Inserito il 14/12/2011 alle: 16:25:27
C’avemo riprovato.
Ebbene, si! C’avemo riprovato! Ce tenevo tanto a vedè sti famosi mercatini de Natale del nord ed Augusto mio, come regalo anticipato, ha decido de portarmece, cor camper. Prima de partì, mi figlia, ci ha portati in un grande negozio de sport e ci ha fatto comprare, maglie e pantaloni di quer tessuto caldo ma strano, come se chiama, il pailè. Il sor’Armando, che viaggia con i pullman per lavoro, ha prestato, ad Augusto mio,un cappottone verde, che dice che è de gran moda da quelle parti, mi sembra se chiami lorden. A riempirlo, Augusto mio lo riempie bene de panza, tanto che se apre tutto il piegone, ma de lunghezza…gli arriva ai piedi! Me se è de moda! Voi celo sapete, che ce teniamo a fa bella figura! Io potrò finalmente, mette la vera finta pelliccia de visone che, Augusto mio, me regalò per i 25 anni de matrimonio con tanto de cappello russo, il colbacchio! E così, semo partiti verso i famosi mercatini de Natale; quasi arrivati ar paese abbiamo incominciato a vedè un sacco de cartelli scritti in straniero. “Anvedi che civiltà, sto nord!, ho detto ad Augusto mio, Pensano alli turisti! Mica a via della Conciliazione ce sono li cartelli in straniero!” Solo che non capendo nulla, non riuscivamo a trovare l’area per li camper. Così, in una piazzetta, abbiamo visto un vigile, alto, biondo, con un cappottone verde che dirigeva il traffico, abbiamo accostato abbassando il finestrino. Il vigile ci ha detto qualcosa ed io ho gridato:” Oddio, che emozione! Ma presa pè straniera! Me batte forte er core! Forse sarà il colbacchio, ma Augusto mio, non ci ho capito nulla!” E così, in una lingua strana ed a gesti ci ha indicato la strada. Quando semo arrivati in cima ad una salita, ci è apparso uno spiazzo, illuminato dalla luna, tutto bianco! “Oddio, la neve!” Ho gridato! Ma guardando meglio, ce semo accorti che erano tutti camper, qualche centinaio, così vicini, vicini da sembrare una grande macchia bianca! Così avemo parcheggiato in un piccolissimo spazio che, Augusto mio, per passare dalla porta semi aperta, ha dovuto fa un paio de manovre de panza! E ce semo incamminati per il paesino. Quando semo arrivati, che ve lo sto a dì a fà, un’emozione! Sembrava de stà dentro na fiaba! Tutte le casette de legno illuminate, alberi de Natale, addobbi, lucine, bancarelle.! “Che bello, Augusto mio! Che bel regalo che mi hai fatto!” Così ce semo fermati davanti ad una bancarella che ci aveva, come tutte le altre, sempre le scritte in italiano e straniero. Me so messa a guardà una giostrina de legno, con tutti li pupazzetti che se muovevano, ed ho pensato che avrebbe fatto felice mia nipote. Il signore della bancarella, alto, biodo con il cappottone verde come quello di Augusto mio, in un italiano molto strano, mi ha spiegato che la giostrina era tutta fatta a mano da dei signori piccoli che vivono in montagna; più lui raccontava più io rimanevo a bocca aperta. E così, l’ho comprata, certo l’ho pagata na cifra, ma ne valeva la pena. Poi me so girata ed ho visto Augusto mio bianco, che tremava tutto quanto. “Oddio, Augusto, che è successo?” “Er cappotto, ha risposto lui, me sto a morì dal freddo! Mannaggia ar sor Armando!” Un signore distinto, alto, biondo che aveva sentito tutto, ci ha accompagnati ad una bancarella dove vendevano del vino caldo! Ha ordinato un bicchiere, per Augusto mio, che lo ha bevuto tutto di un sorso; e ne ha preso anche nartro al quale, il distinto signore, ha aggiunto, qualcosa, da una bottiglina che aveva nella saccoccia. Ad un certo punto, ho visto Augusto mio diventare rosso fuoco! Le orecchie erano bordò e l’occhi persi nel vuoto! “Oddio, Augusto, che te sta a succedere!” “Signora, non si preoccupi! Ma detto il distinto signore, forse era a digiuno, a questo punto vi conviene andare a cena, vi indico io un buon ristorante!” Ma sono solo le 7; ho pensato tra me e me; ma visto com’era ridotto Augusto, ce semo annati. Quando semo entrati, un’emozione! Tutti i tavoli de legno, il camino acceso ed una signorina vestita come haidi che ci ha fatto sedere. Solo che il menù era scritto in straniero! E mò, ho detto ad Augusto mio, che ce magnamo? Poi ci siamo guardati attorno, e dei signori, alti e biondi mangiavano della specie de pasta col formaggio e sur tavolo c’era del prociutto da affettà! Abbiamo indicato il tutto alla signorina che parlava, anche lei, un’italiano strano e mentre aspettavamo, ho detto:”Ma niente, niente, hai sbagliato strada e semo annati fuori confine? Qui tutti parlano un’altra lingua; sono tutti alti e biondi, mangiano strano; Augusto mio, me sa proprio che semo all’estero! Che emozione! Pensa quando lo raccontiamo all’amici!” E cosi, soddisfatti, abbiamo mangiato quei piatti strani che erano veramente buoni, solo una nota, quando semo usciti, ad Augusto mio è spuntata una lacrimuccia quando ha visto, ad un tavolo, quattro italiani che se facevano du spaghi! Semo tornati ar camper e ce semo messi a dormì in mansarda, faceva caldo ed io ho aperto quell’abbaino che ce sta sur tetto, e…mi è apparsa la luna! Anvedi sti camperisti, ho pensato, che furbi, se addormentano al chiaro de luna! E me sono addormentata. Ad un certo punto,uno strano rumore mi ha svegliata e, nel dormiveglia, non riuscivo a capì ch’era. Poi, ho capito, Augusto mio batteva i denti dal freddo che sembrava un trattore sganasciato! “Svegliati, gli ho detto, qui se gela!” Augusto ha armeggiato un sacco de tempo con la stufa, ma niente da fare! Ce semo rivestiti ed abbiamo aspettato che si facessero le 7 per ripartire. Appena tornati a casa, sono corsa da mia nipote per darle il mio regalo, mentre Augusto raccontava a mi figlia del viaggio all’estero. “Amore di nonna tua, questa giostrina è fatta da dei signori piccoli, piccoli che vivono all’estero…” E mia nipote”Si, nonna, siete stati in Cina?” “Ma che stai a di, cocca de nonna, semo stati, forse in Austria” .“Ma nonna, ha risposto lei, qui c’è scritto made in cina, che vuol dire fabbricato in Cina, l’abbiamo studiato a scuola, anche lì vivono gli uomini piccoli” E così ho capito! Anvedi sto figlio de na mign… mè uscito spontaneo pensando al signore che m’aveva venduto la giostrina! Poi, vedendo er core de nonna che se stava a divertì co li pupazzetti che giravano, ho pensato: Ma che ce frega, ma che ce importa! E così, avemo raccontato a tutti de questo bellissimo viaggio; l’amici che chiedevano ad Augusto mio se avrebbe noleggiato ancora er camper, se so sentiti risponne: si, ma mai più in inverno!
Vi ho voluto raccontà sta storia per poterve dì, a tutti, buon Natale e buon anno nuovo in giro cor camper. Auguri de core da Rosa ed Augusto.