messaggio di robocop inserito in data 24/09/2014  20:44:48 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Ma davvero quello scrittore fumoso è così? [:D] santoydiabla
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Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 24/09/2014 alle: 21:01:16
Le sei fermate che lo separavano dal quartiere cittadino in cui si trovava la scuola si susseguirono lentamente accompagnate dal ronzio profondo del filobus. Era seduto dietro dove solitamente il bigliettaio controllore non si spingeva mai e in tal modo lui riusciva a utilizzare i soldi del biglietto per un trancio di 'pizza alla lava' dal suo fornaio di fiducia. Era la sua colazione. La consumava in piedi, appena uscito dalla panetteria, facendo molta attenzione a che il suo ‘rancio’ non scivolasse dalla carta oleata in cui era avvolto per finire sulle scarpe da ginnastica. Di solito mentre lottava contro i fili di mozzarella fusa e contro le temperature d’altoforno dei bocconi che staccava, veniva raggiunto da un paio di ‘Eschimesi’ che frequentavano l’ultimo anno e che, a quell’ora del mattino, con i loro capelli lunghi e unti e le loro barbe unte e lunghe si fermavano a prendere un paio di pagnottelle alla stessa panetteria. Tra loro scorrevano sguardi seri e, a volte, qualche cenno di saluto ma per questo tipo di effusioni dovevano essere sotto Natale. Il verde degli eskimo che indossavano si stemperava in quello degli zaini che avevano in spalla dando vita a un ‘tono su tono’ che con le immancabili sciarpe o maglioni rossi facevano tanto ‘studente proletario’. La panetteria era però considerata una sorta di neutral zone dove gli attacchi a sfondo politico, di moda da qualche anno, erano tacitamente evitati tanto dagli ‘Eschimesi’ quanto dalle ‘Renne’, come venivano soprannominati i ragazzi di destra simpatizzanti o membri del Fronte della Gioventù che, a loro volta, all’immancabile giubbotto scamosciato, associavano un fularino nero annodato al collo e l’immancabile occhiale Ray Ban con lenti verde petrolio e montatura d'oro che veniva portato estate e inverno con affettazione. Anche questa razza portava i capelli lunghi ma erano sempre puliti, in ordine e pettinati con la riga in mezzo. La cosa che a lui appariva contraddittoria era che tra gli Eschimesi trovavi molti figli della media borghesia e tra le Renne altrettanti della classe operaia. Non vedeva un nesso logico ma la politica giovanile, e non solo quella, era piena di contraddizioni. Anche le ragazze sembravano rispondere a una logica politico/estetico a lui poco comprensibile. Il 90% delle ragazze di sinistra andavano dal ‘bruttino’ al ‘cesso bombardato’ con rare quanto eclatanti eccezioni e tutte avevano l’atteggiamento da Pasionarie. Le ragazze di destra erano invece quasi tutte ricomprese tra il livello ‘Phiga, Bella Phiga, Straphiga. Anche tra questa categoria le eccezioni erano rare quanto eclatanti e il loro atteggiamento era solitamente altezzoso del tipo... "Ce l'ho solo, io, è d'oro e non te la do." Con le Renne i rapporti erano sporadici e limitati a qualche sguardo leggermente meno torvo rispetto a quelli che ‘scorrevano’ tra lui e gli Eschimesi ma anche in questo caso si era senz'altro vicini al Natale. Quella mattina, che per certi versi poteva essere identificata come la genesi di TWO W, la pizza non era ancora pronta. O lui era in anticipo o il fornaio in ritardo. Di fatto o aspettava o avrebbe dovuto rifugiarsi nel bar all’angolo per ripararsi dal freddo che si era fatto pungente. Mancava una buona mezz'ora all'inizio delle lezioni così decise di rinunciare alla pizza e alle ustioni che la mozzarella fusa, spalleggiata dal pomodoro e dall’olio al brucio, gli avrebbe procurato al palato e alla lingua. Decise che si sarebbe accontentato di una brioche e magari di una partitina a flipper. Mentre usciva, il fornaio lo guardò storto… “@a77i tuoi amico. Se invece di infornare la pizza 'inforni' tua moglie ti posso magari invidiare ma non sono tenuto a comprare biscottini” pensò mentre, uscendo, ricambiava lo sguardo dell’uomo. La nebbia non si era alzata e l’atmosfera era da tundra norvegese. Raggiunse il bar e entrando fu investito dal calore dell'ambiente e dal profumo del caffè. Si accostò al bancone dove erano esposti i dolci, prese una ‘vuota’, lasciò 30 lire alla cassa e si diresse verso il flipper. Aggirò due tavolini e mentre si apprestava a superare il terzo vi riconobbe, seduta, la Prof. di Educazione Artistica intenta a leggere il Corriere d’Informazione. Pregò di non essere riconosciuto. Un ‘fuori orario’ con quella donna sarebbe stato più che accettabile sul sedile posteriore della sua Dyane6 ma no di certo alle 07.30 del mattino, in un bar, a parlare del Palladio o di qualche altro frocio che per esprimere la sua arte usava il ‘pennello’ sbagliato. Come in risposta alle sue preghiere fu salutato da un “Ciao Marco!”. Ebbe così l’ennesima conferma che o non sapeva pregare o pregava il dio sbagliato. “Buon giorno Prof… ma allora non è vero quello che dicono di voi. Siete umani. Anche a voi piace mangiare le brioche e non solo sgranocchiare i maroni degli studenti”. La Prof continuò a sorridere anche se i suoi begli occhi azzurro cielo si sgranarono un pochino alla battuta sui ‘maroni’. “No Marco, quello che dicono di noi è vero. La brioche è una copertura. Te lo dimostrerò tra una mezz’oretta quando cominciamo le mie due ore… hai ripassato il capitolo sulle Ville Venete?” La minaccia era stata espressa chiaramente e probabilmente sarebbe anche stata messa in atto da lì a poco. Lui le rispose con un sorriso innocente e continuò in direzione del flipper mentre la Prof. lo guardava. “Saprei io cosa ‘ripassarti’ Prof e magari sarebbe la volta buona che mi becco un bel 9!” pensò mentre la fantasia a propellente ormonale gli mandava dei flash della Prof. e di lui impegnati a ‘ripassarsi’ alla grandissima. Non sapeva da cosa dipendesse, forse una eccessiva produzione di libido dovuta all’età o forse troppi film con Edwige Fenech e Gloria Giuda ma lui si sarebbe fatto tutte le sue Prof del liceo. No, non proprio tutte, quella di Inglese proprio no… forse no… dipende. Sicuramente Madre Natura non era stata generosissima con lei in fatto di ‘telaio’ però lui sospettava che le avesse donato, in cambio, tanta ‘buona volontà’. La partita a flipper aveva perso ogni attrattiva al cospetto di quei trailer cerebrali a sfondo erotico. Alle 07.38 era già infoiato come un Gibbone Cenerino, il complesso sistema di avionica che aveva nelle mutande era in sovraccarico e non c’era neppure la remota possibilità di porvi rimedio. Sarebbe stata una giornata del @a77o nel vero senso della parola.
zagor61
zagor61
-
Inserito il 24/09/2014 alle: 21:40:44
quote:Risposta al messaggio di Decimo Massimo inserito in data 24/09/2014  18:37:12 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Hai ragione. È diverso però mi piace, mi incuriosisce il seguito.Io faccio volentieri da cavia Mi riporta agli anni della scuola. Prendevo l’autobus ( il Bis) e alle 7,10 eravamo già in città a fare colazione dove si spendeva poco. Le pizze, il fornaio, tutto uguale a parte la moglie del fornaio che era un cesso. La dyane 6 era quasi un lusso io se avevo cvulo tornavo con l’ami8 del mio vicino che faceva la quinta e risparmiavo 1 ora rispetto al bus. Usavamo di più il biliardino del flipper ma per il resto.. Gnocca poca, facevo del b2b con postalmarchet
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garmau
garmau
09/05/2009 4601
Inserito il 24/09/2014 alle: 21:45:31
...questa è roba buona ragazzi...[:D][:D]
Salvo Sa 2
Salvo Sa 2
-
Inserito il 24/09/2014 alle: 22:57:49
quote:Risposta al messaggio di garmau inserito in data 24/09/2014  21:45:31 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Roba forte... aspetta che tra un pò cominceranno a girare le canne tra quelli di sx e la coca tra quelli di dx... [;)]
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annapasqua
annapasqua
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19/11/2009 3797
Inserito il 24/09/2014 alle: 23:04:21
questa accurata analisi, conferma una volta di più che ho fatto bene ad insegnare alle elementari [:D][:D][:D][:D] bentornato Decimo
Salvo Sa 2
Salvo Sa 2
-
Inserito il 24/09/2014 alle: 23:14:40
quote:Risposta al messaggio di santoydiabla inserito in data 24/09/2014  20:16:23 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Nooo... una volta riempita la bocca diventa un agnellino... [8D]
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Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 25/09/2014 alle: 07:30:58
Questo è un forum di malfidati[:D][:D] e questo è un racconto dove cerco di inserire un sottofondo ironico e qualche simpatica caricatura ma nelle intenzioni di chi scrive dovrebbe emergere, strada facendo, il confronto tra un 'ieri' e un 'oggi' relativamente ad alcuni temi. Chiaro che per riuscire a farlo non bastano le intenzioni ma è necessaria anche la capacità di porre i fatti in prospettiva favorevole a chi legge. Ci saranno cose descritte che saranno chiaramente false e altre che invece appariranno drammaticamente vere. Queste ultime sono cose 'delicate' di cui scriverò per aver vissuto indirettamente alcuni eventi e direttamente altri inventando di sana pianta ciò che sta nel mezzo. Proverò, come dicevo, ma se mi rendessi conto di non essere in grado di raggiungere l'obiettivo non esiterò ad abortire il tentativo e, ovviamente, voi sarete i primi a saperlo. In ogni caso grazie per il supporto e la fiducia per questo tentativo di lasciare la mia comfort zone (quella delle ninchiate) e addentrarmi in ambiti a me quasi sconosciuti (le cose serie). A presto[:)]
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eta beta
eta beta
20/09/2003 3567
Inserito il 25/09/2014 alle: 12:49:05
U na ventata di freschezza,di goliardia,di piacere.Per quanto Ella possa dire: "Chiaro che per riuscire a farlo non bastano le intenzioni ma è necessaria anche la capacità di porre i fatti in prospettiva favorevole a chi legge." siamo tutti convinti,ed è gia' dimostrato che le capacita' non mancano. Avanti tutta,siamo in attesa. Le invio solita dose,per aiuto! Dall'Astrokamper (Con equpiaggio in stndby per lettura) Eta Herr Kommandnat Von Dente Beta Iuston,a voi la linea. Avanti,c'e' post.
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Grinza
Grinza
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16/02/2006 63438
Inserito il 25/09/2014 alle: 13:06:37
quote:Risposta al messaggio di Decimo Massimo inserito in data 25/09/2014  07:30:58 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> E bravo il mio "Leonida", la curiosità adesso cresce, ce la farà ? Però devi organizzarti, almeno due puntate al giorno...[:D] --------------------------------------------------------------------------
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Regoleo
Regoleo
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28/08/2008 2614
Inserito il 25/09/2014 alle: 14:20:28
Se l’intento è semiserio devo dire che funziona, perché già ho avuto qualche palpito sentimentale nel riconoscere certe figure che sicuramente sono state una costante in tutta la penisola di quegli anni. L’eskimo era diffusissimo e non è detto che servisse ad individuare una certa connotazione politica, molti infatti lo usavano proprio a scopo mimetico per confondere le idee. Il mio era bianco, e se da un lato era meno compromettente, dall’altro era una rottura perché andava lavato almeno ogni quindici giorni. Meno diffusi invece che io ricordi, anche tra i ragazzi di destra, erano i giubbotti di renna. Perché beccarsi una bruciatura di sigaretta nella calca che precedeva o seguiva le entrate e le uscite da scuola, era un attimo. Le ideologie politiche comunque venivano immancabilmente accantonate quando si andava al bar, o qualche volta a cena nella cantina di qualcuno, tutti insieme. Allora il casino era una filosofia comune e non sarebbe potuto accadere diversamente dato che l’alcol veniva equamente ripartito. Ho fatto il nautico, per cui le ragazze erano molto poche, e quelle poche molto cessi tendenti al mascolino. Anche l’unica insegnante donna (quella d’inglese guarda caso) era inguardabile, per cui le nostre ore di lezione erano assolutamente ascetiche e a prova di bollore. Meglio del bromuro. La Ami 8, con motore 600 cc boxer raffreddato ad aria, lo stesso della Dyane e della 2 CV, era la macchina di mia madre. Con quella ho fatto le ossa fresco di patente, e sono spesso rientrato a casa ubriaco lo ammetto. Nessuno aveva l’auto propria eccetto qualche ripetente, in compenso impazzavano i Ciao, le Vespa e le Lambretta. Io avevo il Lui 75, di motore era una vera fetecchia, però era disegnato da Bertone per piacere! Se lo avessi ancora sarebbe perfetto da portare sul camper. [V]
Un lato della scuola guardava verso uno dei migliori alberghi della città, con annessa pasticceria. Li si faceva qualche volta colazione, ma solo quando si era in grana. Sennò sull’altro c’era un negozietto di alimentari, un buco dentro il quale non era il caso di guardarsi troppo intorno e nemmeno di toccare troppo in giro. Però faceva dei panini col salame da paura. I supermercati non esistevano, i centri commerciali tanto meno. www.regoleo.altervista.org

Modificato da Regoleo il 25/09/2014 alle 14:35:20
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robocop
robocop
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24/03/2007 8633
Inserito il 25/09/2014 alle: 19:38:46
quote:Risposta al messaggio di Decimo Massimo inserito in data 25/09/2014  07:30:58 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> E' bello Gigi[;)], effettivamente mi hai riportato a fine anni '60 ed inizio anni'70, quando cominciò la mia miopia[:D], già...vivevo in una città molto di sinistra e stranamente conoscevo quasi tutte quelle appartenenti allo sfigatissimo 90%...però mi 'dedicavo' molto alla Fenech, alla Gastoni, la Benussi, Gloria Guida...[:I][:o)] Adesso che ci hai 'allamati', tiraci fuori dall'acqua pian pianino, senza strappare la lenza, non farci soffrire eh![;)] andrea
15
Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 25/09/2014 alle: 20:52:24
Grazie 'ragazzi'! A volte tornare indietro è bello. E' come rovistare tra la cenere con l'attizzatoio, il fuoco è spento ma spesso sotto la cenere qualche brace brilla ancora e ravvivandosi anche solo per pochi istanti ravviva anche quelle emozioni che non si spegneranno mai del tutto.[:)] L’attitudine allo studio era, tra le sue molteplici doti, quella maggiormente rarefatta. Ogni volta che apriva un libro che si discostasse troppo dai temi trattati dai Grandi Classici come L’Intrepido o Kriminal gli risultava difficile mantenere la concentrazione per più di 6/7 minuti. Era invece attratto da quelle opere che si ponevano in netto contrasto con il modello di pensiero offerto da Schopenhauer, come Le Ore, un testo, questo, forse eccessivamente didascalico e di non facile lettura ma che rappresentava una pietra angolare nella formazione teorica dei giovani. L’unico punto debole risiedeva nel fatto che alcune teorie proposte dall’opera omnia rimanevano tali perché le occasioni di verificarne la fondatezza erano, all’atto pratico, scandalosamente poche. Istintivamente sapeva che molto presto avrebbe dovuto comunque mettersi a correre perché gli esami erano in agguato e se non voleva pagare dazio era forse giunto il momento di considerare le sue Prof per quello che potevano offrirgli vestite e non per quello che lui avrebbe voluto che gli venisse offerto sotto i vestiti. Mentre era assorto in queste riflessioni a metà tra i propositi e i desideri ‘Occhi Azzurro Cielo’ attraversò l’atrio facendosi strada tra gli studenti che consumavano gli ultimi spiccioli di ricreazione e passandogli accanto lo salutò con un sorriso e un… “Mi raccomando Marco, dacci dentro” e poi continuò spedita verso l’uscita dimenando il cvlo. Le riflessioni di pochi istanti prima, a metà tra propositi e desideri, virarono decisamente verso questi ultimi. In quel momento gli fu chiaro che andando avanti così non ce l’avrebbe fatta e non se la sarebbe fatta e tra i due fallimenti il secondo rappresentava il peggiore. La campanella annunciò la fine dell’ora d’aria e il gregge iniziò malvolentieri a dirigersi verso i recinti dove avrebbe trascorso le successive tre ore ruminando cappucci di biro blu, segnando appunti a matita sui margini del libro o cercando di sviluppare doti di mimetismo per sfuggire all’occhio feroce del predatore che cercava il capo più debole e più lento per immolarlo all’interrogazione a sorpresa. “Mors tua, vita mea.” era molto di moda in quei momenti. Il resto della giornata scolastica offrì solo due momenti degni di rilievo. Il primo fu quando apprese da Alessandra che quella sera… nisba, niet, no! Lui non la prese bene anche perché sospettava che quella chiusura così decisa dipendesse in larga parte dal biondino della 3° liceo scientifico che si fregiava, altre che di un’altezza di circa un metro e ottanta, anche di un ‘Primavera 125’ bianco. Lui era ben convinto che quella non poteva considerarsi una moto ma un ibrido tra un muletto elevatore e un ape Piaggio con il cambio al manubrio preso a prestito dalla DAF ma non era lui da convincere. Quel primo evento ovviamente non lo aveva predisposto al buon umore ma fu peggio quando, tornato a casa, trovò ad attenderlo sulla sua scrivania la cartolina di chiamata ai ‘tre giorni’. Avrebbe dovuto presentarsi al Distretto Militare il lunedì successivo. Non era un fatto inaspettato visto che molti suoi compagni di classe avevano già affrontato la cosa ma lo stesso non ne fu contento. I ‘veterani’, così si atteggiavano, raccontavano cose di quei tre giorni che neanche gli Alpini della Julia e della Taurinense potevano aver visto durante la Campagna di Russia. ‘Centomila gavette di ghiaccio’ impallidiva al confronto di quei racconti. Fece un rapido bilancio della giornata… minacce neppure tanto velate da parte di ‘Occhi Azzurro Cielo’, i ‘7 giorni’ da parte dell’amichetta di divano e la ‘chiamata alle armi’. Sì, non potevano esserci dubbi, quello era stato un martedì del @a77o e non era neppure giunto al termine. Decise che avrebbe messo in atto l’opzione ‘Recovery’ che consisteva nel fingere una marea di compiti che lo avrebbe costretto nella sua camera per il resto del pomeriggio/sera con l’oggettiva impossibilità di cenare con la famiglia. Si sarebbe accontentato di un misero toast ma avrebbe evitato il rischio di dover affrontare discorsi a cui avrebbe potuto far fronte solo con le più nere menzogne. Sua madre finse un’ansia per il suo ‘bambino’ senza cena che era ben lungi dal provare. Si vedeva lontano un miglio che era felice per l’inaspettata e improvvisa dedizione mostrata dal figlio verso lo studio. Terminato il cerimoniale di commiato da sua madre si chiuse in camera, prese un libro a caso facendo attenzione a che fosse almeno riconducibile a un testo scolastico, si mise le cuffie modello ‘Rischiatutto’ e fece partire il piatto del suo Marantz. Dopo lo sfrigolio iniziale la musica dei quattro tossici di Liverpool gli riempì orecchie, cervello e anima… il loro ultimo disco, Let it be, trovava solo un aggettivo per essere definito… monumentale. Si erano separati per colpa di quel cesso di Yoko Ano di cui lo psicolabile con gli occhialini rotondi era succube e dipendente ma sarebbero stati per sempre Leggenda… “When I find myself in times of trouble Mother Mary comes to me. Speaking words of wisdom… let it be…” Era quello di cui aveva bisogno. Nelle vene dei quattro scarafaggi c’era senz’altro alcol e LSD ma anche un sacco di poesia… ”And when the night is cloudy there is still a light that shines on me…” Sì, lui ce l’avrebbe fatta. In qualsiasi casino si fosse trovato nella vita ne sarebbe uscito. Sorrise, si sdraiò sul letto e chiuse gli occhi. Avrebbe passato la serata con quei quattro Teddy boys consapevole che quella sera avrebbe imparato più da una canzone che da cento pagine di letteratura greca.
zagor61
zagor61
-
Inserito il 25/09/2014 alle: 21:15:06
quote:Risposta al messaggio di Decimo Massimo inserito in data 25/09/2014  20:52:24 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Porcavacca! lo stai usando bene l'attizzatoio appena mi va giù la pelle d'oca ti dico cosa penso
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