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cchei
cchei
19/02/2007 11949
Inserito il 25/09/2014 alle: 21:38:31
[:)]
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Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 25/09/2014 alle: 22:39:13
Mi sento proprio un pirla... mi emoziono anche io che scrivo e so (o dovrei sapere[:o)]) dove vado a parare[8D][8D]. E' bello leggere anche voi, ognuno con i suoi ricordi, che accendono i miei e che messi insieme potrebbero portarci a un impasto di Amarcord pericoloso.[:D][8D] @ Rego... Fico il tuo motorino!
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garmau
garmau
09/05/2009 4601
Inserito il 26/09/2014 alle: 03:02:00
Qua ci scappa una lacrima per tanti motivi. Descrizione reale e vigliacca dei momenti vissuti solo trenta anni fa.
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Regoleo
Regoleo
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28/08/2008 2614
Inserito il 26/09/2014 alle: 09:25:40
Era invece attratto da quelle opere che si ponevano in netto contrasto con il modello di pensiero offerto da Schopenhauer, come Le Ore, un testo, questo, forse eccessivamente didascalico e di non facile lettura ma che rappresentava una pietra angolare nella formazione teorica dei giovani. id="red"> In quegli anni ci fu un vero e proprio fiorire di salotti letterari, installati di solito presso i barbieri. Un vero salvagente per questi artigiani, che per colpa delle mode lanciate dai quattro bacarozzi di Liverpool, vedevano assottigliarsi parecchio il giro dei loro affari. Presso queste biblioteche potevi documentarti senza arrossire davanti all’edicolante e senza rischiare di farti beccare dai censori casalinghi. Non c’era verso infatti di far capire ai genitori (soprattutto alle madri) che la cul_tura era importante, e tenersi aggiornati una necessità oltre che un dovere. Poi più tardi, molto più tardi, arrivò internet, che anche in questo campo cancellò gelidamente un pezzo importante di storia italiana, rendendo tutto più semplice ai giovani d’oggi. www.regoleo.altervista.org
Scozia in camper a fine giugno-luglio 20
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Tangermünde la città fortificata sull'
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Normandia e Bretagna in camper 2025
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Viaggio in Danimarca
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Centro Italia in camper - Inverno 2025-2
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garmau
garmau
09/05/2009 4601
Inserito il 26/09/2014 alle: 17:56:43
Tutto fin troppo reale, dal sogno erotico (per me la supplente di francese che aveva la sesta di tutto dalle natiche alle poppe), passando per le serate legato al walkman fino a fine al motorino, un beta a tre marce fabbricato con gli scarti dei tralicci dell'enel, eleganza pari a zero robustezza a mille con cui mi sonno arrotato con l?asfalto un bel paio di volte.
Salvo Sa 2
Salvo Sa 2
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Inserito il 26/09/2014 alle: 18:09:23
quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 26/09/2014  09:25:40 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Il Decimo, a quei tempi, probabilmente non se ne rendeva conto, ma inconsapevolmente si era schierato dalla parte giusta, virando sulle Ore... si mise contro Schopenhauer che era notoriamente un misogino. [;)][8D] Ehhh... a volte l'istinto è tutto. [:o)]
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Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 26/09/2014 alle: 19:56:53
Siete un pozzo di ispirazioni[:D][:D] e ricordi... passerei 'Ore' e 'Ore' a ricordare[:o)][:o)][8D] A più tardi[:)]
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Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 26/09/2014 alle: 20:35:35
Faceva un freddo cane in quell’immenso salone con il soffitto ad almeno 4 metri di altezza. In mezzo a centinaia di ragazzi suoi coetanei avanzava di un passo ogni 30 secondi e rabbrividiva nell’intervallo tra l’uno e l’altro. Era a torso nudo, in mutande e con i soli calzini che separavano la pianta dei suoi piedi dal pavimento gelido e sporco. Teneva in mano un bicchiere di plastica in cui avrebbe dovuto pisciare una volta raggiunta la stanza dove, sembrava, il serpentone umano fosse diretto. Con quel ritmo era probabile che quando fosse stato il suo turno il bicchiere sarebbe arrivato pieno, e non solo di urina. Pensò che se quella era la prima mattina delle ‘prove generali’ per diventare un soldato non voleva immaginare come sarebbe stato il seguito. Valutò con una certa serietà l’opzione ‘diserzione’ ma il mal di testa che stava galoppando e il freddo che pativa gli impedivano di pensare. Alla fine restò in fila, al freddo, come un tonno in una tonnara molto affollata in attesa di essere salpato. Sperava che quella giornata finisse in fretta. Quando, un’ora dopo, varcò finalmente la soglia di quella che credeva fosse una stanza si ritrovò in un salone, se possibile ancora più vasto di quello che aveva appena lasciato. Lì dentro la decina di scrivanie affiancate una all’altra erano quasi tutte occupate da ufficiali medici in camice bianco con le mostrine sul bavero assistiti da soldati vestiti da infermieri il cui compito era quello di travasare il contenuto dei bicchieri in barattoli etichettati che riponevano in contenitori di metallo grandi come cassette di frutta. Anche loro indossavano camici bianchi ma era chiaro anche a un cieco che la Medicina stava a loro come la ‘Triple Crown’ stava a un mulo. Si accostò alla prima scrivania libera. Consegnò il bicchiere di plastica al soldato infermiere e attese in piedi che il medico gli ponesse le domande di rito. Rispose a tutte con sicurezza e dove non sapeva inventò qualcosa di credibile con la certezza che nessuno avrebbe mai verificato se aveva o non aveva avuto il colera o la sifilide. Dopo pochi minuti gli fu detto di proseguire e mettersi di nuovo in fila per le visite mediche. Il brusio sordo che regnava nell’ambiente lo stordiva. La testa gli pulsava e continuava ad avere freddo. L’unico fatto positivo era che sul pavimento, sempre lurido, non c’era più piscio… quantomeno non di recente produzione. Quando fu il suo turno per la visita era ridotto uno straccio. Gli occhi gli bruciavano ed era scosso da brividi piuttosto violenti. Il medico lo guardò da dietro gli occhiali con la montatura da tartaruga. Il suo sguardo era indagatore e sospettoso. “Non puoi sostenere le visite oggi, non avrebbe senso. Le passerai quando starai meglio.” Fu colpito dall’insperata botta di cvlo e si immaginò, di lì a un’ora, nel suo letto al caldo a pisolare o addirittura dormire. Il medico iniziò a scrivere su un modulo pre-compilato e intanto gli poneva una serie di domande che gli suonavano sinistre… “Sei venuto con qualcuno? Con il motorino o con i mezzi pubblici?” Rispose che era venuto con i mezzi pubblici. “Bene, questo è il modulo di ricovero per l’ospedale militare. Siediti la in fondo. Verranno a prenderti e ti accompagneranno. Ci vedremo quando sarai guarito.” Non poteva crederci. Stava capitando a qualcun altro, non a lui. Era un incubo dal quale si sarebbe sicuramente svegliato da lì a pochi istanti invece, dopo molti istanti, l’incubo era ancora lì e allora realizzò che lo avevano ingabbiato. Si sedette in preda a un tumulto di pensieri su quello che sarebbe stato il suo destino che non riusciva a immaginare. La sua capacità di proiettarsi nel futuro non andava oltre i ventotto secondi… davvero niente male. Dopo una dozzina di ‘ventotto secondi’ due soldati gli si fecero incontro. Il più alto in grado, caporale di giornata, gli chiese le generalità. Lui fu tentato di mentire ma poi fece un cenno di assenso con la testa. Gli fu ordinato di seguirli che lo avrebbero accompagnato a riprendere i suoi indumenti e poi dritti dritti all’ospedale. I due ‘Rambo’ si scambiavano occhiate complici e facevano in modo che lui li vedesse. Volevano spaventarlo o, molto più semplicemente, divertirsi un po’. Qualunque fosse il loro scopo ebbero successo. Comprese che il peggio che riusciva ad immaginare era il meglio che potesse capitargli quando la Suora a cui era stato dato in consegna dai due ‘carcerieri’ gli aveva assegnato un letto, dato un indumento che era stato definito ‘pigiama’ e consegnato un paio di zoccoli da spiaggia. Pigiama color tabacco in un tessuto dello spessore minimo di 4 millimetri misurati a occhio nelle zone dove appariva più liso e zoccoli da spiaggia... non riusciva a crederci Non gli avevano ancora insegnato a uccidere ma di fronte a quella prospettiva di abbigliamento valutò che non avrebbe avuto molto da imparare… sarebbe risultato primo del suo corso. “Ciao Mà, mi hanno ricoverato all’Ospedale Militare perché ho la febbre. Il dottore dice che potrebbe essere influenza. Mi tengono qui questa notte e domani mi diranno.” Sua madre iniziò una litania simile a quelle inscenate dalle donne mediorientali alla notizia che il loro cammello era stato investito da una UAZ. Cercò di spiegarle che aveva solo un altro gettone e 1.500 lire, fortunatamente non in monetine, che avrebbe nascosto nelle mutande e che domani l’avrebbe chiamata. Non doveva preoccuparsi di niente perché era in una camera a tre letti e lui era l’unico occupante, che lo trattavano con premura e che la cena sarebbe stata certamente buona a giudicare dal profumo. La salutò sentendola rincuorata. Appese la cornetta al telefono a muro in quel corridoio infinito a destra e infinito a sinistra. Era illuminato fiocamente da lampade a soffitto che diffondevano una luce gialla. Dai finestroni posti a un metro e mezzo di altezza entrava le luce dei lampioni del grande cortile due piani più sotto. Pensò a quello che aveva appena detto a Mà e lo ripetè a se stesso… “Sei in una camerata da 30 letti per lato probabilmente occupati da tossici, da froci e da qualche cadavere e… sì, anche da te che al momento non appartieni a nessuna delle tre categorie ma non è detto che sarà facile mantenere lo status quo, dall’odore c’è solo da sperare che la cena non venga servita e se sopravvivo alla notte domani evado.” Poi si guardò come era vestito… il pigiama tabacco aveva lo stesso livello di comfort di una tuta NBC e gli stava largo di almeno due taglie, gli zoccoli da spiaggia erano un 42 e lui portava il 43 e la febbre che si sentiva si collocava tra questi due valori… ma dove @a77o pensava di arrivare prima di essere abbattuto? Raggiunse la camerata, prese le due coperte che erano in dotazione al suo letto e il guanciale e tornò nuovamente in corridoio. Girò a destra dirigendosi verso la porta della stanza che fungeva da locale stireria/rammendo che aveva eletto a rifugio e dove avrebbe cercato di attraversare la notte arrivando a mattina vivo, vergine e senza buchi negli avambracci.
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garmau
garmau
09/05/2009 4601
Inserito il 26/09/2014 alle: 21:51:38
...e da qui che iniziava spuntare in noi quel piccolo senso di protezione verso la mamma, si iniziavano a dire quelle piccole bugie "protettive" affinchè la mamma non si preoccupasse. Da li in poi una gamba fratturata diventava un unghia incarnita...
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robyexcigs
robyexcigs
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02/06/2007 1036
Inserito il 26/09/2014 alle: 23:22:04
quote:Risposta al messaggio di Regoleo inserito in data 26/09/2014  09:25:40 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> stavo pensando alla citazione salotti letterari, installati di solito presso i barbieriid="red"> e mi hai fatto venire in mente quando verso fine anno, arrivava il periodo dei calendarietti, piccoli, discreti, profumati, e ricchi di citazioni che ti "costringevano" a non guardare alla data o al giorno ma... o era solo il mio barbiere a essere cosi ose? ------------------------------- @santoydiabla - volevate sapere i precedenti di DMM una idea la si puo vedere qua https://magazine.camperonline.it/tag/decimo-massimo/ oppure qua https://magazine.camperonline.it/category/de-decimo-massimo/ le storie sono inoltre impreziosite dalle opere di OpaMiro

Modificato da robyexcigs il 26/09/2014 alle 23:31:25
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Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 27/09/2014 alle: 10:17:24
State giocando 'sporco'! Calendarietti da taschino profumati, vecchi racconti del tempo che fu... siete una manica di tagliagole in agguato[:D][:D] Meglio farei a chiuderla qui ma ormai ci sono dentro fino al collo e voi con me[8D] per cui diamoci dentro e guardiamo al... passato[:)][:)]
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Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 27/09/2014 alle: 16:33:16
La sua ‘prigionia’ durò cinque giorni per quella che fu diagnosticata come bronchite a cui si aggiunsero due giorni per fare le visite mediche e i test psicoattitudinali interrotti al primo tentativo. In quel lasso di tempo aveva perso terreno rispetto al programma di preparazione all’esame di maturità e aveva perso terreno rispetto alla sua amichetta di divano che si era portata avanti, e anche parecchio, con il biondino con il Primavera Al suo rientro nella ‘vita civile’, poco prima delle vacanze di Natale, scoprì che ‘Occhi Azzurro Cielo’ aveva avuto una fin troppo lunga chiacchierata con Mà e, a quanto era dato di sapere, quelle due donne, sino a quel momento le più importanti della sua vita, avevano stretto un patto d’acciaio e lui ne rappresentava l’oggetto. La pacchia era finita. Dovette ‘svuicciare’ l’interruttore passando da modalità ‘Ormone‘ a modalità ‘Neurone’ pagando, per questo, un prezzo altissimo. Le note positive erano che l’azienda in cui lavorava suo padre era uscita dalle secche quindi il pomeriggio non lo avrebbe avuto in giro per casa a fare il secondino ringhioso e inoltre i suoi gli avevano promesso che… “Marco, se sarai ‘promosso bene’ potremmo prendere in considerazione l’idea di comperarti una macchinetta usata per andare all’università”. Erano le parole di Mà. Se avesse parlato Pà avrebbe detto più o meno… “Ascolta testa di @a77o, tu non lo puoi ancora capire ma è meglio che ti porti a casa un pezzo di carta e anche alla svelta e per darti una spintarella sono disposto anche a comprarti la macchina se questo dovesse preludere all’evento che entro i prossimi dieci anni ti togli dai colioni. Lui andò oltre le forme espressive e colse l’essenza di quelle parole... “Siete alla canna del gas e se fossi promosso anche con un misero 36/60 per voi equivarrebbe a un premio Nobel e, cara Mà, la macchinetta usata non deve essere tanto piccola perché ho intenzione di caricarci tanta di quella phiga che non ti puoi nemmeno immaginare.” Ovviamente questa sintesi rimase allo stadio di pensiero. Tre soggetti, tre diverse motivazioni e tre stili di comunicazione differenti ma l’accordo fu raggiunto in un ‘amen’. Si mise a studiare come probabilmente non aveva mai fatto e i risultati scolastici ne furono la prova evidente. Riportò le materie critiche ben oltre la linea di galleggiamento e quelle dove era forte furono consolidate e migliorate. Storia, Letteratura Greca, Filosofia erano saldamente ancorate sull’otto ‘metallizzato’, Latino e Italiano seguivano a ruota con un solido 7 le restanti viaggiavano dal 6 al nove. La media era buona e l’impegno costante. Matematica era la bestia nera. Le sue prestazioni erano attestate sul 6 di ‘ordinanza’ ma sarebbe bastato uno sternuto per beccare un 5 ‘rosso Ferrari’. Uscirono le materie d’esame. Lo scritto di Greco avrebbe mietuto vittime ben più illustri di lui. Fece due calcoli… se avesse preso 4 nella versione di Greco e 7 nel tema di Italiano, risultati ampiamente alla sua portata, specie il primo, si sarebbe trovato in ‘soglia sufficienza scarsa’. All’orale avrebbe scelto Italiano come Cavalleria e Storia come Fanteria d’assalto. Poteva farcela. Quando, in una calda serata di fine giugno, ‘Occhi Azzurro Cielo’ trasmise il bollettino di guerra delle prove scritte il popolo apprese che lui, con altri, era caduto sul fronte occidentale colpito in modo non grave da un 5 in Greco ma saltato poi in aria su un 3 in Italiano. Alcuni testimoni affermarono che il Rocci, suo fido Attendente di Campo, era stato fatto prigioniero dal Presidente di Commissione perché ritenuto eccessivamente ‘customizzato’. Lui non si era perso d’animo ed era andato ‘a braccio’ avanzando sino a metà versione ma poi si era imbattuto in un genitivo che somigliava a un dativo o un dativo che somigliava a un genitivo. Non era stato in grado di stabilirlo con certezza. A quel punto si era reso conto che non poteva più andare ‘a braccio’ e fulmineamente decise di andare ‘a cvlo’. Quella sera di giugno gli esiti di quella drammatica decisione furono, appunto, resi noti. ‘Occhi Azzurro Cielo’ fu molto chiara… “Una probabilità su 100…”. Spacciato! Valutò i fattori positivi… Uno, avrebbe continuato a godere della vista del cvlo di ‘Occhi Azzurro Cielo’ e, di default, le possibilità di farsela pur rimanendo scarse si prorogavano di un anno. Due, avrebbe avuto nuove compagne di classe sia che cambiasse scuola sia che rimanesse lì. Quelli, se pur validi, tuttavia non costituivano argomenti da poter offrire ai suoi genitori come elementi consolatori quindi decise di non farne parola con loro. Venne estratta la lettera dell’alfabeto e da lì stilato il calendario degli orali… a lui sarebbe toccato il 16 luglio. Non si presero neppure la briga di cambiargli le materie. Lui e un altro paio di compagni erano i predestinati. La Commissione avrebbe avuto le sue vittime sacrificali senza doversi sforzare troppo, i loro compagni in tal modo avrebbero goduto di una sorta di salvacondotto per il diploma mentre i bocciati avrebbero continuato a trascinare il loro cadavere nelle aule delle superiori per un altro anno. Il peggio fu aspettare la sentenza nel braccio della morte. Due giorni prima dell’orale riprese in mano la Divina Commedia, l’Inferno... appropriato. Si mise a leggerla per la seconda volta nel giro di tre mesi. “Mi fotteranno alla grande ma che almeno facciano la fatica di dovermi togliere i calzoni.” Il giorno dell’esame era in splendida forma. Taglio di capelli alla ‘marines’, abbronzato per i pomeriggi trascorsi sul lago a leggere ‘La Divina’ e con una sicurezza che solo gli uomini che non hanno più nulla da perdere possono permettersi di ostentare. Una sola concessione alla frivolezza... un paio di jeans identici a quelli indossati da Franco Gasparri. L’interrogazione di Italiano andò bene ma quella di Storia fu l’apoteosi tanto che il Presidente della Commissione si alzò in piedi e gli strinse la mano dicendo… “Non ho mai visto una tale passione per la Storia come quella che lei ci ha mostrato oggi. La ringrazio.” Lui rimase sbigottito tanto che si guardò in giro pensando di essere vittima di una presa per il cvlo da parte di Nanni Loy. I suoi compagni che erano venuti per assistere alla sua esecuzione applaudirono dal fondo dell’aula e ‘Occhi Azzurro Cielo’ non stava più nelle mutande dalla soddisfazione (è solo un modo di dire. Le mutande di ‘Occhi Azzurro Cielo’ rimasero, purtroppo, saldamente al loro posto). L’avevano sconfitto ma il nemico gli stava tributando l’onore delle armi. “Mà, peccato che non sei potuta venire, avresti avuto un motivo per essere orgogliosa di me.” Gli occhi si riempirono di lacrime pensando a Mà e alla delusione che le stava per infliggere. Tenne duro, ringraziò, strinse la mano a tutti i Prof lasciando per ultima ‘Occhi Azzurro Cielo’. Almeno quello se lo meritava. Fuori dal cancello iniziarono i saluti, gli abbracci tra le ragazze, le strette di mano tra i ragazzi, qualche lacrima, tante promesse di continuare a vedersi che non sarebbero state mantenute, qualche "Ci vediamo in giro..." che si sarebbe avverato. La forza centrifuga che per cinque anni era stata imbrigliata da compiti in classe, interrogazioni, feste di compleanno, limonate sul divano, gite scolastiche e tutto quello che ci stava prima e dopo si stava prendendo la rivincita. Davanti ai suoi occhi un'intera classe si stava disgregando e, con essa, tutte le emozioni e i sentimenti che i suoi membri avevano provato e nutrito gli uni per gli altri si stavano vaporizzando. Provò una grande commozione che non volle scacciare ma che cercò di assaporare sino all'ultimo. Voleva fare in modo di poterla ricordare il più a lungo possibile perchè... "Un giorno proverò a scriverci qualcosa sopra, fosse solo per mandare a fare in cvlo il 3 nel tema."
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garmau
garmau
09/05/2009 4601
Inserito il 27/09/2014 alle: 17:03:27
....senti mio caro...sto per farti scrivere dal mio avvocato. Pretendo i diritti....[:D][:D]
15
Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 27/09/2014 alle: 17:18:15
quote:Risposta al messaggio di garmau inserito in data 27/09/2014  17:03:27 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Lascia fuori gli avvocati. Trattiamo direttamente[:D][:D]. Quali sono le tue aspettative?[8)]
16
garmau
garmau
09/05/2009 4601
Inserito il 27/09/2014 alle: 18:11:48
Una copia del prossimo manoscritto con copertina cartonata .
15
Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 27/09/2014 alle: 18:16:15
quote:Risposta al messaggio di garmau inserito in data 27/09/2014  18:11:48 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> Se mai succedesse la copertina sarebbe la riproduzione del numero di 'Le Ore' del Luglio '76 (o '77) non ricordo bene la data ma riconoscerei la foto[:D][:D]
16
garmau
garmau
09/05/2009 4601
Inserito il 27/09/2014 alle: 18:52:10
quote:Risposta al messaggio di Decimo Massimo inserito in data 27/09/2014  18:16:15 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>
> ...allora di copie ne voglio dieci...e quello si che sarebbe un vero mano...scritto...
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garmau
garmau
09/05/2009 4601
Inserito il 28/09/2014 alle: 18:43:27
Guardate che questa era la visita...per la naja c'è ancora tempo....non dovevate partire..[:D][:D]
15
Decimo Massimo
Decimo Massimo
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21/10/2010 4138
Inserito il 28/09/2014 alle: 20:56:24
Rovistò nella tasca anteriore dello zaino alla ricerca delle cartine ma la scatoletta azzurra non voleva saperne di saltar fuori poi le sue dita la riconobbero al tatto e la portarono in superficie. Estrasse una presa di tabacco tranciato sottile e la depositò sulla cartina che teneva aperta tra pollice, medio e indice della mano sinistra. Rollò tra le dita il composto sino a quando assunse la forma di una sigaretta. Leccò leggermente il piccolo lembo di carta e sigillò il tutto. Guardò con soddisfazione il risultato, si portò la cicca alle labbra e sfregò il cerino. Osservò la fiammella tremolante mentre l’accostava ai filamenti di tabacco che fuoriuscivano dal piccolo cilindro di carte e aspirò leggermente, appena il necessario per permettere al tabacco di bruciare. Il segreto per una buona cicca manufatta stava non solo nella giusta preparazione ma, soprattutto, nell’accensione (qualche suo ex compagno di liceo sosteneva che dipendeva soprattutto dalla miscela... poco tabacco e molto di altra 'roba'). Un tiro troppo forte avrebbe bruciato metà sigaretta rendendo la restante metà del tutto priva di gusto e aroma. Si appoggiò allo schienale della panchina sulla quale si era seduto poco prima per mangiare il suo sandwich al tonno e uova e riposarsi un po’. Allungò le gambe e incrociò i piedi uno sopra l’altro. Le sue Adidas erano ancora in buono stato nonostante le miglia percorse da quando era sbarcato a Luton a inizio Agosto. Erano tre settimane tonde tonde e ne aveva davanti ancora due. Sorrise. Stava bene, aveva visitato Londra in lungo e in largo seguendo la guida turistica e la sua mappa e anche improvvisando itinerari sul momento. Aveva trovato divertenti entrambe le opzioni anche se, scegliendo la seconda, a volte si era perso in posti che somigliavano molto al Gratosoglio ma gli erano parsi più vasti e un pelo più pericolosi. Inspirò profondamente, l’aroma del tabacco gli invase il naso e la sua robustezza diede una discreta mazzata ai suoi polmoni. Niente a che vedere con le MS Blu, un gradino sopra le Marlboro e uno sotto le Camel senza filtro. Immaginò come potesse essere Londra durante il lunghissimo regno della Regina Vittoria, quella Sovrana tanto amata dai suoi sudditi al punto che, nelle case dove era stato, aveva trovato il suo ritratto appeso alla parete in posizione di rispetto affiancato a quello della Regina Elisabetta. Si chiese se lui sarebbe stato considerato un buon suddito se fosse nato in Inghilterra a quell’epoca… fantasie che lo divertivano. Da ragazzino passava i minuti prima di addormentarsi a immaginarsi Moschettiere del Re, Cow Boy o, più semplicemente, esploratore nella jungla. Ora, da giovane uomo, indulgeva ancora, talvolta, in quei sogni ad occhi aperti e ora si divertiva a immaginarsi nelle vesti di Nobiluomo, cantante o attore… fortunatamente i sogni erano gratis per cui non era necessario spendere neppure uno scellino per essere proprietari di vasti possedimenti nella campagna inglese. Di certo non si era mai immaginato nelle vesti di minatore nelle miniere di carbone in Belgio o operaio alla Breda. Il rumore ritmico e crescente di zoccoli che proveniva dal Mall lo riportò alla realtà. Le Guardie Reali stavano muovendo verso il Victoria Memorial. Guardò l’orologio, purtroppo la pila stava morendo e i cristalli liquidi che indicavano le ore si leggevano con difficoltà. Presto sarebbe rimasto privo di quel riferimento ma non avrebbe potuto permettersi di comperare un orologio da polso a Londra… Pà era stato generoso con le Sterline e pur avendo considerato che avendo un figlio pirla doveva fare uno sforzo economico maggiore non poteva pensare che il figlio fosse così pirla da andarsene in giro con un Tissot a cristalli liquidi con batteria esaurita. Non gli importava gran che, doveva solo arrivare a Victoria Station in tempo per prendere il treno per Hastings dove avrebbe trascorso le ultime due settimane del suo soggiorno come gradito ospite della Regina Elisabetta II. A Hastings avrebbe speso il tempo visitando i luoghi dove Guglielmo il Conquistatore aveva messo tutti in riga e, la sera, dando la caccia a quanta più phiga poteva. Leggende metropolitane narravano che quella cittadina del Sussex fosse meta di banchi di gnocca proveniente dalla Svezia. A lui del Sussex non importava un @a77o ma il Sex aveva una certa attrattiva. Si alzò, gettò il cartoccio dove era avvolto il sandwich nel cestino dei rifiuti e spremette le ultime gocce dalla lattina di Crown Cola che seguì a ruota il cartoccio. Sistemò gli spallacci del suo zaino acquistato a Portobello, era un vecchio zaino tattico della seconda guerra mondiale, spazioso, robusto e ancora in buono stato. Per averlo averlo aveva ceduto il suo e aggiunto sette sterline ma ne era valsa la pena. Non aveva cerniere che si inceppavano dopo aver preso due gocce d’acqua ma robuste cinghie e legacci resistenti. Si portò sul Mall e prima di dirigersi verso l’Admiralty Arch diede un’ultima occhiata grandangolare alla reggia. Non sapeva se l’avrebbe rivista, se sarebbe tornato a Londra… gli sarebbe piaciuto. Non riusciva ad immaginarsi il suo futuro a lungo termine. Ogni tanto sul cruscotto di controllo della sua vita si accendeva la spia della riserva. Il problema era che sul suo percorso non aveva mai incontrato distributori marca ‘Vita’ in cui rifornirsi.
zagor61
zagor61
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Inserito il 28/09/2014 alle: 23:09:28
Oh Gigi, a me continua a piacere. . I primi viaggi da solo, Il Tissot a cristalli che non ricordavo più.. Solo un favore, le ultime due righe, se me lo permetti , me le rivendo con gli amici per fare bella figura Ciao
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