Inserito il 27/09/2014 alle: 16:33:16
La sua ‘prigionia’ durò cinque giorni per quella che fu diagnosticata come bronchite a cui si aggiunsero due giorni per fare le visite mediche e i test psicoattitudinali interrotti al primo tentativo.
In quel lasso di tempo aveva perso terreno rispetto al programma di preparazione all’esame di maturità e aveva perso terreno rispetto alla sua amichetta di divano che si era portata avanti, e anche parecchio, con il biondino con il Primavera
Al suo rientro nella ‘vita civile’, poco prima delle vacanze di Natale, scoprì che ‘Occhi Azzurro Cielo’ aveva avuto una fin troppo lunga chiacchierata con Mà e, a quanto era dato di sapere, quelle due donne, sino a quel momento le più importanti della sua vita, avevano stretto un patto d’acciaio e lui ne rappresentava l’oggetto.
La pacchia era finita.
Dovette ‘svuicciare’ l’interruttore passando da modalità ‘Ormone‘ a modalità ‘Neurone’ pagando, per questo, un prezzo altissimo.
Le note positive erano che l’azienda in cui lavorava suo padre era uscita dalle secche quindi il pomeriggio non lo avrebbe avuto in giro per casa a fare il secondino ringhioso e inoltre i suoi gli avevano promesso che…
“Marco, se sarai ‘promosso bene’ potremmo prendere in considerazione l’idea di comperarti una macchinetta usata per andare all’università”.
Erano le parole di Mà.
Se avesse parlato Pà avrebbe detto più o meno…
“Ascolta testa di @a77o, tu non lo puoi ancora capire ma è meglio che ti porti a casa un pezzo di carta e anche alla svelta e per darti una spintarella sono disposto anche a comprarti la macchina se questo dovesse preludere all’evento che entro i prossimi dieci anni ti togli dai colioni.
Lui andò oltre le forme espressive e colse l’essenza di quelle parole...
“Siete alla canna del gas e se fossi promosso anche con un misero 36/60 per voi equivarrebbe a un premio Nobel e, cara Mà, la macchinetta usata non deve essere tanto piccola perché ho intenzione di caricarci tanta di quella phiga che non ti puoi nemmeno immaginare.”
Ovviamente questa sintesi rimase allo stadio di pensiero.
Tre soggetti, tre diverse motivazioni e tre stili di comunicazione differenti ma l’accordo fu raggiunto in un ‘amen’.
Si mise a studiare come probabilmente non aveva mai fatto e i risultati scolastici ne furono la prova evidente. Riportò le materie critiche ben oltre la linea di galleggiamento e quelle dove era forte furono consolidate e migliorate.
Storia, Letteratura Greca, Filosofia erano saldamente ancorate sull’otto ‘metallizzato’, Latino e Italiano seguivano a ruota con un solido 7 le restanti viaggiavano dal 6 al nove.
La media era buona e l’impegno costante. Matematica era la bestia nera. Le sue prestazioni erano attestate sul 6 di ‘ordinanza’ ma sarebbe bastato uno sternuto per beccare un 5 ‘rosso Ferrari’.
Uscirono le materie d’esame.
Lo scritto di Greco avrebbe mietuto vittime ben più illustri di lui.
Fece due calcoli… se avesse preso 4 nella versione di Greco e 7 nel tema di Italiano, risultati ampiamente alla sua portata, specie il primo, si sarebbe trovato in ‘soglia sufficienza scarsa’. All’orale avrebbe scelto Italiano come Cavalleria e Storia come Fanteria d’assalto. Poteva farcela.
Quando, in una calda serata di fine giugno, ‘Occhi Azzurro Cielo’ trasmise il bollettino di guerra delle prove scritte il popolo apprese che lui, con altri, era caduto sul fronte occidentale colpito in modo non grave da un 5 in Greco ma saltato poi in aria su un 3 in Italiano.
Alcuni testimoni affermarono che il Rocci, suo fido Attendente di Campo, era stato fatto prigioniero dal Presidente di Commissione perché ritenuto eccessivamente ‘customizzato’.
Lui non si era perso d’animo ed era andato ‘a braccio’ avanzando sino a metà versione ma poi si era imbattuto in un genitivo che somigliava a un dativo o un dativo che somigliava a un genitivo. Non era stato in grado di stabilirlo con certezza.
A quel punto si era reso conto che non poteva più andare ‘a braccio’ e fulmineamente decise di andare ‘a cvlo’.
Quella sera di giugno gli esiti di quella drammatica decisione furono, appunto, resi noti.
‘Occhi Azzurro Cielo’ fu molto chiara… “Una probabilità su 100…”.
Spacciato!
Valutò i fattori positivi… Uno, avrebbe continuato a godere della vista del cvlo di ‘Occhi Azzurro Cielo’ e, di default, le possibilità di farsela pur rimanendo scarse si prorogavano di un anno. Due, avrebbe avuto nuove compagne di classe sia che cambiasse scuola sia che rimanesse lì.
Quelli, se pur validi, tuttavia non costituivano argomenti da poter offrire ai suoi genitori come elementi consolatori quindi decise di non farne parola con loro.
Venne estratta la lettera dell’alfabeto e da lì stilato il calendario degli orali… a lui sarebbe toccato il 16 luglio.
Non si presero neppure la briga di cambiargli le materie. Lui e un altro paio di compagni erano i predestinati.
La Commissione avrebbe avuto le sue vittime sacrificali senza doversi sforzare troppo, i loro compagni in tal modo avrebbero goduto di una sorta di salvacondotto per il diploma mentre i bocciati avrebbero continuato a trascinare il loro cadavere nelle aule delle superiori per un altro anno.
Il peggio fu aspettare la sentenza nel braccio della morte.
Due giorni prima dell’orale riprese in mano la Divina Commedia, l’Inferno... appropriato.
Si mise a leggerla per la seconda volta nel giro di tre mesi.
“Mi fotteranno alla grande ma che almeno facciano la fatica di dovermi togliere i calzoni.”
Il giorno dell’esame era in splendida forma. Taglio di capelli alla ‘marines’, abbronzato per i pomeriggi trascorsi sul lago a leggere ‘La Divina’ e con una sicurezza che solo gli uomini che non hanno più nulla da perdere possono permettersi di ostentare. Una sola concessione alla frivolezza... un paio di jeans identici a quelli indossati da Franco Gasparri.
L’interrogazione di Italiano andò bene ma quella di Storia fu l’apoteosi tanto che il Presidente della Commissione si alzò in piedi e gli strinse la mano dicendo… “Non ho mai visto una tale passione per la Storia come quella che lei ci ha mostrato oggi. La ringrazio.”
Lui rimase sbigottito tanto che si guardò in giro pensando di essere vittima di una presa per il cvlo da parte di Nanni Loy.
I suoi compagni che erano venuti per assistere alla sua esecuzione applaudirono dal fondo dell’aula e ‘Occhi Azzurro Cielo’ non stava più nelle mutande dalla soddisfazione (è solo un modo di dire. Le mutande di ‘Occhi Azzurro Cielo’ rimasero, purtroppo, saldamente al loro posto).
L’avevano sconfitto ma il nemico gli stava tributando l’onore delle armi.
“Mà, peccato che non sei potuta venire, avresti avuto un motivo per essere orgogliosa di me.”
Gli occhi si riempirono di lacrime pensando a Mà e alla delusione che le stava per infliggere.
Tenne duro, ringraziò, strinse la mano a tutti i Prof lasciando per ultima ‘Occhi Azzurro Cielo’. Almeno quello se lo meritava.
Fuori dal cancello iniziarono i saluti, gli abbracci tra le ragazze, le strette di mano tra i ragazzi, qualche lacrima, tante promesse di continuare a vedersi che non sarebbero state mantenute, qualche "Ci vediamo in giro..." che si sarebbe avverato.
La forza centrifuga che per cinque anni era stata imbrigliata da compiti in classe, interrogazioni, feste di compleanno, limonate sul divano, gite scolastiche e tutto quello che ci stava prima e dopo si stava prendendo la rivincita.
Davanti ai suoi occhi un'intera classe si stava disgregando e, con essa, tutte le emozioni e i sentimenti che i suoi membri avevano provato e nutrito gli uni per gli altri si stavano vaporizzando.
Provò una grande commozione che non volle scacciare ma che cercò di assaporare sino all'ultimo. Voleva fare in modo di poterla ricordare il più a lungo possibile perchè...
"Un giorno proverò a scriverci qualcosa sopra, fosse solo per mandare a fare in cvlo il 3 nel tema."